La 16enne e la 18enne migliorano di una posizione il piazzamento della semifinale: nessuna società marchigiana ha mai fatto tanto nella disciplina. La soddisfazione del tecnico Ceccacci: “Sofia e Lucrezia sono una squadra”
MOIE di MAIOLATI SPONTINI, 12 agosto 2024 – Sofia Caprini e Lucrezia Fioretti portano la Lg2 Vallesina Twirling in sesta posizione al Campionato del Mondo, massima espressione di questa disciplina sportiva non olimpica.
Il duo senior di Moie, infatti, ha ottenuto posto assoluto nella finale di ieri, domenica 11 agosto, a Helsingborg, in Svezia, nell’anno del debutto nella categoria. Dopo il 4° posto di Fiorentini-Menghi come duo youth nel 2022, si tratta di un risultato storico per la società moiarola: mai nessun duo marchigiano era arrivato tanto in alto.

Il risultato
Sofia, 16 anni, e Lucrezia, 18, si erano qualificate per la finale al settimo posto (leggi qui). Nell’atto decisivo, sono riuscite a migliorare l’esercizio e a scalare di una posizione. Irraggiungibili i vincitori Komada-Konyanagawa (Giappone), seguiti da Hiraku-Saito (Giappone) e Jusson-Lesage (Francia). Caprini e Fioretti state accompagnate in Svezia dall’istruttrice Satia Ceccacci, mentre sono allenate da Loredana Guerro, con le famiglie a fare il tifo dalle tribune. Grazie anche a questo piazzamento, la Nazionale Italiana con tutte le atlete di tutte le specialità del twirling si è classificata quarta.
“Esecuzione nettamente migliorata – commenta la società – con zero cadute! Il livello era altissimo e meglio di così non potevano fare. Già un enorme traguardo rappresentare l’Italia in questa categoria, centrare la finale e recuperare una posizione! Che spettacolo, siamo orgogliosi! Sono state grandiose!”.
Le dichiarazioni di Satia Ceccacci: “Un traguardo storico per una piccola realtà come la nostra”.
“Per la nostra società – aggiunge il tecnico Satia Ceccacci – è un traguardo storico: per una realtà piccola di 60 iscritti, con le strutture a disposizione che abbiamo nel territorio, già arrivare ad avere ragazze selezionate per la Nazionale Italiana. Tra l’altro Sofia e Lucrezia l’anno scorso avevano già vinto un argento europeo in Francia e già era impensabile raggiungere questo traguardo. Poi, quando hanno vinto quest’anno il campionato italiano al primo anno nella categoria senior, per noi è stato un fulmine a ciel sereno in senso positivo“
La partecipazione al Mondiale, comunque, è stata il frutto di un duro lavoro. “Le ragazze – aggiunge l’allenatrice – si sono allenate duramente durante l’estate. Sono arrivate in Svezia sabato 3 agosto e si sono allenate tutti i giorni. Ad Helsinborg per la prima volta hanno gareggiato due rappresentanti per ogni nazione, a parte le nostre ragazze che erano le uniche a rappresentare l’Italia: sapevamo che sarebbe stata una competizione difficile, con un livello tecnico di atleti veramente alto.
Sofia e Lucrezia, quindi, si sono ritrovate a sfidare atleti che già gareggiavano a livello internazionale da 15 anni, con età superiore anche a 30 anni. Il nostro duo era il più giovane della categoria senior e con meno esperienza, dato che venivano solo dall’Europeo. Certo, avevano disputato a livello di squadra anche diverse Coppe Europa, ma non sono equiparabili a un Mondiale. Al primo giorno di semifinale giovedì scorso, quindi, le ragazze erano demoralizzate e giù di morale, perché si guardavano intorno e dicevano: ‘Ma che ci facciamo qui? Gareggiamo contro i nostri idoli magnifici, preparati ed esperti…'”.

Sofia Caprini e Lucrezia Fioretti con Satia Ceccacci
Il racconto della finale: “Sofia e Lucrezia sono una squadra, il sesto posto davanti alla Norvegia è un successo”
Una volta sciolte le gambe, però, per Lucrezia Fioretti e Sofia Caprini è andato tutto magnificamente. “In semifinale – racconta Satia Ceccacci – hanno rotto il ghiaccio e sono entrate in campo: hanno fatto qualche errore di troppo, dettato sicuramente dall’emozione, ma si sono difese bene, qualificandosi per la finale. Prima di ieri, abbiamo avuto degli alti e bassi: non è stato facile convincerle del fatto che le cose non vanno sempre come ci si aspetta e che il loro obiettivo doveva essere quello di fare la loro migliore performance. Altro non potevano fare, dato che il podio era irraggiungibile, già solo difendere la settima posizione è stato un grande traguardo, dietro ai duo di Giappone, Stati Uniti, Francia e Norvegia.
Non è stato facile, quindi, far tornare sul pezzo le ragazze dal punto di vista mentale, per quanto riguarda l’approccio alla gara. Devo dire, però, che dal sabato siamo riusciti a rientrare in carreggiata e le ragazze hanno cambiato atteggiamento. L’ultimo allenamento prima della finale è andato bene, poi domenica (ieri, ndr) le ho viste fin dalla mattina convinte e decise nel fare una buona esecuzione dell’esercizio, più per la loro soddisfazione che per il risultato in sé.
Sono entrate in campo determinate, l’ho visto fin da subito: Sofia e Lucrezia sono una squadra e si sono fatte forza l’un l’altra, è bello il clima che si è creato tra loro due. Alla fine l’esercizio è andato bene e le ragazze hanno guadagnato una posizione rispetto alla semifinale, sorpassando il duo della Norvegia molto più esperto di loro: già questo è un grande successo”.
Chissà, magari tra 4 anni il twirling diventerà disciplina olimpica e potremmo vedere queste due giovani atlete alle Olimpiadi di Los Angeles. Per consacrare definitivamente il loro talento.
Giacomo Grasselli
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