Jesi / Basket, Michele Maggioli nel quintetto ‘All Time’ dei giocatori italiani

Il giocatore, allora in maglia Sicc Bpa e Fileni, fa parte della squadra composta da giocatori italiani che nel corso della storia hanno preso parte al campionato di serie A2

JESI, 10 gennaio 2025 – Michele Maggioli è stato votato come miglior pivot nel quintetto eletto per stabilire la squadra “All Time” dei giocatori italiani che nel corso della storia hanno preso parte al Campionato di Serie A2 che compie in questa stagione i 50 anni di vita.

Con lui Carlton Myers, Mario Boni, Sergio Mastroianni e Giacomo Galanda.

Maggioli osannato dai tifosi di Jesi e Imola

Maggioli nel periodo della sua attività agonistica ha indossato le maglie di Avellino (dove nel 2003-2004 ha vinto il campionato proprio contro Jesi risultando anche il cannoniere del campionato) e la maglia dell’Aurora Jesi targata Sicc Bpa e Fileni per ben 289 volte realizzando 4506 punti complessivi. 

Nel quintetto degli stranieri eletto come miglior giocatore Rodney Monroe per le sue presenze con la squadra di Fabriano.

Maggioli, 47 anni, ha mosso i primi passi nel settore giovanile dell’allora Victoria Libertas Pesaro e il suo esordio in serie A1 con la casacca pesarese nel gennaio 1996. Poi Siena, Avellino, Reggio Emilia, Jesi, Virtus Bologna e Imola per una carriera complessiva di tutto rilievo coronata dalla maglia azzurra con 49 presenze e 198 punti realizzati.

Maggioli, contattato, ci ha detto: “Sicuramente mi ha fatto piacere e vuol dire che qualcuno si è ricordato di me e quindi grazie a chi mi ha votato e a chi ha pensato a me. Sono anche in buona compagnia non soltanto perché gli altri quattro sono stati grandissimi giocatori ma con ognuno di loro c’è un legame particolare. Sergio Mastroianni è stato il mio playmaker ad Avellino ed è stato veramente il primo che mi ha preso e mi ha messo sotto la sua ala coccolandomi ed  aiutatandomi e dandomi una visione di quello che poteva essere da lì a qualche anno. Karlton è il mio idolo da ragazzino, Mario Boni un amico caro che mi ha insegnato tantissimo. Anche con Galanda ho condiviso tantissime cose soprattutto in nazionale, un amico anche lui oltre a essere stato veramente un giocatore che ha vinto tantissimo, una persona che stimo e rispetto”. 

Nel giorno del suo addio al basket giocato il Palatriccoli lo ha omaggiato e lui scrisse questa lettera

