Falconara / Il curioso caso del Roccheggiani: stadio inagibile, bando regolare?

Come da notizie delle scorse giornate, alla Falconarese è arrivato il benservito da parte del Comune a riguardo della concessione dell’impianto. Il bando di consegna delle chiavi dello storico (e spesso discusso) stadio all’Olimpia Juventu Falconara. Il perché del trattamento riservato alla società biancoverde nonostante l’impegno prolungato negli anni resta un mistero. Per usare un eufemismo

FALCONARA, 7 giugno 2024 – “Dal FalComics al Roccheggiani”: potrebbe essere il titolo di una graphic novel mozzafiato o il soggetto di un racconto sul degrado sociale descritto così bene da uno dei tanti famosi fumettisti che dal 24 al 26 maggio hanno preso parte al festival falconarese.

 

Invece, purtroppo, la realtà supera ancora una volta la finzione, e non c’è nemmeno la sigla cantata dalla tanto osannata Cristina nazionale.

Una retrocessione può capitare a chiunque, anche in modo disastroso come avvenuto al calare del sipario sulla stagione 2023-2024. Tuttavia, ciò che è accaduto alla Falconarese, sia durante che dopo questa, supera ampiamente l’ambito sportivo andando a toccare quello della beffa per antonomasia. E nemmeno l’evidenza dei fatti sembra servire a qualcosa.

Se dovessimo rimanere nello sport, infatti, oltre alla prima squadra che, con alterne fortune, ha sempre onorato le competizioni a cui ha partecipato, partendo da considerare il lavoro di chi opera per far sì che questo accada ormai da anni, la società ha in più ricostruito dal nulla, grazie all’impegno del presidente Concettoni, un settore giovanile scolastico.

Nei primi due anni di accesso all’attività motoria, fondamentali nella crescita sportiva di ogni adolescente, completamente gratuito per le famiglie.

Questo è il risultato di un progetto triennale che aveva visto la gratuità estesa a tutto il settore giovanile. Inoltre, è stata completamente ricostruita la squadra juniores, dando finalmente spazio ai ragazzi di Falconara con la volontà di supportare la loro carriera calcistica.

È stato anche istituito un torneo a carattere regionale (leggasi Memorial Leonardi) dedicato proprio a questi giovani, giunto ora alla fase finale (Recanatese contro Castelfrettese 20 giugno ore 21) della sua terza edizione.

Come dicevamo, la situazione supera la fantasia che sembra aleggiare da tempo su certi meccanismi decisionali, e probabilmente dovrebbe attirare l’attenzione di chi è deputato al controllo e al rispetto delle regole.

Così come è stato sconcentarte che lo stadio Amadio abbia potuto usufruire per anni di una tribuna provvisoria priva di qualsiasi autorizzazione relativa alla sicurezza per l’accesso del pubblico. Questo dubbio è emerso con la sua sospensione sine die dall’inizio del campionato. La situazione raggiunge limiti da fantascienza con lo stadio Roccheggiani, interdetto al pubblico dopo una verifica statica che sembrerebbe giustificata dalla scomparsa stessa della struttura.

Grazie al bando Sport & Salute 202-21 e, sembrerebbe, a un progetto simile legato ad un impianto abruzzese presentato in extremis nel 2018, è stata avviata la procedura per lo svolgimento dei lavori proprio al termine dell’emergenza Covid. Questi lavori, a differenza delle piramidi di Giza, avrebbero dovuto essere terminati almeno un paio di Natali fa, forse con il determinante supporto dei nani di Santa Klaus. Tuttavia, per motivi vari, ma sembrerebbero insondabili, nonostante ampie rassicurazioni da parte dell’attuale amministrazione, il gestore, la società biancoverde, è rimasto senza la possibilità di accesso del pubblico per tre campionati.

Questo ha causato un danno economico rilevante per una piccola società dilettantistica impegnata anche in progetti sociali, oltre a danneggiare la sua immagine nei confronti dei pochi sponsor. È degno di nota che la società, in un impeto di estrema fiducia, avesse provato a sollecitare l’amministrazione comunale con un project financing, ma lo scarso interesse del Comune sembrava determinato dalla garanzia di poter consegnare il manufatto per uno dei famosi Natali successivi.

