Sport / Convegni: “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?”

Quarto appuntamento a San Benedetto del Tronto organizzato da Coni, Cip, Miur, Odg, Ussi, Fondazione ‘Gabriele Cardinaletti’. Ultimo incontro il 6 maggio in Ancona

VALLESINA, 20 aprile 2023 – L’auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto ha ospitato, ieri, il penultimo della serie di convegni – in precedenza si erano svolti a Fano, Fermo, Civitanova Marche – dal titolo generale “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?”, appuntamenti organizzati dalla Scuola regionale dello Sport del Coni, in collaborazione con Cip (Comitato italiano paralimpico) regionale, Miur (Ministero istruzione e del merito) Marche, Ordine dei Giornalisti – Unione stampa sportiva Marche, Fondazione “Gabriele Cardinaletti”.

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Inclusione come vocazione dello sport marchigiano che opera e guarda non solo al mondo paralimpico ma anche  alle necessità emergenti di pari opportunità riguardanti il genere, la cultura, l’estrazione sociale, situazioni che connotano  anche le relazioni di ogni giorno nella nostra dimensione all’interno della società.

A coordinare gli interventi il presidente dell’Ussi Marche, Andrea Carloni, con i saluti del vice sindaco del Comune di San Benedetto del Tronto – che ha patrocinato il convegno – Antonio Capriotti, il quale ha portato soprattutto la sua esperienza di genitore di una ragazza sorda che fa parte della nazionale paralimpica di volley, ricordando come “lo sport è già fenomeno sociale inclusivo ed educativo e nel pensare a una struttura demandata a ospitarlo dobbiamo fare in modo che sia per tutti. Quando mia figlia è stata convocata si è sentita apprezzata e amata e quel momento è stato e continua a essere una gioia per tutta la famiglia”.

Saluti ai quali si è unito anche Fabio Luna, presidente Coni Marche,  per il quale “lo sport non è solo quello dei risultati, le testimonianze che abbiamo ascoltato rappresentano un momento importante per analizzare quanto si sta facendo, anche in un’ottica futura, in fatto di inclusione. Ringrazio la Fondazione Andrea Cardinaletti che ci ha sollecitato a intraprendere questa iniziativa di riflessione molto importante e il vice presidente del Cip Marche, Roberto Novelli”.

Quest’ultimo ha a sua volta voluto ringraziare il mondo della scuola “che lavora con noi e ci è vicino” mentre la vice presidente della Fondazione – presente anche il presidente, Andrea Cardinaletti – , prof.ssa Michelangela Ionna, ha ribadito come “il ruolo della Fondazione Andrea Cardinaletti  è quello di svolgere progetti volti all’inclusione delle diversità, che siano territoriali, culturali, fisiche”.

Il prof, Marco Petrini, coordinatore Ufficio scolastico regionale per l’educazione fisica  e sportiva, dal canto suo, ha parlato delle tre grandi iniziative in atto, “Tutti al campo” dove si confrontano rappresentative formate dalle classi, “Pe4move” (Phisical education for moving), progetto che promuove l’educazione fisica di qualità, e i Campionati studenteschi “che qualche problema dal punto di vista dell’inclusione sociale lo denotano. Le cifre, infatti, parlano del fatto che il 90% dei partecipanti è costituito da ragazzi che già fanno sport mentre se confrontiamo l’intera popolazione scolastica il numero dei partecipanti è del 30%. Ecco, il nostro compito è quello di andare a “prenderli” tutti per farli partecipare”.

La prof.ssa Daniela Testa, docente del’Istituto comprensivo Centro di San Benedetto del Tronto ha rappresentato il progetto in rete realizzato in collaborazione con la locale associazione sportiva “Il Faro” e sostenuto dal Cip, attraverso l’iniziativa “Lo sport paralimpico va a scuola – Pedalare con il cuore” e il progetto “I sensi per vedere oltre”.

La finalità “quella di sensibilizzare gli alunni in merito alla disabilità anche attraverso esperienze sensoriali di vario genere e, attraverso l’incontro con Davide Valacchi, far loro conoscere come si possono superare i limiti della stessa disabilità facendo emergere le proprie potenzialità al fine di poterle sfruttare”.

Davide Valacchi, 32 anni, cieco dall’età di 14 anni, ascolano da anni residente a Bologna, laureato in psicologia clinica, ha raggiunto il Kazakistan  in tandem. Con  lui un collegamento audio nel quale ha spiegato come “il tandem mi ha aiutato a socializzare, poi mi sono appassionato  al racconto di un mio amico che aveva viaggiato per l’Europa in bici e ci venne di farlo insieme in tandem”. Un viaggio che è stato anche occasione per promuoverlo “come mezzo di integrazione per quanti come me sono in condizione di disabilità visiva”.

