Calcio / Gianfranco Ferretti “Il Maghetto”, si racconta dopo oltre 40 anni di calcio

L’ex allenatore, personaggio tra i più amati dagli sportivi jesini, ripercorre la sua carriera dagli inizi all’approdo sulla panchina della Jesina nel CND, dove nel 1997 sfiorò la C/2

JESI, 26 maggio 2025 – Gianfranco Ferretti, per tutti “Il Maghetto”, è uno dei personaggi tra i più amati ed apprezzati del calcio della Vallesina e non solo. L’ex allenatore ha mosso i primi passi nella Cingolana, proseguendo il percorso con la Sampaolese, Spes Jesi, Cupramontana, Serra Dè Conti, ancora Spesi Jesi (giovanili), e Pianello.
Il treno più importante passa nell’estate 1996, con l’esperienza sulla panchina della Jesina.
Tra lo scetticismo generale, il tecnico jesino seppe conquistare la totale fiducia della squadra e della tifoseria tutta, trascinando letteralmente mezza città allo stadio in una cavalcata incredibile che portò i leoncelli a sfiorare l’allora Serie C/2 dopo un estenuante duello con Astrea e Samb.
Dopo 2 anni al Foligno, sempre in CND, e un intermezzo di altre 2 stagioni a Sassoferrato, il ritorno alla Jesina in D, nel gennaio del 2002 per conquistare un’incredibile salvezza.
Il suo cammino proseguirà poi, con vari ritorni, sulle panchine di Castelfrettese, Belvedere, Ostra, Falconarese e Vallesina, prima di chiudere col Belvedere nel 2018.
Gianfranco, quali sono stati i tuoi inizi in panchina e come è nato l’approdo alla Jesina?
«Iniziai alla Cingolana, era la stagione 1979/80. Ebbi la possibilità in quell’estate, di vivere in prima persona il ritiro dell’Ascoli di Renna allora in A, anch’esso a Cingoli, prendendo spunto dalle sue idee, sia tattiche che atletiche. Il tecnico stesso pretese che andassi con lui in mezzo al campo. Fu difficile però riproporre quel lavoro nella nostra realtà, fatta di soli 3 allenamenti. Partimmo bene poi calammo, e mi esonerarono. Successe questo, loro mi volevano far affiancare da un giocatore. La presi male, così mi presentai al campo con un bastone, un cane lupo e degli occhiali da soli, come un non vedente con necessità di aiuto. La sera stessa la società, offesa, mi esonerò. Poi alcuni si ricrederono quando videro i miei risultati a Jesi….
Per quanto riguarda la Jesina, tutto nacque da un’assemblea pubblica indetta dall’allora presidente Mario Rosati per segnalare il rischio di scomparsa della società. Io trasmisi al presidente il piacere di allenare la squadra, e magari di dargli una mano per trovare amici interessati a sostenerlo. Gennaro Pieralisi per esempio, aiutava tutti gli anni la Jesina con una cifra simbolica. In quell’occasione, visto che c’ero anch’io, ci consegnò un assegno di un importo di gran lunga maggiore. Ci aiutarono in molti, proprio perché mi conoscevano e si fidavano».

