Calcio femminile C / Jesina, lascia Giulia Picchiò dopo 270 presenze in maglia leoncella

Ha vinto un campionato di serie B e giocato una stagione in A. Il capitano dopo 18 anni deve appendere gli scarpini al chiodo per gli impegni di lavoro che non gli consentono più di allenarsi in maniera adeguata

JESI, 1 agosto 2023 –  Giulia Picchiò, veterana del calcio femminile jesino e marchigiano, dopo 18 anni di attività, ha annunciato che terminerà la sua carriera per impegni di lavoro.

Raccontaci la tua esperienza?

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di circa 10 anni con la Jesina femminile e lì sono sempre rimasta fino all’ultimo campionato, quello concluso nel maggio scorso, quindi per 18 anni ininterrotti. Nel club leoncello ho da subito trovato un bel ambiente e mi sono sempre sentita come a casa, grazie alla società, grazie a tutte le compagne di squadra che ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere”.

Giulia Picchiò

Tante le soddisfazioni?

“In questi anni mi sono tolta molte soddisfazioni: terzo posto nel campionato italiano Primavera, successo nel campionato italiano juniores, in quello serie B con mister Giugliano in panchina e conseguente promozione in A allenata prima da Giugliano e poi da Trillini. Ho avuto l’onore di indossare la fascia da capitano”.

Tante le compagne di squadre che poi hanno avuto la fortuna del grande salto?

“Certamente e tra queste giocatrici che hanno fatto carriera come Polli, Michela Catena, Valeria Monterubbiano, Melissa Bellucci”.

Perchè questa decisione di appendere gli scarpini al classico chiodo?

“Il campionato di serie C sta diventando sempre più competitivo ed impegnativo ed è difficile riuscire a conciliare il lavoro e tutto il resto. A malincuore ho preso la decisione di lasciare il calcio giocato ma sicuramente sarò la prima sugli spalti a sostenere la squadra e le mie compagne a cui sono molto legata.

Jesina calcio femminile, una vera realtà nel panorama calcistico jesino, marchigiano ma anche nazionale?

“Faccio un grosso in bocca al lupo alla Jesina per la nuova stagione e ringrazio tutti quelli che hanno fatto parte di questa mia parentesi calcistica e che mi hanno dato tanto e fatta crescere. La Jesina è in grande espansione e la società sta crescendo mettendosi in mostra ed è oramai un punto di riferimento importante per tutti. Sta lavorando bene e la presenza di un sempre più che competitivo settore giovanile sarà la sua forza per il futuro”. 

Picchiò, difensore centrale ma anche esterno di sinistra, lascia con circa 270 partite disputate ed anche qualche gol. Non sarà facile colmare in breve tempo il suo apporto in esperienza e la sua presenza in campo.

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CALCIO FEMMINILE SERIE C / Derby Jesina – Vis Civitanova: intervista doppia ai due capitani

Giulia Picchiò e Lucrezia Rastelli senza peli sulla lingua. La partita domenica 31 ottobre al Cardinaletti inizio ore 14,30 

JESI, 28 ottobre 2021Tre punti in classifica la Jesina, 5 gol fatti e 6 subiti; 0 i punti della Vis Civitanova, nessun gol ancora realizzato e 10 subiti.

 

Poche settimane fa i due schieramenti si erano già affrontati in Coppa Italia con le leoncelle allenate da Emanuele Iencinella che sono andate a vincere al Polisportivo in casa delle rossoblu per 2-0 con reti di Modesti e Zambonelli per poi pareggiare al ritorno al Cardinaletti per 2-2: in gol Fontana e Valtolina per la Jesina, Silvestrini e De Luca per l’undici di Renzo Morreale, un passato come calciatore con la maglia della Jesina agli inizi degli anno 1990 con mister Venturini.

Domenica Jesina e Vis Civitanovese saranno di nuovo l’una di fronte all’altra per il primo derby di stagione in campionato: ore 14,30 Polisportivo Cardinaletti.

Una partita di fondamentale importanza perché è la classifica ad imporlo.

Noi con le due capitano Giulia Picchiò (Jesina) e Lucrezia Rastelli (Vis Civitanova) abbiamo provato a giocarlo in anticipo e fare il punto della situazione ognuna in casa propria oltre che parlare del calcio ‘in gonnella’ in generale.

Presentati: ruolo, cosa fai nella vita, perché il calcio….

Giulia Picchiò: difensore centrale, nella vita lavoro come assistente di poltrona in due studi odontoiatrici, del calcio ne sono appassionata fin da piccola, quando seguivo in tv le partite della mia squadra del cuore: il Milan.