La prof.ssa Fiammetta Silvi, docente del locale Comprensivo “Capriotti”  ha, invece, spaziato sul progetto baskin a scuola  – nato nel 2017 – “molto inclusivo e trasversale, nel genere e nelle fasce d’età”. “Abbiamo attivato collaborazione – ha spiegatoe sinergie, a livello sociale, con altri enti del territorio, realtà fuori dalla scuola, e questo ci ha permesso di portare il baskin nella zona sud delle Marche dove era assente”.

L’uscire dall’ambito scolastico interno ha significato, poi, “il potersi aprire alla partecipazione di altre scuole e, nel post pandemia, poter disporre di una sezione baskin nell’associazione sportiva “Il Faro”. Quest’anno abbiamo partecipato al campionato regionale esordienti con buoni risultati. Si è attivata una grande partecipazione, in quanto alunni, ex alunni, ragazzi con disabilità, si sono ritrovati, anche con la presenza degli stessi genitori. Quello che manca, comunque, sono le energie umane e le risorse finanziarie per dare la possibilità a più ragazzi possibile di potersi inserire”.

L’avv. Barbara De Agostinis, docente di diritto sportivo e Scuola regionale Coni, già presente a Fano, ha delineato come “la dimensione sociale nello sport racchiude un po’ tutto, in fatto di integrazione, inclusione e parità di genere. E’ un’attività umana che si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali e deve essere accessibile a tutti, così come riportato dalla normativa europea”. L’Europa ci ha consegnato il Libro Bianco, primo documento relativo allo sport “che si concentra sul suo ruolo sociale, garantendo l’inclusione dalla base, l’integrazione e la parità di genere. Vanno tenute presenti le esigenze dei gruppi più svantaggiati (immigrati, disabili) per poter riuscire a superare le barriere linguistiche e culturali”. Alla base, comunque, la forte partecipazione pubblica perché “è importante che siano messi a disposizione gli spazi necessari  sostenendo al contempo economicamente le attività”. Nelle Marche ci si riconduce alla legge del 2012 dove in prevalenza emergono attenzioni sulla “funzione sanitaria dello sport e sull’impiantistica.  Non c’è nulla sulla parità di genere, anziani e soggetti svantaggiati sono al momento gli unici riferimenti”.

Con Luigi Innocenzi, consigliere internazionale Panathlon Club, associazione a connotazione prevalentemente sportiva, si è spaziato sul fatto che “oggi lo sport è tutto. Investe la popolazione nel suo complesso. Ognuno di noi è attraversato dalle problematiche dello sport: istituzioni, chi lo pratica a tutti i livelli, i giudici e gli arbitri, i dirigenti, gli sponsor, i volontari, gli investitori, i tifosi”. “Noi come Panathlon abbiamo come obiettivo il miglioramento della società attraverso lo sport, pulito ed eticamente valido. Tante le iniziative a livello nazionale e locale, che coinvolgono soprattutto la scuola da dove si deve cominciare. Facciamo questo per restituire quello che in soddisfazioni abbiamo ricevuto dalla nostra attivià sportiva”.

“Voglio essere parte del pondo e non un mondo a parte” è il motto dell’associazione “Tangoteca”  di San Benedetto del Tronto e la presidente Patrizia Cosentino ha spiegato che “ci occupiamo di tangoterapia, applicando questo ballo (unico ad essere stato riconosciuto nel 2009 dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità) alle varie terapie, tanto che diviene uno strumento di riabilitazione, apportando benefici”. “Non è una danza, ma un’esperienza di vita, di relazione con gli altri e ci permette di ritrovare noi stessi, abbatte tabù. E’ un dialogo attraverso un ballo nato in Argentina proprio come strumento di integrazione sociale. Un non vedente danza insieme a chi ha un altro tipo di disabilità, motoria o intellettiva, e unendo la varie difficoltà si apre un mondo. Riescono a tirar fuori la loro voglia di vivere, quello che hanno dentro”.