Il centrocampista Ugo Coltorti, grande protagonista della storia Jesina e della stagione 1996/97
Una squadra partita non certo tra le favorite ma che, trascinata dal pubblico, sfiorò un’impresa ricordata ancora oggi, dopo ben 28 anni
«Rosati andò in Corsica in vacanza, ed io iniziai un pò a muovermi. Facemmo la squadra con una quindicina di giorni di ritardo. La preparazione iniziò con una rosa che vedeva Boria, Micheloni, Trillini, alcuni juniores e giovani come Coacci, Chierici, Congiu e Cotichelli. Acquistammo subito Coltorti, che veniva da una retrocessione alla Biagio. Io e capitan Micheloni lo volemmo fortemente, facendo firmare il presidente Rosati dopo alcune grappe, che lo convinsero meglio della bontà della nostra scelta… Arrivarono poi Juvalò e Sansolini dal Tolentino, La Barba dal Lanciano, Brasile, un ritorno, e Tridici dalla Recanatese. A Novembre acquistammo Pandolfi, che si allenava già con noi, ed ebbi l’intuito di farlo giocare centravanti, anche se lui si vedeva centrocampista. Poi mi inventai Tridici mediano, dopo una vita da difensore, e Cotichelli, già attaccante, esterno, giocatore che ebbe il miglior rendimento dell’andata prima di un grave infortunio. Le altre novità riguardarono Mainardi dalla Narnese, Pignatelli dalla Berretti del Rimini, Gianangeli dalla Spes, e il secondo Torbidoni. Preziosissimo fu anche il preparatore atletico Riccardo Pesaresi, mio ex alunno che scelsi io, che fece un grandissimo lavoro sugli “anziani”. Devo dire che molto acquisti li forzai io, anche contro il parere del presidente, assumendomi la responsabilità. C’era scetticismo, coi soliti critici in gradinata, ma di fronte al rischio di scomparire, partire era già tanta roba. La chiave di tutto, fu la gara di Astrea, alla decima giornata. Dopo un ottimo primo tempo, arrivò un rigore per noi che Juvalò sbagliò, poi prendemmo 5 gol. Io feci un passo indietro, ritenendomi inadeguato. Il presidente però, non ne volle sapere ribadendo al martedì, al campo, che la squadra sarebbe comunque andata avanti così. Parlò poi Micheloni, che parlava poco, ma le sue parole pesavano, eccome. Poi vincemmo a Camerino, gara in cui successe di tutto, in casa col Civitavecchia e a San Benedetto, dove rimanemmo dentro lo stadio fino alle 22 di sera. Micheloni mi confidò che sicuramente li avremmo raggiunti, nonostante i circa 15 punti di svantaggio. E così fu».

La Jesina edizione 1996/97. In piedi da sinistra: Pignatelli, Juvalò, Sansolini, Tridici e La Barba
In basso: Chierici, Gianangeli, Coltorti, Boria, Brasile e Pandolfi.
Dopo la Jesina, un’altra esperienza in una piazza importante: Foligno
«A Foligno arrivai in corsa e trovai circa 13 giocatori, tra cui molti giovani. Tra gli elementi in rosa, c’erano i marchigiani Palombi e Giovanni Fenucci. Una squadra in pratica abbandonata a sé stessa, in fondo alla classifica. Non sapevo dove mettermi le mani, e chiesi altri Juniores per aumentare la rosa. In 8 gare conquistammo una salvezza miracolosa, lanciando anche un giocatore come Matteo Coresi, che arrivò in B al Crotone. Confermato, l’anno successivo mi esonerarono pretendendo un campionato di vertice dopo aver smantellato la squadra».
Il ritorno a Jesi nel gennaio 2002 coincise con un’altra impresa incredibile, una salvezza con una squadra già spacciata al termine dell’andata
«Arrivai a gennaio subentrando a Roberto Lorenzini, con la Jesina ultima con 2 punti in 9 partite. Fui vicino alla squadra, allo sbando, in tutti i modi. Contai su Beppe Gaspari, preparatore dei portieri e Sergio Canuti, già segretario al Parma di Sacchi e al Foggia di Zeman, due figure determinanti. Arrivarono con me Carrettucci, Rubini e Strappini. Ricordo anche Arcolai, Centofanti, Tommy Gabrielloni e Paniccià, grandissimo portiere. Ne partirono 8, e inserimmo tanti validi juniores. Mi vengono in mente una grandissima vittoria esterna a Macerata, squadra che schierava un certo Pasquale Logarzo, e un percorso straordinario. Fu una salvezza miracolosa».
Cosa porti di quelle esperienze e di quelle nei tornei minori con piazze comunque blasonate?
«Mi è rimasto molto il fatto di esser riconosciuto. Magari mi dimentico oggi di qualcuno che ho allenato, ma in tanti mi riconoscono e mi salutano con grande affetto. Se una persona ti saluta dopo tanto tempo, vuol dire che ha metabolizzato un rapporto che era sì sportivo, ma che è diventato poi umano. Con alcuni mi sono anche scontrato inizialmente, ma tutti poi mi hanno apprezzato per il mio modo di essere. Queste cose mi inorgogliscono e mi fanno oggi davvero piacere. Ricordo ad esempio il gruppo ultras “Palle Quadre” che mi faceva il coro “Maghetto portaci in Europa..”. Ho puntato in questi anni, sempre all’onestà e alla lealtà reciproca. Anche Coverciano mi ha insegnato tanto, sia a livello tattico che nella gestione del gruppo».
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Nativo di Bologna, François Salvagni ha un rapporto stretto e consolidato con la città di Jesi, dove vive ormai da circa 15 anni. Ha sposato proprio una celebre jesina, l’ex forte pallavolista Paola Gialletti che ha militato nella Pieralisi Jesi, negli anni Novanta, con la quale ha messo al mondo due bellissimi figli, Greta e Giulio. Tra l’altro, Paola Gialletti è la nipote di Anna Virginia Vincenzoni Casoni, moglie dell’indimenticato patron Sandrino Casoni che rese grande il Tre Valli Volley Jesi, portando nella città di Federico II (nel lontano 1983) il “Re Mida” Julio Velasco.
VALLESINA, 25 maggio 2025 – Ci sono sempre più tessere a completare il puzzle delle panchine del calcio dilettantistico della Vallesina e dintorni per la stagione 2025/2026.






