Calcio Serie D / Verso Vigor Senigallia-Ancona, oltre un secolo di derby

Dalle prime sfide degli anni Venti del Novecento, agli epici incontri in stadi stracolmi degli anni Ottanta, tra rossoblù e biancorossi non è mai stato un derby banale: riviviamone storie e personaggi

SENIGALLIA, 24 Settembre 2024 – Meno cinque a Vigor Senigallia-Ancona, derby che ritorna domenica 29 alle 15 a pochi giorni di distanza dal successo di Coppa dei vigorini, che davanti ai 2.400 del Bianchelli il 1° settembre eliminarono i dorici, rimontando da 0-2 e vincendo, dopo il 2-2 al 90′, per 7-6 ai calci di rigore: successo che è valso la qualificazione ai trentaduesimi contro la Sambenedettese.

Vigor-Ancona non è mai una partita come le altre anche se si è soltanto alla quarta giornata di andata e non solo perché con 7 e 6 punti entrambe occupano i piani alti della classifica.

Due città separate da appena 25 chilometri e a lungo da svariate categorie, con l’Ancona che ha giocato pure in A e in B e la Vigor costretta ad Eccellenza e Promozione per ben 18 anni consecutivi, tra il 2004 e il 2022, prima che le ripartenze obbligate dai dorici dal basso e la risalita sul campo dei rossoblù dall’altro permettessero di riproporre un derby che ha fatto la storia del calcio marchigiano.

Sono infatti tanti i precedenti tra Vigor e Ancona, che si affrontarono per la prima volta già nel 1921-22, nell’allora Prima Divisione (l’anticamera della futura serie A nata nel 1929) con i dorici che vinsero sia in casa che fuori (non ancora al Bianchelli, che sarebbe stato costruito soltanto nel 1933, ma comunque a pochi metri di distanza dall’attuale stadio perché la zona di piazza d’Armi, ora Parco della Pace, è sempre stata la casa del football senigalliese).

Nel 1932 invece, con le due squadre in diverse categorie, un gol in extremis del senigalliese Vittorio Joppolo, simbolo della Vigor degli inizi, su assist del campione della Juventus Renato Cesarini, nato a Senigallia e già famoso per i suoi gol nei minuti finali, fece traballare – come si scrisse allora – le tribune di legno del vecchio campo sportivo per l‘esultanza dei supporters vigorini per il successo in amichevole sui cugini.

Un gol dello storico bomber dell’Anconitana Fiorini permise invece ai dorici di violare il Bianchelli, allora semplicemente Comunale, nel 1953, in IV Serie, praticamente l’attuale serie D, ma al Dorico finì invece 0-0 grazie alle parate straordinarie di Enzo Matteucci, 19 anni, portiere della Vigor ma anconetano di nascita: Matteucci  esplose proprio alla Vigor e qualche anno dopo divenne portiere dell’Inter di Moratti (Angelo, padre di Massimo): un grande portiere che ebbe una carriera superlativa in serie A ma che morì per una malattia a soli 59 anni nel 1992.

Nel 1953-54 altri derby in IV Serie: 1-1 a Senigallia, mentre al Dorico l’Ancona ne fece 7 (a 3) e segnò pure (per la Vigor) Natalino Miserocchi, che giocò con entrambe le maglie lasciando un ricordo indelebile sia nel capoluogo che sulla Spiaggia di Velluto.

In vantaggio 3-0, la Vigor perse clamorosamente 5-3 in casa nel 1955-56 ed anche al Dorico 1-0 per il gol di Gratton.

Lo stesso Gratton decise per l’Anconitana la sfida di Senigallia nel 1956-57 mentre ad Ancona la squadra di casa vinse 5-0 con Miserocchi che stavolta segnò per i dorici il gol dell’ex.

Dopo anni consecutivi di sfide in IV Serie, il derby si prese una pausa di vent’anni e tornò nel 1974-75, ancora in IV Serie, ribattezzata serie D, dove la Vigor giunse da neopromossa dopo aver vinto, nel 1974, lo spareggio promozione di Fano contro il Real Montecchio grazie a un gol di Maraldi rimasto nella storia rossoblù, con non meno di 4.000 senigalliesi al seguito.

Il romagnolo Stelio Bisacchi, leggendario centravanti della Vigor degli anni 70′, fece sia gol che autogol e al Dorico l’Anconitana prevalse per 4-1; autogol anche nel ritorno da parte del senigalliese (ma poi anche giocatore anconetano) Lorenzo Piccinini, con la Vigor battuta pure in casa 3-0.

