Calcio / Lele Adami: “Mancini di Jesi, un rivoluzionario: tornerà in Italia”

L’opinionista Rai alla kermesse sportiva Overtime festival 2024 a Macerata. “Alessandro Gabrielloni in Nazionale? C’è spazio per tutti”

VALLESINA, 12 ottobre 2024 – Prosegue all’insegna del successo la kermesse sportiva Overtime Festival 2024 (14^ edizione): special guest Lele Adani che ha espresso al nostro Daniele Bartocci, nel backstage del Festival Nazionale Giornalismo e Racconto Sportivo, un punto di vista anche su Alessandro Gabrielloni e Roberto Mancini.

Ieri sera Lele Adani e Nicola Ventola hanno infiammato il cuore degli appassionati di calcio al Teatro Lauro Rossi, nel cuore della città maceratese.

In collegamento Antonio Cassano che non ha risparmiato critiche nei confronti di Cristiano Ronaldo (“Non sa giocare a calcio”) e nei confronti dei nuovi talenti italiani (“In Italia non vedo talenti, è inutile dire facciamo giocare i giovani se i giovani non ci sono”).

Il trio ha fatto divertire i presenti: tutto esaurito al Teatro Rossi con ‘ Viva el Futbol On the Road’.

Di seguito l’intervista integrale Esclusiva firmata Daniele Bartocci amico e collaboratore di VALLESINATV

Adami, dai Bagni Andrea di San Benedetto del Tronto all’Overtime di Macerata: hai sempre espresso parole al miele, a distanza di tempo, nei confronti di Roberto Mancini. Avevi ragione tu a San Benedetto, il Mancio alla fine ci ha fatto vincere l’Europeo…

Roberto Mancini è un tecnico rivoluzionario, soprattutto che ama un certo tipo di calcio. Ha una grande visione. Ora sta facendo un percorso lontano dall’Italia, però io credo che tornerà sicuramente nel nostro Paese in un progetto, diciamo, che dia fiducia sia alla ricerca dei giocatori che a un determinato tipo di gioco

Esistono oggi, a tuo modo di vedere, dei nuovi Lele Adani in difesa, Antonio Cassano o Nicola Ventola in attacco? Come vedi la nostra Nazionale, manca un po’ chi salta l’uomo in Italia?

Io dico che la nostra Nazionale sta lavorando bene. Luciano Spalletti sta cercando di dar fiducia ai giovani e le ultime convocazioni vanno in questo senso. Credo che Adani e Ventola si possano trovare sempre nelle caratteristiche. Il tutto deve però essere accompagnato da qualità umane e dalla fame. Antonio Cassano era un genio e un genio rimane una storia a sé…

Champions League 2024/2025 e campionato di Serie A 2024-2025: qual è il tuo pronostico a tal proposito?

Sarei contento se vincesse il PSG, Luis Enrique è davvero un grande tecnico. In campionato, oltre alla solita Inter, tra i team direi che anche la Juve può essere una delle candidate a un certo percorso di crescita che porti allo scudetto. Il Milan? Paulo Fonseca è a mio modo di vedere un bravo allenatore. Credo debba essere supportato dalla società. Paulo ha buone idee, in questo momento un po’ in difficoltà anche se ha dimostrato, sia nel derby che negli incontri successivi, di avere una visione di crescita per un percorso. Ma tutto parte dalla società rossonera

Qui nelle Marche abbiamo due ottimi attaccanti, Alessandro Gabrielloni del Como e Walid Cheddira (dal Napoli all’Espanyol). Se Cheddira è ormai un calciatore della Nazionale del Marocco, Alex Gabrielloni – che ha trascinato il Como dalla serie C fino alla serie A – potrebbe rivelarsi utile alla causa azzurra nel prossimo futuro  secondo te?

Credo che in Nazionale ci sia spazio per tutti, specie in questo momento dove non ci sono tanti selezionabili. Quando un ragazzo dimostra qualità, per esempio abbiamo visto Niccolò Pisilli, e riesce ad onorare il merito… poi arriva anche il riconoscimento da parte del selezionatore. Selezionatore che ha bisogno di attingere dagli italiani giovani per provare a realizzare un percorso virtuoso con la Nazionale

Doping e scommesse: che opinione hai a riguardo?

