Jesi / Le Balette protagoniste alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

La Casa Lombardia, quartier generale dei Giochi, alla presenza del governatore Attilio Fontana, ospiterà la prima mondiale del film documentario dedicato al tennis in cui le Balette jesine ricoprono un ruolo da protagoniste. Cosa somno le Balette?

JESI, 8 febbraio 2026 – Il prossimo 20 febbraio la Casa Lombardia, quartier generale dei Giochi, alla presenza del governatore Attilio Fontana, ospiterà la prima mondiale del film documentario dedicato al tennis in cui le Balette jesine ricoprono un ruolo da protagoniste.

L’evento, che si inserisce nel prestigioso contesto delle attività legate a Milano-Cortina, sottolinea come la cultura sportiva italiana e quella jesina in particolare affondi le proprie radici in una storia secolare di artigianato e passione.

Il film documentario ideato e prodotto da Carla Saveri, scritto e diretto da Francesco Zarzana, racconta la storia del tennis partendo dalle Balette, rarissimi reperti del XV-XVI secolo attualmente conservati presso la Pinacoteca Civica di Jesi, di cui Jesi conserva ben 9 esemplari.

Questi piccoli manufatti in pelle e crine rappresentano le antenate storiche delle attuali palline da tennis, testimoni del profondo legame che esiste tra le Marche e le origini di questo sport.

Il documentario ci accompagna in un percorso che attraversa luoghi simbolici e carichi di memoria:

Roma, nella prestigiosa sede dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani, con la testimonianza del Presidente Giuliano Amato;

Jesi, girato tra la Galleria degli Stucchi di palazzo Pianetti e la Casa Museo Colocci, con i contributi di Carla Saveri e della responsbaili dei musei civici Simona Cardinali;

Urbino, a Palazzo Ducale con il prof. Vincenzo Biancalana dell’Università Carlo Bo, Mantova a Palazzo Te con il dott. Pierangelo Goffi responsabile del Fondo Clerici dell’Universitò Cattolica di Milano distaccamento di Brescia, Castello di Fontainebleau, con il presidente del Cercle du jou de  Paume,  Thierry Bernard Tambour culla europea del gioco della Pallacorda.

Luoghi che diventano tappe di una storia più grande: quella del tennis come patrimonio culturale.

“Siamo orgogliosi di questo progetto cinematografico che dà lustro alla nostra storia sportivaha sottolineato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo – . Il mio ringraziamento va a Carla Saveri per il suo costante impegno: le nostre Balette sono protagoniste di un evento sportivo eccezionale, portando il nome di Jesi, ancora una volta,  dopo le innumerevoli medaglie olimpiche conquistate dalle nostre campionesse della scherma, nel cuore pulsante dello sport mondiale. Sapere che un documento così originale accomuna Jesi ad una figura di rilevanza internazionale come quella di Gianni Clerici, è per la nostra città un investimento nella memoria e nella bellezza del nostro patrimonio di cui andare fieri “

Cosa sono le Balette? Riportiamo quanto scritto nel libro ’50 anni di sport a Jesi 1976-2025′ da Evasio Santoni ed edito da Life Color Comunication: “Furono riposte come reperti e dimenticate per oltre 60 anni. Fu un articolo scritto nel 2013 da Gianni Clerici, giornalista della storia del tennis italiano, a illuminare l’allora direttrice della Pinacoteca di Jesi, dott.ssa Loretta Mozzoni, sull’utilizzo e sul valore delle balette – 9 palline di cuoio ritrovate nel 1936 durante i lavori di restauro del pozzo di Palazzo della Signoria – che apriva nuovi scenari sulla già ricca storia sportiva della città. Clerici, in quell’articolo, faceva riferimento ad un ritrovamento unico al mondo a Mantova di balette risalenti al ‘600 per il “Giuoco della Rachetta”, in pratica l’antico gioco del tennis. Non ci volle molto a riconoscere delle balette anche nelle sfere di cuoio jesine, più numerose di quelle mantovane e che raccontano di un passato diffuso in città. Una vocazione che il tempo non ha cancellato e di cui il Club delle Balette – voluto da Clerici e fortemente sostenuto dall’attuale Vice Presidente Carla Saveri, jesina – ha raccolto l’eredità”.

©riproduzione riservata




Giochi Olimpici / Fiaccola Milano-Cortina 2026, il cingolano Giovanni Sbergamo tedoforo a Macerata

Il docente di Cingoli della Scuola Primaria di Grottaccia, stimato presentatore, è stato tra i protagonisti del passaggio del Sacro Fuoco di Olimpia a Macerata oggi pomeriggio. “Una grande gioia, difficile da descrivere. E pensare che è nato tutto dal Festival di Sanremo…” 

CINGOLI, 4 gennaio 2026 – Tra i tedofori della Fiamma Olimpica a Macerata per le Olimpiadi Invernali “Milano-Cortina 2026” c’è anche un cingolano. Il docente Giovanni Sbergamo, infatti, oggi pomeriggio domenica 4 gennaio ha fatto parte della Staffetta che sta toccando varie città d’Italia, tra cui il capoluogo di provincia maceratese.