Voglia di vivere portata con tutta la sua esuberanza e la sua forza, in carrozzina, da una testimonial d’eccezione, la campionessa jesina Alessia Polita. Lei ha ripercorso la sua storia – nota – impressa nella passione per le moto trasmessale dal padre. Il giugno 2013  segna la sua vita, durante le qualifiche, un brutto incidente che la renderà paraplegica. “Ma non l’ho mai visto come un giorno di doloreha affermato incalzata da Andrea Carloni il rischio c’era, sono stata sempre fatalista. Più  che altro mi dispiaceva aver perso cose che avevo ma poi nel tempo ne ho acquistate altre, anche se è stato un percorso di sofferenza”. Non si è mai arresa, comunque, anche perché la forza le è venuta e le viene “dalla testa dello sportivo”. “La vita, ora, la vivo tutta, prima era più superficiale, ora vado a 300 all’ora metto benzina fino a che ne avrò bisogno per vincere la mia serenità. Lo sport ti fa prendere batoste ma ti aiuta a reagire e quando ho toccato il fondo ho capito quanto amassi la vita. La disabilità non la dice tutta perché faccio più io di alcune amiche che hanno ogni cosa a posto”. E in quel fare, ovviamente, lo sport c’entra, nel “dopo” ne ha attraversati diversi Alessia, per poi soffermarsi su handbike – grazie ad Alex Zanardi – e monosci. Discipline che potrebbero portarla verso le prove olimpiche. “Ma debbo dire che in questo senso lo sport non è per le tasche di tutti, ci sono costi elevati, eccessivi, specialmente per le carrozzine”. “E non è tutto perché i problemi quotidiani ci sono, nella mia città e non solo. Barriere architettoniche e difficoltà oggettive di ogni genere, vedi i parcheggi, sempre difficili usufruirne. Molto è demandato al privato, alle associazioni, come la “Fattoria dei Sogni” di Selena Abatelli, una fattoria estremamente inclusiva. Quello che si predica poi va messo in pratica…”.

 

L’evento conclusivo, nel quale si tireranno le somme,  sabato 6 maggio – Ore 10 – Ancona – Sala Figc – via Schiavoni snc (500 posti) 

La sintesi – “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?” – coordina: Andrea Carloni

Andrea Abodi – Ministro per lo Sport e i Giovani

Francesco Acquaroli – Presidente Regione Marche

Valeria Mancinelli – Sindaco di Ancona

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Sport / Convegni: “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani”

Terzo appuntamento a Civitanova Marche, tema: “Sport, culture diverse”. Prossimi incontri a San Bendetto del Tronto (oggi pomeriggio) e Ancona (6 maggio)

Redazione

VALLESINA, 19 aprile 2023 –  La sala consiliare del Comune di Civitanova Marche ha ospitato ieri il terzo appuntamento di “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani”, la serie di convegni organizzati dalla scuola regionale dello Sport del Coni in collaborazione con Cip (Comitato italiano paralimpico) regionale, Miur (Ministero istruzione e del merito) Marche, Ordine dei Giornalisti – Unione stampa sportiva Marche, Fondazione “Gabriele Cardinaletti”.

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Si è parlato di “Sport, culture diverse”, altra declinazione sul focus che sottindente tutti gli appuntamenti in calendario, l’inclusione.

Inclusione come vocazione dello sport marchigiano che opera e guarda non solo al mondo paralimpico ma anche  alle necessità emergenti di pari opportunità riguardanti il genere, la cultura, l’estrazione sociale.

Lo sport, dunque, in questo caso, come occasione di incontro tra mondi e culture diversi che si ritrovano per crescere e svilupparsi, per condividerne la pratica anche ad alto livello.

A coordinare gli interventi il presidente dell’Ussi Marche, Andrea Carloni, con i saluti iniziali dell’assessora istruzione, pari opportunità, servizi sociali, infanzia e famiglia del Comune di Civitanova Marche – che ha patrocinato il convegno – Barbara Capponi, la quale ha sottolineato come “l’inclusione è senza etichette e lo sport esercita un ruolo fondamentale in questo, ci muove a guardare l’altro come persona da valorizzare”.

Saluti ai quali si sono uniti anche Fabio Romagnoli, delegato Coni provincia di Macerata, Luisa Pocognoli, delegata provinciale del Cip, il prof. Marco Petrini, coordinatore regionale educazione fisica e sportiva Miur Marche e Michelangela Ionna vice presidente della Fondazione “Gabriele Cardinaletti” di Jesi – era presente anche il presidente Andrea Cardinaletti – che ha sottolineato come i convegni in programma – oltre a quello di Civitanova Marche la settimana scorsa si sono svolti anche a Fano e Fermo, oggi a San Benedetto del Tronto – siano stati “fortemente voluti dalla Fondazione che opera a tutti i livelli e con varie iniziative per poter garantire la pratica sportiva a tutti”.

