Volley / Tante Marche nei due trionfi mondiali delle Nazionali delle Forze di Polizia in Polonia

Tra gli iridati ci sono anche le maceratesi Marzia Paulini (originaria anche di Cingoli), Samantha Compagnucci e Nicole Meo, l’osimano Alessio Paolucci, il fanese Marco Gramolini, il fisioterapista anconetano Massimiliano Paoltroni e l’ex Lube Azaria Gonzi 

MARCHE, 20 maggio 2026 – Nella storica doppietta mondiale delle Nazionali italiane maschile e femminile di pallavolo delle Forze di Polizia c’è una fitta rappresentanza marchigiana. La maceratese-cingolana Marzia Paulini, l’osimano Alessio Paolucci, la colmuranese Samantha Compagnucci, la maceratese Nicole Meo, il fanese Marco Gramolini, il maceratese d’adozione Azaria Gonzi e il fisioterapista anconetano Massimiliano Paoltroni hanno fatto parte della dorata spedizione azzurra in Polonia che è valsa i due titoli mondiali di categoria.

Le due finali

Nello specifico l’Italia maschile ha battuto la Romania in finale, mentre le colleghe donne hanno vinto contro Cipro, in una fantastica doppietta in uno sport agonistico dove, lo ricordiamo, l’Italia sta primeggiando in questi ultimi anni tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

Da sinistra Nicole Meo, Alessio Paolucci, Samantha Compagnucci, Marzia Paolini, Marco Gramolini, Azaria Gonzi e Massimiliano Paoltroni

Chi sono i marchigiani e in quali Forze di Polizia lavorano

Come detto, ci sono diversi marchigiani nelle due rose. Con le donne ci sono Marzia Paulini, comandante della Polizia Locale di Pollenza originaria di Macerata e Cingoli, dove è stata comandante fino a qualche mese fa, Nicole Meo, maceratese ora nella Polizia Locale di Trevi in Umbria, e Samantha Compagnucci, originaria di Colmurano e facente parte del Consorzio Marche della Polizia Locale.

Per gli uomini, invece, si sono laureati campioni del mondo l’osimano Alessio Paolucci, della Guardia di Finanza Navale di Savona, il fanese Marco Gramolini della Polizia Locale di Fano e il fisioterapista Massimiliano Paoltroni, della Polizia di Stato di Ancona. Tra loro c’era anche l’ex palleggiatore della Lube e della Pallavolo Macerata Azaria Gonzi, marchigiano d’adozione e ora in servizio alla Guardia di Finanza Navale di Venezia. Un grande risultato, dunque, ottenuto grazie a una bella fetta di Marche.

Giacomo Grasselli

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Scherma / Valerio Aspromonte incontra gli studenti di Cingoli: “Il talento puro va allenato”

Il campione olimpico di scherma all’incontro organizzato dall’Ipseoa “Varnelli” e dal Comune di Cingoli con Daniele Crognaletti: “Lo sport è rimasto l’unica cosa meritocratica in Italia. A Jesi una tradizione incredibile di Scherma. Non bisogna mollare per le ingiustizie, ma abbattere le difficoltà”

CINGOLI, 31 gennaio 2024 – Un campione olimpico umile e alla mano si rende protagonista di una piacevole e vivace chiacchierata con gli studenti delle scuole cingolane con il sorriso tra le labbra, come se fosse un loro amico. Questa è la fotografia dell’incontro con Valerio Aspromonte al Teatro Farnese di Cingoli, che si è svolto oggi, mercoledì 31 gennaio.

Il campione olimpico di fioretto a squadre a Londra 2012, infatti, ha incontrato i ragazzi delle classi terze della Scuola Secondaria di I° grado dell’Istituto Comprensivo “Mestica”, del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “Leopardi” e dell’indirizzo sportivo dell’Ipseoa “Varnelli” di Cingoli, quest’ultimo organizzatore dell’incontro dal titolo “Lo sport e il suo valore formativo” insieme all’amministrazione comunale cingolana.

Antonella Canova e Luca Giovagnetti

I saluti istituzionali

Il giornalista Paolo Nanni ha moderato l’incontro e sul palco, oltre ad Aspromonte, c’era anche Daniele Crognaletti, titolare della ditta omonima di trasporti, nonché grande filantropo della scherma giovanile a Jesi. Erano presenti, inoltre, il sindaco di Cingoli Michele Vittori, gli assessori Luca Giovagnetti (sport e tempo libero), Martina Coppari (cultura e servizi sociali) e Cristiana Nardi (turismo e spettacoli), la comandante della Polizia Municipale Marzia Paulini e la dirigente scolastica dell’Ipseoa “Varnelli”, prof.ssa Antonella Canova.

