Calcio / Roberto Mancini direttore tecnico alla Sampdoria

Con lui Chicco Evani allenatore ed Attilio Lombardo vice. Probabile anche il ritorno di Andrea Mancini figlio del ‘Mancio’ dopo essere stato direttore sportivo alla Samp un anno fa

JESI, 7 aprile 2025 – La Sampdoria prova a dare una svolta ad una stagione, campionato di seriri B, che la vede fortemente inguaiata e che richia di retrocedere.

Dopo la sconfitta di ieri per 2-0 a La Spezia ora la squadra è terzultima in classifica generale. 

La società nelle ultime ore ha deciso di esonerare il tecnico Leonardo Semplici e il ds Pietro Accardi.

In panchina chiamato Chicco Evani e con lui, come vice allenatore,  Attilio Lombardo.

Un ruolo importante è stato assegnato a Roberto Mancini che sarà il direttore tecnico.

Uno staff tutto di sampdoriani considerato che sia  il ‘Mancio’ che Evani che Lombardo hanno scritto pagine e pagine, come giocatori, della storia del club.

Con ogni probabilità tornerà a far parte dell’area tecnica anche Andrea Mancini figlio di Roberto dopo essere stato direttore sportivo alla Samp un anno fa.

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Subbuteo / il Club “I.n.s.o.m.m.a.” ricorda il trentennale della finale Ancona-Samp

Il Club, in occasione del IX Meeting di “Old Subbuteo”, ha ricordato la finale di Coppa con gli ex Bertarelli ed Armellini. Presentato il libro di Vincenzo Felici “Non passa lo straniero”

VALLESINA, 26 maggio 2024 – Sono trascorsi ormai 30 anni da quella storica finale di Coppa Italia tra Ancona e Sampdoria.

Era la stagione 1993/94, e la squadra di Vincenzo Guerini, allora militante nel torneo di serie B, dopo un cammino straordinario che la vide superare nel suo percorso Giarre, Napoli, Avellino, Venezia e Torino, centrò la finalissima con la Samp degli jesini Roberto Mancini e Mauro Bertarelli, peraltro fresco ex.

Alcuni dei cimeli relativi alla finale di Coppa Italia Ancona-Sampdoria

In una sfida impari per i valori in campo, coi blucerchiati di mister Sven Goran Eriksson capaci di contare su straordinari campioni come Gullit, Jugovic, Mancini, Pagliuca e Platt, solo per citarne alcuni,

I dorici pareggiarono 0-0 nell’andata al “Del Conero” dopo un’ottima gara, sfiorando il miracolo nel ritorno, chiudendo sullo 0-0 anche la prima frazione di gioco al “Marassi”.

La Samp dilagò poi nella ripresa travolgendo l’Ancona 6-1.

Nell’occasione, a segno anche Mauro Bertarelli, nato ad Arezzo negli anni in cui papà Giuliano militava con gli amaranto, ma jesino d’adozione in quanto cresciuto nella città federiciana.

Un risultato comunque storico per l’Ancona, ultima squadra di B riuscita sino ad oggi a centrare una finale di Coppa Italia.

L’evento, con tanto di cimeli relativi a quella finale, tra cui maglie, biglietti, gagliardetti, miniature subbuteo e video, è stato ricordato in occasione del IX Meeting “Old Subbuteo” organizzato dal Club Subbuteo Ancona “I.n.s.o.m.m.a” al Circolo “Walter Germontari”.

Un momento della presentazione del volume con il Prof. Massimo Raffaeli e l’autore Vincenzo Felici

Nell’occasione, presentato anche il volume dello scrittore Vincenzo Felici, grandissimo appassionato di calcio, autore anche di altri volumi, dal titolo: “Non passa lo straniero”.

Il libro, raccoglie storie e aneddoti di tantissimi giocatori stranieri protagonisti con la maglia dell’Ancona, da Zarate a Ruggeri, da Detari a Glonek, da Kozminski a Pandev, da Rapajc a Jardel. Campioni più o meno noti, che nel corso degli anni hanno dato lustro alla storia della società biancorossa.

Gli ospiti dell’evento Mauro Bertarelli ed Andrea Armellini

Ad arricchire l’evento, due illustri ospiti di quell’Ancona, Mauro Bertarelli, autore come detto, di una rete nella gara di ritorno, il rigore del momentaneo 5-1, e il portiere Andrea Armellini, allora vice di Alessandro Nista, ma grande protagonista del match di andata, in cui salvò più di una volta la porta dei dorici, permettendo alla formazione di mister Guerini di tenere accese le speranze nella gara di ritorno.