E la prof.ssa Alessandra Messa, insegnante di educazione fisica alla scuola “da Vinci” di Potenza Picena ha presentato il  progetto “La potenza dello sport”, rivolto dalle scuole d’infanzia sino alla secondaria di primo grado.

Progetto alla sua seconda edizione, promosso dal Comune – presente anche l’assessore allo sport Giulio Casciotti – partito a marzo con termine a fine maggio, che rappresenta “un collegamento valoriale tra scuola e  le nove associazioni sportive che hanno aderito”.

I ragazzi sono coinvolti in 9 discipline sportive “in orario extra scolastico, gratuitamente, un modo importante per poter valorizzare tutti attraverso lo sport per farli crescere facendoli divertire, cercando di superare qualsiasi barriera attraverso la partecipazione”.

Il sitting volley – la pallavolo paralimpica – che può essere praticato  da atleti con disabilità ma anche da normodotati. E Amauri Ribeiro, ex pallavolista della nazionale brasiliana ora direttore tecnico della nazionale italiana di sitting volley ha raccontato la sua esperienza e la passione sbocciata per questa disciplina “nel 2004 con le paralimpiadi di Atene e dal 2017 sono in Italia”.

“Lo sportha sottolineatoè cultura e conoscenza, il modo più veloce per integrarsi, anche la strada per ritornare alla vita dopo un incidente. Con la Fipav stiamo  approntando diversi progetti come portare il sitting volley nelle scuole o legati alla formazione di allenatori. E’, questo, uno sport veramente inclusivo nel quale la disabilità sparisce, non esiste più”.

Culture diverse che si incontrano anche nel football americano con i Dolphins Ancona. Paolo Belvederesi  ne è dirigente e team manager della nazionale under 19. Una storia che va avanti ininterrottamente da 40 anni “e rappresentaha dettoil nostro modello di integrazione sociale. Nel corso degli anni e attualmente da noi sono passati e passano giocatori provenienti da ogni parte del mondo”. Un lungo elenco che passa dalle Americhe all’Europa, all’Asia, al Magreb. “Le mamme di Tunisia e Marocco ci hanno fatto conoscere la cucina halal, la mamma di un atleta di origini israeliane quella kosher”. Dal mondo ad Ancona “perché l’integrazione è una barriera che costruiamo noi, loro, i ragazzi, non hanno questo problema”.

Ma i problemi ci sono e ancora restano, frutto essenzialmente di ignoranza, di cultura di non relazione che permane ancora in tanti, troppi. E l’esperienza vissuta dalla 15enne Elizabeth E., origini nigeriane, giovane portiere under 15 della squadra dell’Ancona Respect ne è un esempio. Ingiuriata durante una partita per il colore della sua pelle – e non è stata la prima volta – da chi, invece, dovrebbe essere d’esempio per i propri figli, un genitore.

“Quello che mi ha fatto male ha dettoè che nessuno ha avuto il coraggio di reagire. Una omertà che non è qualcosa di normale anche perché chi non vuole cercare di capire è stupido, rimane ignorante, e l’ignoranza sta alla base di questi problemi.  Problemi che ho avuto sin dalla scuola, poi tutto è cambiato con le superiori. Ci vuole un carattere forte, che va costruito perché “se cerchi d’inseguire le farfalle voleranno via, devi coltivare un bel giardino, allora verranno da te”. “Sono contenta di essere all’Ancona Respect, non si tratta solo di fare sport, ma ti accoglie come se fossi in una famiglia”.

Ayman Al Halwani, origine siriana, chiropratico e osteopata, agonista prima ora giudice internazionale di taekwondo- lo è anche la moglie -, famiglia di atleti la sua, tre figlie e un maschietto tutti sul tatami.

“Ho vissuto l’emigrazione sin da piccoloha osservatoe posso dire che le differenze e i confini sono creati da noi e possiamo fare due cose, dividerci o arricchirci. Lo sport, che per me è sempre stato come uno scambio culturale continuo sin dall’università, è come una seconda casa, con tanti valori e regole. Il colore non decide chi è più forte”.