Insomma, fino alla fine degli anni Settanta, i precedenti sono tutti per i dorici ma poi le cose cambiano nel 1977-78: è un gol del compianto “Ciro” D’Amico a regalare la prima vittoria della storia della Vigor sull’Anconitana, in casa, grazie a un calcio di rigore.

Anche D’Amico avrebbe poi giocato tra i biancorossi, pur rimanendo senigalliese d’adozione fino alla prematura scomparsa.

Ad Ancona un altro rigore, stavolta trasformato dal dorico Galli, regalò il successo alla squadra di casa sulla Vigor sempre in quel 1977-78 .

 

Quindi nel 1981-82, l’anno in cui, dopo un acceso duello a tre tra Anconitana, Mestrina e Vigor i dorici salirono dalla C2 alla C1 e la Vigor incassò la più cocente delusione della sua storia ultracentenaria venendo sconfitta dai veneti nello spareggio di Modena del 6 giugno 1982: in campionato però a Senigallia, davanti a 8.000 spettatori (che oggi verrebbe da chiedersi come potessero entrare nello stadio) finì 1-1 con i gol del vigorino Roberto Ennas, e della bandiera dorica Zandegù.

Al Dorico invece, davanti a circa 12.000 spettatori, Pieraldo Nemo, ex serie A col Catanzaro, regalò alla Vigor la prima (ed unica) vittoria in trasferta contro l’Ancona, una rete rimasta nella memoria di tutti i tifosi meno giovani, senz’altro uno dei momenti più emozionanti della storia rossoblù.

Poi, più nulla per 37 anni, con l’Ancona arrivata fino alla A e la Vigor scesa sempre più in basso e rapporti decisamente più cordiali e di stima e rispetto tra le tifoserie dopo il fattivo contributo dei dorici per la Senigallia alluvionata: nel 2018-19 il match torna in Promozione ma al Bianchelli ci sono oltre 3.000 spettatori – un pubblico da C – praticamente il record degli ultimi 40 anni a Senigallia con la Vigor che vince 2-1 con i gol di Pesaresi e Carbonari.

1-1 al Del Conero, con gol vigorino di Andrea Siena e 1-1 anche in Eccellenza al Bianchelli l’anno successivo, 2019-2020, ancora con gol vigorino di Pesaresi: ad Ancona finisce invece 2-2 con reti di D’Errico e dell’ex Piergallini per i rossoblù.

Nell’Eccellenza 2021-22, altro 2-2 ad Ancona, con gol nell’Ancona del futuro vigorino Kerjota, ma il match viene poi annullato perché il covid fa ricominciare il torneo daccapo.

E nelle due partite del nuovo campionato, stavolta è l’Ancona a vincere due volte, a Senigallia ancora con gol di Kerjota e in casa per 3-1 nonostante il nuovo gol di Denis Pesaresi, con tre reti complessive il miglior bomber vigorino nella storia dei derby contro l’Ancona.

Quindi altri tre anni di assenza e poi il già citato successo vigorino nel derby di Coppa Italia di inizio settembre.

Domenica 29 però, la posta in palio sarà decisamente più importante e il fascino di una sfida tutta in provincia che dura da oltre un secolo tornerà più forte che mai, scaldando come meritano due piazze che non hanno mai mollato le loro squadre, nemmeno nei momenti più tristi e bui.

Nelle foto nell’ordine:

-in evidenza il derby di Promozione 2018-19, con un pubblico da record per la categoria: foto di Daniele Contardi

-Il match di Coppa Italia più recente

-I tifosi dorici nel derby di Coppa

-Il pubblico nel match di Coppa Italia

-Enzo Matteucci, anconetano, portiere di Anconitana, Vigor, Sambenedettese, Inter e Roma

-Il monumento a Renato Cesarini, scomparso nel 1969, a Senigallia, uno dei pochi in Italia dedicato a un calciatore

-Natalino Miserocchi, bandiera di Anconitana e Vigor negli anni 50′

La Vigor 1974-75 che giocò il derby con l’Anconitana: agli ordini di mister Enzo Gerardi si riconoscono in alto da sinistra: Piccinini, Cirilli, Galdenzi, Leoncini, Bisacchi, Tugnoli. 

