Eccellenza / Giovannini: «trasmettere ai nuovi la jesinità e l’importanza della piazza»

Il giocatore leoncello, ormai veterano, racconta le sue impressioni dopo le prime fatiche del “Cardinaletti”, con la Jesina sempre in attesa di completare al più presto la rosa

JESI, 3 agosto 2023 – Sotto il sole cocente del “Cardinaletti” la Jesina, dopo alcuni giorni di test e sgambature, ha iniziato lunedì la preparazione agli ordini del nuovo mister Simone Strappini.

Con una rosa da completare al più presto con elementi di maggior qualità ed esperienza, in un campionato che si appresta a diventare sempre più competitivo, il giovane attaccante Luca Giovannini, classe 1999 ed ormai veterano con oltre 100 presenze all’attivo, al sesto anno in maglia leoncella, racconta le sue prime impressioni dopo l’inizio delle fatiche estive.

Luca, da pochi giorni è iniziata la tua sesta stagione con la maglia della Jesina. Una squadra giovane, in attesa di rinforzi di qualità. Pensi questa sia la scelta giusta dopo la stagione appena conclusa?

«Penso di sì. È ovvio che dovranno arrivare anche alcuni giocatori di esperienza, funzionali, da integrare in un gruppo giovane, ma che reputo di buona qualità».

Dopo alcuni giorni di lavoro, che ha visto prima sedute e test atletici, poi l’inizio della preparazione vera e propria lunedì scorso, quali sono le tue prime impressioni?

«Dopo soli alcuni giorni di allenamento, diciamo che siamo ancora in una fase di rodaggio, ma le prime impressioni sono comunque molto buone. La cosa più importante, è che il gruppo è formato da bravissimi ragazzi, cosa fondamentale all’interno di uno spogliatoio. Stiamo lavorando forte con il nostro staff per prepararci bene. Sappiamo di mancare un po’ in esperienza, ma sono comunque fiducioso. Con l’arrivo di qualche nuovo innesto, ci faremo trovare pronti».

Sono tante le novità nella rosa, conoscevi i nuovi o li avevi mai affrontati da avversari?

«Sì, conosco praticamente tutti i nuovi. Alcuni li ho affrontati da avversari, altri li ho già avuti con me come Lucarini, due anni fa a Jesi, o ad esempio Pesaresi nel 2020 con me alla Biagio. Si tratta in entrambi i casi di ragazzi di ottima qualità e soprattutto in gamba».

Anche se ancora giovanissimo, che consigli ti senti di dare ai giovani arrivati?

«I nuovi sanno che possono contare su noi “vecchi”. In squadra ci siamo io, Trudo, Garofoli e tanti altri, sempre pronti a dar consigli per farli ambientare al più presto e, soprattutto, trasmettere quella jesinità che dovrà essere un valore aggiunto».

Quali sono i tuoi momenti più belli con la maglia della Jesina?

«Il momento che ricordo con maggiore emozione è l’esordio nella stagione 2017/18 con mister Gianangeli, ad Avezzano. Esordire con la maglia della Jesina, è stato un sogno che si è realizzato. Poi, come dimenticare il gol a Fossombrone nella semifinale di 2 anni fa che ci ha consentito di affrontare la finalissima con l’Atletico Ascoli? Sino ad ora è stato il momento più alto del mio percorso calcistico. Spero che di giornate così ce ne siano altre ancora».

Vuoi mandare un messaggio alla tifoseria, che ha già espresso il proprio disappunto per le scelte di mercato?

«Non posso promettere risultati sportivi, ma che l’impegno non verrà mai meno e che la maglia della Jesina sarà sempre onorata dalla nostra squadra, e sudata. Cercheremo anche, attraverso il lavoro giorno dopo giorno, di farci trovare sempre pronti e di far capire ai nuovi l’importanza di giocare in una piazza importante come Jesi».

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Jesina / Giovannini: «indossare la maglia leoncella è sempre motivo di orgoglio»

Il giovane centrocampista jesino si racconta alla vigilia della sua quinta stagione in biancorosso

JESI, 16 agosto 2022 – Anche se ancora giovanissimo, Luca Giovannini è già uno degli elementi di più lunga militanza con la maglia leoncella. Classe ’99, si è già messo in luce nella stagione 2017/18 come fuori quota totalizzando 25 presenze ed 1 rete.

Cresciuto nell’Ancona, con alcuni gettoni anche nel Torneo di Viareggio sempre con i dorici, Giovannini è tornato alla Jesina per 2 stagioni, prima di trasferirsi alla Biagio Nazzaro per altri 2 anni, e ritornare alla Jesina nel torneo 2020/21.

Luca, siamo alla vigilia di una nuova stagione, questa volta diversa dalle altre, con una Jesina che si presenta con ambizioni di vertice.

«Sì, è una Jesina certamente competitiva, che può far bene. Stiamo lavorando per farci trovare pronti. Non diciamo dove si può arrivare, partiamo però con grande entusiasmo, maggiore degli anni scorsi. Ci stiamo conoscendo pian piano e stiamo diventando un gruppo, che è la cosa più importante. Troveremo tante squadre attrezzate, e credo che sarà proprio il gruppo a fare la differenza, al di la delle qualità tecniche».

Hai lasciato la Jesina in Serie D e la ritrovi in Eccellenza. Quanta voglia c’è di ritornare in un torneo più importante come la D, in cui un giovane come te può mettersi in maggior luce?

«Penso che Jesi come città, pubblico ed ambiente, meriti di stare almeno in una categoria superiore. Cercheremo in tutti i modi di riportare la Jesina dove merita. Per noi che siamo di Jesi poi, indossare la maglia della Jesina è sempre motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Allo stadio poi, c’è tanta gente che conosco, e giocare nella Jesina non può che essere uno stimolo in più. Abbiamo una tifoseria che si è riavvicinata alla squadra, e di questo ne sono contentissimo. Una tifoseria che ci ha trasmesso spirito di appartenenza e che non ci ha mai lasciato soli, neanche nei momenti più difficili, e di questo non posso che ringraziarli».

Sei cresciuto in un vivaio importante, quello dell’Ancona, affrontando anche l’avventura di un Torneo di Viareggio, massima vetrina per un ragazzo, cosa ricordi di questa esperienza?

«Sono cresciuto prima nella Junior Jesina, poi sono passato all’Ancona, giocandoci per 2 anni e mezzo prima del fallimento della società. Il Torneo di Viareggio, affrontato con la formazione Berretti, è stata una bellissima esperienza, con un gruppo fantastico che mi ha aiutato ad inserirmi in quella squadra sin dal primo giorno. Allenarti poi con una formazione di livello professionistico ti aiuta tantissimo, ti fa crescere, ti forma e ti dà delle basi importanti che poi ti porterai sempre dietro. Avevo ricevuto varie proposte dopo l’Ancona, ma come facevo a dire di no alla Jesina, la squadra della mia città? La scelta è stata facile, non ci ho pensato più di tanto. Il passaggio poi alla prima squadra, grazie all’ottimo lavoro fatto ad Ancona, è stato così meno indolore».

Tornando al presente, hai in rosa tanti compagni di reparto importanti, quanto ci sarà da lottare per una maglia?

«Ci sarà da sudare e lo sappiamo, tutti. Questa cosa però, aiuterà ad alzare il livello. Ci sarà competizione, ma dovrà essere sempre sana, senza invidie perché, ripeto, la prima cosa è e sarà sempre il gruppo. Occorre remare sempre tutti dalla stessa parte, dal primo all’ultimo».

Michele Grilli

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