Conclusioni affidate all’intervento  di Letizia Genovese, consigliere nazionale Fipav, delegata agli eventi e alle pratiche sociali, la quale ha sottolineato che “se si parla di inclusione non si può prescindere da codici etici e normative, che debbono delineare la strada da percorrere e il quadro normativo deve sensibilizzare da una parte e informare dall’altra per dare la possibilità a tutti di sentirsi appartenenti a un gruppo. C’è chi non sa affatto che ci sono diversi modi per poter praticare lo sport, primario veicolo – come viene riconosciuto dalla Ue – che migliora l’inclusione sociale. Cosa manca? La cultura dell’inclusione, gli strumenti necessari per un approccio diverso attraverso politiche sociali e preparazione culturale, anche dei genitori coinvolti”.

Il quarto convegno è in programma oggi  19/04 – Ore 16.45 – S. Benedetto del Tronto – Auditorium “Tebaldini” Via De Gasperi 124 (170 posti) – Crediti formativi per i giornalisti –

Si parlerà di “Sport, dimensione sociale” – Coordina: Andrea Carloni – Presidente Ussi Marche, e interverranno Alessia Polita – ex pilota motociclista, oggi disabile dopo incidente in prova,

Davide Valacchi – psicologo non vedente, autore del Giro del Mondo in tandem,

la prof.ssa Fiammetta Silvi – docente Ist. Comprensivo Capriotti San Benedetto del Tronto,

la prof.ssa Daniela Testa – docente Ist. Comprensivo Centro San Benedetto del Tronto

l’ing. Luigi Innocenzi – consigliere internazionale Panathlon Club,

l’avv. Barbara Agostinis– docente diritto Sportivo dello Sport e Scuola Regionale Coni.

 

L’evento conclusivo sabato 6 maggio – Ore 10 – Ancona – Sala Figc– Via Schiavoni snc (500 posti) 

La sintesi – “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?” – coordina: Andrea Carloni

Andrea Abodi – Ministro per lo Sport e i Giovani

Francesco Acquaroli – Presidente Regione Marche

Valeria Mancinelli – Sindaco di Ancona

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Sport / Convegni: “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?”

Secondo appuntamento a Fermo organizzato dalla Scuola dello Sport del CONI in collaborazione con Cip, Miur, Odg-Ussi Marche e Fondazione ‘Gabriele Cardinaletti’ 

VALLESINA, 13 aprile 2023 – L’auditorium San Filippo Neri ha ospitato nel pomeriggio di ieri il secondo della serie di convegni  “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?” organizzati dalla Scuola dello Sport del Coni in collaborazione con Cip, Miur, Odg – Ussi Marche e Fondazione Gabriele Cardinaletti.

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Tema dell’incontro “Sport e disabilità” al quale hanno partecipato, coordinati dal presidente dell’Ussi Marche, Andrea Carloni, Lorenzo Marcantognini, atleta Cip e giocatore della nazionale di calcio amputati, Antonio Iannice e Luisa Pocognoli, dirigenti fondatori del Santo Stefano Sport di Potenza Picena, Vanessa Chicchi, tecnico di nuoto olimpico e paralimpico e membro della giunta Cip Marche, Giorgia Sordoni, pedagogista, presidente della Cooperativa Centro Papa Giovanni XXIII e membro della giunta Cip Marche, il prof. Francesco Guerrieri, docente Istituto Einaudi di P. S. Elpidio – Montegiorgio, Mario Ferraresi, già Ad e presidente del Santo Stefano e presidente del Santo Stefano Sport.

L’inclusione è il tema che definisce e unisce tutti gli incontri (altri due convegni sono in programma la prossima settimana rispettivamente a Civitanova Marche e a San Benedetto del Tronto con un appuntamento conclusivo ad Ancona), inclusione declinata nel convegno di Fermo appunto attraverso il tema “Sport e disabilità”.

Introduzione affidata – come avvenuto il giorno prima a Fano – al prof. Marco Petrini, coordinatore regionale educazione fisica e sportiva Miur Marche, che ha illustrato ancora il Piano regionale per lo sport a scuola nelle Marche esplicato attraverso  le tre macro attività  dei Campionati studenteschi, del ‘Tutti al Campo’ e del progetto sperimentale (con l’università di Bolzano) Pe4move (Phisical education for moving).

Il quadro, in generale, che ne esce, evidenzia una situazione nelle Marche che vede l’inclusione nello sport a scuola essere una realtà in cui ”tanto è stato fattoha sottolineatosiamo già molto avanti anche se c’è ancora un passo ulteriore non impossibile da fare”.

