Rugby / Monte San Vito e il Tag Rugby: la parola all’allenatrice Maria Landi

Una disciplina, quella del Tag Rugby, introdotta ai giovani studenti dell’Istituto di Scuola Media “Dante Alighieri” di Monte San Vito. Ma che cos’è il Tag Rugby? Cosa lo differenzia dal classico Rugby e qual è ad oggi la sua diffusione a livello locale? Un percorso appena iniziato che potrebbe portare lontano, a cominciare dalle prossime fasi regionali del 15 maggio ad Ancona dei campionati studenteschi

MONTE SAN VITO, 28 aprile 2025 – Il Tag Rugby, una disciplina che forse ai più potrebbe risultare insolita o addirittura del tutto nuova, sta ottenendo importanti consensi, soprattutto tra i ragazzi delle scuole medie del comune di Monte San Vito.
La recente partecipazione ai campionati studenteschi con primo e terzo posto nelle categorie Cadetti, maschili e femminili, lasciano presagire un evoluzione in ambito scolastico e non, dell’inserimento di uno sport come il rugby, sempre di più nella cultura sportiva territoriale.
Facciamo il punto della situazione con l’allenatrice di rugby e insegnante di educazione fisica Maria Landi, che ci parlerà della nascente sinergia tra Tag Rugby e scuola.
Professoressa Landi, partiamo dal principio: si presenti parlandoci innanzitutto del ruolo che svolge all’interno dell’ambito scolastico e da cosa nasce l’iniziativa dei campionati studenteschi?
“Sono l’insegnate di educazione fisica dell’istituto Dante Alighieri di Monte San Vito, delle scuole medie praticamente. Di base sono allenatrice di rugby, il pomeriggio lavoro in una società sportiva, la Sena Rugby di Senigallia. Ci è stata la possibilità di prendere parte ai giochi studenteschi e quindi con i miei studenti di Monte San Vito abbiamo partecipato. Li ho allenati io in più sono stati allenati usufruendo del progetto Scuola Attiva Junior, il progetto ministeriale sport e salute, in tal caso dai tecnici del Falconara Rugby, la società più vicina alla scuola. Prima di tutto questo ho istituito l’ente scolastico sportivo, il progetto della FIR, dove si istituisce una società di rugby all’interno della scuola su ispirazione del modello anglosassone. In questo modo, abbiamo la possibilità di tesserare i ragazzini per la società della scuola, in più essere tutelati dalla società di Falconara”.
Avete partecipato ai recenti campionati studenteschi di Tag Rugby, ci vorrebbe parlare di come si sono svolti?
“Si, vi hanno partecipato i ragazzini della categoria Cadetti, seconda e terza media. I ragazzi sono arrivati primi mentre le ragazze cadette, terze. Giovedì 15 maggio ci sarà la fase regionale ad Ancona presso il campo Nelson Mandela in via della Montagnola”.
Come è stato l’approccio verso un tipo di disciplina, il Tag Rugby per l’appunto, che a differenza del classico rugby, non prevede scontri fisici?
“Il Tag è la versione a 5 della FIR. 5 contro 5 e il placcaggio viene sostituito dallo strappo del tag, due nastrini colorati messi alla vita dei ragazzini. Come si ferma il portatore di palla invece di placcarlo come nel rugby si strappa il tag. Non c’è contatto, non ci sono cadute a terra, lo hanno ideato per poterlo praticare anche a scuola dato che è facilmente praticabile anche in palestra. L’ho svolto allenamento sia in palestra che nel sintetico di Monte San Vito che nel pomeriggio al campo da rugby di Falconara. La risposta è stata positiva perché da li, ai pomeriggi sportivi, abbiamo avuto 38 presenze. In più 4 ragazzi e 1 ragazza ora giocano a rugby nell’under 14 di Falconara. Una bella sorpresa”.
Passando dal Tag al rugby vero e proprio nel campo di Falconara, un avviamento quindi partendo in punta di piedi per poi aprire le porte alla disciplina classica.
“A Falconara si partica il rugby con il contatto. Chi avesse voluto, aveva la possibilità, a titolo gratuito, in quanto rientrante nell’ente del progetto sportivo scolastico, di poter giocare a rugby. Una bella possibilità grazie al profetto della FIR con il Ministero Della Pubblica Istruzione. Un collegamento tra il rugby educativo e la scuola dove si trasmettono comunque valori come il rispetto dell’avversario, l’avanzare e il sostegno. I principi del rugby”.
Qual’è stato il fattore più incisivo che ha contribuito al successo dei sui studenti?
