Il 19 maggio 1991 uno spareggio rimasto nella storia di Vigor e Osimana, davanti a 5.000 spettatori. Il ricordo dei protagonisti
SENIGALLIA, 19 Maggio 2021 – 30 anni fa la rinascita in campo, dopo quella avvenuta fuori.
Era il 19 maggio 1991, stadio Roccheggiani di Falconara: la Vigor – che allora, temporaneamente, si chiamava Nuova Vigor 1921 – batteva 4-1 l’Osimana in uno spareggio indimenticabile, rimasto nella storia delle due società, e tornava dopo tre anni di Promozione in Interregionale.

Tribuna Roccheggiani Falconara
Tre anni dopo l’amarissima retrocessione del 1988, maturata in casa all’ultima giornata contro il Castelfiorentino, ma soprattutto due anni dopo il fallimento avvenuto nel marzo 1989, durante il torneo di Promozione 88-89.
La Vigor riuscì comunque a terminare quel campionato e pure a salvarsi sul campo, grazie a due spareggi vinti prima a Pesaro contro il Borgo Massano e poi a Castelfidardo sul Camerino: un drammatico 2-1, deciso dalle reti di Ausili e del minorenne Giorgetti – poi arrivato in serie A con Lecce e Bari – che evitò alla società rossoblù l’onta della Prima Categoria.
Sarebbe stata la fine, e invece fu l’inizio della rinascita, completata subito dopo – nell’estate 1989 – dalla rifondazione col nome Nuova Vigor, resa possibile dall’impegno di tanti, ma soprattutto di uno, Goffredo Bianchelli.

Roccheggiani festa vigorina
Con tanti senigalliesi in squadra la rifondata Vigor fece sognare già nella Promozione 1989-90, ma poi il campionato lo vinse il Cerreto di mister Castori, che ha appena condotto la Salernitana in serie A.
La festa arrivò nel campionato successivo, 1990-91, ma non fu una passeggiata: alla fine del girone di andata la Nuova Vigor aveva 7 punti di ritardo dalla Castelfrettese capolista, tanti con sole 15 giornate da giocare e ancora i 2 punti per la vittoria.
Ma al ritorno i rossoblù vinsero ovunque, spesso con il gioco, sempre con il carattere: come a Montecchio, quando Gianluca Fenucci fece i miracoli tra i pali e in difesa Riccardo Pierdiluca alzò un muro invalicabile.
Quel successo sofferto deciso da un gol di Mauro Rossetti lanciò definitivamente la Vigor e fece fuori dalla lotta al vertice il Montecchio, risvegliando definitivamente l’entusiasmo della città attorno alla squadra, con la voce di “Carlo il barbiere” – forte e inconfondibile – che non era più l’unica a incitare i vigorini.
Alla fine si arrese pure la Castelfrettese, battuta davanti al pubblico amico nello scontro diretto, ma l’ultima giornata di campionato – in casa contro la Labor Santa Maria Nuova – non fu una festa nonostante il 5-1 e il campionato vinto: per salire nell’Interregionale si sarebbe dovuto vincere uno spareggio contro la vincitrice del girone B di Promozione, l’Osimana.
La perdente si sarebbe dovuta accontentare dell’Eccellenza, che sarebbe nata l’anno dopo, nel 1991-92.
L’Osimana aveva letteralmente dominato il suo girone, vinto con 9 punti di vantaggio sul Morrovalle secondo e con il temutissimo “Neno” Piattella, 33 anni, ex serie C, che aveva segnato un gol a partita.
Non era favorita la Vigor quel giorno, quando l’arbitro Beneplacido di Roma diede il calcio d’inizio in un Roccheggiani gremito all’inverosimile: nonostante la contemporaneità di Ancona-Ascoli e Fano-Vis Pesaro a Falconara arrivarono in 5.000 e non meno di 3.000 senigalliesi.
“Fu una partita bellissima, cosa che non sempre capita negli spareggi – ricorda Gianluca Fenucci – Due squadre fortissime: noi avevamo fatto 15 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 16 partite, ma non eravamo favoriti. Per me fu il primo anno a Senigallia, bellissimo come i successivi 2 in Interregionale: rimane un ricordo splendido di persone splendide come Goffredo Bianchelli, il cui discorso all’hotel Palace prima della partita ci diede convinzione, ma pure serenità. Mi piace ricordare pure la partita di Calcinelli: fu la mia prima giocata con mio fratello Giovanni, che aveva 17 anni ma giocò spesso in quella Vigor”.