Lucrezia Rastelli: classe 1998, centrocampista. Al di fuori del calcio sono una studentessa e frequento il corso di Biologia della Nutrizione dell’Università di Camerino. La passione per il calcio mi è stata trasmessa da mio fratello, più grande di me, che già da quando avevo 3 anni iniziava a mettermi il pallone vicino per farmi provare a calciare. Da lì non ho più smesso e ovunque mi trovassi avevo la scusa pronta per poter giocare. Successivamente grazie anche all’appoggio di mio padre, all’età di 9 anni vengo tesserata con la squadra maschile esordienti del Porto Sant’Elpidio, dove rimango fino ai 14 per poi passare alla prima squadra femminile. 

Un derby già subito importante per la classifica?

GP: Derby importante per la classifica, per uscire dalla zona play out e per risollevare il morale della squadra.

LR: Il derby di domenica sicuramente per noi sarà importante, abbiamo bisogno di punti per muovere la classifica, ma anche per avere una dimostrazione pratica del lavoro che stiamo facendo e quindi dare risultato ai nostri sforzi.

Sarà una settimana come le altre, oppure allenamenti particolari?

GP: la concentrazione sarà massima come sempre, ma in particolar modo questa settimana perché il derby é una partita più sentita delle altre.

LR: Quello che dovrà cambiare in settimana è l’atteggiamento. Il lavoro c’è, così come l’impegno, ma dobbiamo alzare l’asticella.

Un tuo giudizio sui rispettivi mister: Emanuele Iencinella e Renzo Morreale?

GP: Il mister lo conosco da molto tempo ed é molto preparato al livello tattico ed un grande motivatore, ci spinge a dare sempre il massimo.

LR: Il mister mi è piaciuto molto fin da subito. È una persona di poche parole, ma che quando parla lo fa in maniera diretta e senza mezzi termini. Riesce a trasmettere benissimo la passione che ha per questo sport e pretende molto da noi ragazze. Credo abbia la giusta personalità per guidare la nostra squadra.

Cosa temi dell’avversaria, qual è a tuo giudizio il suo lato migliore e quello più debole?

GP: Dell avversaria temiamo l’aggressività, perché anche in Coppa non hanno mollato di un centimetro, ma d’altro canto sappiamo dove poter colpire.

LR: Una delle caratteristiche positive della Jesina è che è una squadra ben organizzata e compatta, con ragazze che si conoscono da tempo e che sanno fare il proprio gioco. A mio parere potremmo metterle in difficoltà giocando rapidamente in fase di attacco.

Una sconfitta metterebbe già tutto in salita?

GP: una sconfitta non metterebbe tutto in salita, perché il campionato é ancora lungo, però sicuramente non ci farebbe bene per il morale. 

LR: Sicuramente non gioverebbe a livello psicologico

Campionato diverso dal passato, che fa pensare ad una sorta di semi professionismo, con club blasonati e dal nome importante: qual è il tuo pronostico, chi è la favorita?

GP: dopo sole 3 partite é difficile stabilire chi sia la favorita, però di quelle incontrate finora, quella che ha espresso un miglior livello di gioco é il Vicenza.

LR: Conosco poco le altre squadre del girone, ma Venezia Calcio Femminile e Brixen Obi sono le più favorite al momento.

Cosa prevedi per la tua squadra da qui alla fine della stagione?

GP: puntiamo a fare un buon campionato, togliendoci delle soddisfazioni e credo che con questo gruppo qualcosa di bello arriverà. 

LR: Per la mia squadra prevedo un percorso di crescita, sia a livello tattico che mentale, ma questo richiede tempo e dedizione. Ci saranno molte difficoltà, ma non voglio escludere le soddisfazioni.

Il calcio femminile verso il professionismo il calcio delle donne sarà il primo sport italiano femminile a diventare professionista nel nostro paese. Cosa ne pensi?

GP:  penso che sia una grande svolta, poiché fino a qualche tempo fa la gente ancora si chiedeva se il nostro campo da gioco fosse delle stesse dimensioni di quello maschile e se i minuti giocati fossero gli stessi… E credo che in questo senso abbiano giocato a favore i mondiali femminili del 2019 dove, complice anche la mancata qualificazione della squadra maschile, la gente ha iniziato ad appassionarsi e a seguire l’altra metà del calcio.

LR: A mio parere è un primo traguardo per il nostro Paese, dato che l’Italia molto spesso risulta essere indietro rispetto ad altre nazioni, sia nello sport che in altri ambiti. Sapere che proprio il calcio sarà il primo sport femminile a diventare professionista mi fa molto piacere e mi fa ben sperare in altri miglioramenti.

Evasio Santoni

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