Prima Categoria / Mister Massimo Pasquini saluta lo Staffolo: “Una salvezza nel mio stile. Grazie a tutti”

La nostra intervista esclusiva all’allenatore chiaravallese: “A Staffolo si fa il calcio dilettantistico che piace a me, con una società sanissima, che non fa mai il passo più lungo della gamba. Il futuro? Ho bisogno di riposo, ma andrò a vedere le partite”
STAFFOLO, 18 giugno 2024 – Quella tra Massimo Pasquini è lo Staffolo è stata una storia d’amore durata 5 anni e, come tutte le favole, è terminata con il lieto fine. Il tecnico chiaravallese, classe 1961, era arrivato sul Balcone della Vallesina a gennaio 2020, poco prima dello scoppiare della pandemia. In 5 anni, ha portato la società giallorossa al punto più alto della sua storia, ovvero la finale play-off di Prima Categoria nel 2021-2022.
Al termine di questa complicata stagione 23-24, culminata con la salvezza dopo i play-out, la società ha annunciato la fine del rapporto con Pasquini. “L’ambiente giallorosso – spiega il mister chiaravallese in esclusiva a Vallesina.TV – rappresenta cosa intendo io per calcio dilettantistico. Conserverò bei ricordi per sempre per questi 5 anni passati insieme: grazie a tutti”.

La festa salvezza dello Staffolo dopo i play-out
Pasquini e lo Staffolo, i ringraziamenti: “L’ultima stagione travagliata non cancella quanto di buono abbiamo fatto”
Il futuro, infatti, si chiama Christian Ceccacci (leggi l’articolo), ma per gli staffolani il nome Pasquini non sarà un nome come tutti gli altri. “Ringrazio lo Staffolo – spiega l’allenatore chiaravallese – per i 5 anni passati insieme e per quello che abbiamo creato. Da parte mia conserverò per sempre bellissimi ricordi: tra l’altro il rapporto si è chiuso con la salvezza. In caso contrario qualcosa poteva cambiare, ma non avrebbe cancellato quanto di buono fatto nei 3 campionati interi e nella prima parte del 2019-2020 prima della chiusura per il Covid.
L’ambiente giallorosso rappresenta proprio come interpreto io il calcio, puro dilettantismo. Ciò non significa non fare le cose fatte bene: penso per questo che abbiamo fatto buone stagioni. Sono stati anni belli, senza dubbio: dalla finale play-off alla finale play-out abbiamo vissuto gli estremi del calcio, il massimo con il minimo e il minimo con il massimo. Va bene così e sarò sempre contento di quello che Staffolo ha rappresentato per me”.
“Una società che non ha mai fatto il passo più lungo della gamba, mantenendo sempre le promesse”
Anche secondo il mister di Chiaravalle il segreto di questo club sono i dirigenti che ne fanno parte. “La società è sanissima – commenta -, formata da persone splendide, che hanno sempre mantenuto le promesse iniziali. Non si è mai fatto il passo più lungo della gamba, ma lo Staffolo ha sempre ragionato in base a ciò che si poteva permettere. Non ho mai chiesto più di quello che potevano fare.
Lascio contento anche per questo: non chiedendo ‘la luna’, ma con le risorse a disposizione, abbiamo fatto bene. Il merito è di tutti, della società, dei giocatori, che hanno fatto parte di un gruppo eccezionale in questi anni, e qualcosa ci avrò messo anche io. Credo che sia più facile fare il calciatore che l’allenatore. Giocatori bravi possono essere allenati da tecnici bravi, calciatori meno bravi possono essere allenati da mister meno bravi, però alla base di tutto ci deve essere il gruppo”.