L’Osimana, però, passò in vantaggio con un bolide di Damiano Morra, ex bandiera del Catania in serie A, a fine carriera ma ancora in grado di fare la differenza nel mezzo: “contro la Vigor giocai pure la mia prima partita in carriera in assoluto da senior – evidenzia intervistato da Giorgio Marcellini che ha raccolto le varie testimonianza di allora per il centenario vigorino – Giocavo nel Portorecanati ed era il 1971. Ho avuto la Vigor nel destino, ma a Falconara fu una giornata storta..L’Osimana non meritava di perdere così pesantemente, ma davanti a tutta quella gente fummo presi dall’emozione”.
I tifosi della Vigor, coi gemellati della Biagio Nazzaro Chiaravalle, fecero un tifo incredibile, ammassati in ogni angolo del glorioso stadio falconarese, la cui vecchia tribuna è stata abbattuta proprio recentemente, ma la differenza la fece pure il mister vigorino Sauro Bonetti: “per me fu anche una rivincita – sottolinea – L’anno prima, nel 1989-90, ero all’Osimana ma fui esonerato da secondo in classifica e mi subentrò “Gegè” Di Giacomo, allenatore giallorosso pure allo spareggio. Non eravamo favoriti, ma avevamo una forte identità, con molti ragazzi delle giovanili che si integrarono alla perfezione ai nuovi arrivati di quell’anno. Usavo il 3-5-2. La mossa vincente? Aver tolto Goldoni per inserire Vitaletti: fu un rischio, ma andò bene”.
“Fefi” Goldoni aveva appena 21 anni ma della Vigor era già l’elemento di maggior talento, Gianni Vitaletti di anni ne aveva 34 e in rossoblù c’era stato per la prima volta addirittura nel 1974: quella di Falconara fu la sua ultima partita in carriera e il roccioso difensore, che aveva fermato pure Salvatore Bagni in un Vigor-Carpi degli anni Settanta, fece altrettanto con un altro ex serie A come Morra. “Bonetti mi disse semplicemente: entra e ferma Morra”, ricorda l’ex giocatore senigalliese.
La Vigor pareggiò su una autorete di Rubini sul finire del primo tempo, poi nella ripresa si scatenò con i suoi due bomber: Stefano Pieri, classe 1970, firmò il 2-1, Mauro Rossetti, classe 1964, che nella Falconarese aveva giocato, segnò il terzo e il quarto gol nel suo ex stadio.
Poi scoppiò la festa per tutti, in campo con l’inevitabile invasione e in auto fino al ritorno a Senigallia a suon di clackson: “c’era una grande organizzazione in quella Nuova Vigor – afferma Stefano Torreggiani, collaboratore del giornalino societario Rossoblù – lo stesso house organ lo dimostrava: in 12 pagine si sviscerava tutta la vita della società, composta da gente davvero appassionata. Bianchelli figurava solo come consigliere, ma valeva per 10. Dal punto di vista tecnico la svolta fu l’ingaggio, a stagione iniziata, di Federico Gabban”.
Il diesse Giorgio Moroni lo pescò a San Marino: il suo passato parlava pure di serie C2 ma allora – senza internet a informare costantemente e fin troppo su tutto – non lo conoscevano in molti e si trattò di una geniale intuizione.
Gabban, nella sua unica – e nemmeno intera, stagione senigalliese – prese letteralmente per mano la squadra a centrocampo.
Luciano Rossini, decano dei giornalisti senigalliesi ed ancora oggi curatore di una pagina facebook seguitissima dai fans rossoblù, chiuse la sua emozionata (ed emozionante) radiocronaca per Radio Velluto con un eloquente: “scene indescrivibili, un pubblico grandioso. La Vigor è tornata come ai vecchi tempi”.
Aveva ragione, ed esattamente 30 anni dopo la Vigor è ancora qui, pronta a festeggiare i 100 anni di vita.
Ecco perché quel 19 maggio 1991 non potrà mai essere dimenticato da chi lo ha vissuto.
Nella foto della Vigor che battè 4-1 l’Osimana a Falconara il 19 maggio 1991 ci sono: da sinistra in alto Gianluca Fenucci, Massimo “Klaus” Tinti, Stefano Pieri, Stefano Fattorini (capitano), Riccardo Pierdiluca, Michele Mezzanotte. In basso da sinistra Federico Gabban, Marco Maiolatesi, Mauro Rossetti, Stefano “Fefi” Goldoni, Roberto Carboni.
Allenatore Sauro Bonetti.
Andrea Pongetti
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