In basso da destra: Vitaletti, Lanciaprima, Giuffrida, Provvisionato, Alessandrini

-Ciro D’Amico, grande giocatore di entrambe, qui con i compagni vigorini Barbaresi e Massimo Volpini: di D’Amico il gol decisivo nella prima vittoria della Vigor sui cugini in un incontro ufficiale, 1977-78

-Vigor-Anconitana 1981-82 al Bianchelli: finì 1-1

-Pieraldo Nemo, autore del gol della prima (e unica) vittoria della Vigor in trasferta

-Denis Pesaresi, miglior bomber vigorino nella storia dei derby con i dorici

-Kerjota, in rete con l’Ancona ma poi trascinatore della Vigor in D

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Senigallia / Un volume racconta (anche) la storia dello Sport nelle Marche dal 1797 al 2022

Giovedì 30 maggio a Senigallia la prima presentazione dopo il successo al Salone del Torino.
Autori e autrici (il curatore Severini, Pupilli, Carbone, Pongetti, Diambra, Forlini e Sabbatini) raccontano tra le altre cose anche le vicende di Renato Cesarini, Roberto Mancini, Pietro Recchi, Gimbo Tamberi, la scherma jesina, il volley mondolfese, le prime gare di ciclismo, calcio e nuoto

SENIGALLIA, 29 Maggio 2024 – Prima presentazione pubblica in regione giovedì 30 maggio a Senigallia, nella Biblioteca Antonelliana alle ore 17.15, per un corposo volume che racconta la storia delle Marche dal 1797 al 2022 in chiave politica, economica, culturale e civile.

Il libro “Storia delle Marche in età contemporanea 1797-2022”, è edito da 1797 edizioni: curato da Marco Severini, foto a destra, docente Università di Macerata, nelle 401 pagine oltre a quelli del curatore sono contenuti i saggi di Lidia Pupilli, Sara Carbone, dello storico e giornalista di Vallesina Tv Andrea Pongetti e di Monica Diambra, Rita Forlini e Vanessa Sabbatini.

Ognuno dei sei capitoli dedica un paragrafo alla storia delle donne, del turismo, della stampa, della cultura storiografica e dello sport, riscoprendo personaggi e curiosità dimenticati, con uno stile semplice e lineare ma rigoroso sul piano scientifico.

Proprio di sport, si parla tanto, con un’analisi approfondita delle vicende sportive marchigiane fin dall’Ottocento.

Ecco allora che tra Risorgimento, i drammi della prima e della seconda guerra mondiale e la difficoltosa ricostruzione, vengono studiate le figure affascinanti ad esempio dei calciatori Pietro Recchi (fondatore dell’Anconitana le cui maglie sono biancorosse in omaggio al Liverpool, che scaldò il cuore dello stesso Recchi durante un viaggio in Inghilterra) e Renato Cesarini, senigalliese celebre per i gol all’ultimo minuto.

“Lo sport – sottolinea l’Associazione di Storia Contemporanea che ha promosso il progetto – è stato costantemente disprezzato da certa storiografia scientifica, mentre in questo volume entra non a gamba tesa, ma in maniera discreta e gustosa, con il racconto delle prime gare ciclistiche, calcistiche e di nuoto tenutesi nel primo Novecento, con figure come il giovane ed eclettico atleta Pietro Recchi e Renato Cesarini, il noto calciatore e allenatore, inventore della famosa “zona”, per arrivare all’ascolano Simone Vagnozzi, l’allenatore di Jannik Sinner, all’appena ritirata maceratese Camila Giorgi, all’ex ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini e ai ct mondolfesi del volley femminile Mazzanti e Bertini, passando per Gianmarco Tamberi, la fucina jesina di campioni e campionesse di scherma e tanti altri”.

Il volume, appena uscito, è stato presentato in precedenza, qualche giorno fa, soltanto al salone del libro di Torino, riscuotendo un gran successo.

Gli intervenuti lo potranno avere con uno sconto sul prezzo di copertina; nei giorni seguenti il volume arriverà nelle librerie e, dal mese di giugno, grazie al distributore nazionale, in tutta la penisola.

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Calcio / Uno spettacolo ricorda a Senigallia l’anniversario della nascita di Renato Cesarini

Luca Pagliari alla Fenice con “Zona Cesarini. Il calcio, la vita”, l’11 aprile

SENIGALLIA, 4 Aprile 2024 – L’11 aprile di quest’anno sarebbe stato il compleanno di Renato Cesarini, nato sulle colline di Senigallia nel 1906 e deceduto a Buenos Aires in Argentina nel 1969.

“Zona Cesarini. Il calcio, la vita” scritto e interpretato dal giornalista Luca Pagliari che racconta le vicende umane e sportive di uno dei più grandi innovatori del calcio, il senigalliese Renato Cesarini, è in scena giovedì 11 aprile al Teatro la Fenice di Senigallia. 

Lo spettacolo, proposto a Senigallia proprio nel giorno del compleanno di Cesarini, è un nuovo fuori abbonamento nella stagione proposta da Comune e AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche.