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Calcio Serie B / Ascoli, pesante sconfitta al “Marassi” con la Samp

I bianconeri, in vantaggio per buona parte della gara, subiscono il ritorno dei blucerchiati che rimontano la rete di Duris con Kasami e De Luca. Classifica ora complicatissima

VALLESINA, 12 marzo 2024 – L’Ascoli era impegnato oggi al “Marassi” nella difficilissima sfida con la Samp alla ricerca di punti salvezza. Tante le assenze tra i bianconeri, su tutte, quelle di Viviano, il bomber Mendes e Di Tacchio.

Gara iniziata bene dai ragazzi di Castori, che passano già al 10’ con Duris che in area riesce a girarsi e calciare sul secondo palo. La palla subisce la leggera deviazione del doriano Ghilardi e si impenna beffando Stankovic.

Ascoli che galvanizzato dalla rete del vantaggio cerca di condurre la gara, ma la Samp va vicina al pareggio col suo capitano Kasami che buca la palla in area a pochi passi da Vasquez.

Al 34’ Ascoli vicinissimo al raddoppio con Pablo Rodrigues che, ben servito da Caligara, calcia verso Stankovic che devia la sfera sul palo.

Al 39’ annullata per evidente fuorigioco una rete di Pablo Rodrigues, oggi uno dei migliori tra i bianconeri.

Il bianconero Pablo Rodrigues, oggi uno dei migliori (foto profilo FB Ascoli Calcio)

Al 42’ ottima conclusione dalla distanza di Kasami per la prima vera occasione da rete per la Samp, ma Vasquez non si fa sorprendere.

Il primo tempo si chiude con l’Ascoli meritatamente in vantaggio ed una Samp che non riesce mai a rendersi davvero pericolosa, ad eccezione degli ultimi minuti di gioco.

Nella ripresa, i padroni di casa partono forte alla ricerca del pareggio, sfiorato già al 47’ con Alvarez, la cui conclusione su calcio di punizione sfiora leggermente il palo esterno della porta difesa dal portiere bianconero.

Al 61’ occasionissima Ascoli per chiudere il match ancora con Duris che ben servito al centro dell’area da Pablo Rodrigues, si mangia un gol fatto, con Stankovic già a terra, calciando altissimo sopra la traversa.

La Samp continua a spingere ancora più forte pervenendo al pareggio al 71’ con Kasami, uno dei migliori dei suoi calciando subito una palla ben servita dal compagno di squadra Esposito.

L’Ascoli cerca di arginare in tutti i modi la furia della Samp che continua a spingere trovando la rete del vantaggio all’84’ con De Luca, lasciato colpevolmente solo in area dai bianconeri, che si perdono la marcatura.

I ragazzi di Castori non ne hanno più ed i nuovi entrati non riescono a far cambiare marcia alla squadra, che esce con una sconfitta pesantissima dopo una buona prova, condotta in vantaggio per 70’ circa.

Samp che conquista 3 punti importantissimi che la collocano ora a ridosso della zona Play-Off, premiata dalla voglia di ribaltare il risultato, in una gara che l’ha vista però soffrire molto, per più di un tempo, contro un avversario che si è arreso solo nel finale.

Il tecnico dell’Ascoli Fabrizio Castori (foto profilo FB Ascoli Calcio)

Classifica ora pesantissima per l’Ascoli, distante ben 6 punti dalla salvezza diretta.

Prossimo appuntamento, domenica 17 marzo alle ore 20:30 al “Del Duca” con il Lecco, in una sfida da ultima spiaggia.

Questi i risultati del 29mo turno: Parma-Brescia 2-1, Cosenza-Cittadella 0-0, Modena-FeralpiSalò 2-3, Spezia-Südtirol 2-1, Catanzaro-Reggiana 0-1, Cremonese-Como 2-1, Pisa-Ternana 1-0, Lecco-Palermo 0-1, Venezia-Bari 3-1, Sampdoria-Ascoli 2-1

La classifica dopo il 29mo turno: Parma 62 punti, Cremonese 56, Venezia 54, Como 52, Palermo 49, Catanzaro 48, Brescia 38, Pisa, Cittadella e Sampdoria (-2) 37, Reggiana e Modena 36, Südtirol 35, Cosenza e Bari 34, Spezia 30, Ternana 29, Ascoli 28, FeralpiSalò 27, Lecco 21.