Il prof. Francesco Guerrieri ha illustrato il progetto “Baskin a scuola”, uno sport variante della pallacanestro “altamente inclusivo, che permette a ragazzi normodotati e non, maschi o femmine, di giocare insieme, formare una squadra in cui esprimere e valorizzare le capacità di ognuno, tutelandone le fragilità, ognuno che è parte integrante del gruppo”. In questo modo “si ha un focus comune che può essere raggiunto attraverso l’impegno di ogni giocatore in funzione delle singole capacità e possibilità motorie, un’attività che permette di socializzare e di confrontarsi, relazionarsi anche in situazioni diverse,migliorando le competenze motorie e aiutando a cogliere il valore e il piacere di stare insieme. Un passo importante sarà quello di portare questa attività anche al di fuori della scuola”.

Lorenzo Marcatognini, 20enne fanese, testimonial sportivo, paratleta calciatore della nazionale amputati e velocista, a causa di una malformazione si è dovuto sottoporre all’amputazione di una gamba in quanto “era l’unico modo per far sì che la mia vita migliorasse”, ha sottolineato. “Mi piacciono le sfide ha spiegato e lo sport è una salvezza, mi ha fatto e mi fa crescere e la molla è scattata quando ho deciso di voler dimostrare a me stesso chi fossi. La pratica sportiva mi ha insegnato a superare gli ostacoli, a superare anche me stesso. E certi risultati si raggiungono quando ti prefiggi un punto in cui arrivare, per ripartire”.

Mario Ferraresi, per 26 anni ad e poi presidente del Santo Stefano e del Santo Stefano Sport ha rappresentato un’azienda divenuta nel tempo leader nell’alta riabilitazione, frutto non solo di grandi competenze ma anche di contatto umano, azienda che può vantare  nuove strutture anche fuori regione e all’estero. “Lo sport aiuta, aiuta tanto, e riesce a vincere sul corpo e sullo spirito”, ha detto.

E, poi, i coniugi Antonio Iannice e Luisa Pocognoli fondatori nel 1976 del Santo Stefano Sport. “Lo sporthanno evidenziato all’unisonoti dà un’altra prospettiva della vita, perché puoi fare le stesse cose che facevi prima in maniera diversa, anche in carrozzina. E ti dà autostima preparandoti a vivere, a cogliere l’opportunità del lavoro”. Antonio Iannice, tra l’altro, ha anche evidenziato come il problema, attualissimo, delle barriere architettoniche, anche se la situazione è migliorata rispetto a 30 anni fa, rimane sempre un… problema. Specialmente quando devi muoverti con una squadra di atleti del basket in carrozzina. “Vanno migliorate le strutture ricettive, non è possibile che negli alberghi ci siano appena due o tre camere per i disabili”.

Vanessa Cicchi ha spaziato nell’ambito dell’attività del nuoto, evidenziando come si siano fatti grandi passi nella nostra regione nell’ottica della disabilità sportiva. “Siamo riusciti a entrare nelle famiglie anche se ancora lottiamo per far uscire i ragazzi e portarli in acqua ma la difficoltà più grande è quella che non  si riesce a entrare nelle scuole.  Non è, poi, facile trovare spazi d’acqua che permettano  di fare attività, specialmente in questo post covid, soprattutto nella fascia pomeridiana. Sarebbe importante, ad esempio, che le società sportive,comincino a contemplare spazi per gli atleti con disabilità”.

Giorgia Sordoni espleta il suo lavoro con persone aventi difficoltà intellettiva. “L’immagine che si aveva di chi avesse disabilità era soltanto quella sanitaria. Vale a dire di qualcuno da “aggiustare” con l’obiettivo di riabilitare. Nel tempo, però, è cambiato l’approccio, si punta ad accompagnare partendo da ciò che c’è, dal contesto. Perché è proprio il contesto che crea la disabilità e bisogna  proporne uno adeguato per ottenere una reale inclusione”.

Al convegno hanno portato il loro saluto l’assessore allo sport e politiche giovanili del Comune di Fermo (che ha patrocinato l’iniziativa) Alberto Maria Scarfini, Cristina Marinelli delegata Coni della provincia di Fermo – era presente anche il presidente Marche, Fabio Luna – il delegato Cip della provincia di Fermo, Daniele Malavolta, la vice presidente della Fondazione Gabriele Cardinaletti – presente anche il presidente Andrea Cardinaletti – Michelangela Ionna che ha sottolineato come “questi incontri voluti dalla Fondazione servono per testimoniare quanto è stato fatto negli anni e che cosa ci riserva il futuro nell’ambito dello sport marchigiano, attraverso il quale occorre promuovere l’integrazione e l’inclusione a tutti i livelli per unire e valorizzare le abilità di tutti” 