“Il valore formativo dello sport – ha esordito la dirigente – è importantissimo, visto che il nostro istituto ha un indirizzo scolastico dedicato allo sport. Non è solo promozione di stili di vita sani dal punto di visita fisico e psicologico, ma lo sport è anche un’occasione per la valorizzazione del territorio. In questa giornata bellissima, è un’occasione importante per parlare di questo tema. Ringrazio l’amministrazione comunale che ha voluto organizzare questo evento con noi. Ringrazio il dottor Crognaletti per averci aiutato a contattare Aspromonte.

Grazie ai ragazzi dell’indirizzo turistico della nostra scuola, coordinati dalla professoressa Montesi, per l’allestimento della sala del Teatro. Hanno pensato alla citazione di Venus Williams ‘Credi in te stesso quando nessuno lo fa, ciò ti renderà all’istante un vincitore’ per lo striscione sotto al palco. Grazie, infine, alla professoressa Ippoliti e a suo marito Andrea Longo per quello che fanno per la nostra scuola e al moderatore Nanni”.

Fa piacere vedere giovanissimi in sala – le ha fatto eco l’assessore Giovagnetti -, credo che la loro sia l’età più bella. Porto i saluti del sindaco Vittori (arrivato verso la fine dell’evento, ndr). Grazie all’Istituto Alberghiero per aver organizzato l’evento insieme a Daniele Crognaletti. Ringrazio Aspromonte per aver accettato il nostro invito per parlare di questi temi. Ringrazio le dirigenti scolastiche delle tre scuole per aver permesso la partecipazione dei ragazzi a questo incontro. Grazie agli assessori Martina Coppari e Cristiana Nardi per avermi aiutato nell’organizzazione”.

L’intervento di Valerio Aspromonte: “Voglio dare il mio esempio a voi giovani”

Dopo un breve video di presentazione delle sue imprese sportive e anche televisive (ha partecipato a Ballando con le Stelle, ndr), Valerio Aspromonte ha preso la parola, in una piacevole chiacchierata con Nanni e Crognaletti. “Ho avuto la fortuna e il piacere di vincere le Olimpiadi nel 2012 – ha spiegato -. Sono molto contento di quello che ho fatto nel passato, anche se ci sono cose che non rifarei e altre che rifarei meglio. I ragazzi della Scuola Secondaria di I° grado fanno più sport rispetto ai più grandi: quando uno è più piccolo vive la quotidianità a scuola, praticando sport e studiando. Quando si cresce, le distrazioni e le problematiche diventano altre.

Io dovevo fare una scelta: se rendere il mio sport il motivo di raggiungere un sogno o uscire con i miei amici, bevendo qualche birra e fumando qualche canna. Ho scelto la prima opzione. Fare sport è difficile, crea delle difficoltà, ma con voglia e determinazione si superano. Lo sport è la prima difficoltà viene messa davanti da quando siete piccoli.

Ho conosciuto la scherma a 8 anni – prosegue il fiorettista -, quando il mio maestro di scherma venne nella mia scuola. Ci spiegò la storia di questo sport, soprattutto in Italia. A Jesi avete una tradizione incredibile, con 23 medaglie olimpiche. Entrai in palestra e mi chiese qual era il mio sogno. Ho detto: ‘Voglio vincere le Olimpiadi’. Mio padre mi disse: ‘Va bene, ora vai a scuola e allenati tutti i giorni con la scherma’. Ho accettato l’invito di essere qui oggi perché credo che per voi io possa essere un bell’esempio di atleta, una persona che si è impegnata per raggiungere il suo obiettivo. Non ho voluto darla vinta a chi era scettico su di me, parlando a vanvera su me e il mio maestro”.

La chiacchierata tra Aspromonte e Crognaletti

Come detto, l’incontro è stato reso possibile grazie alla fondamentale intermediazione di Daniele Crognaletti. “Mi conoscerete sicuramente di più per le attività legate ai trasporti – ha dichiarato -, ma ho la passione per lo sport da sempre e gioco a tennis amatoriale quotidianamente. Mi sono pentito di aver abbandonato lo sport da giovanissimo: ero bravino e mi sarei tolto qualche soddisfazione, anche se poi mi sono rotto il crociato.

