Eventi / Del Conero in festa: la cinque gironi del calcio anconitano

Dal 2 al 6 giugno lo stadio di Passo Varano ospiterà la terza edizione della “Festa del calcio anconitano”. In campo settori giovanili, prime squadre e calcio femminile. Tornei, eventi e momenti di spettacolo. Attesa anche per la mostra dedicata a Paolo Rossi: oltre 300 cimeli anche di quegli iconici campionati mondiali di Spagna ’82 e la presenza di Federica Cappelletti, moglie del campione del mondo, all’inaugurazione.

ANCONA, 30 maggio 2026 – Il caldo torrido e la stagione ormai conclusa non cancellano la voglia di calcio nel capoluogo. Al via da martedì 2 giugno, allo stadio Del Conero, la cinque giorni dedicata al calcio cittadino con la terza edizione di “Derby, la festa del calcio anconitano”.Dal 2 al 6 giugno l’impianto di Passo Varano diventerà il teatro della manifestazione estiva pensata per celebrare le diverse realtà del calcio anconetano. Settori giovanili, scuole calcio, prime squadre e formazioni femminili scenderanno in campo confrontandosi in triangolari e quadrangolari insieme ad altre società provenienti anche da fuori regione.

L’EVENTO

Un programma ricco di appuntamenti che comprenderà anche aree ricreative, stand gastronomici, esibizioni di danza negli intervalli delle gare, incontri letterari e soprattutto la parte più suggestiva della manifestazione: la mostra dedicata alla leggenda del calcio italiano Paolo Rossi, campione del mondo a Spagna ’82. L’esposizione, già presentata anche a livello nazionale fino al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York, sarà uno dei punti centrali dell’evento. Gli spazi espositivi resteranno aperti gratuitamente al pubblico dal 3 al 9 giugno e ripercorreranno la vita e la carriera di Paolo Rossi attraverso telai, pannelli, totem, bacheche, box e monitor con oltre 300 reperti unici, tra cui il Pallone d’Oro 1982, la Scarpa d’Oro da capocannoniere di Spagna ’82 e numerosi altri cimeli. All’inaugurazione di mercoledì 3 giugno sarà presente anche Federica Cappelletti, moglie del compianto campione.

LA SODDISFAZIONE DEGLI ORGANIZZATORI 

.“Frutto di un lavoro imponente portato avanti da circa due mesi in coordinamento con il vicesindaco Giovanni Zinni, l’assessorato allo sport e tutte le persone coinvolte – esordisce uno degli organizzatori, lo scrittore anconetano Franco Lorenzini, intervenuto a RadioTua – saremo presenti anche con gazebo dove presenteremo libri, gadget e altro materiale. All’interno della mostra dedicata al campione di Spagna ’82 ci sarà inoltre una sezione filatelica con francobolli provenienti da diverse parti del mondo. In poche parole, un evento unico”.

Nel corso delle giornate, Lorenzini insieme agli altri due autori Sergio Dubbini e Vincenzo Felici presenterà giovedì il libro “Cenni storici sul calcio dilettantistico anconitano” e venerdì “Cenni storici sull’Anconitana e i suoi calciatori stranieri”.

 

IL PROGRAMMA: I PRIMI EVENTI E MOSTRA DI PAOLO ROSSI

Martedì 2 giugno. Giornata in ricordo di “Claudio Innocentin”. 16:00: esibizione calcio a 8 – Campionato di Quarta Categoria FIGC Paralimpico SA Castelfidardo (Team Frolla) – Antropos. Ore 17:00: inizio torneo calcio a 8, triangolare Memorial “Aroldo Aranci-Andrea Giachi” con Allenatori AIAC Marche, Giornalisti e Vigili del Fuoco di Ancona. 19:30: premiazioni del torneo e dell’esibizione dei ragazzi con disabilità. 20:00: premiazione in ricordo di Claudio Innocenti con la partecipazione di un allenatore di grande rilievo. Stand gastronomici a disposizione del pubblico.

Mercoledì 3 giugno. 16:30: cerimonia di apertura della III edizione di “Derby, la Festa del Calcio Anconitano” e inaugurazione della mostra dedicata a Paolo Rossi alla presenza di Federica Cappelletti, con l’Inno dell’Ancona interpretato da Luca Lattanzio. Ore 17:30, torneo Under 12 e Under 15 femminile. 18:45: premiazioni. 19:30: triangolare Under 19 femminile. 20:15: premiazioni.Stand gastronomici aperti.

Giovedì 4 giugno. 17:00: presentazione del libro “Cenni storici sul calcio dilettantistico anconitano” con Franco Lorenzini, Sergio Dubbini e Vincenzo Felici .Ore 18:00: esibizione di scherma a cura del Club Scherma Ancona ASD. 19:00: quadrangolare selezione prime squadre. 21:45: premiazione del torneo. Stand gastronomici sempre aperti.