Anche per me è giunto il momento di dire addio a questo sogno che dura ormai da più di venti anni che è il basket giocato. Si un sogno! Perché cosi l’ho vissuto e ne sono sempre stato consapevole, fin dall’inizio. Smetto felice, pieno e sereno nell’aver dato tutto ciò che avevo fisicamente, mentalmente ed emotivamente e con la consapevolezza di avere anche ricevuto indietro tantissimo. Se ripenso da dove sono partito mi commuovo. Vedo quel bambino che in prima elementare era alto come quelli di quinta e che in terza aveva già superato le maestre. Mi ricordo quando in quarta elementare mi hanno detto che la Scavolini aveva vinto lo scudetto e non riuscivo a capire, perché per me bambino cresciuto in periferia, la Scavolini era semplicemente la fabbrica dove lavoravano alcuni miei vicini di casa o amici di famiglia. Ricordo quando a 11 anni giocavo ancora con he-man o a nascondino con i miei coetanei e gli adulti mi guardavano perplessi perché sfioravo il metro e ottanta! Non era facile trovare una collocazione, madre natura mi aveva dato tanto e a volte sembrava quasi troppo. Poi una persona, che non smetterò mai di ringraziare, mi disse che i ragazzi con le mie qualità non nascono tutti i giorni, mi fece sentire speciale e mi diede una visione, la possibilità di vivere un sogno e sopratutto di trovare la mia dimensione. Un mondo in cui i ragazzi avevano i miei stessi problemi nel trovare i vestiti o le scarpe, la stessa impopolarità ed impaccio con le ragazze, ma sopratutto lo stesso sublime sogno. Ne è passato di tempo da allora e adesso con tenerezza rivedo gli stessi occhi sognanti in mio figlio che gioca a calcio. Gli auguro di cuore di fare il mio stesso percorso o anche meglio perché le esperienze che ho avuto, l’opportunità di vivere, le persone che ho conosciuto, i luoghi che ho visitato sono stati il vero valore aggiunto di questo viaggio. A volte mi chiedono dei sacrifici che ho fatto ma in cuor mio so che il sacrificio grande sarebbe stato costringere me stesso ad andare a ballare la domenica pomeriggio al Colosseo (mitica discoteca di Montecchio) come facevano tutti i miei coetanei invece di andare al campetto a fare un 21 o un giro d’Italia. In una carriera lunga 22 anni sono state tante le persone che hanno incrociato la mia vita e lasciato un segno tangibile. Ringraziarvi tutti è difficile ma ci provo. Inizio dai miei genitori e dalla mia famiglia. Grazie per avermi sempre lasciato libero di decidere, per non aver mai interferito e avermi dato fiducia. La vostra umiltà è stata esemplare. A mio fratello e mia sorella che sono sempre stati i miei primi tifosi senza darlo a vedere. Vi voglio bene. Grazie al mio prof di educazione fisica delle medie, Renzo Amadori. La scintilla l’hai accesa tu, chi mi ha apprezzato sul campo lo deve a te. Ai miei allenatori del settore giovanile, siete stati super nell’insegnarmi i fondamentali del basket ma soprattutto i valori che regolano questo sport e la vita in generale. Ai preparatori atletici che con competenza hanno lavorato sul mio fisico un pò particolare, dedicandomi attenzione e scrupolosità anche in momenti e orari straordinari. Alle quattro società a cui devo di più e a cui mi sono legato maggiormente. La V.L Pesaro per avermi cresciuto e formato. Ricordo ancora quando ritornai a casa con la borsa e il materiale dopo il primo allenamento. Mi svegliai 2/3 volte nella notte per controllare se la borsa era ancora lì, appoggiata sul comò e che fosse tutto vero. La Scandone Avellino che mi diede la possibilità di giocare la mia prima vera stagione importante. Mi accolse con tanto affetto e mille attenzioni, ma sopratutto mi diede l’opportunità di conoscere una terra stupenda e persone che ancora oggi sono nella mia vita. Un immenso grazie all’Aurora basket Jesi dove ho vissuto in assoluto i miei anni migliori, dove è nato mio figlio e luogo che sento ancora intimamente casa. Infine grazie all’Andrea Costa Imola che ha avuto il coraggio di puntare su di me a 38 anni suonati e mi ha dato la chance di un colpo di coda di fine carriera in grande stile. Grazie al mio primo e unico agente in 22 anni da pro, Stefano Meller. Ho sempre faticato a vederti come un agente, per me sei sempre stato un amico, un fratello maggiore. Grazie per avermi accompagnato, tutelato, rispettato anche quando abbiamo avuto visioni differenti e grazie sopratutto per esserci sempre stato anche per problemi che con il basket avevano poco a che fare. Grazie a tutti i miei coach da senior. Qualcuno di voi sarà sempre un riferimento importante un mentore. Grazie anche ai coach con cui il rapporto non è mai sbocciato, perché per fare funzionare le cose bisogna sempre essere in due, mi avete dato lo spunto per guardarmi dentro e capire qual era il mio di pezzo da sistemare. Grazie a tutti i miei compagni di squadra. Qualcuno di voi è diventato un fratello acquisito e con tantissimi altri è nato un rapporto di stima e affetto sincero. I vostri valori, il vostro spirito di sacrificio e la vostra onestà è da campioni veri. Fiero di aver lottato con voi. Grazie a tutte le persone che hanno fatto parte dello staff dirigenziale, tecnico e sanitario delle squadre in cui ho giocato, perché so bene quanto posso essere rompicoglioni quando voglio, ma voi avete sempre avuto tanta pazienza e disponibilità. Grazie ai tifosi. A quelli che mi hanno sempre sostenuto, che sono la maggior parte, e anche a quelli che mi hanno un pò massacrato perché cercare di chiudervi la bocca è stato uno stimolo. Grazie ai giornalisti, siete una parte importante del movimento, anche se a volte non vi viene riconosciuto, continuate con il vostro contributo con passione e pazienza. Grazie ai tanti arbitri che mi hanno arbitrato, so che il vostro non è un lavoro facile e, anche se non sempre vi ho aiutato, avete tutto il mio rispetto. Un grazie anche a tutti gli imprenditori che continuano ad investire nello sport più bello del mondo. Il pensiero va inevitabilmente a Scavolini e a Fileni e al contributo che hanno dato. Sono convinto che ritroveremo presto la strada per far tornare il nostro amato basket italiano al livello che merita. Grazie agli amici veri, quelli che si contano sulle dita di una mano. Voi che avevate il coraggio di chiamarmi anche il lunedì dopo una sconfitta. Il vostro conforto, la vostra presenza, il vostro affetto e la vostra onestà mi hanno accompagnato tutto il tempo e sempre mi accompagneranno. Un grazie gigante a mio figlio Matteo che in questi anni ha dovuto sopportare i miei orari, le mie partite, le mie corse in macchina, le mie trasferte, le feste e le ricorrenze sui campi. Sei stato una spinta incredibile in questi 9 anni, una motivazione in più e il protagonista dei miei momenti più felici anche dopo le sconfitte più cocenti. Un grazie particolare ad una persona che sarà sempre speciale per me, che è la mamma di mio figlio, e non c’è niente altro da aggiungere. Grazie a te che adesso mi dovrai sopportare in casa, guarda che sono ingombrante! Due capitani sotto lo stesso tetto, un solo palcoscenico da dividere per due personalità importanti. Sarà come è sempre stato, con tenacia, passione, riconoscenza, sensibilità, amore e a volte un po’ di sacrificio. Anche questa squadra farà il suo percorso nella vita del futuro che verrà. E per chiudere grazie a me e a quel ragazzino impacciato in quel corpo da gigante che faticava a trovare il suo posto nel mondo e che ha afferrato un sogno, visualizzandolo così tante  volte che lo ha fatto diventare realtà. Il vostro Michele#5