 Tratto dall’omonimo libro di Pagliari edito da Bompiani nel 2006, lo spettacolo attraversa i temi dell’emigrazione, della povertà, del talento, dell’amicizia, del coraggio e della genialità, dando vita a un percorso spiazzante e denso di emozioni.

Alla storia di Renato Cesarini si sovrappone anche quella di Omar Sivori che amava ripetere: 

“Renato per me è stato il padre che avevo perso da bambino ed io ho rappresentato per lui il figlio che non aveva mai avuto”. 

Novanta minuti, il tempo esatto di una partita di calcio: perché, ci ricorda il giornalista senigalliese, “come diceva Renato Cesarini, nell’arco di una partita si consuma una vita intera”. 

La narrazione, accompagnata dalle musiche originali di Eleonora Beddini, da letture fuori campo, foto e oggetti evocativi, alterna il racconto della funambolica storia del calciatore al ricordo delle tante giornate trascorse da Pagliari a Senigallia assieme a Sivori nell’estate del 2004.

Una narrazione “sporcata” dal rimpianto per aver scritto lo spettacolo solamente dopo la morte di quest’ultimo, avvenuta nel 2005.

Una presenza immaginaria, quella di Sivori, che aleggia sul palcoscenico per l’intera durata dello spettacolo.

Alla fine, resta il gol in “Zona Cesarini”, metafora perfetta di quel residuo di spazio in cui si è ancora in tempo per agire, per compiere quel qualcosa che ci eviterà di rimanere schiacciati dal rimpianto, perché le parole non dette e le cose non fatte rappresentano la peggiore delle condanne.

Nato a Senigallia nel 1906, fu in Argentina, dove la famiglia era emigrata quando lui era ancora in fasce, che Renato Cesarini scoprì il calcio.

Giocatore con sette scudetti consecutivi vinti – di cui cinque con la Juventus e due con il River Plate, nel ’31, per un suo gol segnato con la maglia dell’Italia contro l’Ungheria al Filadelfia di Torino praticamente a fine partita fu coniata l’espressione Zona Cesarini – e poi allenatore fra i più stimati al mondo tanto da essere ricordato come “maestro dei maestri” (in Italia con la Juve vinse uno scudetto e una Coppa Italia con la Juve, in Argentina dominò col River Plate), Cesarini è stato un qualcosa in più di un uomo di sport. 

Maestro di vita, la sua storia si intreccia a quella di Omar Sivori, che scoprì quando era un adolescente.

Luca Pagliari, senigalliese anche lui, è giornalista, scrittore e storyteller.

Negli anni ha ideato e condotto numerosi spettacoli teatrali ispirati a personaggi del mondo dello sport e non solo.

“Zona Cesarini, il calcio, la vita” è stato rappresentato in numerosi teatri italiani.

Informazioni e biglietti dello spettacolo, previsto alle 21: biglietteria del Teatro La Fenice (071/7930842 e 335/1776042) e AMAT 071/2072439 amatmarche.net. Biglietti anche su vivaticket.com e nelle biglietterie del circuito AMAT/Vivaticket.

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Calcio / La Juventus ricorda l’anniversario della nascita di Renato Cesarini

Il fuoriclasse, protagonista con 53 gol di una delle squadre più forti di tutti i tempi, era nato a Senigallia l’11 aprile 1906

SENIGALLIA, 11 Aprile 2023 – Con un post sui suoi canali ufficiali, come facebook, la Juventus ricorda oggi, martedì 11 aprile 2023, la nascita di Renato Cesarini, avvenuta l’11 aprile 1906.

Cesarini nacque a Senigallia prima di emigrare in Argentina con la famiglia, senigalliese.

Dopo aver militato nel campionato e nella Nazionale argentina tornò in Italia proprio per giocare nella Juventus, che poi successivamente anche allenò.

La società bianconera ricorda che Renato Cesarini fu “protagonista del Quinquennio d’oro”: il centrocampista-attaccante di Senigallia, che fu anche Nazionale azzurro sotto la gestione di Vittorio Pozzo, vinse infatti a Torino cinque scudetti consecutivi tra il 1930 e il 1935, un record durato per 82 anni.

In tutto la mezzala giocò 147 partite con la maglia della Juventus, segnando 53 gol fra incontri di campionato e internazionali, debuttando il 23 febbraio 1930 in un Napoli-Juventus di serie A terminato 2-2.

La Zona Cesarini nacque però con la maglia dell’Italia in un match vinto al Filadelfia di Torino nel dicembre 1931, contro l’Ungheria: si trattava della Coppa Internazionale, praticamente l’anticamera dei Campionati Europei per Nazionali, e l’Italia vinse 3-2 proprio con un gol di Renato al 90°.