L’esultanza a un gol dello Staffolo (foto Alex Ciciliani)
L’ultima stagione 2023-2024: “Abbiamo avuto un calo fisiologico. Decisiva la sconfitta a Chiaravalle per indirizzare l’annata”
Dopo la finale play-off del 2021-2022 (persa ai supplementari con il Montemarciano) e il 7° posto del 2022-2023, lo Staffolo nel 2023-2024 ha ottenuto la salvezza solo dopo i play-out, battendo il Chiaravalle in casa 3-2 in rimonta ai supplementari. Proprio contro i grigioneri, tuttavi, è iniziata una seconda parte di stagione in chiaro-scuro, caratterizzata anche da un avvicendamento in panchina, in cui i giallorossi hanno rischiato perfino di dover giocare il play-out fuori dalle mura amiche.
“Quest’anno – spiega Pasquini – abbiamo avuto delle difficoltà, perché abbiamo perso qualche giocatore, sia all’inizio della stagione che durante. Poi credo che un calo fisiologico, quando si sta insieme da tanti anni, ci può anche stare, specie se non arrivano subito i risultati. Prima di Natale abbiamo giocato discretamente ed eravamo in una buona posizione di classifica.
La sconfitta di Chiaravalle, però, è stata decisiva nel cambiare l’inerzia del nostro anno sportivo, perché eravamo in vantaggio 1-4 e abbiamo perso 6-4. Da lì è cambiato tutto, soprattutto a livello di autostima e testa. In questa stagione non è che non eravamo bravi, forse il livello era anche adeguato alla categoria, ma abbiamo avuto problemi fisici. Abbiamo perso dei centimetri e nel nostro ‘Comunale’ questo l’abbiamo pagato a caro prezzo. Logicamente, poi, calciatori come Marco Sassaroli, Diego Zannini e Youssef Faris non si possono sostituire con qualsiasi altro giocatore pari-ruolo”
Le dimissioni e il ritorno: “C’è stata quella scintilla che ci ha portato a salvarci”
L’insieme di queste componenti ha portato Pasquini alle dimissioni. “L’ambiente – ammette l’ex tecnico dello Staffolo – si era un po’ appiattito, e non perché c’erano particolari problemi caratteriali con i giocatori o la società, niente affatto. Come detto, dopo tanti anni che alleni la stessa squadra questi momenti sono fisiologici: devo sempre arrivare a quel punto di non ritorno prima di staccare.
Quindi ho dato le dimissioni, accettate dalla società, ma sono stato richiamato dopo tre partite. Devo dire che quando sono tornato a Staffolo ho trovato uno stato d’animo diverso nella squadra, un altro piglio: è scattato quel qualcosa nella testa che ci ha portato alla salvezza. Sono contento sia finita così, nel mio modo di fare: anche a Cupramontana 5 anni bellissimi si erano conclusi con uno spareggio play-out, poi perso. Questa volta ho lasciato mantenendo la categoria: mi sarebbe dispiaciuto tanto retrocedere ancora, ma evidentemente e fortunatamente significa che doveva andare in questo modo”.

“Soddisfatto della crescita di qualche calciatore che è salito di categoria”
Le soddisfazioni dell’allenatore chiaravallese non si fermano solo alla squadra, ma si estendono anche ai singoli. “Sono contento di questi anni a Staffolo – spiega Paquini – anche perché qualche ragazzo negli anni è riuscito a salire di categoria. Si tratta di una delle soddisfazioni più grandi per me, per come interpreto il calcio a questi livelli.
Significa che ho allenato giocatori validi, con ampi margini di miglioramento. Se arrivano le chiamate di club più titolati, è giusto che questi calciatori provino queste esperienze, magari in categorie superiori. Ho saputo che un paio di calciatori della rosa 2023-2024 dello Staffolo possono andare a giocare in Promozione o in Eccellenza: non fa che aumentare la mia soddisfazione”.
Il futuro: “Nessuno mi ha chiamato e non so se accetterei, ho bisogno di riposo, ma resterò nei campi a contatto con giocatori e addetti ai lavori”.
Ora cosa farà Massimo Pasquini? “Nessuno mi ha chiamato dopo il mio addio allo Staffolo – ci spiega concludendo la nostra intervista -, non ho avuto nessuna richiesta. Per questo rimango fermo: sono tranquillo e sereno. Anche se ci fosse stato qualche contatto, non so se avrei accettato: l’ultima stagione è stata pesante e ho bisogno di riposarmi, non essendo più giovane come una volta. Rimarrò, comunque, dietro le quinte, in contatto con gli addetti ai lavori. Andrò a vedere le partite nei fine-settimana, soprattutto quelle delle squadre dei miei ex giocatori e di coloro che hanno fatto il salto di categoria”.
Giacomo Grasselli
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