Calcio / Fileni diventa partner ufficiale delle Nazionali Italiane

L’azienda cingolano-jesina diventa Official Partner e Fornitore Ufficiale di carni delle Nazionali Italiane di Calcio per i prossimi 4 anni

CINGOLI, 23 marzo 2023 – Sulla tavola delle Nazionali italiana di calcio ci saranno i prodotti Fileni. L’azienda cingolano-jesina, infatti, ha oggi annunciato l’inizio della partnership con la Figc per la fornitura ufficiale di carni. Dopo il ct Roberto Mancini, dunque, un altro pezzo della Vallesina si veste d’azzurro. 

Quando Fileni si veste di azzurro il gusto scende in campo! – spiega l’azienda sui canali social – Siamo felici e orgogliosi di essere diventati Official Partner e Fornitore Ufficiale di carni delle Nazionali Italiane di Calcio: per i prossimi quattro anni accompagneremo gli Azzurri durante le partite, gli allenamenti e gli eventi principali, e i nostri prodotti saranno inseriti nello scrupoloso piano alimentare e nutrizionale degli atleti, grazie al ruolo rilevante delle carni bianche nella dieta sportiva. Un grande attestato di fiducia, a dimostrazione della validità del nostro lavoro e della qualità dei nostri prodotti. Ci vediamo questa sera per il calcio d’inizio. In bocca al lupo ragazzi!”. Il comunicato è stato accompagnato da una foto dei campioni Nicolò Barella, Ciro Immobile e Leonardo Bonucci. 

Il cartellone pubblicitario di Fileni, dunque, apparirà questa sera, giovedì 23 marzo, nel corso della partita della Nazionale maggiore di Roberto Mancini contro l’Inghilterra a Napoli, valida per la prima giornata del girone di qualificazione dei Campionati Europei del 2024. I Campioni d’Europa, dunque, avranno occasione di provare i prodotti dell’azienda agroalimentare con sede a Cerrete Collicelli di Cingoli.