Il prossimo turno: Palermo-Venezia (venerdì 15 marzo, ore 20:30), Brescia-Catanzaro, Como-Pisa, FeralpiSalò-Parma, Südtirol-Cremonese e Ternana-Cosenza (sabato 16 marzo, ore 14:00), Bari-Sampdoria, Cittadella-Modena e Reggiana-Spezia (ore 16:15), Ascoli-Lecco (domenica 17 marzo, ore 16:15)

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Calcio / Il viaggio di Mauro Bertarelli, da Jesi a Genova: “oggi torno al passato grazie ai giovani”

Indimenticabile il primo gol con la maglia leoncella al Carotti. Oggi è responsabile del settore giovanile del Loreto. Con Roberto Mancini non ha mai avuto un rapporto se non nell’ambito sportivo

JESI, 29 dicembre 2023 – A cavallo tra la fine degli anni ’80 e la prima metà dei ’90, emerge fra Jesi e Ancona un giovane attaccante toscano, classe 1970.

 

Si chiama Mauro Bertarelli ed è figlio d’arte, il padre Giuliano giocava in serie A nel Cesena, nella Fiorentina.

Mauro Bertarelli con i suoi amici jesini tra i quali Marco cerioni, Pietro Recchi, Leonardo Giaccaglia, Roberto Pace

Aretino di nascita ma jesino d’adozione, sportivamente di conseguenza il giovanissimo Mauro compie i primi passi nel mondo del pallone partendo proprio dalla città dei castelli.

Prima di prendere definitivamente il volo decollando verso l’élite del calcio. Centravanti archetipo di quel che oggi definiamo moderno, agile, tecnico ed abile sotto porta, le pagine migliori della propria storia le scrive probabilmente con l’Ancona. Mostrando, negli anni dell’estasi biancorossa valevoli il primo storico accesso a quella che poi fu la Serie A 1992-1993, talento da vendere.

A tal punto che ad accorgersi di lui, dopo una stagione di serie B a dir poco magica con i dorici, è la Juventus che lo fa suo prima di girarlo alla Sampdoria. Gullit, Platt, Vierchowod, Mancini. Inizialmente il salto non risulta semplicissimo. Visti i nomi di quella Samp, anche lecitamente…

Poi quando Mauro sembra esser propenso ad affermarsi, nel 1994 uno scontro di gioco durante una gara di Coppa delle Coppe lo condanna ad un infortunio al ginocchio molto grave anche per i canoni del calcio d’oggi, figuriamoci per quelli di quell’epoca.

Probabilmente non sarà più lo stesso. Almeno a livello di calcio giocato. Perché come sta dimostrando nella sua seconda vita legata al mondo del calcio, fuori dal campo, la passione è rimasta a tal punto da volerla manifestare trasferendola verso quei giovani che, come faceva lui, sognano con un pallone tra i piedi.

Mauro oggi è il responsabile del settore giovanile del Loreto, dopo aver collaborato sempre al servizio dei ragazzi, per altre società del panorama marchigiano. Ancona, Jesi, Academy Civitanovese.

Benvenuto Mauro. E buone feste innanzitutto. Partendo dalle origini, come finisti a dover dare i primi calci al pallone proprio a Jesi?

Fu l’insieme di diverse dinamiche legate ovviamente alla mia famiglia. Al tempo avevo all’incirca 8-9 anni e seguii mio padre, calciatore da queste parti e quindi volenteroso di stabilirsi nella città natale di mia mamma. Ho iniziato a giocare con l’Aurora Jesi prima di passare nelle giovanili della Jesina.

Un ricordo degli anni passati in terra esina?

Impossibile non citare il mio primo gol in C2 al Carotti. Una sensazione speciale, perché a sedici anni, giovanissimo, siglai la prima rete in un campionato professionistico nella stagione 1987-88. L’anno dopo mi acquistò l’Ancona, dove partii dalla primavera.

Poi Rimini e quel salto in serie B all’Ancona. Come si viveva da professionisti?