Tuttavia, con lo stadio palesemente incompleto e con alcune lacune suscettibili di opportune verifiche, è stato messo a bando, incompleto e inagibile. La gara è stata vinta da un’altra società, legittimamente, ma con qualche limite sotto il punto di vista dell’opportunità.

Se fosse un film o un fumetto, a questo punto partirebbe la sigla, ma la sigla, come le tribune, non c’è ancora. Bisognerebbe contattare Cristina, magari per Natale. Il sindaco Signorini sicuramente ha il numero. E allora, sigla.

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Falconara / Sport, Pala Badiali e Roccheggiani: tristezza sull’impiantistica sportiva

Il pensiero del presidente Bramucci del calcio a 5  femminile (serie A) che segue quello di David Miani di settimane fa: “i sindaci passano, noi società ci saremo sempre”

FALCONARA, 22 dicembre 2023 – Sull’onda lunga delle parole d’addio alla Falconarese di David Miani datate allo scorso 6 dicembre (nostra intervista esclusiva, rileggi qui…), in questi giorni abbiamo cercato di fare il punto di una situazione che a detta di molti a Falconara continua ad essere per lunghi tratti insostenibile.

Chi opera ormai da tantissimi anni nello stesso territorio con idee e dedizione, ovviamente, è Marco Bramucci. Presidente campione d’Italia e d’Europa di un sodalizio del calcio a 5 femminile tra i più importanti di tutto il movimento nazionale, l’attuale Stilcasa Costruzioni Città di Falconara C5.

Noi abbiamo parlato con lui per ottenere più delucidazioni possibili riguardo all’aspetto impiantistica nel falconarese, raccogliendo i contorni di uno scenario che non ha mai facilitato a pieno iniziative e buona volontà nemmeno da parte di chi mette la città sul piedistallo in giro per l’Italia.

Marco Bramucci

Presidente Bramucci, innanzitutto le do il benvenuto e colgo l’occasione per ringraziarla personalmente e a nome di tutta la redazione di Vallesina TV, per averci concesso l’opportunità di raccogliere le sue testimonianze riguardo alla situazione attuale legata all’impiantistica sportiva a Falconara.

Ricollegandomi alle tante dichiarazioni che si sono susseguite in queste giornate, vorrei iniziare con una domanda che, a prima vista, sembra una battuta, ma che si collega a quanto il precedente amministratore della Falconarese 1919, David Miani, aveva pronunciato un’po’ sarcasticamente sempre tramite il nostro portale.

 

 

È vero che l’unica squadra italiana femminile nel calcio a 5, a cui lei è legato ovviamente ancor prima da passione che da responsabilità dirigenziali, ad aver trionfato nella massima competizione europea, la UEFA EUROPEAN FUTSAL WOMEN CUP del 2022, ha rischiato di dover disputare le sue partite casalinghe non più presso il Pala Badiali, teatro di tante altre vostre vittorie, ma addirittura al Parco Carletti ad inizio stagione?

“È una battuta sì, ma che si addice perfettamente alla situazione. Per poco siamo riusciti a disputare la prima partita in casa a ottobre, a causa di una serie di permessi che dovevano essere sistemati. Non entrerò nei dettagli tecnici, ma queste questioni si sarebbero potuto e dovuto risolverle molto prima. Non solo. Ricordo bene il 12 giugno 2022, quando conquistammo lo scudetto contro il Pescara. La partita ebbe inizio alle 20 come previsto, ma a noi andò molto bene visto il blackout che siamo riusciti ad afferrare e rimettere in sesto tempestivamente mentre ispezionavamo il nostro palasport attorno alle 14 dello stesso giorno. Non senza considerevole apprensione. Il problema rientrò solo un’ora e mezzo dopo e qualora fosse accaduto a ridosso del fischio iniziale avremmo perso una finale scudetto a tavolino, a seguito della legiferazione che la FIGC aveva dedicato alle situazioni di guasto elettrico conseguentemente agli eventi dell’anno precedente in occasione di un’altra finale scudetto, quella volta maschile, coinvolgente tra l’altro l’ItalService Pesaro. Questo episodio evidenzia che il tanto sbandierato Pala Badiali non è stato completamente sistemato, ma solo in parte. Ci tornerò più avanti, visto che ovviamente questa non è l’unica sfaccettatura negativa dell’impiantistica sportiva falconarese, soprattutto per quanto riguarda la sua gestione nel tempo.”