Se il fronte titolo è già deciso, a tenere col fiato sospeso è la lotta ai playoff, ancora incerta per le squadre qualificate e le posizioni finali. A dir poco decisivo sarà lo scontro diretto dello Sparapani tra Urbanitas Apiro e Largo Europa: i rosanero, dopo un momento di sbandamento a causa della penalizzazione, hanno bisogno di ritrovare certezze tra le mura di casa per assicurarsi il secondo posto, occupato proprio da loro a 51. I gialloneri invece, dopo due buone prestazioni contro sentinati e Valle Del Giano da cui sono però arrivati solo due punti, sono obbligati a fare il colpaccio per entrare tra le prime cinque senza rischiare nulla, con l’Albacina a +2 e il Maiolati Pianello pronto ad insidiare a -1. Da questa gara si capirà molto del destino dei playoff.
fabrianesi al quinto posto: meglio i tre punti per salutare al meglio il proprio pubblico e non rischiare.
STADIO: Faggioni, Sassoferrato
Polisportiva Falerio, si è assicurato il quinto ed ultimo posto per i playoff, che vedranno i biancorossi affrontare il derby in casa dell’Abbadiense in semifinale. I ragazzi di mister Prosperi puntano ad onorare anche l’ultima giornata di campionato, per salutare con tre punti il loro pubblico e tenere alta la concentrazione in vista della complicatissima sfida contro i rivali giallo-verdi.


Una piscina dove la Jesina non ha mai disputato partite e che è una sorta di fortino per l’Olimpia.

rientrante Filipponi per il suo decimo gol stagionale. Pronta risposta degli jesini, che si portano all’attacco prima con Candelaresi, poi con Corinaldesi e Duca ed infine con Rinaldi, che al 42° di testa trova il colpo vincente che manda le squadre a riposo sull’1-1. Ripresa senza grandi emozioni: l’unica opportunità da segnalare non viene concretizzata da Amani, che manca il gol della doppietta e dei tre punti, e il secondo tempo si conclude come era iniziato.
mostrano tutta la loro grande solidità e fanno male in contropiede. Nonostante gli jesini occupino la metà campo ospite per gran parte del secondo tempo, i valdigianesi hanno le migliori occasioni della partita. In una di queste Moscatelli sfiora il gol di pallonetto, nell’altra Saltari viene fermato solo da un miracolo di Marziani. Nell’angolo immediatamente successivo, Monticelli prende la traversa di testa. Nel finale è assedio larghino, in cerca di tre punti cruciali nella corsa al quinto posto. Il muro della squadra di mister Birelli è però insuperabile, tra grandi salvataggi e una rocciosa difesa, e la gara si chiude sullo 0-0.
Non sbaglia l’Albacina, che approfitta del pareggio del Largo e del turno di riposo del Maiolati Pianello e si assicura un posto ai playoff espugnando la Serra Volante. Una gara molto combattuta, in cui i serrani partono forte tanto che al 15° si procurano un rigore: dal dischetto si presenta Keita ma l’estremo difensore albacinese si rende protagonista e para il tiro salvando il risultato. Nel primo tempo si fanno preferire i padroni di casa, che non riescono però a trovare il guizzo per sbloccarla, chiudendo sullo 0-0. Ripresa più equilibrata: la squadra di mister Di Renzo si ricompatta con l’obiettivo di portarla a casa, resistendo agli attacchi dei biancoazzurri che rimpiangono le varie occasioni mancate. A deciderla è il neroverde Pierangeli all’87° con un bel tiro di precisione dal limite dell’area, che consegna lo 0-1 e la vittoria all’Albacina.
“Questo impianto – ha sottolineato il vicesindaco – si inserisce e arricchisce l’area del parco dello sport che include palazzetto, polisportivo Cardinaletti e pista dipattinaggio, a conferma del Dna di Jesi città dello sport. Una nuova e grande struttura a servizio non solo del territorio, ma che ambisce legittimamente ad avere una funzione a dimensione nazionale. Siamo sicuri che il Club Scherma, forte di una tradizione consolidata nel tempo, sarà utilizzare al meglio l’impianto per valorizzare questa disciplina che ha reso Jesi famosa nel mondo”.