GLI ULTIMI APPUNTAMENTI 

Venerdì 5 giugno. 17:00: presentazione del libro “Cenni storici sull’Anconitana e i suoi calciatori stranieri” con Franco Lorenzini, Sergio Dubbini e Vincenzo Felici. Ore 17:45: torneo Pulcini, Primi Calci e Piccoli Amici.19:00: esibizione Luna Dance Center.Ore 19:30: ripresa del torneo. 20:45 premiazioni del torneo, allenatori e dirigenti. Stand gastronomici aperti.

Sabato 6 giugno. 17:30: torneo Esordienti. 18:30: “Ankonapocalypse” con i ballerini del Luna Dance Center. 19:00: ripresa del torneo. 20:15: esibizione Luna Dance. 21:30: concerto con Luca Lattanzio.Stand gastronomici sempre aperti.

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Calcio / Maiolati, Federico Buffa emoziona con “Italia Mundial”

Il narratore milanese grande protagonista a Moie e Maiolati con lo spettacolo che ripercorre, tra ricordi ed emozioni infinite, l’impresa della Nazionale in Spagna nel 1982

23 marzo 2024 – Un Mondiale indimenticabile quello di Spagna 1982, scolpito nella mente di ogni appassionato di calcio e non, vivissimo ancora oggi, a più di 40 anni di distanza.

Il giornalista e narratore Federico Buffa

A ripercorrerlo in uno spettacolo teatrale, è stato il giornalista e volto noto di SKY Federico Buffa, tramite il suo lavoro “Italia Mundial”, presentato ieri sera al Teatro “Gaspare Spontini” di Maiolati Spontini, che ha visto un antipasto nell’incontro tenutosi nel tardo pomeriggio alla “Biblioteca La Fornace” di Moie insieme all’Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco Sebastiano Mazzarini e dal Consigliere con Delega alle Politiche Giovanili Tommaso Ciampichetti.

Uno spettacolo toccante in un teatro da tutto esaurito, partendo dal contesto difficilissimo di quel periodo, in cui l’Italia usciva dagli “Anni di Piombo” e la Spagna da un tragico tentato Golpe nel 1981.

Una squadra l’Italia, guidata da un uomo, Enzo Bearzot, che aveva già in sé qualcosa di mitico nel destino, come l’aver giocato nel Torino ricostruito dopo la tragedia degli “Invincibili” e soprattutto, l’esser stato l’ultimo capitano dei granata e l’autore dell’ultimo gol al “Filadelfia”, lo stadio che li vide protagonisti, prima della sua chiusura e il passaggio al vecchio “Comunale”.

Dopo il Mondiale 1978 in Argentina, in cui l’Italia ben figurò, Bearzot costruì la squadra che portò con sé in Spagna non senza polemiche, su tutte, la scommessa di Paolo Rossi, giocatore reduce da una squalifica di 3 anni, appena tornato a giocare, solo a marzo, dopo un lunghissimo periodo di inattività. La scelta del tecnico dell’attaccante juventino, sacrificò il capocannoniere del campionato italiano Roberto Pruzzo, prendendosi un rischio altissimo, ma Bearzot, “Hombre Vertical” tutto d’un pezzo, andò avanti dritto per la sua strada.

Due gli uomini di fiducia, assoluta: il capitano Dino Zoff e Gaetano Scirea. Capitano non giocatore, Franco Causio.

Un momento dello spettacolo con la foto sullo sfondo di uno dei protagonisti del Mondiale 1982, il brasiliano Zico

Dopo un primo girone eliminatorio che l’Italia supera segnando 1 sola rete, qualificandosi a spese del Camerun a pari punti, per il maggior numero di gol realizzati, arriva un girone proibitivo a tre con Brasile ed Argentina. Con la squadra in silenzio stampa da tempo, arrivano le due vittorie contro i sudamericani che segnano la svolta nell’avventura spagnola, e l’esplosione del suo uomo simbolo: Paolo Rossi, ribattezzato dagli spagnoli “Pablito”.

Gli infortuni pesantissimi di Collovati, che porta alla scoperta di un giovanissimo Bergomi, Antognoni e Graziani quest’ultimo avvenuto nella finalissima con la Germania, non fermano gli Azzurri, che conquisteranno un Mondiale epico, scolpito nella mente di tutti quei fortunati che hanno avuto la fortuna e l’onore di viverlo.

Indimenticabile la partita a scopone sull’aereo di ritorno tra il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, altro personaggio che con la sua grandissima personalità risulterà poi autentico valore aggiunto caricando la squadra alla vigilia, Enzo Bearzot, Dino Zoff e Franco Causio, come in un momento di totale simbiosi dopo il trionfo.