Professionista lo sono diventato un’po’ dopo se vogliamo, nonostante qualcosa avessi già masticato prima di trasferirmi nel capoluogo, avendo anche segnato memorabilmente in giovane età come dicevo prima. All’Ancona giocai un campionato in primavera prima di esser girato in prestito al Rimini e calcare nuovamente i campi dell’allora C2. Da qui in poi ho cominciato a far sul serio. Una vita molto legata alla routine degli allenamenti settimanali e dei ritiri. Ho sempre vissuto in maniera tranquilla così da focalizzarmi alla gara del fine settimana. Anche questo valse il successivo rientro nelle Marche, per quella grande occasione che poi rappresentarono quei due campionati di Serie B giocati in biancorosso, per me e per tutta la città.

Da Ancona a Genova. Dove si stava più ‘al caldo’ in quegli anni, al Dorico o al Marassi?

Beh, erano due stadi molto infuocati e con il supporto del pubblico strettamente a contatto con noi in campo. Risposta difficile, quindi. Il ‘Ferraris’ ovviamente potendo contare su un numero più elevato di tifosi ti trasferiva molto, ma l’atmosfera che si respirava ogni domenica in quel gremitissimo ‘Dorico’ non era molto inferiore. Soprattutto nella stagione della cavalcata del ’92 che ci portò in Serie A.

Nelle stagioni con la Samp ha condiviso lo spogliatoio con tante leggende. Chi è stato il compagno più forte? Mentre l’avversario?

Sicuramente in quella squadra non mancava il talento. Tra i compagni avevo Mihajlovic, Lombardo, Platt, Pagliuca e compagna bella, bellissima. Una vera fortuna aver potuto condividere delle esperienze con questi giocatori. Se devo pensare al più forte, mi viene in mente ovviamente Gullit. Per quanto riguarda l’avversario, anche se non era propriamente un avversario visto che ci giocavo contro nelle partitelle d’allenamento settimanali, dico Pietro Vierchowod.

Una di queste è Mancini, con la quale avete condiviso il punto di partenza. Lei cosa ha pensato del suo addio alla nazionale? Avete mantenuto i rapporti al di fuori dello spogliatoio negli anni?

Non ho avuto grande rapporto con lui, si limitava all’ambito sportivo\professionale. Al di fuori del campo poco più tant’è vero che quando le mie strade e quelle della Samp si divisero non ci sentimmo neanche più. La scelta della nazionale vista da fuori è un’po’ difficile da digerire, non è difficile arrivare alla conclusione che allenare la nazionale italiana sia differente rispetto all’allenare quella saudita. Poi, quanto accaduto internamente al contesto non è dato saperlo, se ne sono sentite di tutti i colori e anche partendo da queste avrà avuto le sue motivazioni...

Da anni ormai lavora al servizio dei giovani. Quando le è venuta in mente l’idea di dedicarsi a questi?

Appena ho lasciato, ormai venticinque anni fa. Dopo aver smesso ho sempre lavorato nei settori giovanili dedicandomi subito alla causa perché nei giovani vedo quella possibilità di imparare e divertirsi genuinamente. Cosa che alle volte, tra adulti, manca un po’. La spinta nell’intraprendere questa strada me l’ha spianata scuramente il mio carattere, vedere i ragazzini sognare mi diverte e rimanda al passato.

Oggi cosa trasferisce Bertarelli alla società loretana?

Quella con il Loreto è una collaborazione che portiamo avanti ormai da cinque anni. La nostra è una bella società, piccola nei numeri ma molto ben organizzata. Io contribuisco direttamente allenando le squadre dei più piccoli, oltre che essere il responsabile del settore giovanile. La volontà è quella di trasferire a piccole dosi quel sentore di professionismo, sia tra i ragazzini sia tra genitori e società, che poi potenzialmente permetterebbe l’emergere di qualche giocatorino.

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Serie B / Ascoli, pareggio al “Del Duca” con la Samp

I ragazzi di Viali pareggiano contro una delle grandi del torneo. Dopo la rete del vantaggio siglata da Nestorovski, arriva quella dei blucerchiati con Borini su rigore

VALLESINA, 7 ottobre 2023 – Dopo 3 risultati utili consecutivi, l’Ascoli era atteso oggi al “Del Duca” nel match contro la Sampdoria di Andrea Pirlo, una delle squadre senz’altro più blasonate della B, ma alle prese dopo la terribile stagione scorsa, ancora con grandissimi problemi di adattamento alla cadetteria ed un tecnico sulla graticola dopo il pessimo avvio.

In una gara che ha visto alla fine le due formazioni annullarsi, Ascoli e Sampdoria sono uscite dal campo con un 1-1 alla fine giusto, senza tante recriminazioni da una parte e dell’altra.