L’ultima partita è stata quella di mercoledì scorso vinta per 77-47 nel derby con i coetanei del Jesi Basket Academy Taurus ma in tutte le gare del campionato, iniziato lo scorso ottobre i gialloblù si sono fatti valere contro atleti di prestigiose squadre di tutte le Marche come la Stamura Ancona, l’Attila Basket Porto Recanati, Janus Academy Fabriano, Pallacanestro Senigallia, Ascoli Basket, Basket Macerata, solo per citarne alcune!
Almeno in un altre circostanze Benvenuti fu ospite a Jesi.







Sul più bello è arrivata però una sconfitta che sembrava potesse spegnere qualunque grande idea: la vittoria dell’Apiro per 2-0 nello scontro diretto dello Sparapani della diciannovesima giornata che aveva portato i rosanero, fino a quel momento autori di un campionato praticamente perfetto, sul +10. Una distanza così avrebbe tarpato le ali a chiunque, ma non al Real Sassoferrato.
Un gruppo unito tra squadra, staff e dirigenti e un pubblico caloroso e sempre presente, infuocato sia al Faggioni che in trasferta (come dimostrato anche nell’ultima gara al Pirani contro la Junior) sono stati il mix vincente che ha permesso a tutta Sassoferrato di poter festeggiare. La celebrazione è già iniziata in paese nel sabato sera, quando alcuni giocatori, tifosi e dirigenti si sono ritrovati in centro per iniziare la festa promozione, che quasi sicuramente rivedremo allargata anche all’ultima giornata, quando i campioni saluteranno il Faggioni contro il Polverigi.








La gara si è svolta a Montecchio Maggiore e l’atleta è risultata prima nel Ranking Nazianale dei 63 kg.









ai playoff. La gara viene sbloccata nel primo tempo da capitan Casavecchia, poi Massei allunga ad inizio ripresa. Ci pensa però il roburino Formentinl con un gran tiro da fuori ad accorciare le distanze e a tenere alta la tensione. La gara però si chiude sul 2-1. Con questa vittoria gli appignanesi si portano a quota 47 punti, a +5 dalla coppia Robur Macerata-Corridoniense ferma al sesto posto a due giornate dal termine. All’AC Appignano basta una vittoria nelle prossime due partite, la prima in casa della Polisportiva Falerio, la seconda in casa con il San Ginesio, per assicurarsi un posto ai playoff.















Invece, vuoi qualche assenza nei pesaresi, vuoi una Jesina finalmente concentrata e accorta in difesa e la partita prende da subito la giusta piega.





VALLESINA, 9 maggio 2025 – Sarà una 30^ giornata di Prima e Seconda Categoria tutta da vivere quella in programma domani, sabato 10 maggio. Con le promozioni quasi tutte assegnate, restano da capire gli incastri play-off, play-out e le retrocessioni dirette. Andiamo a scoprire i temi di giornata e le varie combinazioni.





Il mister ha detto: “Da parte nostra c’è soddisfazione per quanto la squadra ha fatto durante tutto il campionato. Un campionato dove abbiamo avuto un cammino molto regolare senza alti e bassi. Finiamo a 60 punti, con la miglior difesa e secondo miglior attacco ( solo un goal in meno della Jesina ). Saltiamo i play off del nostro girone per i 10 punti in più rispetto alla terza e credo poche altre volte sia successo. L’ incognita sarà proprio quella di giocare due partite in quasi due mesi, non sarà facile tenere alta l’ attenzione e la condizione fisica ma cercheremo di presentarci nel miglior modo possibile per la finalissima”.
Rossi (Pergolese): “Questo tipo di finale, di gara secca, è sempre difficile da affrontare per di più in un derby; la gara è importante non solo per il risultato finale sportivo ma anche per la storia e la tradizione della Pergolese; anche per il paese che tiene molto alla squadra, considerato che la Pergolese è un riferimento. Bisogna far risultato per mantenere la categoria. Per quanto riguarda i giocatori rientra Gaia dalla squalifica ma non c’è Salciccia (squalificato per somma d’ammonizioni). Per Ghetti invece non c’è niente da fare non lo avrò a disposizione. Sarà importante mantenere la concentrazione per tutta la partita e se serve anche per 125 minuti. L’ambiente è carico”.