Ma com’è stato possibile trovarsi anche all’inizio della stagione sportiva corrente in una situazione del genere?

“Per inquadrare la situazione, bisognerebbe risalire a quanto accaduto nell’ultimo ventennio. La mia ricostruzione, dunque, non si rivolge solo all’attuale amministrazione Signorini, cioè a questa giunta e a quella precedente, ma parte anche guardando ai due mandati di Brandoni che sono seguiti ad un periodo di commissariamento. Durante quel periodo, la giustificazione per molte problematiche è stata la mancanza di fondi e le difficoltà legate ai debiti. Certamente, queste sfide rappresentano una parte della scusa per questi anni di amministrazione. Tuttavia, ora voglio offrire ai cittadini un’analisi un po’ diversa: quella riguardante l’inesistenza totale di una qualsiasi visione progettuale da parte di queste amministrazioni. Forse è persino positivo che non li abbiano a disposizione, certi fondi. E da qui, si, entro nel dettaglio. Nel 2012, si registra la prima ‘fiche’ economica spesa dedicata all’impiantistica sportiva, decisa da Brandoni in accordo con l’intero arco consigliere del Consiglio comunale. È una decisione veramente bipartisan. Si scelse di investire oltre 600.000€ per la sistemazione dell’impianto in via Liguria, nello stadio Marcello Neri. La decisione di rifare il campo fu comprensibile, ma ciò che appare più discutibile è stata la costruzione della tribuna. Si è letteralmente sbancata una collina, con la realizzazione di una struttura metallica, a un costo che ritengo folle per una tribuna poi mai effettivamente utilizzata”.

E per quanto riguarda gli altri impianti, da lì in poi?

Tra il 2016 e il 2020, finalmente, venne presa la decisione di investire fondi anche su quegli impianti trascurati dopo la ‘bell’époque’ del Sindaco Carletti, nello specifico lo stadio Roccheggiani e appunto il Palasport Badiali. Al Palasport Badiali, viene rifatta esclusivamente la facciata esterna e due spogliatoi su quattro, senza intervenire sulla restante parte. In particolare, non viene effettuato alcun intervento sull’impianto elettrico, fondamentale per l’illuminazione durante le partite. Ecco, tornando a prima, come arrivammo a giocarci finali scudetto e coppe europee. Per quanto riguarda lo stadio Roccheggiani, un luogo caro alla Falconarese, nel 2016 si procede con la sostituzione dei neon, con una spesa di circa 40.000€. Con tutti questi già inutilizzabili o fuori norma. Tra il 2017 e il 2018, si eseguono lavori di restyling che coinvolgono i bagni della tribuna e le scalette che portano a questa, per un totale di circa 120.000€”.

Quindi, una spesa complessiva di circa 150.000€ per la stessa struttura che come sappiamo, a distanza di soli due anni, fu completamente demolita?

“Esattamente. Dopo aver speso circa 120.000€ nel 2018, nel 2020 si ordina in tutta fretta l’abbattimento della tribuna. Se fosse stato necessario abbatterla non lo sappiamo. Si evacuano le sedi e si spendono 130.000€ per il sistema di abbattimento, solo due anni dopo aver effettuato una riparazione al costo di 120.000€. Raggiungendo, così, una spesa di 250.000€. A questo piano d’azione, che viene elencato solo dopo l’intervista di Miani, vanno aggiunti 850.000€ complessivi per l’abbattimento e la ricostruzione, più 120 per la riparazione precedente e 130 per l’annesso abbattimento, arriviamo a oltre 1.100.000€. Credo che questo Comune sia privo di qualsiasi progettualità, che non segua alcuna direzione organizzata. In campagna elettorale si è parlato di una Città dello Sport, ma la realtà dice di un palasport, ospitante le partite di una delle migliori realtà italiane di calcio a 5 femminile, apparentemente sistemato all’esterno e solo parzialmente all’interno. Del suo principale stadio perpetuamente adibito a cantiere, il quale ha di fatto compromesso l’attività della sua società principale e tolto le sedi a tutte le altre. I lavori iniziati nel 2020 su questo, con una spesa di circa 1.100.000€, alle porte del 2024 non mostrano alcuna conclusione. Una spesa totale che affianca superandoli alla grande, i parametri della follia.”

