Promozione / Osimostazione, Nanapere e Nuhu giovani talenti nigeriani

L’affascinante storia di due calciatori, il primo classe 2001 l’altro 2004, fuggiti dalla guerra che provano a cambiare la loro vita
JESI, 4 ottobre 2022 – Il campionato di Promozione Marche Girone A ha presentato ai nastri di partenza con la maglia dell’Osimostazione, allenato da Gianluca Fenucci, due giovanissimi giocatori nigeriani che si sono subito particolarmente messi in evidenza.

Osimostazione
In pochissimo tempo hanno già preso la scena sognando di lanciarsi nel calcio che conta. Stiamo parlando di Emmanuel Mondat Nanapere e di Nuhu Shaibu.
LE LORO STORIE

Nanapere
Emmanuel Mondat Nanapere nato a Lagos il 30 gennaio 2001 ha subito giocato al calcio, ha altri fratelli giocatori professionisti in Africa e Malta, ed è diventato professionista al completamento della scuola a 16 anni. Ha giocato in Benin, Nigeria e Ucraina da professionista. In quest’ultima nazione tra il 2019 e il 2021 ha indossato la maglia dell’Olimpic FC e nel luglio 2021 con l’Olympik Kropyvnytskyi. Ha giocato per diversi mesi con il club, di cui è diventato presto capitano, ma a fine di febbraio 2022 ha lasciato l’Ucraina, visto anche lo scoppio della guerra, considerato che la squadra è stata smantellata. Ha cercato subito un tesseramento prima a Budapest e poi a Vienna, dove ha conosciuto un’italiana (Elisabetta Capannelli), originaria di Ancona, da poco trasferitasi lì e che stava lavorando come volontaria sulla crisi ucraina, ospitandolo. E’ stata lei il collegamento per decidere di provare l’esperienza in Italia, cercare una squadra, un posto dove vivere ed un lavoro. A maggio 2022 si è trasferito nel nostro Paese per chiedere asilo allo Stato italiano.
Tramite le conoscenze di Stefano Berti, chiaravallese, e Stefano Galati, ora dirigente e manager calcistico ma giocatore del Milan a livello Primavera, è riuscito a trovare un tesseramento con l’Osimo Stazione Conero Dribbling Calcio in Promozione. Ruolo in squadra, attaccante.

Nuhu
Nuhu Shaibu è cittadino nigeriano nato in un villaggio vicino ad Aiaka Lokoja, nello stato di Kogi, di etnia Igala, nato 1° gennaio 2004. Ha completato gli studi secondari all’età di 16 anni ed ha giocato in diversi ruoli in Nigeria, da professionista, tra cui l’Igala United Club di Idah. L’11 gennaio 2022 ha lasciato la Nigeria con un volo per Kiev, su invito di un’agenzia ucraina che si occupava di calciatori stranieri. Era in attesa di essere arruolato da un club locale quando è scoppiata la guerra. E’ stato evacuato ed a Budapest ha ottenuto un tesseramento con il Ferecvàros FC U19. Anche lui come Nanapere ha raggiunto Ancona nel luglio scorso e fatto domanda per la protezione internazionale e dagli inizi di settembre gioca per l’Osimostazione come centrocampista.
Anche per Nuhu l’interessamento di Stefano Berti e Stefano Galati e la loro conoscenza sia con Gianluca Fenucci che con Elisabetta Capannelli è risultata fondamentale.
OSIMOSTAZIONE
I due hanno iniziato la stagione calcistica con la maglia dell’Osimo Stazione allenato da Gianluca Fenucci e le prime partite disputate hanno subito messo in risalto le loro qualità. La conferma viene da Fenucci stesso che traccia un giudizio su ciò che i due hanno fin qui messo in luce.
“Nanapere ed Nuhu – dice il mister – sono due ragazzi interessanti che ci siamo trovati al campo portati da una

Gianluca Fenucci
persona che si occupa di diritti umanitari. Giovani che giocavano in Ucraina in serie elevate. Li abbiamo provati ed abbiamo deciso di inserirli nella nostra rosa avendo sin da subito dimostrato molte qualità”. Le loro qualità e caratteristiche: “Nanapere è un attaccante, atipico, bravo tecnicamente molto forte fisicamente e determinato. A volte un po’ troppo individualista ma che può migliorare e molto, ma è già formato. Sa far gol, già in rete diverse volte in poche partite. Entrambi sono vogliosi di mettersi in evidenza venendo da situazioni difficili, di disagio. Hanno sicuramente conosciuto la fame e questa è la molla che spinge entrambi a far bene. Nuhu, dei due, è tecnicamente più forte. Gioca centrocampista, anche trequartista avanzato secondo le mie convinzioni, ha un gran tiro, ha dribbling, idee di gioco, ultimo passaggio. Deve migliorare per rapportarsi con la squadra. In possesso palla sono bravissimi entrambi, in non possesso, nella fase difensiva, devono migliorare come spesso succede”. Problemi da superare: “Un piccolo probema è dovuto alla lingua, variabile importante, perchè non parlano nulla di italiano ma hanno iniziato a frequentare delle lezioni. Comunichiamo un po’ in inglese e nel linguaggio universale dei gesti e con i disegni che cerco di fare per far capire loro cosa vorrei a livello di movimenti in campo. Sono entrambi molto ricettivi, molto disponibili e solari e sono felice che lavorino con me oltre a dare loro una mano per fare quello che amano di più e cioè giocare al calcio”.
©riproduzione riservata