“Un grande bianconero”, “un mito” scrivono nei commenti i tifosi sui social: Cesarini, a distanza di 54 anni dalla morte (in Argentina, dove è sepolto, nel 1969 a 62 anni) è un nome noto ed un’icona per chiunque ami il calcio e lo sport.

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Calcio Amarcord / Mateo Retegui l’ultimo oriundo, ma nessuno come “La Bibbia del Football” Renato Cesarini

Il nativo di Senigallia fu uno dei primi oriundi a giocare con l’Italia.
Un personaggio unico, non solo per la sua ancora celebre “Zona”

SENIGALLIA, 23 Marzo 2023 –  Mateo Retegui numero 50, Renato Cesarini numero 1, in campo e fuori.

L’attaccante italo-argentino del Tigre contro l’Inghilterra, il 23 marzo nel match valido per le qualificazioni agli Europei 2024, sarà il cinquantesimo oriundo a giocare nella Nazionale italiana.

Non sono mancate le polemiche sull’opportunità, o meno, di far debuttare in azzurro un calciatore che in Italia non ha mai giocato e che è in possesso della cittadinanza soltanto per un nonno materno siciliano.

La crisi che colpisce il calcio italiano, che pare ormai incapace di produrre attaccanti anche solo di medio livello internazionale, in futuro potrà – crediamo – presentare casi analoghi se non ancora più clamorosi ma intanto l’attaccante classe 1999 si aggiunge alla lunga lista di oriundi che hanno indossato la gloriosa maglia dell’Italia.

Gli oriundi, infatti, ci sono sempre stati, anche se qualcuno pare essersene ricordato soltanto ora: ben prima di Retegui, o di Joao Pedro e Luiz Felipe, questi ultimi due brasiliani di origine recentemente convocati ma apparentemente già fuori dal giro azzurro.

Esattamente 25 su 50 provenivano dall’Argentina, a partire dal primo, Eugenio Mosso da Mendoza, che giocò in azzurro già nel 1914: la gran parte di loro non ha lasciato il segno, e c’è anche chi poi ha cambiato idea, come Franco Vazquez, nato e cresciuto in Argentina, che prima nel 2015 accetta di giocare per l’Italia in amichevole, poi nel 2018 esordisce nella maggiore argentina, ribadendo di essersi sempre sentito albiceleste: potenza dei regolamenti, che consentono di cambiare nazionale a chi abbia disputato soltanto amichevoli.

Alcuni di questi oriundi però lasciarono il segno eccome, come Luis Monti e Raimundo Orsi, campioni del mondo con l’Italia nel 1934.

E come Renato Cesarini, soprattutto.

A differenza della gran parte degli altri, Cesarini era nato in Italia, sulle colline di Senigallia.

Era il 1906: poco dopo, con la famiglia, come tanti altri, emigrò in cerca di fortuna verso l’Argentina.

Tempi grami, e vita di fatiche, di lavori umili e improbabili (persino acrobata in un circo) anche per il futuro fuoriclasse, come per tanti altri emigrati del tempo.

Fuori e dentro la patria d’origine.

Un personaggio carismatico Cesarini, una vera Bibbia del Football, in campo prima e da allenatore poi: un po’ filosofo, tanto da sostenere, in una delle sue frasi ad effetto:

“Quale è la cosa che assomiglia di più alla vita? Un campo di calcio. Lì dentro ci sono tutti i personaggi”.

Renato Cesarini è ancora oggi famoso per la sua “Zona”, cioè i minuti finali di una partita nei quali in più circostanze (ma soprattutto, in una, come vedremo), il campione segnò gol decisivi: il termine è ormai diventato d’uso comune anche fuori dallo sport tanto che il Dizionario ricorda che “l’espressione è ancora oggi spesso adoperata in senso estensivo e figurativo come equivalente della locuzione “appena in tempo””.

In fondo, le nostre esistenze scorrono sul filo dei minuti, proprio come una partita di calcio.

Centrocampista offensivo/attaccante dal talento precoce, idolo del Chacarita Juniors, squadra di un quartiere di Buenos Aires, già a 20 anni debutta nell’Argentina, mettendosi definitivamente da parte una giovinezza di tante speranze e altrettante fatiche.

Quindi, torna in Italia, acquistato dalla Juventus: è il 1930 ed ha 24 anni. 

Alla Juve, “El Tano” (L’Italiano) o “Il Cè” diventa leggenda, vincendo 5 scudetti consecutivi e segnando oltre 50 gol.