“Il divertimento. E’ uno sport molto divertente e che più si avvicina agli schemi motori dell’essere umano cioè correre, afferrare e lanciare. Chiunque in modo basilare o da principianti lo possono praticare. Il tag inoltre rimane più veloce rispetto al classico rugby perciò ci si diverte di più con pochi tempi morti, più stimolante”.
Quali sono state invece le difficoltà maggiori riscontrate?
“Il rugby è l’unico sport dove per proseguire avanti, bisogna passare la palla indietro. C’è tutta una riprogrammazione rispetto a chi ha praticato altri sport come basket ecc. Non esiste contropiede nel rugby, bisogna riabituarsi ai passaggi indietro per avanzare, ed è la cosa più difficile”.
Ha notato sostanziali differenze tra il maschile e il femminile a partire dall’approccio?
“La collaborazione c’ è stata da parte di tutti. Nessuno, ad eccezione di un ragazzino, ci aveva già giocato. Sono tutti partiti dallo stesso livello e quindi è stato più semplice. Molte ragazze provenivano dalla danza ma nonostante tutto, l’approccio anche da parte loro è stato ottimo”.
Come è nata l’dea di aderire come istituto scolastico a tale iniziativa e che valore aggiunto ha apportato?
“E’ stata una novità, tra i vari progetti in cantiere. Per fortuna abbiamo una dirigente scolastica molto aperta a nuove iniziative, grazie anche al sostegno di tutti gli altri insegnanti. Così come è stata ottima l’accoglienza e l’aiuto ricevuto dalla società di Falconara, ad averci messo a disposizione i tecnici e l’impianto”.
Vede buone prospettive future per il Tag Rugby all’interno delle scuole?
“I numeri stanno aumentando, segno di evoluzione. Il tag rappresenta un buon collante tra gli studenti e questa disciplina. Per fare un esempio: in Inghilterra è la normalità giocare a rugby tra i più giovani come giocare a calcio. In Italia è visto ancora come lo sport violento, ma non è così. Non si limita solamente a buttare a terra l’avversario, ci sono anche dei valori e delle tecniche specifiche”.
Crede in Italia siamo ancora aggrappati ad una mentalità retrograda circa la concezione del rugby?
“Sicuramente è uno sport giovane per noi. Essendo nato in Inghilterra, si è poi diffuso molto anche in Francia. In Italia è ancora uno sport solo per appassionati anche se in diverse regioni esistono belle realtà come in Veneto, Lombardia, Lazio e Abruzzo. Ancora rimane ad oggi una diffusione a macchia di leopardo nel nostro territorio nazionale. All’ingresso delle sei nazioni che è un grande torneo a livello europeo svoltosi in Italia, si ha contribuito alla sua popolarità come anche le mini olimpiadi a livello nazionale Juniores, dove c’è il Tag rugby. Passi in avanti si, le società stanno aumentando, anche nel settore femminile, ma non siamo certo ai livelli del calcio”.
Per concludere, che prospettive avete per le prossime fasi regionali e oltre?
“Per quest’anno, i giochi studenteschi del Tag si fermano alle fasi regionali mentre l’anno corso si è arrivati fino alle fasi nazionali, ma questo è un fattore che dipende dall’ufficio scolastico. Continueremo a fare tornei dell’ente scolastico, siamo una delle poche realtà a livello regionale, e proseguiremo negli allenamenti con lo scopo di inserire tale sport nel programma scolastico: il tag rugby affiancato ai classici sport basket o pallavolo. Una maggior diffusione, in poche parole”.
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Ma non ci si ferma, anzi il prossimo fine settimana sarà se possibile ancora più stimolante e avvincente. Sabato 4 maggio infatti i Leoni anticipano l’appuntamento conclusivo dell’annata della Seniores sul campo di Gubbio perchè poi, domenica 5, saranno di nuovo al “Latini” impegnati, stavolta, nel supporto organizzativo alla riuscita della nuova edizione del Torneo “Federico II” di minirugby, che riempirà l’impianto dell’entusiasmo di centinaia di giovanissimi rugbisti da tutta Italia.








Una giornata da incorniciare per gli uomini di coach Marco De Rossi. «Volevamo vincere, ci eravamo preparati tanto in settimana per riuscire a farlo e in questo senso è un successo che fa tanto morale – commenta il tecnico del Rugby Jesi ’70 – a San Benedetto vanno fatti i complimenti, perchè hanno messo in campo una ottima prestazione».