“Una grande gioia – ci spiega Sbergamo – e un immenso onore, un’esperienza sensazionale, difficile da descrivere. Un’emozione meravigliosa per cui faccio fatica a trovare le parole giuste. L’organizzazione mi ha scelto tra 10001 tedofori, mai avrei pensato che avrebbe scelto proprio me. E pensare che 20 anni fa, quando i Giochi si disputavano a Torino, ero presente a Macerata per curiosità e mi ero detto che anche a me sarebbe piaciuto: il sogno è diventato realtà”. Con lui, al passaggio della fiaccola, anche l’assessore allo Sport del Comune di Cingoli, Jacopo Coloccioni.

Jacopo Coloccioni e Giovanni Sbergamo

Chi è Giovanni Sbergamo e la storia sulla sua scelta che parte da Sanremo

Giovanni Sbergamo, classe 1967, è molto conosciuto a Cingoli non solo per essere un amato docente di Scuola Primaria nel plesso di Grottaccia dell’IC “Coldigioco-Mestica”, ma anche per le sue attività di presentatore e intrattenitore.

Nello sport, in particolare, per conto dell’Associazione Patronale è stato promotore e speaker del Torneo di Sant’Esuperanzio di calcio giovanile, che si svolgeva fino a qualche anno fa presso l’ex Pista di Pattinaggio (ora Piazzale Cipolloni). Senza dimenticare il suo ruolo decennale di presentatore e vera e propria “guida turistica” dei Giochi Storici di “Cingoli 1848” in estate.  

La sua candidatura a tedoforo per Macerata per i giochi di Milano-Cortina 2026 nasce quasi per caso. “Lo scorso febbraio 2025 – spiega Sbergamo – stavo guardando il Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti. Durante una serata partecipò come ospite l’ex campionessa di pattinaggio Carolina Kostner, madrina delle Olimpiadi milanesi-ampezzane. Durante l’intervista, lanciò l’invito a tutti gli italiani a diventare tedofori collegandosi al sito ufficiale e compilando tutta la modulistica. Servivano 10001 tedofori e io mi sono iscritto pochi giorni dopo”.

Giovanni Sbergamo insieme agli altri Tedofori a Macerata, insieme al vice-presidente del Coni Marche Giovanni Battista Torresi

La richiesta e la scelta definitiva

“Oltre alle generalità prosegue il docente – si chiedeva di rispondere ad alcune domande per le cui risposte ho cercato di essere semplicemente me stesso e soprattutto sincero, esprimendo le mie sensazioni ed i miei pensieri circa il grande evento sportivo. Mi sono detto: ‘Sarebbe meraviglioso, ma mica sceglieranno proprio me!’. Poi il 3 novembre la sorpresa e l’incredulità: una mail mi informava che ero stato scelto, che il mio profilo e le risposte date erano piaciute e quindi la mia candidatura, oltre ad essere stata accolta, andava avanti nel cammino. In attesa di ulteriori informazioni”.

La certezza della scelta è arrivata il 19 dicembre scorso. “– prosegue Sbergamo-, in serata è arrivato l’ultima mail di conferma: avrei portato la Fiamma domenica 4 gennaio a Macerata. Il ritrovo per tutti i convocati è stato al Tennis Padel Team Torresi ASD di Macerata. Lì ci hanno tutte le informazioni necessarie con la consegna della bellissima divisa, che rimane a noi come dono. Quindi siamo stati smistati nel luogo della corsa, da dove prenderemo in consegna la Fiamma e poi dopo un tragitto di circa 250 metri, l’abbiamo consegnata al collega tedoforo successivo”.

Il desiderio e le emozioni provate

Un cerchio che si chiude, tra l’altro, dopo 20 anni.Il desiderio che si è avverato – racconta il maestro cingolano – parte da molto lontano, esattamente venti anni fa, nel 2006, quando l’Italia ospitò i magnifici Giochi Invernali di Torino. Ebbene in quell’anno la Fiamma Olimpica passò a Macerata e spinto dalla curiosità andai ad assistere al passaggio. Con mia grande sorpresa mi sono ritrovato immerso in una vera e propria festa di popolo: un’esplosione di gioia e di partecipazione che non avrei neanche immaginato.Ne fui così impressionato che dissi a me stesso: Un giorno piacerebbe anche a me essere un tedoforo!’.

A distanza di venti anni, quel piccolo desiderio si è avverato, si è tramutato in una splendida realtà che si è concretizzata. Provo una sensazione meravigliosa, un onore e una gioia immensi, che sono difficili da descrivere. Non ricordo a mia memoria un altro cingolano che abbia avuto questa opportunità. Ricorderò per sempre questa fantastica esperienza! La porterò in modo indelebile nel mio cuore!”.

“Portare la Fiamma Olimpica – conclude Giovanni  è una grande responsabilità: significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto. Il compito dei tedofori è di illuminare il cammino verso la Cerimonia di Apertura e dare luce anche ai sogni delle persone che osserveranno da vicino il passaggio della Fiamma Olimpica, che rappresenta i valori di pace, fratellanza, gioia, inclusione, forza, sacrificio, impegno e molto altro”.

Giacomo Grasselli

©riproduzione riservata