Il doping in particolare è un problema che c’è da sempre. Va gestito condannandolo sempre, prendendo le distanze e semplicemente con la certezza della pena e con la rigidità nel seguire chi truffa il calcio, e truffa anche la gente… Perché il veicolo di tutto è la passione popolare. Sempre Viva el Futbol!

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Sport / All’Overtime Festival di Macerata ospiti Ferrara e Serena

Grande successo della manifestazione, di scena a Macerata dal 4 all’8 ottobre. Nella serata di ieri, ospiti gli ex calciatori Aldo Serena e Ciro Ferrara

MACERATA, 06 ottobre 2023 – Da anni ormai punto di riferimento per appassionati, amanti di ogni sport, l’”Overtime Festival” di Macerata, anche in questa edizione, che si tiene dal 4 all’8 ottobre, propone tantissimi personaggi illustri. Lo slogan dell’evento stesso, “Il Festival per chi allena il corpo e la mente”, lascia intendere i tanti messaggi lanciati agli spettatori dai suoi protagonisti.

Tante le eccellenze nell’ambito dello sport, del giornalismo e della cultura: dagli ex calciatori Ciro Ferrara, Aldo Serena, Marco Macina, Giovanni Pagliari, Claudio Turchetto e Renzo Brando al tecnico Zdenek Zeman, dai giornalisti Marino Bartoletti, Lucia Blini, Pierluigi Pardo, Marco Franzelli, Federico Buffa e Andrea Di Caro, alle ex atlete Sara Simeoni e Manuela Benelli, dall’ex tecnico Dan Peterson al maestro dello Sport del Coni Sandro Donati, e tanti altri.

Racconti, aneddoti e storie di vita di personaggi che hanno fatto la storia nel loro campo.

Ieri sera è stata la volta degli ex calciatori Aldo Serena, nell’incontro di Piazza Cesare Battisti e di Ciro Ferrara, nell’evento al Teatro “Lauro Rossi”.

Serena, ex attaccante di Montebelluna, Como, Bari, Inter, Milan, Torino e Juventus, ha ripercorso la sua vita e la sua carriera, raccolte nel volume “Colpi di testa”.

Significative le sue esperienze all’Inter e alla Juventus, società alle quali è rimasto più legato.

Tanti gli aneddoti sugli campioni, dirigenti e compagni di squadra, da Mattheus a Platini, da Agnelli a Boniperti, sino ad arrivare al tecnico che lo ha accompagnato verso i successi più importanti: Giovanni Trapattoni.

L’ex difensore di Napoli e Juventus Ciro Ferrara

Unico grande rammarico, il rigore fallito nella semifinale dei Mondiali di “Italia ’90” a Napoli quando, dopo l’1-1 nei tempi regolamentari e supplementari, Vicini gli chiese di tirare uno dei cinque calci di rigore, che lui sbagliò. Il tiro infatti, fu respinto dall’estremo difensore argentino Goycoechea, sancendo l’esclusione degli Azzurri dalla finalissima di Roma.

Con i nerazzurri, uno scudetto, quello dei record nella stagione 1988/89, che gli permise anche di vincere il titolo di capocannoniere della serie A con ben 22 reti.

Una carriera importantissima, fatta di oltre 350 presenze e circa 115 gol in sole gare di campionato per un attaccante tra i più forti e amati degli Anni ’80.

Un momento dell’incontro con Ciro Ferrara al Teatro “Lauro Rossi”. Insieme a lui, i giornalisti Pierluigi Pardo e Marco Ardemagni.

Bellissimo e coinvolgente anche l’incontro con Ciro Ferrara, ex giocatore di Napoli e Juventus, oltre che della Nazionale, anch’egli monumento del calcio italiano con all’attivo oltre 500 partite in carriera e 27 reti solo in campionato. L’ex difensore ha ripercorso il suo cammino che lo ha portato prima al Napoli, direttamente in prima squadra saltando praticamente l’esperienza in Primavera e, sotto gli insegnamenti rudi ma sempre efficaci del suo compagno di reparto “BeppeBruscolotti a conquistare uno storico scudetto con i partenopei.

Tanti anche in questo caso i ricordi, su tutti, l’amicizia più importante, quella con il più grande di tutti: Diego Armando Maradona, l’amico di sempre. Poi, l’esperienza alla Juve con Lippi, che seguì nelle vesti di allenatore come vice al Mondiale 2006, vincendolo, e l’esperienza da tecnico, non fortunata, ma che ha completato il suo bagaglio di esperienza e formazione professionale.

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