Lei negli anni comunque in qualche modo avrà pur cercato di comunicare con la Giunta, vista la volontà poi concretizzatasi di portare in alto quella che è l’attuale StilcasaCostruzioni Città di Falconara C5?

“Nel 2016, prima della nostra scalata ai successi e volenterosi di programmarla nelle possibilità, avevo già ben fiutato quale sarebbe stato l’andazzo anche degli anni a venire. All’inizio della nostra avventura verso il successo, appunto nel 2016, quando già gestivamo il palasport, ho richiesto un incontro alla Giunta di allora, composta da Brandoni, Rossi (allora assessore allo Sport e vicesindaco) e Signorini (futuro sindaco, all’epoca al turismo). La mia domanda era diretta e chiara: quali sono le vostre intenzioni per un impianto come il Badiali? Avrà una funzione sociale, economica, sportiva? La risposta nel 2016 fu che avrebbero considerato tutti e tre gli aspetti, ascoltandomi controbattere che a me sembrava totalmente il contrario. Nel 2023, quasi 2024, la mia impressione del 2016 è diventata una costante assodata. Si sono sempre mossi senza un minimo di progettualità, navigando a vista. La lista creata dall’attuale assessore Baia, parallela a sostegno di Signorini per coinvolgere le società sportive, è stata a mio avviso moralmente discutibile. Lo sport sembra essere al servizio della politica, e non quest’ultima a servizio di noi sportivi. La promessa di una ‘Cittadella dello Sport’ risulta ironica considerando il degrado interno al Badiali e lo stato di abbandono totale dei lavori incompiuti, incluso il Roccheggiani. (ndr; senza contare la questione ‘Fioretti’ e ‘Amadio’, su cui seguiranno aggiornamenti). Si è fatta solo tanta propaganda. Ciò che voglio sottolineare è che i cittadini non meritano di essere presi in giro. L’excusatio non petita, accusatio manifesta: la scusa iniziale di mancanza di fondi è stata solo un pretesto. La verità è che questi soldi sono stati spesi in modo inefficace dall’amministrazione comunale, che deve essere fermata.”

Al sunto di tutto ciò, in generale, come sarà il futuro dello Stilcasa, della Falconarese e delle altre società che orbitano attorno a questi intralci causati da questi anni di malagestione comunale?

“Eh, questa è una bella domanda perché nell’arco di tutto questo bel scenario, in estate abbiamo anche scoperto di non avere amici. Tutte le società indoor (fatto salvo per la Dinamis Falconara 1990, unica nostra vera amica e che fa calcio a 5 come noi) si sono consociate in un consorzio per ottenere la gestione proprio del PalaBadiali senza interpellarci neanche lontanamente. Quasi come stessimo rappresentando un po’ il “nemico” per quelle società con la quale avevamo un rapporto normale. La nostra idea di sport è un’altra. Come dimostrato dalla nostra rinuncia di prendere in gestione il Pala Liuti per non influenzare una zona che non ci apparteneva direttamente e per il gran rispetto che riversiamo nei confronti della G.S. Sabini (storica società pallavolistica della zona nata nel 1966) nonostante avessimo vinto sia il bando che ci ‘riconsegnava’ il PalaBadiali, sia quello per accedere appunto alla struttura di Castelferretti. Come ci muoveremo in questa ottica? Con estrema fiducia come sempre. Le amministrazioni passano, e alle volte vanno anche fatte andare via da quelle comunità che ad un certo punto non ne possono più dell’arroganza a tratti riversata dalle istituzioni sulle persone realmente affezionate a questioni del genere. Noi invece resteremo eccome”.

