Tennis / I Miti Pietrangeli e Panatta: quella prima sconfitta di Nicola contro Adriano, a Senigallia, tanti anni fa…

Era il 1969, sulla terra battuta del Ponterosso: il passaggio di consegne tra due campioni, entrambi vittoriosi nell’allora celebre torneo Open della Spiaggia di Velluto

SENIGALLIA, 5 Dicembre 2025 – La morte di Nicola Pietrangeli, il grande campione, il primo grande campione del tennis italiano, scomparso a 92 anni, si porta via anche uno dei ricordi più noti dell’epoca d’oro delle racchette senigalliesi.

Tra il 1965 e il 1973, negli storici campi da tennis del Ponterosso, allora in terra rossa, ora, da troppo tempo in un abbandono che nonostante le buone intenzioni e gli annunci persiste, fu ospitato un torneo professionistico tra i più importanti d’Europa.

Basta vedere l’albo d’oro del Trofeo d’Argento, così si chiamava: Nicola Pietrangeli vinse la prima edizione del 1965, poi prevalsero Giordano Maioli, Ion Tiriac, Martin Mulligan (due volte), Jan Kukal, Adriano Panatta (che vinse nel 1971 il suo primo torneo in carriera proprio a Senigallia), Ezio Di Matteo e Tonino Zugarelli.

Tra le donne vinsero tra le altre la giapponese Kazuko Sawamatsu (nel 1969, nel 1975 avrebbe vinto Wimbledon in doppio) e due volte l’australiana Helen Gourlay, vincitrice di ben cinque prove del Grande Slam tra cui Wimbledon, ma pure finalista al Roland Garros.

Insomma, campioni assoluti.

Ma fu proprio a Senigallia che avvenne l’ideale passaggio di consegne tra il vecchio campione, Pietrangeli, e l’astro nascente, Panatta, separati da 17 anni di età: accadde nel 1969, quando il diciannovenne Adriano battè per la prima volta il trentaseienne Nicola sui campi del Ponterosso, l’inizio di una amicizia-rivalità tra i due più grandi campioni del nostro tennis – almeno fino all’arrivo di Jannik Sinner – che non si sarebbe mai del tutto sopita tra battute, ironia e punzecchiature a distanza.

Due grandi interpreti di un tennis molto lontano, diverso, e anche più romantico fuori dal campo, di quello attuale.

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Tennis / Nicola Pietrangeli: “quando a Senigallia aiutavo Ion Tiriac a forza di morsi ai bicchieri…”

Il grande campione azzurro, 90 anni appena compiuti, ricorda il mitico torneo del Ponterosso e le goliardate di allora.
Oggi solo silenzio e degrado in quei campi, finalmente in procinto di rinascere

SENIGALLIA,  6 Settembre – Il torneo non c’è più da ben 50 anni, i leggendari campi da tennis da una decina anche se il declino era iniziato diverso tempo prima, col passaggio dalla terra rossa al veloce, ma il ricordo del circolo tennis del Ponterosso – sul lungomare di Senigallia, a due passi dalla Rotonda – che negli anni Sessanta e Settanta ospitava uno dei più importanti tornei professionistici europei, è ancora vivo nel cuore degli appassionati.

E in quello di chi quel torneo giocava.

Come il grande Nicola Pietrangeli, che, intervistato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera per i suoi 90 anni, ha ricordato proprio una edizione del torneo senigalliese, andando oltre l’aspetto puramente sportivo per entrare in quello goliardico-mondano: nella Senigallia degli anni Sessanta-Settanta, invasa da turisti e turiste straniere, il torneo era infatti anche questo, un modo per attirare interesse mediatico e presenze, richiamate dai grandi nomi che imbracciavano la racchetta sui campi in terra rossa – su tutti il “vecchio” Pietrangeli e il giovane Panatta – eroi di un’epoca in cui i campioni dello sport erano decisamente più naif e avvicinabili dalla gente comune.

E’ proprio Pietrangeli a testimoniarlo al Corriere della Sera: 

“al torneo di Senigallia avevo incontrato il tennista Ion Tiriac, un ragazzo intelligentissimo, che parlava sette lingue ma non aveva una lira – dichiara Pietrangeli – Così organizzai un giro di scommesse. Il mio amico rumeno mangerà un bicchiere! – garantiva il campione azzurro vincitore due volte del Roland Garros a Parigi – Tiriac in realtà non li mangiava, ma li spezzava a morsi. A quel punto io gridavo: Ion ha vinto la scommessa!!! Ora è diventato il secondo uomo più ricco della Romania”.

Sempre oggi, però, in un triste contrappasso, il torneo Senigallia Open-Trofeo d’Argento Città di Senigallia invece è giunto a mezzo secolo senza edizioni dopo l’ultima del 1973.