«La chiamata – dice Alice – un poco me l’aspettavo ma quando arrivano mail di questo genere non si può non avvertire lì per lì un poco d’ansia. Ansia e tanta adrenalina appunto, non vedo l’ora. Troverò ragazze molto forti e potrò mettermi alla prova con loro».





Si riparte dopo l’alluvione con un evento nato dalla collaborazione fra il sodalizio jesino del presidente Luca Faccenda e l’agenzia Universal Events di Emanuel Pastina. Il ricavato – ingresso a 5 euro comprende una consumazione, a disposizione stand gastronomico e cucina del Terzo Tempo Club House per il food & drink – andrà a sostenere la ricostruzione di quanto distrutto poco meno di due mesi fa.




E’ l’iniziativa lanciata dalla Pallanuoto Jesina, alla quale sono invitate ad aderire tutte le società del territorio e soprattutto di Jesi e della Vallesina, e dal presidente ‘Gigio’ Traini che chiama tutti a raccolta ed unirisi in una gara di solidarietà.

L’ultimo successo del quindici di coach Marco De Rossi risaliva infatti al 24-20 su Imola del 26 febbraio scorso, prima di incontrare in serie tutte le prime cinque della classifica. «Sapevamo questa era una partita da non sbagliare – dice a riguardo proprio il tecnico dei Leoni – e così è stato. Siamo stati sempre in vantaggio e abbiamo vinto, facendo bene le nostre cose in mischia e in touche e giocando buoni palloni con i tre quarti. I ragazzi ci tenevamo a dimostrare il loro valore e a riprendersi la loro giusta posizione di classifica: fra le cinque davanti e la prima di chi sta dietro, ovvero noi, ci sono 29 punti di distacco, i numeri parlano chiaro e dicono che le big del torneo sono evidentemente le formazioni più esperte e attrezzate».




Ottima la prestazione dei giovani dell’Under 15 aggregati con i pari età di Jesi e Macerata. Nel doppio impegno di Macerata Ballanti, Tozzi, Giubilei, Stelluti, Armezzani, Memoli e Allegrini hanno portato a casa due ottime vittorie.
“Stiamo procedendo con manutenzioni che sono state individuate come non più rinviabili e necessarie per assicurare e recuperare la massima funzionalità dell’impiantistica sportiva, in ragione delle esigenze delle società e dei praticanti” ha sottolineato l’assessore allo sport Samuele Animali, ricordando anche gli












Per quanto riguarda le prossime mosse nelle scuole, il progetto “La scuola in meta – rugby per tutti” sostenuto dalla Federazione Italia Rugby e supportato dall’Avis cittadino, ripartirà con la Giovanni Paolo II e prossimamente anche presso la Marco Polo.
Anche il prossimo fine settimana si prevede estremamente intenso: l’Under 13 giocherà sabato 19 novembre a Jesi (ore 15.30) e l’Under 15 in campo per una attività regionale domenica 20 novembre (ore 10) ad Ancona.
Risultato finale al “Latini” 26-17 per le marchigiane, nella gara che era valida per la quarta giornata del campionato di Serie A femminile e che ha confermato le Spartan Queens in testa alla classifica del girone.












Buone le prove dei ragazzi, con mete messe a referto ed una buona chimica di squadra, ma le diverse defezioni e la panchina corta hanno pesato sul risultato finale.








rimonta di Modena fino al 16-18 di chiusura. «C’è amarezza, perché volevamo fortemente questo primo successo ma proprio all’ultimo siamo stati recuperati. La nostra era stata una buona prestazione» commenta Enrico Maria Fanesi, apertura – centro del Rugby Jesi ’70 che la meta del momentaneo 13-10 per i Leoni di casa l’aveva firmata.













































Il Coronavirus tiene tutti in casa e gli organizzatori delle varie manifestazioni si affrettano a comunicare decisioni che mai avrebbero voluto fare. Infatti stanno decidendo se le competizioni già in cantiere sono da annullare definitivamente oppure posticiparle a dopo l’estate.
Stessa sorte di fermo dovuto all’emergenza per il rugby. La decisione definitiva sarà presa domani martedì 17 marzo ma è pressoché certo che il grande rugby internazionale, quello del Guinness PRO14, non sbarcherà, almeno il 18 aprile, a Jesi. Il big match del 17° turno del prestigioso torneo d’origine celtica tra Zebre Rugby Club e Southern Kings, non si disputerà nella data stabilita.