APPUNTAMENTI 18 aprile Civitanova Marche

“Sport, culture diverse” – Coordina: Andrea Carloni – Presidente USSI Marche; Amauri Ribeiro – D.T. Nazionale Italiana Sitting Volley – Ex schiacciatore Naz. Brasile; Elizabeth E. – Giovane Portiere U.15 Ancona Respect ingiuriata per il colore della pelle; Paolo Belvederesi – Dirigente Dolphins An Football Americano – T.M. Naz. Under 19; Ayman Al Halwani – Chiropratico Osteopata – Arbitro internazionale di Taekwondo; Letizia Genovese – Consigliere Nazionale FIPAV delegata a Eventi e Pratiche sociali; Prof. Marco Petrini – Coordinatore Regionale Educazione Fisica e Sportiva MIUR Marche

Mercoledì 19 Aprile

Auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto con “Sport dimensione socialer“

Giovedì 6 maggio

Sala Figc di Ancona con le sintesi dei convegni e gli interventi di Andrea Abodi ministro per lo sport e Francesco Acquaroli presidente della Regione Marche

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Sport / Convegni: “Marche, Sport e Società – Ieri, oggi… E domani?”

Organizzati in tutta la regione dalla Scuola dello Sport del CONI in collaborazione con Cip, Miur, Odg-Ussi Marche e Fondazione ‘Gabriele Cardinaletti’

VALLESINA, 12 aprile 2023 – Si è aperto ieri a Fano. alla Mediatica Montanari, il primo dei cinque convegni “Marche, sport e società – Ieri, oggi…E domani ?“ organizzati in tutta la Regione dalla Scuola dello Sport del Coni, in collaborazione con Cip, Miur, OdgUssi Marche e Fondazione Gabriele Cardinaletti.

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Il tema in questione era “Sport di genere”, e alla discussione hanno partecipato Claudia Rossi campionessa Mondiale (in doppio misto) ed Europea di Vela; Barbara Rossi – Pedagogista – D.S. Acqua e Sapone Volley Roma; Sabina Schiavoni – Diplomata Isef con specializzazione per il sostegno; Claudia Mosaici – Docente educazione fisica; Barbara Agostinis – Docente Diritto Sportivo dello Sport e Scuola Regionale Coni; Marco Petrini – Coordinatore Regionale Educazione Fisica e Sportiva MIUR Marche. Ha coordinato i lavori Andrea Carloni – Presidente Ussi Marche.

La donna nel mondo della sport. Ma anche la donna con disabilità nel mondo dello sport al centro degli interventi della prima giornata che hanno delineato un denominatore comune, vale a dire che serve comunque un cambiamento culturale a tutti i livelli per poter raggiungere una parità di opportunità la quale non sia soltanto enunciata o codificata ma effettiva, reale, nel quotidiano.

“Le azioni normative sono importantiha infatti sottolineato Barbara Agostinisma debbono andare avanti con i cambiamenti culturali. Lo sport non è femminile, c’è disparità di genere, soprattutto nel ramo dirigenziale anche se a livello di Unione Europea uno dei principi cardine è la parità di genere.  Ma se guardiamo alle Marche e alla Legge regionale dello sport (in vigore dal 2012), non c’è nulla sulla parità di genere. Diversamente dalla vicina Emilia Romagna che si è conformata in coerenza con L’Unione Europea”.

Nella scuola, poi, ci sono anche situazioni in cui gli immigrati, minoranza nel Paese, possono essere invece maggioranza nelle aule. La docente di educazione fisica in una secondaria di primo grado Claudia Mosaici ha sottolineato come “connettere sport, religione, integrazione non è semplice, come non è semplice per le ragazze – dagli 11 a 14 anni – essere donna e sportiva ma questa è una strada importante per poter rimuovere gli ostacoli che, anche con piccoli cambiamenti, possono cambiare la loro vita. Importante anche la rete con le associazioni sportive perché l’inclusione va trasportata fuori dalla scuola”.

E, a proposito di sport a scuola nelle Marche, Marco Petrini, coordinatore regionale educazione fisica e sportiva Miur regionale – ha evidenziato le tre macro attività del piano regionale scuole che promuovono lo sport, corretti stili di vita e salute, unico nel suo genere e all’avanguardia in Italia. “I Campionati studenteschi costituiscono un’attività molto importante che coinvolge ragazzi e ragazze già sportivi, con squadre o partecipanti sia maschili che femminili, c’è poi ‘Tutti in Campo’ come esperienza di sport rivolta a tutti con gare alle quali partecipano squadre formate dalle classi, coinvolti quest’anno in 50mila e anche in questo ambito la parità è completa. Quindi, il progetto sperimentale ‘Pe4move’ (Phisical education for moving) che coinvolge secondarie di primo e secondo grado, 3.500 gli studenti impegnati, che spinge a praticare attività motoria, movimento come stile che deve attraversare la vita.  In questo ambito c’è da lavorare ancora e, soprattutto, in senso generale si dovranno coinvolgere di più le ragazze diversamente abili”.