Pietrangeli, che vinse la prima edizione del 1965, ha 90 anni ma continua a rilasciare interviste nostalgiche su quel periodo d’oro; Panatta, che si aggiudicò quella del 1971, suo primo torneo vinto in carriera, ne ha 73 e nelle stesse interviste spesso si trova a replicare allo stesso Pietrangeli, con il quale la rivalità si accese proprio negli anni Settanta sulla Spiaggia di Velluto: allora erano il passato e il futuro del tennis azzurro, uno di fronte all’altro, proprio sui campi del Ponterosso.

Tiriac, dopo essere diventato un campione di tennis tra i più grandi a livello mondiale, è arrivato a 84 anni, ma continua a macinare soldi e non ha decisamente più bisogno di mordere bicchieri per guadagnarsi da vivere: è stato il primo rumeno a entrare nella lista dei miliardari stilata da Forbes nel 2007.

Al Ponterosso invece, non manca solo il Trofeo d’Argento, perché per tutti – anche per i tanti tennisti amatori della domenica – le gialle palline non rimbalzano più da tempo mentre il ristorante, dopo essere stato covo di sbandati, è diventato obiettivo dei writers; pure la superficie in cemento, erede mai amato dai praticanti della vecchia terra rossa è ormai stato travolto da buche, né si sente più l’eco della folla che circondava i tre campi e rendeva quella manifestazione un appuntamento imperdibile per campioni, appassionati, gente comune, a caccia di un autografo o di una avventura estiva.

Il Comune, anche recentemente, ha garantito che in breve tempo, forse già la prossima estate, il Ponterosso tornerà a vivere e un bando per la gestione è già stato realizzato.

Chissà che un giorno anche il trofeo d’Argento non possa tornare, riproponendo schermaglie, scherzi e innocenti goliardate tra i campioni della racchetta: gli oltre 300 iscritti a un gruppo facebook che giornalmente discutono di quegli anni magici del tennis senigalliese lo sperano da tempo, ma forse – chissà – anche Pietrangeli, Panatta e Tiriac ne sarebbero felici.

Nelle foto, Nicola Pietrangeli impegnato a Senigallia; un match di doppio sul Centrale del Ponterosso; i campi come si presentano oggi; Ion Tiriac in una immagine più recente.

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Jesi / Fiordelmondo al Foro Italico di Roma per l’esposizione delle ‘Balette’

A Roma, agli internazionali di tennis, il Sindaco per la consegna delle palline da tennis che saranno esposte durante la manifestazione sportiva

JESI, 8 maggio 2023 – Gli Internazionali di Tennis di Roma, che si sono aperti oggi al Foro Italico, vedranno quest’anno protagonista anche Jesi.

Le celebri “balette” della prima metà del Seicento – antesignane palline da tennis ritrovate nella nostra città – saranno infatti esposte per tutta la durata del torneo nel salottino della tribuna autorità del campo centrale.

Fiordelmondo – Pietrangeli

La consegna è avvenuta oggi, in occasione dell’intitolazione della sala stampa del Foro Italico all’indimenticato Gianni Clerici, il giornalista per antonomasia quando si parla del tennis.

Proprio Clerici aveva fondato infatti a Jesi il Club delle balette, dato che la nostra città ne può annoverare ben 9, il numero più alto in assoluto mai ritrovato nelle città italiane e non solo.

Dunque ghiotta è stata l’occasione per affiancare all’intitolazione della sala stampa anche una presentazione ufficiale al pubblico del Foro Italico di queste particolari palline che venivano utilizzate per il gioco della pallacorda, come si chiamava allora il tennis.

Ad intervenire alla cerimonia di consegna della balette è stato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, accompagnato dalla vicepresidente del Club delle balette Carla Saveri.

Ad accogliere la delegazione jesina – presenti anche funzionari della Pinacoteca civica dove sono custodite le storiche palline – l’ex presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, grande amico di Gianni Clerici ed autore della prefazione del libro “Pallacorda e non solo” di Marco Droghini che ripercorre la storia delle balette di Jesi. Insieme a lui, il grande campione di tennis Nicola Pietrangeli ed il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli.

“Per Jesiha sottolineato Fiordelmondo è un grande momento che lega sport, storia e cultura, nel ricordo di una grande personalità, come Gianni Clerici, particolarmente legato alla nostra città. Ringrazio tutti coloro che hanno permesso l’organizzazione di questa iniziativa che sono certo offrirà una bella immagine di Jesi, avvicinando appassionati e semplici curiosi alla scoperta della fondamenta del gioco del tennis e della nostra città in particolare”.

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