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Calcio / Alle accuse di Miani (Falconarese) sulle strutture sportive risponde l’amministrazione Comunale

Gli investimenti sono stati individuati e la programmazione avviata. Ora si attendono i progetti esecutivi ed il via dei lavori

FALCONARA, 10 dicembre 2023 – Dopo la nostra intervista esclusiva all’ex amministratore della Falconarese 1919 David Miani (rileggi qui…) è giunta la replica dell’Amministrazione Comunale di Falconara che mette in evidenza gli investimenti programmati per ristrutturare l’impiantistica sportiva nei prossimi 5 anni.

Nella nota si legge che dal 2018 sono stati investiti ben 2,5 milioni di euro e che per la nuova tribuna del Rocchegiani, l’argomento primcipale del contendere nella denuncia di Miani, sono stati già impegnati  822 mila euro ed altri ne saranno aggiunti per le opere di completaento.

Mentre, è stato messo in evidenza, che altri impianti come la piscina comunale, il PalaLiuti, il PalaBadiali , il polo tennis, l’adeguamento di tutte le palestre hanno avuto i loro investimenti.

Insomma la questione impianti sportivi sta nella programmazione dell’Amministrazione del Sindaco Stefania Signorini ma è anche vero che le denunce del dirigente, oramai ex, della Falconarese 1919 non erano infondate considerato che, nello specifico, quello che riguarda il calcio – Rocchegiani e Amadio – ancora è tutto sulla carta in attesa di fatti concreti.

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Falconarese / David Miani lascia: «senza strutture sportive lo sport non decolla e muore»

David Miani si dimette. Critiche all’Amministrazione Comunale: «da 4 anni ci dice che le tribune del Rocchegiani verrano completate “il prossimo mese”»

Redazione

FALCONARA, 6 dicembre 2023 – La Corte Sportiva d’Appello Territoriale della Figc Marche ha accettato il controricorso della Falconarese per la gara Falconarese – Sampaolese (rileggi qui…), confermando il risultato acquisito in campo: 2-1.  La società Falconarese scrive “Falconarese-Sampaolese the end!”. Allo stesso tempo l’amministratore del club bianco verde rassegna le dimissioni dalla carica rivolgendo forti critiche all’Amministrazione Comunale di Falconara per la situazione delle strutture sportive cittadine.

David Miani

Con lui abbiamo provato a fare il punto dell’intricata generale situazione.

Finalmente abbiamo avuto la parola fine su questa grande confusione creatasi in questo mese. Quali sono state le impressioni mentre portavate avanti il controricorso?

“Si è conclusa una pagina triste di questa stagione dopo un periodo molto lungo durante il quale il tribunale sportivo ha impiegato del tempo per sancire definitivamente un risultato che non poteva essere diverso da quello ottenuto sul campo. Al di là dell’aspetto regolamentare, privo di logica a favore del ricorso, mi piace pensare che il tribunale non abbia ignorato la profonda antisportività delle argomentazioni avanzate dal ricorrente. In ogni caso, è stata una bella soddisfazione, prima di tutto per i ragazzi e per la società, che merita il massimo rispetto per l’impegno con cui sta affrontando questa stagione. Desidero esprimere la mia gratitudine all’avvocato Mauro Rossetti, che è stato di fondamentale supporto in questa particolare situazione”.

Dopo la restituzione del verdetto basato su quanto accadde in campo, come proseguirà la stagione della Falconarese?

Il campionato continua con l’obiettivo della salvezza. Un traguardo alla portata della squadra costruita in estate, ma è anche il momento di chiudere il capitolo riguardante la mia collaborazione con la Falconarese 1919″.

Il motivo?

“Ci sono diversi problemi che, più del campo di gioco, stanno mettendo la Falconarese in difficoltà sempre crescenti. Non è più possibile ignorare la situazione scandalosa degli impianti sportivi nel comune di Falconara. Sembra una barzelletta, ma è la tristissima realtà, una vergogna sotto gli occhi di tutti. Già pochi giorni prima dell’inizio della stagione, tutti gli impianti sportivi, compresi quelli scolastici, sono stati dichiarati inagibili a causa di mancanze imputabili all’Amministrazione Comunale. È stato un miracolo che una squadra che ha vinto titoli europei (la Stilcasa Costruzioni Falconara, ex Città di Falconara, serie A calcio a 5 Femnmile) e nazionali non abbia dovuto giocare al Parco Carletti (un area verde tra il Rocchegiani e il palabadiali; ndr). Invito le società sportive di Falconara a esprimere la situazione attuale. La Falconarese gioca a porte chiuse da 4 anni, con le tribune che verranno completate sempre “il prossimo mese” e un impianto di illuminazione che deve essere rifatto dal mese successivo all’installazione. E che dire dell’Amadio? Scopriamo che ha utilizzato una gradinata inagibile da almeno 10 anni e oggi, ovviamente, è inaccessibile al pubblico fino a data indefinita”.