Oggi vogliamo raccontare anche quello che lo sport può far generare sul territorio a livello di indotto.Feci una scommessa con Elisa Di Francesca, dicendole che le avrei regalato una seriografia di un autobus se vinceva l’oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Alla seconda medaglia dorata conquistata, mi scrisse “Me l’hai promesso”. Realizzammo il bus e lo presentammo ad agosto a Jesi in diretta con Sky Sport”

Da lì – ha proseguito – ho voluto intensificare il mio impegno in questo sport, organizzando il primo camp internazionale di scherma a Jesi per attirare gli stranieri. Dal 2013 al 2015 siamo passati da 10 a 300 partecipanti, 36 paesi da 5 continenti. C’è anche Valerio come testimonial e maestro di scherma. I tanti stranieri presenti, tra famiglie e piccoli atleti, contribuiscono all’indotto turistico della zona. Avevamo trasformato Jesi in estate, tutte le strutture ricettive le saturavamo con il Camp. L’Hotel Federico II, per fare solo un esempio, era pieno di famiglie straniere. Aspromonte è stato sempre accanto ai ragazzi e ha voglia di innovare e crescere. Trasmette passione e valori. Per me è come un fratello, perché condividiamo le idee per cercare di attirare le persone da tutto il mondo”

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Aspromonte: “Lo sport, l’unica cosa meritocratica rimasta in Italia”

Perché è importante che i ragazzi si avvicinino al mondo delle attività sportive?Lo sport – ha spiegato il campione olimpico – è rimasto forse l’unica cosa meritocratica in Italia. Purtroppo nello sport fa testo il risultato finale e il curriculum. Puoi barare con il doping, che è un mezzo di truffa. A parità di doping, comunque, vince chi si è allenato di più. A oggi va avanti in Italia ‘il figlio di’, ‘il cugino di’, ‘la moglie di’. Mio fratello, laureato in ingegneria terrestre, ha deciso di andarsene dell’Italia.

Questo, nello sport, non succede. C’è tanto sacrificio, sudore e anche stanchezza. Lo sport si può praticare in vari modi, seriamente o solo per divertimento. Purtroppo c’è anche tanta frustrazione, perché quando ti alleni tanto e vai male, ti arrabbi ulteriormente. Mi è successo di pensare di smettere: dalla categoria cadetti ai giovani e nel passaggio tra scuole medie e liceo. Avevo visto ingiustizie nei mei confronti, ma il mio maestro ha toccato le corde giuste e mi ha fatto tornare in palestra. Lo sport agonistico fa male a livello fisico, perché devi superare il tuo limite e ti logora. Torni a casa stanco e con dolori fisici. Consiglio di mangiare bene, riposare e usare il ghiaccio anti-infiammatorio”.

Lo sportivo ha raccontato anche alcuni simpatici aneddoti. “Sono stato cacciato da tre scuole – ha detto – e da uno stabilimento balneare entro i 15 giorni e ho sempre dato la colpa agli altri. Ogni volta che tornavo a casa i miei genitori si arrabbiavano, in particolare mio padre. Non bisogna mollare per le ingiustizie, le difficoltà si presentano ripetutamente e bisogna abbatterle”

“Dopo le Olimpiadi – ha aggiunto – ho faticato a rispettare le aspettative degli altri. Non ero un atleta-maccina, ho tanti interessi oltre alla scherma. Ero un atleta esuberante in tutto quello che facevo: dopo l’oro il mio desiderio di rimanere al vertice è svanito. Mi sono allenato con la Vezzali che ha vinto la propria gara a Pechino, vincendo per 5-4: la sera stessa della medaglia d’or si lamentava con il suo maestro perché le avversarie ormai l’avevano capita e che non avrebbe più vinto. Il giorno dopo è tornata ad allenarsi. Tanti campioni, come la Vezzali, Yuri Chechi, Valentino Rossi per dare alcuni, dopo la vittoria si allenavano per superare il record realizzato”.

Andavo bene a scuola – ha proseguito – perché ascoltavo in classe ed ero intelligente. Avevo solo problemi di condotta. Il tempo di studiare a casa era pochissimo, ma non avevo distrazioni come il telefonino o la televisione. Studiavo a mazzetta e andavo sempre molto bene. La scherma, inoltre, ti obbliga ad avere delle regole: anche con una parolaccia ti prendi il cartellino nero e stai 6 mesi fuori. Le regole ti limitano e ti tengono a freno. Il talento puro, se non allenato, è fine a sé stesso. Passavo tutto il giorno in palestra e sudavo sette camicie: la cosa più importante se si vuole fare sport agonistico è allenarsi”.