Giacomo Grasselli 

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AMARCORD / Aurora basket, le interviste show di Gianmarco Pozzecco

La ‘mosca atomica’ sulle tavole da gioco era un fuoriclasse; i suoi show nei post gara al Palatriccoli sono indimenticabili

JESI, 19 aprile 2020 – Tutti si ricordano di Gianmarco Pozzecco giocatore.

La ‘mosca atomica’ sulle tavole da gioco era un fuoriclasse: playmaker genio e sregolatezza dotato di estro e fantasia.

Giocatore di una personalità assoluta che ha fatto le sue fortune con la maglia di Varese (226 gare per 3862 punti), vincendo nel 1999 lo scudetto e la Supercoppa Italiana, e Fortitudo Bologna (101 gare per 876 punti).

Ha giocato in nazionale per 84 volte con 598 punti realizzati.

Da allenatore, a Sassari, lo scorso campionato 2018-19 ha conquistato la finale contro Venezia perdendo solo a gara 7.

La carriera di allenatore di Pozzecco è iniziata al Palatriccoli di Jesi alla guida della formazione dell’Upea Capo D’Orlando il 18 novembre del 2012, serie A2.

In sala stampa, nel dopo partita, Pozzecco ha elogiato ed abbracciato tutti.

Il suo primo intervento ufficiale da coach (riprese da Vallesina TV) ha rispecchiato in pieno il carattere del personaggio che tutto il mondo del basket conosceva.

Una sorta di cose serie abbellite da battute e da metafore.

All’inizio quasi si è scusato poi ha detto che i riflettori dovevano essere per i giocatori e non per lui. “A questa squadra ho cercato solo di liberare la testa perché il lavoro che ha fatto il mio predecessore Massimo Bernardi è stato ottimo. Un pensiero lo voglio indirizzare anche a Rullo (giocatore; ndr) che non è più con questo gruppo e mi dispiace”.

FILENI BPA JESI: Colonnelli, Maggioli 25 (8/17, 1//1 r.3), Hoover 14 (2/3, 2/4 r.6), Valentini 4 (1/2, 0/2 r.5), Bruzzechesse ne, Bargnesi ne, Gaspardo, Ruggeri ne, Griffin 19 (8/10, 1/4 r.6), Sanders 6 (2/4, 0/0 r.4), Santiangeli 10 (2/4, 2/4 r.7), Dolic (r.2). All. Cioppi

UPEA CAPO D’ORLANDO: Young 22 (8/14, 1/6 r.5), Vignali ne, George 20 (8/14, 0/2 r.9), Poletti (r.3), Benevelli 6 (3/7, 0/1 r.5), Portannese 6 (0/2, 1/2 r.4), Palermo 2 (0/1, 0/1 r.5), Battle 25 (5/6, 2/5 r.3), Mathis 2 (1/3, 0/0), Pellegrino. All. Pozzecco  

Arbitri: Rossi di Anghiari (Ar), Bartoli di Trieste, Noce di Latina

Note: Spettatori 2395; parziali: 20-19, 35-45, 52-61. Tiri da due: Jesi (23/41), Upea (25/48); tiri da tre: Jesi (6/16), Upea (4/17); tiri liberi: Jesi (14/16), Upea (21/29). Usciti per cinque falli: Griffin

Ma lo show del ‘Pozz’ in sala stampa è soprattutto targato 13 aprile 2014 quando sempre con l’Upea Capo D’Orlando ha vinto di nuovo a Jesi e poi è stato davvero spettacolo puro (sempre ripreso dalle telecamere di Vallesina TV lui che in carriera aveva sempre sostenuto che “i time out non li aveva mai ascoltati e sempre fatti raccontare dai compagni di squadra” per capire appunto come si considerava da giocatore.

Il tabellino di quella partita. 

Fileni Basket Jesi: Maggioli 16, Borsato 19, Fallucca, Jukic 7, Santiangeli 6, Hoover 2, Migliori 23, Di Giuliomaria 5. Non entrati: Esposito, Bonfiglio. All. Coen

Upea Basket Capo d’Orlando: Basile 8, Soragna 16, Laquintana, Benevelli, Nicevic 19, Portannese 16, Mays 16, Archie 10, Valenti 2. Non entrati: Ciribeni. All. Pozzecco

 

Evasio Santoni

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