Calcio / “Brizenbauer”: Macerata celebra il mito Pino Brizi

Un pomeriggio ricco di emozioni e ricordi quello vissuto oggi presso l’Auditorium della Biblioteca “Mozzi Borgetti” di Macerata, dove è stato proiettato il docufilm “Lo chiamavano Brizenbauer. La favola viola di Pino Brizi”. L’evento, organizzato dalla S.S. Maceratese 1922 con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport del Comune di Macerata, ha visto una partecipazione straordinaria, con un pubblico numeroso e coinvolto.

MACERATA, 10 gennaio 2025 – “Certe storie non appartengono soltanto a una città, ma diventano patrimonio di tutti coloro che amano il calcio, la passione e la vita stessa.” Così si potrebbe sintetizzare l’essenza del docufilm “Lo chiamavano Brizenbauer. La favola viola di Pino Brizi”, proiettato oggi presso l’Auditorium della Biblioteca “Mozzi Borgetti” di Macerata. Un evento che ha saputo emozionare, coinvolgere e riunire una comunità attorno al ricordo di un campione senza tempo. Organizzato dalla S.S. Maceratese 1922 con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport del Comune di Macerata, l’appuntamento ha trasformato il pomeriggio in una celebrazione collettiva della figura di Pino Brizi.

La proiezione è stata introdotta dalle parole del giornalista Carlo Cambi, che ha chiuso l’incontro con un sentito tributo alla città: “Una città straordinariamente capace di sentimenti. Aldilà del tifo, quest’oggi, venendo così numerosi, avete dimostrato che il cuore di Macerata è bianco e candido come il giglio e rosso come il cuore di questa città che a noi della Fiorentina ha regalato un grandissimo campione”.

Il docufilm, realizzato per “QN – La Nazione” da Roberto Davide Papini, con il montaggio di Michele Coppini e le riprese dello stesso Coppini, di Massimo Nencioni e Lorenzo Console, è dedicato alla straordinaria carriera del leggendario calciatore maceratese Pino Brizi, campione d’Italia con la Fiorentina nella stagione 1968/69. Sul palco, insieme a Cambi, sono intervenuti il regista Papini, Gianluca Brizi (figlio di Pino) e l’assessore allo sport Riccardo Sacchi.

Durante la serata sono stati condivisi aneddoti e testimonianze che hanno emozionato i presenti. Carlo Cambi ha ricordato come, da bambino, l’italo-argentino Montuori (162 presenze ed oltre 70 gol sull’Arno) gli “illuminò di viola la vita”, descrivendo Brizi come un’icona del calcio per classe e abnegazione. “La sua storia è unica: un ragazzino nato a 250 km dalla Fiorentina, che diventa una bandiera della squadra e vince lo scudetto”, ha sottolineato Cambi.

Papini ha raccontato la sua esperienza nel realizzare il docufilm: “Sono tifoso della Fiorentina da sempre e la storia di Brizi mi ha sempre affascinato. Girare questo progetto mi ha permesso di conoscere e apprezzare Macerata”. Il pubblico ha poi potuto assistere a una “chicca”: un videomessaggio di Giancarlo “Picchio” De Sisti, compagno di squadra di Brizi, che lo ha ricordato come “un gentiluomo del calcio, serio e apprezzato in tutta Italia”.

Gianluca Brizi ha condiviso i ricordi di suo padre, raccontando come l’amore per la Fiorentina nacque da bambino e si consolidò con un autografo di Montuori ottenuto a Firenze. “La strada fu la sua palestra di vita”, ha detto, ripercorrendo la scalata di Pino dalla Robur alla Maceratese fino alla consacrazione in viola. Nel docufilm sono narrati i momenti salienti della sua carriera: l’approdo alla Fiorentina nel 1961, la vittoria dello scudetto nel 1969, e il difficile rapporto con Mazzone che segnò il ritorno a Macerata.

Importanti contributi sono arrivati anche da figure come Alberto Prenna e Giovanni Pagliari, che lo hanno conosciuto e apprezzato sia come giocatore che come allenatore. Bandiere viola come Claudio Merlo, Moreno Roggi e Giancarlo Antognoni hanno esaltato l’intelligenza tattica di Brizi, che gli valse il soprannome “Brizenbauer”, il Beckenbauer italiano.

L’assessore Sacchi ha concluso l’incontro sottolineando l’impatto di Pino Brizi sulla comunità maceratese, ricordando che la città gli ha dedicato il suo stadio come segno di eterna gratitudine. Un tributo a un uomo che ha scritto pagine indelebili di storia sportiva e umana.

Samuel Miani 

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Calcio / Macerata omaggia Pino Brizi: domani la proiezione del documentario “Lo chiamavano Brizenbauer”

Appuntamento alle 17.30 di venerdì 10 gennaio presso l’Auditorium della Biblioteca “Mozzi Borgetti” con il docufilm che racconta la storia dello storico giocatore della Fiorentina dello scudetto 1968-1969, maceratese doc 

MACERATA, 9 gennaio 2024 – Prosegue l’omaggio di Macerata a Pino Brizi una delle bandiere del calcio biancorosso e della Fiorentina con cui si laureò campione d’Italia nella stagione 1968/69. Domani, venerdì 10 gennaio, infatti, la Maceratese, con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport del Comune di Macarata, organizza la proiezione del docufilm “Lo chiamavano Brizenbauer. La favola viola di Pino Brizi” presso l’Auditorium della Biblioteca “Mozzi Borgetti” di Macerata

Il docufilm realizzato per “QN – La Nazione” da Roberto Davide Papini, con montaggio di Michele Coppini e riprese dello stesso Coppini, di Massimo Nencioni e Lorenzo Console.

Il legame con Macerata

“L’Amministrazione comunale, dopo aver fortemente voluto l’intitolazione dello stadio comunale a Pino Brizi, ha accolto convintamente questa iniziativa che mette in risalto la figura di un nostro illustre concittadino, – interviene l’assessore allo Sport Riccardo Sacchi-. Il docufilm che abbiamo il piacere di presentare non è soltanto un omaggio a un grande sportivo, ma anche un tributo alla straordinaria persona che è stato e continua a essere.

Pino Brizi ha rappresentato la città di Macerata sui palcoscenici più prestigiosi del calcio nazionale, portando con sé un bagaglio di valori, passione e dedizione che ha ispirato generazioni. Le sue doti sportive sono ampiamente riconosciute: di lui ricordiamo i successi, le giocate memorabili, e il palmares di tutto rispetto che ha accumulato nel corso della sua carriera. La sua entrata nella Hall of Fame Viola nel 2012 è una testimonianza concreta di quanto il suo talento sia stato apprezzato e celebrato”.

Nel documentario, di cui alcune scene sono state girate a Macerata al campo della Vittoria e in altri luoghi iconici della città come lo Sferisterio e la Torre civica , “è racchiusa la favola di un bambino che corona il sogno di ogni piccolo tifoso viola, diventando un protagonista del secondo scudetto della Fiorentina” insieme ad alcune testimonianze importanti tra cui quelle del figlio Gianluca di Giancarlo Antognoni, Luciano Chiarugi, Giovanni Pagliari, Moreno Roggi, Claudio Merlo, Alberto Prenna e di alcuni tifosi.

Comunicato stampa – Comune di Macerata

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