Dunque dopo 4 anni di Falconarese, storia chiusa?

“Si. Mettendo a fuoco tutta la mia stima e solidarietà al presidente Concettoni. In 4 anni abbiamo ricostruito un settore giovanile scolastico partendo da zero, offrendo servizi a costo zero per le famiglie, unica realtà nelle Marche. La squadra Juniores è veramente il trampolino di lancio per il futuro biancoverde del nostro progetto. Tuttavia, il presidente, vuole persistere anche con il progetto di ristrutturazione del Roccheggiani, che al Comune di Falconara ovviamente non interessa. Per quanto riguarda le battaglie contro i mulini a vento, ho già dato e non mi sembra il caso di insistere. Mi piace pensare che questi tre punti restituiti siano un meritato riconoscimento per i ragazzi, e mi auguro che possano confermare le aspettative di inizio stagione. Condivido inoltre il pensiero del presidente LND Panichi, come espresso nel nostro unico incontro: “le istituzioni e le amministrazioni si rendono conto del ruolo importante che le società sportive stanno svolgendo, un ruolo cruciale nell’ambito dell’attività sportiva che altrimenti non verrebbe svolta?” A Falconara, penso che la risposta a questa domanda sia chiara. La partecipazione attiva delle società sportive nella comunità è fondamentale, e spero che le istituzioni locali riconoscano e sostengano l’importanza di queste iniziative per il benessere e l’integrazione sociale”.

La Falconarese 1919 vanta 200 tesserati: 120 del settore giovanile scolastico dagli esordienti in giù, 50 tra juniores e prima squadra.

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Calcio Giovanile / Open Day della Falconarese, buona anche la seconda

Nonostante il caldo e la giornata torrida, mercoledì 12 luglio hanno partecipato all’Open Day del Rocchegiani ben 25 ragazzi nati tra il 2007 e il 2010

FALCONARA MARITTIMA, 13 luglio 2023 – Continuano gli Open Day in casa Falconarese e i ragazzi stanno rispondendo presente. Al secondo appuntamento di mercoledì 12 luglio, riservato ai nati nel 2007, 2008, 2009 e 2010, erano presenti ben 25 ragazzi.

Gli Open Day della Falconarese sono finalizzati a creare ed ampliare le formazioni del club per le categorie Allievi e Giovanissimi in vista della stagione 2023-2024. “Vogliamo fare un encomio a questi ragazzi – spiega il dirigente Pierfrancesco Miani che hanno sfidato una giornata torrida e afosa, scendendo in campo sul manto erboso del Rocchegiani desiderosi di vestire la maglia biancoverde per la prossima stagione.

Il prossimo open day si svolgerà domani, venerdì 14 luglio, e sarà aperto ai ragazzi nati tra il 2011 e il 2014, per le categorie Pulcini ed Esordienti. 

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AMARCORD / 30 anni fa la festa al Roccheggiani: la Vigor era tornata “come ai vecchi tempi”

Il 19 maggio 1991 uno spareggio rimasto nella storia di Vigor e Osimana, davanti a 5.000 spettatori. Il ricordo dei protagonisti

SENIGALLIA, 19 Maggio 2021 – 30 anni fa la rinascita in campo, dopo quella avvenuta fuori.

Era il 19 maggio 1991, stadio Roccheggiani di Falconara: la Vigor – che allora, temporaneamente, si chiamava Nuova Vigor 1921 – batteva 4-1 l’Osimana in uno spareggio indimenticabile, rimasto nella storia delle due società, e tornava dopo tre anni di Promozione in Interregionale.