Per Sabina Schiavoni, mamma di due gemelli, maschio e femmina, con disabilità – ma la figlia Bianca Marini è stata nel 2017 campionessa mondiale giovanile sugli 800 mt -, il binomio donne e disabilità costituisce una doppia discriminazione ascrivibile al genere e allo stato di salute. “Il 42% delle donne non tesserate fanno sport, il 28% tra quelle tesserate. Dei 205 atleti di interesse nazionale del Cip, Comitato italiano paralimpico, il 39,5% sono donne. C’è una minore partecipazione femminile in senso generale e tra le cause perché lo sport è considerata comunque una attività per uomini, c’è minore copertura mediatica, più attenzione all’aspetto estetico, differenza di prestazioni.  Nel paralimpico, tra l’altro, lo sport può affiancare l’attività terapeutica, aumentare l’autostima, la capacità di resilienza, l’empowerment. Ma serve un cambiamento a tutti i livelli, nella società, nella famiglia, nella scuola, superando stereotipi anche nel linguaggio. E pensare a poter vedere Olimpiadi e Paralimpiadi in contemporanea”.

Testimonial sportivi della giornata la campionessa mondiale Claudia Rossi che si è fatta largo in un “mondo come quello della vela prettamente maschile, ma nel mio piccolo ho sempre cercato di essere d’esempio anche se è difficile per ora creare un equipaggio misto” e, quindi, equipaggio di maschi e lei al timone.

E Barbara Rossi, unico ds donna nella A1 femminile di pallavolo, nella squadra di Roma dove è approdata  da Pesaro:“Ho vinto tanti pregiudizi nella mia vita, discriminazioni in quanto donna sulle mie capacità, sulle mie convinzioni. Ma nelle difficoltà riesci a trovare risorse che vanno al di là di tutto. Nel mio lavoro, con uno staff di tutti uomini, solo la squadra è composta da donne, alla base c’è sempre il senso della relazione, del confronto con sensibilità e personalità diverse”.

Il saluto dell’Amministrazione comunale – che ha patrocinato il convegno – è stato portato dall’assessora allo sport e nuove generazioni Barbara Brunori per la quale “la parola d‘ordine inclusione nello sport è un modo di fare cultura, di emancipare le scelte che si fanno. Significa avere anche una città per tutti. Mia figlia che pratica calcio è cresciuta tantissimo anche se in un settore identificato nel mondo maschile”.

Saluti iniziali anche da parte del Coni provinciale con Fabrizio Fitto – presente il presidente Marche Fabio Luna – del vice presidente del Cip Marche Roberto Novelli e della vice presidente della Fondazione “Gabriele Cardinaletti”, presente anche il presidente Andrea Cardinaletti, Michelangela Ionna che ha evidenziato come “la Fondazione operi per valorizzare la capacità di inclusione per tutti e ha voluto questa serie di eventi da un’idea nata nel tempo sospeso della pandemia per aprire una riflessione sul ruolo futuro dello sport marchigiano”.

APPUNTAMENTI oggi 12 aprile Fermo

“Sport e disabilità” – Coordina: Andrea Carloni – Presidente Ussi Marche; Lorenzo Marcantognini – Atleta Cip – Giocatore Nazionale Calcio Amputati; Antonio Iannice – Dirigente fondatore Santo Stefano Sport Potenza Picena; Vanessa Cicchi – Tecnico di Nuoto Olimpico e Paralimpico – Membro Giunta Cip Marche; Giorgia Sordoni – Pedagogista – Pres. Coop. Centro Papa Giovanni XXIII – Giunta Cip; Francesco Guerrieri – Docente Ist. Einaudi P.S. Elpidio a Mare – Montegiorgio.

Martedì 18 Aprile

Sala Consilio di Civitanova Marche: “Sport, culture diverse”

Mercoledì 19 Aprile

Auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto con “Sport dimensione socialer“

Giovedì 6 maggio

Sala Figc di Ancona con le sintesi dei convegni e gli interventi di Andrea Abodi ministro per lo sport e Francesco Acquaroli presidente della Regione Marche

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