La società: “il socio americano è stato escluso perché non ha ottemperato agli impegni”: una luna di miele durata pochissimo e un matrimonio che finisce senza rimpianti
SENIGALLIA, 9 Aprile 2025 – Vigor Senigallia-Robert Lewis, è già finita.
Con una conferenza stampa organizzata a poche ore dal suo svolgimento, mercoledì 9 aprile, la dirigenza rossoblù al completo – presente anche il socio e recordman di presenze Stefano Goldoni, 486 partite in carriera in rossoblù – ha comunicato di “aver escluso Robert Lewis dalla società per non aver ottemperato agli impegni presi, come previsto dal nostro Statuto che ci tutela in tal senso”, ha spiegato il presidente Franco Federiconi.
Il massimo dirigente, in carica consecutivamente dalla nascita dell’FC Vigor, nel 2017, ha voluto così “fare chiarezza, mettendoci la faccia, come abbiamo sempre fatto, anche per le voci che circolavano da tempo”: cioè che i rapporti non fossero idilliaci e che il matrimonio nato la scorsa estate col Ceo ex Cesena avesse avuto una luna di miele molto breve nonostante gli entusiasmi iniziali che facevano presagire a un legame non certo così fugace (qui l’articolo della presentazione, giugno 2024, https://www.vallesina.tv/calcio/calcio-serie-d-vigor-senigallia-robert-lewis-per-sognare-la-serie-c/).
“Questa decisione, partita da noi ma a cui Lewis non si è opposto, non mette a rischio il futuro della società. Siamo stati sempre presenti e con la volontà di portare avanti i valori che ci hanno sempre contraddistinto – continua Federiconi – Le quote di Lewis (superiori al 50%) sono state redistribuite e andremo avanti con i progetti che avevamo presentato in estate, che non rinneghiamo: ad esempio l’hospitaliy al Bianchelli e lo Store rimarranno.
Così come rimarranno le iniziative sociali a cui teniamo molto. Casa Vigor invece era una iniziativa legata al nostro socio (iniziativa che ha avuto vita breve, di poche settimane, ndr).
Chiaramente siamo sempre aperti a tutti coloro che vogliano dare una mano alla Vigor, senza dimenticare – come ricorda pure l’ad Luca Meggiorin – che comunque sono tante le imprese del territorio, che, chi con una quota chi con un’altra, ci sostengono e trovo oggi giusto ringraziarle.
Credo che in anni e anni di programmazione spesso ci abbiamo azzeccato e questo non dobbiamo dimenticarlo, credo che pochi avrebbero scommesso di vedere la Vigor in D in un girone del genere solo pochi anni fa”.
Il presidente ha pienamente ragione, lo stadio pieno come non accadeva da 40 anni, due campionati e mezzo vinti (ci mettiamo anche quello sfiorato col Pineto) testimoniano il lavoro – non solo dal punto di vista tecnico ma pure sociale del club, che questa dirigenza ha rimesso nel cuore dei senigalliesi – stavolta però non è andata così e le comprensibili perplessità – talvolta in realtà semplici interrogativi – dello scorso anno attorno all’operazione, alla luce dei fatti sono risultate giustificate.
“Chi sposa il progetto Vigor deve farlo perché vede il calcio come una passione e non come un business”, ha aggiunto Federiconi, che sulle notizie di stampa che danno Lewis in contatto col sindaco di Ancona per operare nel capoluogo si limita a un “chiedete a lui. Noi oggi abbiamo espresso quella che è la posizione della società, lui farà le sue valutazioni”.
Come spiega l’amministratore delegato Luca Meggiorin: “da parte nostra c’erano le migliori intenzioni di fare una Vigor ancora più forte.
Riteniamo che il socio non si sia comportato come si doveva comportare, ci sono state problematiche sotto vari aspetti, anche caratteriali, non voglio entrare nel merito.
I primi scricchiolii ci sono stati già a settembre 2024″.
L’ingresso di Lewis aveva comportato in società anche quello di Christian Romagnoli, “che da parte nostra è straconfermato – spiega la società – Ci siamo trovati benissimo, anzi vorremmo dargli anche altri compiti. Spetterà a lui decidere”.
Tra quattro giorni la Vigor ha un match che potrebbe determinare la salvezza contro l’Atletico Ascoli:
“abbiamo comunque deciso di annunciare questa novità subito senza pensare ad altro – sottolinea Federiconi – perché le cose vanno dette quando accadono e poi tutte le partite sono importanti, non solo quella di domenica.
La squadra? Abbiamo comunicato la notizia che è stata accolta dal capitano Pesaresi con la risposta di avere ancora più carica in campo, dunque positivamente.
Siamo più che mai uniti, e stasera ci sarà una cena”.
In chiusura il presidente si rivolge ai tifosi, una rappresentenaza dei quali era presente all’incontro svoltosi nella sala stampa del Bianchelli:
“dobbiamo ringraziarli, mi tengo stretta la tifoseria della Vigor. Certo in questo girone ci sono tifoserie che fanno migliaia di spettatori ma io sono orgoglioso della qualità, perché non conta solo la quantità, dei nostri, che non ci hanno mai fatto sentire soli, nemmeno in trasferta.
Abbiamo passato un momento difficile, ci sono state difficoltà che hanno portato anche al cambio di allenatore e a tal proposito ribadisco ancora una volta che Clementi non è stato esonerato, semplicemente non se la è sentita di continuare.
Momenti difficili a cui non eravamo abituati, abbiamo sempre lottato per posizioni di vertice: ma il popolo rossoblù non ci ha mai voltato le spalle, la tifoseria della Vigor ha pochi eguali”.
Al momento dell’addio del mister – persona e tecnico di spessore – avevamo scritto che “se la gente, dopo anni, è tornata allo stadio, lo ha fatto perché al di là dei risultati si è sentita rappresentata da chi scendeva in campo e in panchina” (qui l’articolo https://www.vallesina.tv/calcio/calcio-serie-d-paga-clementi-ma-la-vigor-e-senigallia-devono-dirgli-solo-grazie/): quel senso di appartenenza e senigalliesità di dirigenza, tecnico, giocatori e tifosi – citate anche nelle bandiere della curva – che non sono mai mancati come sottolinea ancora Federiconi ricordando che “per il terzo anno consecutivo la Vigor sarà tra le prime 3 nella classifica dei giovani del vivaio utilizzati”, ma che forse un ingresso come quello di Lewis – al di là delle parole di circostanza – a nostro avviso poteva mettere in discussione.
E forse aveva già iniziato a farlo, con un ambiente che anche da fuori non appariva sereno come quello del recente (e vincente) passato.
“Il senso di appartenenza c’era e ora lo abbiamo rispolverato ulteriormente. Andremo più che mai in questa direzione”, chiosa il presidente.
Di certo, la tifoseria, dai primi commenti social, non pare troppo dispiaciuta dell’uscita del club di un socio che, in fondo, allo stadio e in città, non si è praticamente mai visto.
A destra la foto di Lewis al momento dell’ingresso in società
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