Il difensore jesino, alla sua seconda avventura in maglia leoncella, si appresta a guidare la retroguardia biancorossa anche in Eccellenza

JESI, 6 Luglio 2025 – Coronato finalmente il sogno di indossare la maglia della sua città, Cristiano Lapi, jesino doc, si appresta ad iniziare la sua seconda avventura con la Jesina, dopo la promozione in Eccellenza. Una carriera infinita quella del difensore leoncello, classe 1989, che ha indossato nel suo percorso le maglie di Real Montecchio, Tolentino, Riccione, Muravera, Monturanese, Biagio Nazzaro, Folgore Falerone, Portorecanati, Fabriano Cerreto, Camerano, Sassoferrato Genga, Montefano, Maceratese, Chiesanuova e Matelica, prima di approdare a Jesi nella stagione scorsa.
Cristiano, al tuo arrivo a Jesi, subito una promozione in Eccellenza
«Sì, abbiamo vinto il campionato di Promozione, da favoriti. Certo, può sembrare di aver fatto il minimo indispensabile, ma non è stato affatto semplice. Vincere non è mai facile, in qualunque categoria. Ho vissuto un’emozione grandissima. Da jesino, vincere il campionato con la nostra maglia è stato un qualcosa di speciale. Non aver potuto festeggiare coi tifosi però, anche se in molti sono saliti a Fermignano, non te lo fa godere al 100%. Ora dovremo essere capaci di lottare in tutte le gare. È ovvio che l’obiettivo, prima di tutto, sarà la salvezza. Mi auguro poi, di poter far qualcosa di più importante. Considerando che dalla D sono retrocesse squadre come Fermana e Civitanovese, e che ci saranno ancora formazioni come K-Sport Montecchio, Chiesanuova, Urbania e Urbino, che la categoria la conoscono benissimo, penso proprio che sarà un campionato livellato verso l’alto. Dovremo esser molto bravi noi “anziani” a far integrare bene i nuovi. Il gruppo sarà il segreto, è lì che si vede la sua solidità quando le cose non vanno. Di momenti difficili ce ne saranno, come ce ne sono stati anche quest’anno e se il gruppo sarà coeso, sarà più facile affrontarli e ripartire».

Il difensore jesino ai tempi del Fabriano-Cerreto
Ricaricate le batterie, si riparte quindi per questa nuova avventura
«Come Kevin, sento di avere il fuoco dentro. Ho ancora voglia di allenarmi al 100%. Giocare per la Jesina poi, rappresenta uno stimolo in più. So di non essere magari più quello di qualche anno fa a livello fisico, è naturale con l’età perdere un po’ di brillantezza, ma mi sento mentalmente molto più forte, con quell’esperienza in più che in alcuni frangenti del campionato potrà essere molto utile. Penso che il tutto, alla fine, si compensi».
Quali sono state le tue sensazioni a Fermignano, e quali sono quelle di oggi alla vigilia della ripresa del torneo?
«Ad un certo punto la promozione diretta sembrava impossibile, poi è successo tutto molto, molto velocemente. Si è ribaltata la graduatoria, e alla fine siamo riusciti a vincere il campionato. Come dicevo, è stato tutto talmente veloce, che ci son voluti alcuni giorni per assimilare la vittoria. A Fermignano un po’ di fortuna è stata dalla nostra parte, compensando la gara dell’andata, dove abbiamo subito una sconfitta non certo meritata. Abbiamo dimostrato la nostra forza, pur se dati per favoriti. Ho provato delle sensazioni bellissime».
Una carriera lunghissima la tua. Quali sono state le tappe più significative e quali i personaggi o i compagni a cui sei rimasto più legato? Chi senti di ringraziare in particolare?
«È stato un percorso lunghissimo, ho avuto la fortuna di vincere diversi campionati importanti, a Jesi di certo il più bello, trovandomi spesso nel posto giuso al momento giusto. Il primo torneo l’ho vinto a Riccione, ero un ragazzino. Vincere non è mai la normalità. Un’altra promozione l’ho conquistata a Fabriano, ma negli anni successivi ho fatto male. Tutto questo mi è servito, dandomi una scossa per reagire e cambiare qualcosa. Così, negli ultimi 4 anni ho vinto 3 tornei con Maceratese, Matelica e Jesi. In mezzo, una salvezza a Chiesanuova nel loro primo anno di Eccellenza, che equivale a una mezza promozione. Il ringraziamento va alla mia compagna e a mio figlio, ormai un portafortuna. Tra i compagni, Tittarelli ormai è come un fratello, poi ci sono Kevin, Borocci, Amedeo Massei e tanti altri. Faccio difficoltà ora ad elencarli tutti. Molti invece con cui ho avuto del rancore in passato, sembrerà strano, ma mi hanno dato una spinta per reagire e, indirettamente, sono serviti da stimolo per migliorare ancora. Un altro compagno di squadra che ricordo oggi con piacere è “Lulù” Oliveira, con me al Muravera, in Sardegna. Faceva delle giocate strepitose, che tu c’arrivavi dopo. Lui sapeva già 3 secondi prima degli altri cosa fare. È lì che ti rendi conto del perché esistono le categorie….»

Cristiano Lapi con la maglia del Montefano al “Del Conero”
Conosci i tuoi nuovi compagni di squadra?
«Sì, alcuni fuori dal campo come Giovannini che è di Jesi, o Minnozzi, incrociato tante volte da avversario. Prima che bravi giocatori sono dei bravissimi ragazzi, che sono sicuro si integreranno bene nel gruppo, che dovrà fare la differenza».
Quale pensi sarà il ruolo della Jesina nel prossimo torneo?
«Siamo una neopromossa anche se ci chiamiamo Jesina. Chi vorrà superarci però, dovrà sudare. Mi auguro con tutto il cuore di far qualcosa in più della salvezza, che rimane, ripeto, l’obiettivo principale. Dobbiamo partire a fari spenti».

Cristiano Lapi con la maglia del Montefano
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