LETTERE & OPINIONI / Impiantistica sportiva: problemi datati, mai fatto nulla

I problemi di oggi sono gli stessi del 2014 quando ci è stato assegnato il titolo di Città Europea dello sport
JESI, 22 ottobre 2020 – In merito all’articolo pubblicato nei giorni scorsi dal titolo “JESI / Atletica leggera: impiantistica abbandonata a se stessa” riceviamo e pubblichiamo
Mi complimento direttamente per il vostro articolo, efficace per chi vuol capire che a Jesi, ci sono altre realtà sportive, non di secondo piano, come l’atletica leggera.
L’Amministrazione Comunale, ed in particolare l’assessore allo sport e quello alla mobilità sostenibile stanno dimostrando nel tempo incapacità e incompetenza.
Tutti se ne stanno accorgendo.
Tutti, intesi come coloro che per passione si interessano di sport e convivono giornalmente da soli, con i tantissimi problemi che coinvolgono il mondo sportivo tutto.
Sono capitato la settimana scorsa, avendo trovato aperto, e nessuno mi ha chiesto che cosa ci facessi, allo stadio comunale di Jesi viale Cavallotti. Ho subito pensato al carissimo custode “Gigetto” Scortichini.
Si sarebbe messo a piangere oggi nel vedere le condizioni in cui è ridotto il fondo erboso, vanto per ‘Gigetto’, sempre riconosciuto da quanti (Sampdoria/Torino/Dinamo Moskva, ultimamente Inter) hanno avuto il piacere di calcare anni or sono il fondo erboso del Carotti.
Possibile che nessuno si sia accorto delle sue condizioni?
In tempi trascorsi con una modestissima spesa si faceva (spesso ‘Gigetto’ da solo) il ricarico a campionati fermi e fino a dopo ferragosto nessuno lo utilizzava.
Ho visto il cartello dei lavori che si stanno facendo accanto il mercatino rionale di Martin Luther King con oggetto: “realizzazione pista ciclabile e parcheggio compensativo. Programma sperimentale ….importo contrattuale lavori € 144.346,17”.
Per diletto mi piace andare in bici con i miei amici. Tutti i fine settimana usciamo e percorriamo in lungo e largo la strade dell’Alta/Media e Bassa Vallesina, per uscire a volte anche fuori provincia.
Il pericolo, inteso come fondo stradale del territorio comunale di Jesi, non ha paragone con nessun altro Comune da noi transitato e visitato.
A Jesi si spendono € 144.346,17 (sicuramente non con un finanziamento a fondo perduto), e quindi con un mutuo da rimborsare, costo per la collettività.
Questo intervento è stato sottoposto preventivamente ed esaminato dalla tanto decantata “Consulta allo sport” dove dovrebbero essere privilegiate le priorità, anche se non direttamente coinvolte in ambito specificatamente sportivo?
E le decantate piste ciclabili a Jesi?
Una riga di vernice e via, ultimamente anche scolorite.
L’artefice di ciò l’assessore di turno che spende migliaia di euro per qualcosa che non servirà, vista la mancanza di civiltà ciclistica che contraddistingue il paese tutto.
Vogliamo parlare poi della presunta realizzazione del nuovo palazzetto per la scherma?
E’ anomalo, a mio parere, che si realizzi un impianto costosissimo, si parla di circa 4,5 milioni di euro.
Anche questo con un contributo (C.O.N.I.), sembra di 1,8 milioni di euro a favore del Comune di Jesi (vanno comunque restituiti) il cui utilizzo esclusivo, non permetterebbe a nessun altro sport e società sportiva di usufruirne.
Tutto questo perché in seguito si possa dire che Jesi, è centro Federale F.I.S. e luogo si allenamento della Nazionale?
La differenza tra il costo totale presunto e il contributo del CONI chi li mette?
Ci sono impianti sportivi come le palestre scolastiche che sono obsolete e andrebbero messe in sicurezza sotto tutti i punti di vista.
Problemi insomma, quelli degli impianti sportivi del comune di Jesi, che sono gli stessi del 2014 quando ci è stato assegnato il titolo di Città Europea dello sport.
Grazie
Pierino Gagliardini
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