La chiosa finale del sindaco Vittori

Il sindaco di Cingoli, Michele Vittori, ha raggiunto la sala più tardi e ha salutato gli studenti presenti in sala con un intervento finale. “Fate tesoro – ha detto il primo cittadino – delle parole e dell’incontro di stamattina. Sono contento della sinergia con le scuole del territorio e saluto tutti voi studenti, rappresentate il presente e il futuro della nostra società”. L’evento si è concluso con una foto ricordo di Valerio Aspromonte (condivisa nelle Instagram Stories del campione olimpico) con la platea di studenti presenti e le autorità intervenute.

Giacomo Grasselli

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Pallavolo / Cingoli, la Comandante-giocatrice Marzia Paulini: “Che emozione le qualificazioni per gli Europei!”

La nostra intervista alla Comandante della Polizia Locale del “Balcone”. Con la Nazionale Italiana Polizie si è qualificata agli Europei che si terranno in Germania a settembre 

CINGOLI, 13 gennaio 2024 – Vi immaginate una Comandante della Polizia Locale che, svestita l’uniforme ufficiale, si metta ad allenarsi in palestra e a giocare a suon di bagher e schiacciate? La potete trovare a Cingoli. La Comandante Marzia Paulini, infatti, dal 2021 dirige il Comando del Balcone delle Marche e, nel tempo libero, gioca a pallavolo con la Puma Volley. Non solo, perché fa parte anche della Nazionale Italiana Polizie che, appena 8 giorni fa, ha ottenuto lo storico pass per gli Europei del 2024.

Chi è Marzia Paulini

Marzia Paulini, classe 1972, è nata a Macerata e ha origini cingolane. Nella Polizia Municipale dal 1995, è stata commissario del Comando maceratese, prima di vincere il concorso da comandante per il Comando di Cingoli nel 2021.

Oltre alla sua attività da pubblico ufficiale, nel tempo libero gioca a pallavolo, precisamente con la Puma Volley di Macerata nel CSI. Qualche anno fa, nel 2016, con la squadra di Montecassiano aveva vinto il campionato di Serie D della Fipav, ottenendo la promozione in C. Dal 2020, inoltre, fa parte della Nazionale Italiana Polizie.

Durante la pandemia da Covid-19 – spiega in esclusiva a Vallesina.TV – sono stata contattata tramite Facebook dalla Nazionale Italiana Polizie, che stava ricreando la squadra di pallavolo femminile per la partecipazione agli Europei 2024. Ho subito colto l’occasione al volo per partecipare a questo progetto che mi coinvolge in raduni a livello nazionale, visto che la squadra è formata da appartenenti ai corpi della Polizia Locale sparsi per il territorio nazionale, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria”.

L’allenatrice di questa squadra – prosegue – è Simona Rinieri (ex pallavolista della Nazionale Italia, campionessa del mondo nel 2002 e vincitrice di una Coppa dei Campioni, ndr). Con la sua esperienza e la sua grande personalità, riesce a gestire la squadra in modo davvero magistrale, dato che noi giocatrici proveniamo da situazioni e realtà diverse”.

Le qualificazioni in Olanda

Le qualificazioni al Campionato d’Europa sono entrate nel vivo proprio all’inizio di questo 2024. “Nei primi giorni di gennaio – commenta la comandante – siamo state in Olanda, a Witchen, per le qualificazioni agli Europei ed abbiamo portato un risultato storico, vincendo il girone con due risultati netti di 3-0, sia contro le padrone di casa olandesi sia contro la Slovacchia, qualificandoci per la Fase Finale che si terrà in Germania a settembre. L’esperienza è stata davvero entusiasmante. Partecipare ad un evento internazionale che inizia con la cerimonia di apertura con tanto di inno nazionale e presentazione delle squadre fa davvero emozionare. Per raggiungere la località abbiamo dovuto fare un viaggio lunghissimo nei pulmini, ma tanta era la voglia di raggiungere il risultato che tutto è sembrato quasi semplice.

Questa qualificazione – prosegue – è stata un risultato storico per la nazionale femminile Pallavolo Polizie, poiché è la prima volta che raggiunge questo obiettivo. La prima partita è stata contro la compagine locale olandese alle 10.30 di mattina, ma con l’aiuto fondamentale della nostra coach abbiamo immediatamente preso in mano il match e ne siamo uscite con un netto 3-0, nonostante l’altra squadra vantasse dei favori del pronostico.  