Poco dopo Cesarini debutta anche nella nazionale italiana, per la rabbia del governo argentino che accusa quello fascista italiano di voler “depredare” il meglio del football sudamericano per costruire una nazionale azzurra più forte: polemiche a non finire in quei giorni in cui anche Orsi, suo amico e compagno alla Juventus, inizia a vestire l’azzurro ma Cesarini – ricordiamolo – è nato a Senigallia e senigalliese è percepito dai suoi concittadini tanto che nel 1932, quando gioca una amichevole con la maglia della Vigor contro l’Anconitana, la tribune dello stadio di Senigallia sono gremite per riabbracciare un proprio figlio.

Perché “Il Cè” era uno che ce l’aveva fatta, diventando qualcuno di cui andare fieri.

In quel 1932 d’altronde è già famoso per i suoi gol in extremis: tutto nasce quando contro l’Ungheria il 13 dicembre 1931, segna al 90′ il gol della vittoria. 

E’ in quel momento che si sente parlare sui giornali per la prima volta di “Zona Cesarini”, arrivata fino ad oggi.

Cesarini però non era soltanto un calciatore; o meglio, era un calciatore atipico, un artista in campo e fuori: ciuffo costantemente ribelle, amante delle belle donne, coraggioso anche a parole, con considerazioni non di rado polemiche che spesso dividevano gli appassionati ma non di meno sapevano essere acute e non banali.

Dopo la Juventus torna in Argentina per giocare nella più famosa squadra del paese, il River Plate, continuando a vincere pure da allenatore prima creando in Sud America l’imbattibile “La Maquina” – il più forte River Plate di tutti i tempi -, e poi in Italia, dove nel 1959 si ripresenta a guidare la Juventus, scoprendo anche futuri grandi campioni (Giampiero Boniperti, Omar Sivori).

Allena anche in Messico a metà degli anni sessanta e poi la nazionale argentina.

Muore a Buenos Aires il 24 marzo 1969 dopo una breve malattia, ad appena 62 anni.

“Quando dai il tuo nome a un pezzetto di tempo – il quale è solo di Dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita lo hai fatto”, scrive il romanziere Alessandro Baricco pensando a Cesarini, l’unico giocatore diventato un modo di dire.

E l’oriundo Cesarini, quel nome al tempo lo ha dato e attraverso la sua “Zona” ancora vive nel linguaggio di tutti i giorni, ricordandoci la leggenda de “El Tano” di Senigallia.

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AMARCORD/ Novanta anni fa nasceva la Zona Cesarini

Il senigalliese segna al 90° e regala il successo all’Italia sull’Ungheria: è il 13 dicembre 1931, e nasce un Mito

SENIGALLIA, 15 Dicembre 2021 Esattamente 90 anni fa, nasceva la Zona Cesarini e un senigalliese, Renato Cesarini, entrava definitivamente nel Mito.

Era il 13 dicembre 1931, stadio Filadelfia di Torino, partita tra Italia e Ungheria: sul punteggio di 2-2 al 90′ lo juventino Cesarini segna il gol del 3-2 che consegna la vittoria all’Italia e per il giornalista Eugenio Danese quello fu un gol timbrato in Zona Cesarini.

Da allora la locuzione, per intendere qualcosa avvenuto in extremis, all’ultimo momento, non solo è rimasta, ma si è allargata: di Zona Cesarini non si parla più solo per partite di calcio e in Italia, ma il modo di dire si è esteso anche alla politica, all’economia e alla vita di tutti i giorni.

Il calciatore divenne un modo di dire, e lo è rimasto fino ad oggi.

Eppure Cesarini non è stato solo questo: nato nelle colline di Senigallia nel 1906 da una famiglia del posto, emigrò coi genitori da bambino in Argentina.

Qui crebbe, adattandosi a lavori umili e poi iniziando a giocare a calcio, arrivando nella Nazionale Argentina.

Acquistato dalla Juventus, debuttò poi nella Nazionale Italiana, per la quale fu considerato uno dei primi oriundi, benché in realtà Cesarini fosse italiano a tutti gli effetti, un senigalliese doc emigrato all’estero come tante altre famiglie, anche delle nostre parti, in quei difficili anni di inizio secolo.

Con l’Argentina, con l’Italia, con la Juventus, il Chacarita Juniors, il River Plate, Cesarini, centrocampista e attaccante, fu uno dei più grandi talenti del calcio internazionale della prima metà del Novecento, al di là di quel gol contro l’Ungheria in Zona Cesarini, soltanto uno dei tanti.

Poi, fu grande anche da allenatore, vincendo più campionati sia col River Plate che con la stessa Juventus, in un continuo muoversi tra la terra di origine, l’Italia e quella di adozione, l’Argentina.