Una disciplina sportiva che ha, fortunatamente, regole nuove, in cambiamento ed adattabili.





Sono state ben sedici le squadre coinvolte quest’anno, divise in quattro gironi (due per campo sportivo) come di seguito e con la seguente classifica finale:
quanto partner ed organizzatrice del torneo) alla fase nazionale, che si terrà a Levico Terme, in Trentino, dal 12 al 15 giugno, torneo che vedrà coinvolte, oltre alle migliori società italiane, anche grandi società da tutto il mondo, come il PSV Eindhoven, il River Plate, lo Sporting Lisbona ed il Benfica, il Barcellona, il Bayer Leverkusen ed il Red Bull Lipsia. Una manifestazione che assume dunque un valore di livello internazionale, una vetrina incredibile per i giovani pulcini delle ottanta squadre coinvolte.

















La gara organizzata dal locale moto club Viking, ha visto al via quasi trecento piloti provenienti da ogni parte d’Italia. E’ stata una gara impegnativa con un tracciato di quaranta chilometri con ben tre prove speciali a giro, da ripetersi per tre volte.
PREVENDITA
Gli umbri agganciano al secondo posto gli jesini che però devono recuperare una partita contro l’Athena Bracciano.






















Nel Fioretto Giovanissimi, di Ludovico Monti del Club Scherma Pesaro. 5° e 13° rispettivamente Diego Stacchiotti e Jacopo Belfiore (vincitore del Trofeo Kinder maschietti nel 2024) del Club Scherma Jesi; 36° 46° e 71° Giovanni Paolo Ortenzi, Jacopo Vitali e Michelangelo Ilari dell’Accademia della Scherma Fermo; 79° e 85° Bogdan Iarmoliuk e Mattia Balducci del Club Scherma Pesaro; 118° Marco Sopranzi del Club Scherma Recanti; 133° Francesco Latini del Club Scherma Fabriano.
Nella categoria Fioretto Giovanissime 8° piazzamento per Naima Secchiaroli del Club Scherma Pesaro. 13° Emma Ciarimboli del Club Scherma Jesi; 19° Vittoria Tattolo del Club Scherma Ancona; 23° Gaia Zacchei del Club Scherma Senigallia; 27° Agata Parenti del Macerata Scherma; 31° e 55° Keira Lanari e Viola Giuliodori del Club Scherma La Misericordia Osimo; 65° Chiara Rocchetti del Club Scherma Jesi; 66° Virginia Potenziani del Club Scherma La Misericordia Osimo; 82° Giulia Pistola del Club Scherma Jesi; 84° Anna Care del Club Scherma Senigallia.



reti 15 – Pierandrei (Marina), Cordella (Jesina);
Un buon risultato, non ottimale, ma che premette buoni sviluppi per il judo jesino.
Negli Usa questo sport è molto popolare mentre in Italia è ancora una nicchia ma la domanda è alta ed è facile prevedere un interesse e partercipazione diffusa.
La Clementina si inchina di fronte alle prime in classifica e neo vincitrici della Coppa Italia di B1. Perde i primi due set ed accorciani sul 1-2 conquistando il parziale per 25-17. 


Gara che ha visto la presenza numerosa di runners italiani e stranieri con il maratoneta jesino, con all’attivo 330 gare di cui 260 da 42 km e 70 oltre, che ha percorso 104, 690 km.

Una vittoria preziosa anche se sofferta contro una avversaria all’altezza della situazione.

Vittoria di Vincenzo Erman, del Club Scherma Senigallia, nella gara Maschile Assoluti di Fioretto; 2° Ettore Grandicelli del Club Scherma Pesaro; 3° ex aequo Andrea Chiaramonti e Semuel Lorenzo Durruthy del Club Scherma Jesi. Oltre a questi passano alla fase nazionale il 5° classificato Jetmir Giacchetti del Club Scherma Jesi e il 6° Gioele Mancini del Club Scherma Pesaro.
Tra i medagliati anche Christian Santinelli della ASD Polisportiva Libertas, al suo secondo bronzo internazionale. Christian continua il suo percorso di crescita a Roma presso il centro di preparazione Olimpica dell’Acqua Cetosa.







Nonostante alcune defezioni per influenza in casa leoncella, la società ha preferito giocare domenica, per non avere troppe partite da recuperare nel finale di campionato ed evitare turni infrasettimanali che avrebbero causato disagio agli atleti.












