Jesi / Fano – Vigor Senigallia: emessi 8 Daspo, 2 a tifosi della Jesina

5 per tifosi di Fano, a due dei quali la sanzione durerà 3 anni, ed 1 di Senigallia che, come per quelli di Jesi, la sanzione durerà due anni

Redazione

JESI, 11 aprile 2023 – Il Questore di Pesaro e Urbino Raffaele Clemente ha emesso 8 provvedimenti di Daspo (divieto di accesso agli impianti sportivi)  nei confronti di ultras delle tifoserie calcistiche di Fano, Jesi e Senigallia.

Il tutto per i fatti accaduti nel pre partita di Fano – Vigor Senigallia del 2 aprile scorso lungo la SS 16 Adriatica a Ponte Metauro.

Le indagini della Polizia di Fano, in collaborazione con i colleghi di Jesi e Senigallia, ha portato ad individuare 8 persone: 5 sponda Fano a due dei quali la sanzione durerà 3 anni, oltre a 2 tifosi Jesini ed 1 di Senigallia colpiti da Daspo della durata di due anni.

“La gravità dei provvedimenti emessi – ha spiegato la Questura come si legge in una nota dell’Ansa – è stata graduata in base al ruolo avuto da ognuno nei disordini e ai precedenti specifici. E’ al vaglio dell’Autorità Giudiziaria la convalida dell’ulteriore prescrizione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in occasione degli incontri delle rispettive squadre, adottata nei confronti dei tifosi sottoposti a Daspo”.

Nei giorni scorsi, alcuni tifosi leoncelli presenti la domenica 2 aprile a Ponte Metauro, avevano rilasciato alla nostra testata alcune loro considerazioni sui fatti accaduti (leggi qui…).

©riproduzione riservata

 




Jesi / I tifosi si difendono, “nessun agguato, ci siamo trovati nel posto sbagliato”

Alcuni residenti a Jesi, presenti domenica a Fano, coinvolti nei tafferugli, hanno ricevuto l’invito ad eleggere il proprio domicilio e nominare un avvocato difensore

Redazione

JESI, 6 aprile 2023 – Circa gli episodi prima del derby di domenica 2 aprile tra Fano e Vigor Senigallia, vinto dalla formazione allenata da mister Clementi con gol di Denis Pesaresi (100 reti in maglia rossoblù), dopo un gran parlare con accuse quasi unilaterali, ha provocato la versione da parte dei supporters jesini coinvolti che in queste ore hanno ricevuto l’invito ad eleggere il proprio domicilio e nominare un avvocato difensore.

Fano – Vigor Senigallia, curva

I fatti! Poco dopo il ponte sulla Statale Adriatica, nel parcheggio di un Albergo, che conduce da Senigallia a Fano, a poca distanza dallo stadio Mancini, vicino all’ospedale fanese, tra tifosi vigorini, fanesi ed anche jesini si è creato un parapiglia sedato soltanto dall’arrivo delle forze dell’ordine.

Le persone segnalate dalla Questura di Pesaro, circa 15 persone, e tra queste anche diverse residenti a Jesi, che ha visionato filmati, foto e raccolto testimonianze, rischiano non solo il Daspo ma anche la denuncia da parte della Procura che potrebbe aprire un fascicolo.

La versioni degli jesini, come una sorta di tesi difensiva riferitaci da alcuni interessati, è la seguente: “Leggendo quello che la stampa ha riportato negli ultimi giorni, dove abbiamo anche letto di ‘agguati’, ci riteniamo totalmente estranei, sicuramente non resposnsabili di quanto accaduto. Prima di arrivare allo stadio ci siamo fermati presso il bar dell’Hotel Metauro per consumare. Mentre uscivamo dal bar e raggiungere la nostra auto parcheggiata, per recarci allo stadio, abbiamo visto arrivare una lunga colonna di macchine proveniente da Senigallia con tanti tifosi a bordo, una sorta di autocolonna. Alcuni di queste auto si sono fermate e sono scese delle persone avvicinandosi verso di noi in maniera un po’ aggressiva. Quelli che sono rimasti in macchina hanno lanciato delle bottiglie, corpi contundenti ed oggetti vari. Mentre si era giunti sul punto di un contatto, di uno scontro, sono sopraggiunte prontamente auto della polizia e di conseguenza si è evitato uno scontro vero e proprio. Noi ci siamo allontanati, non certo cercato il contatto, perchè temevamo l’aggressione. Dunque nessun ‘agguato’ perchè di fronte ad una maggioranza schiacciante sarebbe stato temerario affrontare tanta gente. Ci sembra che molte cose riportate siano state troppo enfatizzate rispetto alla realtà e non corenti con i fatti realmente accaduti. Uno di noi, addirittura, nel tentativo di fuggire, e questo si vede dalle immagini, ha perso una scarpa recuperandola a fatica”.

Comunque, i segnalati dalla Questura di Pesaro che risiedono a Jesi, almeno quelli che sono stati identificati, o quelli che hanno raccontato l’accaduto, invitati a nominare un avvocato difensore, hanno inviato già le loro memorie difensive.

Adesso si attendono le decisioni da parte degli organi di Polizia che seguono le indagini.

©riproduzione riservata

La foto di primo piano presa dalla pagina di ‘Vivere Marche’