Calcio / Giorgio Gabrielloni: “mi piacerebbe chiudere al San Sebastiano con un Aurora – Spes”

Come non accontentarlo? Gli aneddotti ed i ricordi di mister Cesare Carletti e del fratello, giocatore del Como in serie A, Alessandro Gabrielloni

JESI, 2 luglio 2025 – Quando si parla di Gabrielloni, a Jesi, nel mondo del calcio, balzano subito alla ribalta i nomi di Alessandro e Tommaso.

‘Ale’, nato con la maglia della Jesina, oggi in forza alla Como in serie A; ‘Tommy’, anche lui giocatore di livello, tra i più forti della sua generazione nei campionati dilettantistici delle Marche.

C’è poi Giorgio, che tutti conoscono per la sua simpatia, semplicità, disponibilità, sempre col sorriso, uno  di quelli che uniscono, che ha Jesi (anche e soprattutto la Jesina) nel cuore; che è stato protagonista nel mondo del calcio e soprattutto, a Jesi, con la maglie dell’Aurora e della Spes Jesi.

Giorgio, 45 anni, ha deciso di smettere.

“Decisione sempre sofferta ci ha dettovisti i tanti anni trascorsi sui campi da calcio, oltre 30. A fine anno divento padre ed è il momento di rallentare e prendere nessun impegno: la famiglia prima di tutto. Mi sarebbe piaciuto fare l’ultima partita al San Sebastiano, casa mia. Magari Aurora e Spes se riuscissero ad organizzare una amichevole pre campionato potrebbe essere l’occasione per chiudere con un calcio ad un pallone”. Giorgio, un aneddoto legato a tutta questa attività che ti ha visto comunque protagonista? “Mi ricordo la prima partita in prima squadra grazie a Cesare Carletti, avevo 16 anni e giocavo con gli Allievi. Carletti mi chiamò all’improvviso in prima squadra insieme ad altri giovani per lo scontro salvezza contro il Borgo Minonna. Il ‘matto’ di Cesare aveva creduto bene di puntare sui giovani per ottenere l’obiettivo. Vincemmo 3-0, gli avversari erano più forti di noi. Altro aneddoto, quasi surreale. Nel pantano di San Sebastiano contro il Villa Strada. Ultimo minuto, vincevamo 1-0, rigore contro. Corrado Belardinelli con una palletta di fango bocciò la palla e quello che andò a calciare colpì male. Non si accorse nessuno se non chi aveva calciato il rigore che protestò con l’arbitro il quale gli rispose: “si, un fantasma ti ha spostato la palla! Cose di altri tempi di un calcio che non esiste più”.

Carletti conferma il debutto di Giorgio: “Campionato 1996/97. Borgo Minonna avversario di spessore. Ho fatto debuttare Giorgio, Paolinelli e Montecchiani, tre allievi allenati da Renzi e Sergio Paolinelli che poi vinsero gli Allievi regionali e fecero le finali nazionali”.

Alessandro Gabrielloni

Di Giorgio ci ha parlato anche il fratello ‘famoso’Alessandro: “Giorgio è un esempio di amore e passione, un intenditore di calcio. Sono cresciuto guardando le sue partite al San Sebastiano, non sarei chi sono oggi senza di lui. Giorgio ha la capacità di unire le persone, indipendentemente dall’età, è un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio e dentro il campo con la sua grinta. Non è un caso che sia penso il giocatore più conosciuto della Vallesina e che abbia giocato per quasi 30 anni. Grazie di tutto”.

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Calcio / Il sogno ora è realtà: Alessandro Gabrielloni da Jesi esordisce in Serie A in Juventus-Como

Si è realizzata la promessa alla mamma quando, da tifoso bianconero, andava a vedere le partite della Vecchia Signora

JESI, 20 agosto 2024 – “Guarda, mamma, tanto io in questo stadio prima o poi ci giocherò. Con o contro, ma ci giocherò”. Diceva così Alessandro Gabrielloni (leggi l’articolo) a sua mamma quando, da giovanissimo tifoso juventino, andava a vedere le partite dei bianconeri. E alle 21.59 di lunedì 19 agosto, il sogno si è realizzato. Il bomber di Jesi, capitano del Como, ha esordito in Serie A all’Allianz Stadium nella sfida persa contro la Juventus per 3-0, subentrando ad Andrea Belotti al 56° minuto.

Il classe 1994 jesino, come il capitano bianconero Federico Gatti, compie così l’impresa di avere almeno una presenza nelle prime quattro divisioni del calcio italiano, dalla Serie D alla Serie A. Gabrielloni è l‘unico superstite del Como da quella Serie D 2018-2019, dove vinse il girone B. Con l‘uscita in campo di Patrick Cutrone al 63’, poi, Alessandro ha indossato la fascia di capitano per la formazione di Fabregas. 

Gabrielloni è il terzo jesino ad esordire in Serie A, dopo Sergio Paolinelli e Roberto Mancini. Tutti nati e cresciuti al “Prado”. Anche se Belotti e Cutrone sembrano essere avanti nelle gerarchie dell’allenatore del Como, ora manca la ciliegina sulla torta per Alessandro: trovare il primo gol in massima serie.

Per far gioire ancora la sua Jesi, che lo ricorda nella Jesina in Serie D tra il 2010 e il 2013. L’inizio di una carriera da incorniciare e che ancora si prospetta ricca di soddisfazioni: anche per un altro marchigiano come Federico Melchiorri la Serie A era arrivata a 29 anni con il Cagliari (se si esclude il debutto con il Siena a 19 anni), proprio come Gabrielloni. Speriamo sia di buon auspicio per il futuro.

Giacomo Grasselli 

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