Eventi / “Jesi e il 900, verso il 2050”: rinnovare le società dilettantistiche

Notata, purtroppo, la presenza di pochissime società sportive in un territorio dove invece se ne contano in quantità industriale e per tutte le discipline
JESI, 19 aprile 2024 – Ieri pomeriggio, nell’ambito della mostra “Jesi e il 900, verso il 2050”, è andato in scena l’appuntamento dal titolo: Sport a Jesi rinnovare le società dilettantistiche, una nuova visione per il futuro dello sport amatoriale.
Protagonista il Club Scherma Jesi ma soprattutto protagonistiche dovevano essere le società sportive dilettantistiche presenti in quantità industriale a Jesi che dovevano e portare la loro esperienza e la loro visione futura.
All’atto pratico, a parte il club scherma Jesi rappresentato dal presidente Maurizio Dellabella, la Libertas Jesi con il presidente Marco Porcarelli, in veste anche di presidente della Consulta dello Sport del Comune di Jesi e di vice presidente del Coni regionale, la Uisp, ‘Gigio’ Traini (pallanuoto), Rosita Rossetti Fantasy Accademy, l’assessore allo Sport del Comune di Jesi Samuele Animali, Stefano Angelelli con Alberto Proietti Mosca per la scherma, poche altri interessati erano presenti.
Assenze non giustificabili data l’importanza degli argomenti in discussione. Insomma una occasione persa.
Il dibattivo all’interno del contenitore organizzato dalla Fondazione Gabriele Cardinaletti volgeva a scoprie le varie esperienze in funzione anche della recente riforma dello Sport e come le Associazioni Sportive Dilettantistiche stanno ridefinendo il loro futuro.
Il futuro è segnato, non senza difficoltà. Un futuro dove bisognerà sempre di più fare rete e dove la comunicazione e il marketing, come scrive all’indomani il Club Scherma Jesi “giocheranno un ruolo fondamentale e non potranno fare a meno di legarsi non solo ai risultati delle competizioni ma anche ai valori che le ASD possono trasmettere, ricorrendo, dove necessario, a professionisti esterni”.
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“Questa serie di eventi nascono da un’esigenza che non sentiamo solo per noi – dice il presidente Andrea Cardinaletti – ma soprattutto per i giovani. Lo afferma lo stesso nostro slogan, sentiamo la necessità di vivere con una prospettiva che non coinvolga noi, che ormai abbiamo trascorso una bella fetta della nostra vita, bensì i giovani, i nostri figli, i nostri nipoti. Oggi dobbiamo ragionare con dinamiche positive, anche se spesso i sogni dei giovani si fermano prima di poter diventare progetti. I sogni sono realizzabili quando hanno di base un progetto che costruisca e non affossi le idee. Abbiamo compreso, raccolto questa urgenza sul territorio, nella Vallesina ma anche nelle Marche, ed abbiamo pensato di dedicare il nostro impegno alla capacità che i giovani potranno continuare a costruire il futuro, soprattutto il loro”. E poi in dettaglio specifica il programma della prima giornata “Il giorno 3 aprile riuniremo tanti bambini – il nostro tessuto sociale – di alcune quinte elementari, sono essi che rappresentano tutte le etnie, tutte le abilità o le diverse abilità presenti, e vogliamo immaginare e pensare che, ad inaugurare questa mostra, ci sarà il sindaco di Jesi del 2050. Al mattino si svolgerà una cerimonia nella sala del Consiglio Comunale di Jesi, qui i ragazzini eleggeranno il “proprio” sindaco. In realtà saranno sei i sindaci, perché per rappresentare in maniera compiuta i diversi generi, le diverse abilità, le diverse etnie, serviranno almeno sei bambini che potranno essere testimoni di questo mondo”. Che cos è la Fondazione Gabriele Cardinaletti? “è nata (soci fondatori quasi tutti atleti di rilievo delle varie discipline sportive; ndr), non dimentichiamolo, per occuparsi prevalentemente dell’inclusione sociale dei ragazzini diversamente abili. Mio fratello Gabriele ha vissuto 30 anni, pur nella sua diversa abilità, una vita sportiva straordinaria e normale. Dobbiamo cercare di essere positivi, visti i tempi e dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli e nipoti”. 
Durante la presentazione odierna è emersa chiaramente l’intenzione di coinvolgere i giovani e di guardare al futuro con ottimismo, raccontando una storia che abbraccia passato, presente e prospettive del 2050.