L’undici bianconero sceso in campo oggi con la Samp (foto profilo FB Ascoli Calcio)

Ascoli più intraprendente in avvio, che ha cercato di mettere alle corde una formazione in piena crisi di identità. Le uniche occasioni, tutte di marca bianconera, hanno visto protagonisti Falasco e il solito Rodriguez. Proprio nei minuti di recupero del primo tempo, al 49’, è stato il nuovo arrivato ex Udinese Nestorovski a portare in vantaggio i padroni di casa grazie a un colpo di testa sullo spiovente calciato sempre da Falasco su punizione.

Nella ripresa, la Sampdoria ha cercato di rimettere in piedi la gara guadagnandosi un calcio di rigore con Esposito, bravo a sfruttare un’ingenuità della difesa ascolana. Sul dischetto è andato lo specialista Borini che al 51’ ha messo la palla in rete, ristabilendo la parità.

Le due squadre hanno poi provato ad affacciarsi ancora nelle rispettive aree avversarie, non trovando però lo spunto decisivo per portare a casa i 3 punti.

Il tecnico dell’Ascoli William Viali (foto profilo FB Ascoli Calcio)

Un buon punto alla fine per l’Ascoli, che porta a 4 i risultati utili consecutivi, ed ottimo per la Samp, ancora in convalescenza.

Questi i risultati in attesa dei posticipi di domani: Brescia-FeralpiSalò 1-1, Cosenza-Lecco 3-0, Modena-Palermo 0-2, Reggiana-Bari 1-1, Südtirol-Catanzaro 0-1, Ascoli-Sampdoria 1-1, Cittadella-Ternana 2-2, Venezia-Parma 3-2.

Como-Cremonese e Spezia-Pisa (domenica 8 ottobre, ore 16:15)

La classifica provvisoria dopo i risultati di oggi: Parma 20 punti, Palermo 19, Venezia e Catanzaro 18, Cittadella 15, Cosenza e Como 14, Modena 12, Brescia, Bari, Südtirol e Cremonese 10, Ascoli 9, Pisa e Reggiana 8, Ternana, Spezia e FeralpiSalò 5, Sampdoria (-2) 4, Lecco 1.

Tra i marcatori, in testa per il momento Casiraghi (Südtirol) e Benedyczak (Parma) con 6 reti. A seguire, Mendes (Ascoli) e Coda (Cremonese) con 5.

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Calcio / Quando Trevor Francis e la sua Sampdoria incontrarono la Jesina

L’ex attaccante della Nazionale inglese, che militò in Italia nelle file di Sampdoria ed Atalanta, giocò anche al “Comunale” di Jesi in un’amichevole tra Jesina e Samp nella stagione 1984/85

JESI, 24 luglio 2023 – Un’altra terribile notizia ha scosso in queste ultime ore il mondo Samp e tutto il calcio italiano, la scomparsa dell’ex attaccante della Nazionale inglese, ricordato in Italia con le maglie di Samp e Atalanta, Trevor Francis.

Souness e Francis

attaccante, cresce nel Birmingham City dove esordisce nella massima serie inglese per passare dopo dieci anni di lunga militanza al Detroit Express. Passa poi al Nottingam Forest e successivamente al Manchester City, ancora lontana realtà da quella attuale.

Arriva poi l’opportunità dell’Italia, allora il campionato più bello del mondo. È la Sampdoria del presidente Enrico Mantovani, appena salita in Serie A che lo cerca con insistenza e se ne assicura le prestazioni per la stagione 1982/83 .

Con i blucerchiati Francis rimane per 4 anni, sino alla stagione 1985/86 vincendo 1 Coppa Italia, primo trofeo assoluto di una Samp destinata a vincere successivamente uno Scudetto, altre Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e sfiorare una Coppa dei Campioni, persa solo dopo una finale stregata con il Barcellona a “Wembley”. Dopo l’esperienza genovese, Francis passa per una stagione all’Atalanta, prima di rientrare in patria, o meglio in Scozia ai Rangers Glasgow, per poi ritornare in Inghilterra al Queens Park Rangers e chiudere la sua lunghissima carriera con lo Sheffield Wednesday.

Comunale di Jesi: Mancini-Tortelli

Il campione inglese, allora centravanti della nazionale britannica, ebbe occasione di giocare anche a Jesi in un’amichevole che si tenne nell’aprile 1985 con la Jesina allora impegnata nel torneo di Serie C/1. Per la cronaca, la gara finì 2-1 per i sampdoriani.