Cesarini è morto in Argentina a 63 anni nel 1969: la notizia, allora, ebbe un eco enorme sulla stampa argentina e italiana, perché se ne era andata “La bibbia del football”.

Da alcuni anni a Castellaro un monumento lo omaggia e proprio lì nei giorni scorsi la nascita della Zona Cesarini è stata ricordata, alla presenza del sindaco Massimo Olivetti.

L’auspicio è che al monumento si affianchi anche una via: la storia di Cesarini, senigalliese che trionfò con l’Italia e alla Juve ma giocò pure una partita con la Vigor, non è solo sportiva, e merita di essere tramandata nel tempo.

Andrea Pongetti

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SENIGALLIA / Due giorni di iniziative alla Rotonda

Organizza l’Associazione di Storia Contemporanea. Il racconto dei viaggi del calciatore Renato Cesarini e un libro di Marco Severini

SENIGALLIA, 8 Settembre 2021 – Fine settimana con due importanti appuntamenti culturali da parte dell’Associazione di Storia Contemporanea quello in arrivo.

Sabato 11 e domenica 12 settembre infatti l’Associazione presenterà alla cittadinanza due rilevanti occasioni per conoscere la storia del territorio e non solo.

Si inizia sabato 11 settembre: dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 alla Rotonda (ingresso gratuito con Green Pass e prenotazione consigliata all’indirizzo ascontemporanea@gmail.com) il V Convegno internazionale di studi dedicato al viaggio, dal titolo “Viaggiare nel mondo diviso 1946-1963”.

Previste una ventina di relazioni, che poi diverranno un libro, da parte di altrettanti relatori provenienti dalle più importanti università italiane e straniere.

Verranno raccontati i viaggi di personaggi di respiro internazionale come gli scrittori Aldous Huxley e James Ballard, ma anche locale, come il costituente Giuseppe Chiostergi e il calciatore Renato Cesarini, entrambi senigalliesi.

Domenica 12 settembre invece, sempre alla Rotonda ma alle 18 e con prenotazione presso la libreria Iobook (info@iobook.it), storia di Senigallia protagonista con la prima presentazione pubblica di Senigallia. Storia di una città e delle sue trasformazioni di Marco Severini (Il Lavoro Editoriale, 2021).

Nel corposo volume, Severini ripercorre la storia politica, amministrativa, culturale, artistica, sportiva, ecc. di Senigallia, dall’età napoleonica ai giorni nostri, cioè fino all’elezione del sindaco Massimo Olivetti, che sarà presente alla serata.

Andrea Pongetti

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CALCIO / Si è svolto a Senigallia il Premio Cesarini 2021

A vincerlo l’attaccante del Verona Kevin Lasagna. Alla Rotonda sono intervenuti tra gli altri il presidente Figc Gabriele Gravina, Ferrero e Corsi

SENIGALLIA, 3 Settembre 2021 – Alla presenza del sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, mercoledì 1° settembre si è svolta alla Rotonda la cerimonia dell’edizione 2021 del premio Renato Cesarini.

Il riconoscimento, assegnato al giocatore dell’Hellas Verona Kevin Lasagna (non presente alla premiazione), autore del gol più in Zona Cesarini nell’ultimo campionato di serie A (al 98′) ricorda il fuoriclasse di Juventus, River Plate, Argentina e Italia, nato a Senigallia nel 1906 e deceduto a Buenos Aires nel 1969.

Due talk show hanno animato il pomeriggio della Rotonda: il primo dal titolo “L’altra faccia della medaglia: il calcio al di là della vittoria
dell’Italia: fair play finanziario, una regola che vale per tutti?” e il secondo denominato “Il ruolo dei
procuratori da consulenti a protagonisti del circuito calcistico….opportunità e distorsioni”.

Illustri i partecipanti: c’erano il presidente della Figc Gabriele Gravina, i presidenti di Sampdoria (Massimo Ferrero), Empoli (Fabrizio Corsi), il direttore sportiva dell’Atalanta Giovanni Sartori, gli allenatori di Salernitana (Fabrizio Castori) e Fiorentina (Vincenzo Italiano), gli ex calciatori e attuali opinionisti Alessio Tacchinardi, Josè Altafini, oltre a Renzo Contratto e Massimo Briaschi, gli ultimi due attualmente procuratori.