Nel pomeriggio dello stesso giorno abbiamo incontrato la Slovacchia ed anche in questa partita abbiamo dato il massimo, vincendo 3-0. Durante queste qualificazioni hanno giocato tutte le atlete convocate. Anche questo dimostra come il nostro gruppo sia riuscito a raggiungere una grande intesa dovuta un po’ alle pregresse esperienze delle atlete coinvolte, un po’ anche all’appartenere tutte comunque ad organi di gruppo, quindi abituate al lavoro di squadra. Ora inizia la fase più complicata, perché lo staff tecnico dovrà riuscire ad organizzare diversi raduni preparatori, per poi arrivare dall’8 al 15 settembre 2024 in Germania agli Europei”.

Tra il Comando di Cingoli e la Puma Volley: “Riesco a far combaciare tutto grazie ai colleghi del Comando e alle mie compagne di squadra”

Come riesce Marzia Paulini a far coincidere gli allenamenti di Nazionale e squadra di club con l’attività di comandante di Polizia Locale?Coniugare il mio ruolo – ci spiega – con la mia attività sportiva attualmente mi risulta abbastanza agevole, innanzitutto grazie alla collaborazione dei colleghi del Comando. In merito alla Nazionale delle Forze di Polizia, i raduni vengono effettuati a distanza di circa 2-3 mesi l’uno dall’altro e vi partecipo utilizzando esclusivamente i miei giorni di ferie. Rimango sempre e comunque a disposizione dei colleghi o dell’Amministrazione, laddove dovessero insorgere delle problematiche inattese da risolvere.

Per quanto riguarda invece la partecipazione al CSI con la Puma Volley, allenandoci una volta a settimana in orario serale, riesco a dare la mia disponibilità quasi sempre. A meno che non ci sia qualche evento di particolare interesse che richieda la mia presenza. In tal caso, le mie compagne di squadra hanno sempre compreso ed accettato la mia mancanza in campo”.

“Uno scudetto a 52 anni non sarebbe male…”

Anche con la sua squadra locale la comandante si è tolta delle belle soddisfazioni. “Con la Puma Volley di Macerata – aggiunge Paulini – si tratta di una attività legata al Campionato Sportivo Italiano ed è quindi un campionato che si svolge non in categorie, ma a livello prima provinciale, poi regionale ed infine nelle fasi nazionali. Lo scorso anno siamo riuscite a raggiungere le finali nazionali a Maranello.

Durante la semifinale, purtroppo, ho subito un infortunio con uno strappo al polpaccio sinistro che ha compromesso la mia prosecuzione nella competizione. Le mie compagne hanno lottato per raggiungere la finale: purtroppoabbiamo perso la semifinale, ma ci siamo rifatte conquistando il terzo posto. Abbiamo conquistato una medaglia di bronzo nazionale, o meglio, come l’abbiamo definita noi, ‘Oro Rosa’. Ora, nel 2024 stiamo svolgendo le prime fasi, sperando di raggiungere anche in quest’anno le finali nazionali e, possibilmente, di riuscire a fare ancora meglio. Uno scudetto nazionale a 52 anni, per me, non sarebbe male…”.

Marzia Paulini e la pallavolo di Cingoli: “Mi auguro che la società prosegua il lavoro con il settore giovanile”

Da comandante del Comando della Polizia Locale di Cingoli, la domanda sorge spontanea: ha mai pensato o è stato mai proposto a Marzia Paulini di giocare con la Del Mastro Cingoli, attualmente militante in Prima Divisione Femminile di Pallavolo?Conosco bene la società – chiarisce -, ormai da anni protagonista della pallavolo femminile della provincia di Macerata. Purtroppo il mio apporto con loro non è stato mai possibile. Prima, quando ancora giocavo nei campionati di categoria, la distanza con Cingoli, svolgendo attività lavorativa a Macerata, era un tassello che mi avrebbe comportato dei problemi.

Ora non sono in grado di potermi allenare più volte a settimana e partecipare alla partita del sabato, sia a livello fisico, sia a livello organizzativo-familiare, essendo gli allenamenti programmati quasi sempre in orario serale. Ci tengo anche a precisare che la Del Mastro mi aveva anche contattato per un’eventuale attività di collaborazione come tecnico. Per le stesse motivazioni non sono riuscita a dare il mio contributo”.

Mi auguro – conclude – che la società prosegua negli anni nello sviluppo del proprio settore giovanile e della compagine che milita in Prima Divisione, per consentire alle ragazze cingolane di intraprendere uno sport di squadra in una realtà completa e ben organizzata come quella di Cingoli. Una cittadina che appoggia e segue lo sport e che vanta innumerevoli competizioni sportive che riescono a tenere vivo nei ragazzi il giusto spirito competitivo”. Parola di comandante, anzi: parola di sportiva.

Giacomo Grasselli

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