Tribuna Roccheggiani Falconara

Tre anni dopo l’amarissima retrocessione del 1988, maturata in casa all’ultima giornata contro il Castelfiorentino, ma soprattutto due anni dopo il fallimento avvenuto nel marzo 1989, durante il torneo di Promozione 88-89.

La Vigor riuscì comunque a terminare quel campionato e pure a salvarsi sul campo, grazie a due spareggi vinti prima a Pesaro contro il Borgo Massano e poi a Castelfidardo sul Camerino: un drammatico 2-1, deciso dalle reti di Ausili e del minorenne Giorgetti – poi arrivato in serie A con Lecce e Bari – che evitò alla società rossoblù l’onta della Prima Categoria.

Sarebbe stata la fine, e invece fu l’inizio della rinascita, completata subito dopo – nell’estate 1989 – dalla rifondazione col nome Nuova Vigor, resa possibile dall’impegno di tanti, ma soprattutto di uno, Goffredo Bianchelli.

Roccheggiani festa vigorina

Con tanti senigalliesi in squadra la rifondata Vigor fece sognare già nella Promozione 1989-90, ma poi il campionato lo vinse il Cerreto di mister Castori, che ha appena condotto la Salernitana in serie A.

La festa arrivò nel campionato successivo, 1990-91, ma non fu una passeggiata: alla fine del girone di andata la Nuova Vigor aveva 7 punti di ritardo dalla Castelfrettese capolista, tanti con sole 15 giornate da giocare e ancora i 2 punti per la vittoria.

Ma al ritorno i rossoblù vinsero ovunque, spesso con il gioco, sempre con il carattere: come a Montecchio, quando Gianluca Fenucci fece i miracoli tra i pali e in difesa Riccardo Pierdiluca alzò un muro invalicabile.

Quel successo sofferto deciso da un gol di Mauro Rossetti lanciò definitivamente la Vigor e fece fuori dalla lotta al vertice il Montecchio, risvegliando definitivamente l’entusiasmo della città attorno alla squadra, con la voce di “Carlo il barbiere” – forte e inconfondibile – che non era più l’unica a incitare i vigorini.

Alla fine si arrese pure la Castelfrettese, battuta davanti al pubblico amico nello scontro diretto, ma l’ultima giornata di campionato – in casa contro la Labor Santa Maria Nuova – non fu una festa nonostante il 5-1 e il campionato vinto: per salire nell’Interregionale si sarebbe dovuto vincere uno spareggio contro la vincitrice del girone B di Promozione, l’Osimana.

La perdente si sarebbe dovuta accontentare dell’Eccellenza, che sarebbe nata l’anno dopo, nel 1991-92.

L’Osimana aveva letteralmente dominato il suo girone, vinto con 9 punti di vantaggio sul Morrovalle secondo e con il temutissimo “Neno” Piattella, 33 anni, ex serie C, che aveva segnato un gol a partita.

Non era favorita la Vigor quel giorno, quando l’arbitro Beneplacido di Roma diede il calcio d’inizio in un Roccheggiani gremito all’inverosimile: nonostante la contemporaneità di Ancona-Ascoli e Fano-Vis Pesaro a Falconara arrivarono in 5.000 e non meno di 3.000 senigalliesi.

“Fu una partita bellissima, cosa che non sempre capita negli spareggiricorda Gianluca FenucciDue squadre fortissime: noi avevamo fatto 15 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 16 partite, ma non eravamo favoriti. Per me fu il primo anno a Senigallia, bellissimo come i successivi 2 in Interregionale: rimane un ricordo splendido di persone splendide come Goffredo Bianchelli, il cui discorso all’hotel Palace prima della partita ci diede convinzione, ma pure serenità. Mi piace ricordare pure la partita di Calcinelli: fu la mia prima giocata con mio fratello Giovanni, che aveva 17 anni ma giocò spesso in quella Vigor”.

L’Osimana, però, passò in vantaggio con un bolide di Damiano Morra, ex bandiera del Catania in serie A, a fine carriera ma ancora in grado di fare la differenza nel mezzo: “contro la Vigor giocai pure la mia prima partita in carriera in assoluto da seniorevidenzia intervistato da Giorgio Marcellini che ha raccolto le varie testimonianza di allora per il centenario vigorino – Giocavo nel Portorecanati ed era il 1971. Ho avuto la Vigor nel destino, ma a Falconara fu una giornata storta..L’Osimana non meritava di perdere così pesantemente, ma davanti a tutta quella gente fummo presi dall’emozione”.