Il racconto del narratore, stupendo, emozionante e commovente nel ricordo di chi, purtroppo, non c’è più come Gaetano Scirea, Paolo Rossi ed Enzo Bearzot, si conclude proprio col momento dell’incontro tra il goleador, quello che sapeva sempre un attimo prima dove sarebbe arrivata la palla, e il tecnico, quasi un padre, che ripose in lui una fiducia incondizionata, che gli svela di essere malato, ma di non preoccuparsi perché, come gli confida: «Grazie a te e agli altri, io sono stato un uomo felice».

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SENIGALLIA / Quando “Pablito” correva sul rettangolo verde del ‘Bianchelli’

È il 1996: la Vigor festeggia 75 anni affrontando l’Italia campione del mondo ‘82, con Paolo Rossi in campo: una festa indimenticabile

SENIGALLIA, 11 dicembre 2020 – C’è stato un giorno in cui “Pablito” calcò il rettangolo verde del Bianchelli di Senigallia.

Il bomber del trionfale Mundial 1982, scomparso nella notte tra mercoledì e giovedì, giocò infatti anche sulla Spiaggia di Velluto in un’occasione: un episodio per anni poco ricordato, ma che nelle ultime ore, dopo la scomparsa del trascinatore nella grande impresa spagnola, sarà sicuramente tornato alla memoria dei tanti che quel giorno gremirono il vecchio stadio senigalliese.

Era il 1996, 24 anni fa: la Vigor, fondata nel 1921, compiva 75 anni e la società, con l’indimenticato dirigente Goffredo Bianchelli, a cui poi sarebbe stato intitolato lo stadio, allora ancora semplicemente Comunale, volle fare le cose in grande.

E ci riuscì appieno.

L’idea fu organizzare un incontro amichevole tra l’Italia Master e una selezione di vecchie glorie vigorine.

A fare da comune denominatore, quel magico anno, il 1982: perché se nella Vigor c’erano parecchi giocatori del più forte undici rossoblù di tutti i tempi (Chinea, Giuliani, Di Jorio, Baldacci, Milella, nomi indelebili nei cuori vigorini) – quello che proprio nel 1982 sfiorò la promozione in serie C1 – nell’Italia era degnamente rappresentata la nazionale campione del mondo dello stesso anno: assieme ad altri calciatori affermati come l’ex portiere della Juventus Tacconi e l’ex centravanti della Roma Iorio, c’erano infatti tra gli altri Conti, Altobelli, Causio, Gentile, ed ovviamente, Rossi.

“Pablito”, che del Mondiale di 14 anni prima era stato il simbolo, non poteva mancare.

“È un piacere tornare nelle Marche dove ho giocato più volte da calciatoredisse con la consueta semplicitàe sono contento di farlo per festeggiare l’anniversario di fondazione della Vigor: 75 anni sono tanti, non è facile per una società dilettantistica riuscire ad avere una vita così lunga”.

I tanti protagonisti di quella serata si ritrovarono per giocare assieme ancora una volta, ma la serata fu indimenticabile anche per i circa 3.000 presenti, che applaudirono campioni, senigalliesi e non, entrati nei cuori di tutti.

Sul campo però – ancora di erba naturale, retaggio di un calcio più romantico e antico – fu partita vera, anche se certo non ai ritmi di qualche anno prima: i protagonisti avevano ormai appeso le scarpette al chiodo da tempo, e lo stesso “Pablito”, pur appena quarantenne, aveva ormai lasciato la serie A da un decennio.

Troppo forti si rivelarono gli eroi di Spagna 1982 per quella pur fortissima Vigor, che comunque perse con un onorevole 3-1, trovando il gol con Cardaccia.

Alla fine furono applausi per tutti.

Per “Pablito”, come precisò alla vigilia, quella fu la prima volta a Senigallia.

Tornò poi esattamente 20 anni dopo, nel 2016, per una mostra alla Rotonda con preziosi cimeli anche di Spagna ‘82.

Chi scrive fu presente ad entrambe le occasioni: nella prima da giovane tifoso in curva, nella seconda da appassionato giornalista.

Erano passati rispettivamente 14 e 34 anni dalle storiche imprese del luglio 1982 prima al Sarrià contro il Brasile e poi al Bernabeu contro la Germania, che aveva fatto gridare per tre volte al solitamente pacato telecronista Nando Martellini un sospirato e commosso “Campioni del mondo. Campioni del mondo. Campioni del mondo”.

La memoria però, nel 1996 come nel 2016, era ancora viva nei racconti di chi quel Mondiale aveva avuto la fortuna di vivere in presa diretta.

“Pablito” però, sia allo stadio che alla Rotonda, mostrò sempre il suo proverbiale sorriso.

Lo stesso che aveva saputo dare a un Paese che in quella calda estate del 1982 ne aveva davvero un grande bisogno.

 

Andrea Pongetti

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Si ringrazia Paolo Pizzi per le foto della partita del 1996