Al “Comunale” così, i tanti jesini accorsi ebbero modo di ammirare il centravanti titolare della Nazionale inglese, che incantò il pubblico con le sue giocate. Insieme a lui, il campione jesino Roberto Mancini, al terzo anno a Genova, ed una squadra composta da giocatori come Bordon, Casagrande, Galia, Mannini, Matteoli, Pari, Pellegrini, Salsano, capitan Scanziani, Souness, fresco vincitore alcuni mesi prima della Coppa dei Campioni alzata da capitano all’Olimpico di Roma contro i giallorossi, Vialli e Vierchowod. (foto in primo piano Sampdoria a Jesi Francis, Mancini, Salsano, Beccalossi e Casagrande)

Un campione ricordato non solo per le sue grandissime qualità tecniche, ma anche e soprattutto per le doti umane, che ne hanno fatto uno giocatori dei più amati della storia della Samp.

Una carriera fatta di oltre 600 presenze e circa 200 reti distribuite tra il campionato inglese, italiano e quello scozzese. 52 presenze e 12 reti invece, con la Nazionale britannica, con cui ha disputato anche il Mondiale di Spagna ’82 segnando 2 reti.

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Jesi / Buon compleanno Roberto Mancini

Il Ct della nazionale italiana compie 58 anni. Gli auguri di tutti gli sportivi jesini. Anche il sito dell’Inter fa gli auguri al Mancio

JESI, 27 novembre 2022Roberto Mancini compie 58 anni e tutto il mondo sportivo fa gli auguri al Ct della nazionale azzurra di calcio.

Anche il sito dell’Inter festeggia il compleanno del Mancio. Anche noi di Vallesina Tv ci accodiamo rappresentando tutto il mondo sportivo jesino.

Per quindici anni Mancini è stato il volto della Sampdoria che guidò alla conquista dello scudetto nella stagione 1990-91, primo storico trofeo per i “blucerchiati”.  Il viaggio di Mancini e dei suoi compagni di squadra nella Sampdoria dei record è stato raccontato in un libro che ora è diventato un docufilm diretto da Marco Ponti “La bella stagione”. Il film sarà nelle sale da domani 28 novembre fino al 1° dicembre.

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CALCIO / Maradona: l’ultima maglia a Filippo, figlio di Roberto Mancini

L’ultima partita in Italia del ‘pibe de oro’ il 24 marzo 1991: Sampdoria – Napoli 4-1. Maradona a fine gara gli regalò la maglia numero 10

JESI, 26 novembre 2020 – Con la morte di Maradona il calcio perde sicuramente la sua stella: insieme a Pelè il più grande in assoluto di tutti i tempi, il 10 dei numeri 10.

Il Commissario Tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini con un twitter ha espresso il suo dolore:  “ho visto Maradona. Addio eterno Diego. Rip”.

In carriera Maradona su Mancini si era così espresso: “è sfrontato, come piace a me, e in campo può davvero fare qualsiasi cosa gli piaccia”.

Due numeri dieci che hanno fatto storia.

E casualità ha voluto che l’ultima partita di campionato di Maradona in Italia fu proprio giocata dal Napoli a Marassi contro la Sampdoria di Roberto Mancini. Risultato finale 4-1 per i blucerchiati.

Era ovviamente la Sampdoria di Boskov che a fine stagione vinse lo scudetto.

Il gol del Napoli, in quella partita in maglia rossa, fu realizzato proprio da Maradona su rigore. Per l’undici di Boskov in gol Cerezo, doppietta di Vialli e Lombardo.

Il ‘pibe de oro’ dovette battere due volte il calcio di rigore contro Pagliuca, andando sempre a segno.

La Sampdoria in attacco schierava Lombardo, Cerezo, Vialli, Mancini, Dossena.

Quel Napoli scese in campo con Galli, Corradini, Rizzardi, Crippa, Francini, Renica, Venturin, Mauro, Careca, Maradona, Zola.

A fine gara, episodio curioso che Mancini ha raccontato di recente in una intervista a Sky al giornalista Paolo Condò, Maradona regalò la propria maglia numero 10 al figlio di Roberto Filippo.

“Maradona è stato il più grande, aveva commentato il ‘Mancio’. Sicuramente agli appassionati di calcio piacciono questo o quell’altro giocatore ma Maradona è stato davvero un grande che è piaciuto a tutti”.