Andrea Pongetti

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CALCIO / Kevin Lasagna vince il premio ‘Renato Cesarini’

L’attaccante del Verona ha segnato al 98′ nell’ultimo torneo di serie A. A Senigallia il 1° settembre l’assegnazione di tutti i riconoscimenti

SENIGALLIA, 31 Agosto 2021 – Assegnato a Kevin Lasagna, nello scorso campionato attaccante dell’Hellas Verona, il premio Renato Cesarini 2021, intitolato alla memoria dell’ex calciatore della Juventus, celebre per i suoi gol all’ultimo minuto ed originario di Senigallia.

Lasagna ha segnato al 98′ in Verona-Cagliari ed il suo è stato il gol più in Zona Cesarini della serie A 2020-2021.

Il premio viene assegnato a Senigallia mercoledì 1° settembre dalle 17 alla Rotonda: previsti i dibattiti
“L’altra faccia della medaglia: il calcio al di là della Vittoria dell’Italia, Fair Play finanziario, una
regola che vale per tutti?”; a seguire “Il ruolo dei procuratori da consulenti a protagonisti del
circuito calcistico….opportunità e distorsioni”.

Presenti tra gli altri il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, quello dell’Empoli Fabrizio Corsi, l’allenatore della Fiorentina Vincenzo Italiano e l’ex calciatore brasiliano Josè Altafini.

Oltre che per Lasagna, vincitore del premio Cesarini, riconoscimento pure per il presidente Figc Gabriele Gravina.

Alle 20.30 ci si sposterà al Panzini per una cena, durante la quale verranno premiati tra gli altri il direttore del Corriere dello Sport Stadio Ivan Zazzaroni e il conduttore di Radio 24 Giuseppe Cruciani.

Nelle scorse stagioni hanno vinto il Premio Cesarini Eros Pisano (Hellas Verona), Paulo Dybala
(Juventus), Cristian Zapata (Milan), Ciro Immobile (Lazio), Nicolò Barella (Cagliari 2018),
Daniel Ciofani (Frosinone) e nell’ultima edizione 2020 Patrick Cutrone (Fiorentina).

Andrea Pongetti

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CALCIO / ‘Premio Renato Cesarini’ 2020: appuntamento rinnovato da ‘Seta’

Tante le presenze di big del mondo del calcio ai massimi livelli e tra questi Arrigo Sacchi, Ariedo Braida e Daniele Massaro

SENIGALLIA, 4 agosto 2020 – Quinta edizione del premio ‘Renato Cesarini’ ieri pomeriggio alla Rotonda di Senigallia.

La manifestazione ha avuto inizio con il talk-show ‘Il Milan degli Immortali e il Calcio di oggi’ e nell’occasione è stato assegnato un Premio Speciale alla squadra rossonera anni ’88-90, celebrata dalla Uefa come la più forte di tutti i tempi, e a riceverlo Arrigo Sacchi, allenatore di quel Milan, Ariedo Braida e Daniele Massaro.

scultura realizzata dal prof. Ippoliti

Il premio ‘Renato Cesarini’ che  viene assegnato al calciatore di serie A che ha realizzato il gol più in extremis di tutte le partite del campionato della stagione conclusasi domenica 2 agosto è stato consegnato dal presidente dott. Gabrio Filonzi, a pari merito a Dries Mertens (Napoli), Felipe Caicedo (Lazio) e Patrick Cutrone (Fiorentina).

Tanti i personaggi dello sport presenti tra i quali presidenti di società, manager, giornalisti sportivi, ex giocatori e ad altri big del mondo del calcio.

Negli anni passati, a partire dal 2016, hanno vinto il Premio Cesarini Eros Pisano (Hellas Verona), Paulo Dybala (Juventus), Cristián Zapata (Milan), Ciro Immobile (Lazio), Nicolò Barella (Cagliari), Daniel Ciofani (Frosinone).

Com’è nata l’idea di questo appuntamento di fine stagione?

A ricordarlo fu la giornalista Rai Federica Peluffo conduttrice della prima edizione quando, nell’introdurre la serata da ‘Seta’ a San Silvestro, specificò: “L’idea del premio è nata casualmente. Un giorno d’estate dirigendosi verso la trattoria Seta, Josè Altafini, Bini Floriano, Marco Cimarelli (proprietario della trattoria Seta), Evasio Santoni (giornalista del Il Messaggero), vedendo la targa in ricordo di Renato Cesarini, situata a qualche centinaio di metri da qui, luogo dove il calciatore è nato, e ricordando le gesta di Altafini che di gol negli ultimi minuti delle partite ne ha fatti a quantità, hanno deciso di avviare questo  importante appuntamento”.

Poi negli anni, per alcuni, la memoria è venuta meno e si è dato spazio ai propri convincimenti, appropriandosi di tutto, dimenticandosi troppo in fretta delle origini.

(e.s.)

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