I tifosi della Vigor, coi gemellati della Biagio Nazzaro Chiaravalle, fecero un tifo incredibile, ammassati in ogni angolo del glorioso stadio falconarese, la cui vecchia tribuna è stata abbattuta proprio recentemente, ma la differenza la fece pure il mister vigorino Sauro Bonetti“per me fu anche una rivincitasottolineaL’anno prima, nel 1989-90, ero all’Osimana ma fui esonerato da secondo in classifica e mi subentrò “Gegè” Di Giacomo, allenatore giallorosso pure allo spareggio. Non eravamo favoriti, ma avevamo una forte identità, con molti ragazzi delle giovanili che si integrarono alla perfezione ai nuovi arrivati di quell’anno. Usavo il 3-5-2. La mossa vincente? Aver tolto Goldoni per inserire Vitaletti: fu un rischio, ma andò bene”.

“Fefi” Goldoni aveva appena 21 anni ma della Vigor era già l’elemento di maggior talento, Gianni Vitaletti di anni ne aveva 34 e in rossoblù c’era stato per la prima volta addirittura nel 1974: quella di Falconara fu la sua ultima partita in carriera e il roccioso difensore, che aveva fermato pure Salvatore Bagni in un Vigor-Carpi degli anni Settanta, fece altrettanto con un altro ex serie A come Morra. “Bonetti mi disse semplicemente: entra e ferma Morra”, ricorda l’ex giocatore senigalliese.

La Vigor pareggiò su una autorete di Rubini sul finire del primo tempo, poi nella ripresa si scatenò con i suoi due bomber: Stefano Pieri, classe 1970, firmò il 2-1, Mauro Rossetti, classe 1964, che nella Falconarese aveva giocato, segnò il terzo e il quarto gol nel suo ex stadio.

Poi scoppiò la festa per tutti, in campo con l’inevitabile invasione e in auto fino al ritorno a Senigallia a suon di clackson: “c’era una grande organizzazione in quella Nuova Vigor – afferma Stefano Torreggiani, collaboratore del giornalino societario Rossoblù lo stesso house organ lo dimostrava: in 12 pagine si sviscerava tutta la vita della società, composta da gente davvero appassionata. Bianchelli figurava solo come consigliere, ma valeva per 10. Dal punto di vista tecnico la svolta fu l’ingaggio, a stagione iniziata, di Federico Gabban”.

Il diesse Giorgio Moroni lo pescò a San Marino: il suo passato parlava pure di serie C2 ma allora – senza internet a informare costantemente e fin troppo su tutto – non lo conoscevano in molti e si trattò di una geniale intuizione.

Gabban, nella sua unica – e nemmeno intera, stagione senigalliese – prese letteralmente per mano la squadra a centrocampo.

Luciano Rossini, decano dei giornalisti senigalliesi ed ancora oggi curatore di una pagina facebook seguitissima dai fans rossoblù, chiuse la sua emozionata (ed emozionante) radiocronaca per Radio Velluto con un eloquente: “scene indescrivibili, un pubblico grandioso. La Vigor è tornata come ai vecchi tempi”.

Aveva ragione, ed esattamente 30 anni dopo la Vigor è ancora qui, pronta a festeggiare i 100 anni di vita.

Ecco perché quel 19 maggio 1991 non potrà mai essere dimenticato da chi lo ha vissuto.

 

Nella foto della Vigor che battè 4-1 l’Osimana a Falconara il 19 maggio 1991 ci sono: da sinistra in alto Gianluca Fenucci, Massimo “Klaus” Tinti, Stefano Pieri, Stefano Fattorini (capitano), Riccardo Pierdiluca, Michele Mezzanotte. In basso da sinistra Federico Gabban, Marco Maiolatesi, Mauro Rossetti, Stefano “Fefi” Goldoni, Roberto Carboni.

Allenatore Sauro Bonetti.

 

Andrea Pongetti

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