Jesina / Matteo Minnozzi: «Jesi piazza importantissima nelle Marche»

Il nuovo attaccante leoncello si racconta in vista dell’inizio della stagione agonistica, che segnerà il ritorno della Jesina in Eccellenza

JESI, 8 Luglio 2025 – Ultimo acquisto in ordine di tempo, ma colpo che non può passare di certo inosservato, quello di Matteo Minnozzi è forse l’arrivo più importante sino ad ora. Con la partenza del capocannoniere dell’ultima Promozione girone A Giovanni Cordella infatti, la società era chiamata a rimpiazzare il bomber con un elemento di assoluto valore, anche in vista dell’impegnativo torneo di Eccellenza già all’orizzonte.

Minnozzi, cresciuto nel Settore Giovanile dell’Ascoli sino all’approdo in prima squadra in Serie C nella stagione 2013/14, ha poi indossato le maglie di Gubbio, Castelfidardo, Montegiorgio, Porto D’Ascoli, Sambenedettese, Tolentino, Pineto, Recanatese, Atletico Ascoli, Maceratese, Osimana e Mezzolara, prima di giungere a Jesi.

Forte delle oltre 100 reti all’attivo in carriera, l’attaccante andrà a far coppia coi “nostri” Trudo e Tittarelli, completando un reparto ora ben assortito.

Matteo, innanzitutto come è nata l’ipotesi Jesina?

«Col Direttore c’è da tempo un rapporto di stima, mi voleva infatti portare già a Matelica lo scorso anno, ma ho optato per un’esperienza fuori, a Mezzolara. Jesi nelle Marche è una piazza importantissima, fai fatica a non prenderla in considerazione, e degli amici che ci hanno giocato l’anno scorso me ne hanno parlato molto bene. Così, ho accettato questa sfida cercando di portare la mia esperienza proprio a Jesi, palcoscenico davvero importante».

Il Direttore Sportivo della Jesina Lorenzo Falcioni (foto profilo FB ufficiale Jesina Calcio)

A poche ore dalla firma, quali sono le tue prime sensazioni?

«Essere corteggiato da una piazza come Jesi è motivo di orgoglio, vuol dire che a quasi trenta anni qualcosa di buono l’ho fatto. Vorrei per questo ricambiare la fiducia concessami, con il mio apporto in campo. Le sensazioni sono quelle di poter far bene, ogni anno è sempre una sfida. Vivo il tutto comunque serenamente, con la convinzione e la consapevolezza di giocare, come dicevo, in una piazza storica».

Conosci benissimo il campionato di Eccellenza per averci giocato tanti anni. Che torneo ti aspetti e dove pensi possa arrivare la Jesina alla luce dell’attuale rosa, ovviamente ancora da completare?

«È un campionato talmente strano e ambiguo che, per giunta, sta diventando sempre più difficile nel corso degli anni. È davvero complicato fare previsioni. Le rose inoltre, sono sempre più competitive. Noi dovremo fare ogni cosa in modo corretto, e sono convinto che i risultati verranno, ma non mi sento di sbilanciarmi. Vediamo passo dopo passo cosa accadrà».

Su cosa dovrà puntare la Jesina per far bene sin dall’inizio?

«Con un gruppo unito sei già al 50% e più del lavoro, inoltre il mister è una bravissima persona e uomo di calcio. Questo è un gruppo che ha appena vinto un campionato, possiede già un’ossatura importante e una giusta mentalità. Noi “grandi” dovremo mettere la nostra esperienza al servizio della squadra, i giovani, da parte loro, impegno, voglia di apprendere e di arrivare, creando così un mix importante».

Matteo Minozzi ai tempi dell’Ascoli (foto portale “Picchio News 24”)

Una carriera lunghissima la tua, che ha toccato alcune tra le piazze più prestigiose della nostra Regione

«Il professionismo ti lascia delle cose importanti. Ad Ascoli ad esempio, ho avuto la fortuna di giocare con gente come Mengoni, storico capitano bianconero, o Cacia, tra i migliori cannonieri della Serie B di sempre. Queste esperienze ti insegnano calcio sia a livello sportivo che, soprattutto, umano, ed è quello che vorrei tramandare allo spogliatoio. Chi vuole apprendere poi, lo può fare anche con gli occhi. In ogni squadra in cui ho militato, ho vissuto sempre belle esperienze, trovando fortunatamente dei gruppi sani. Se ho vinto ben 4 campionati e realizzato oltre 100 reti in realtà anche importanti, devo ringraziare sia gli allenatori che i compagni che mi hanno permesso di raggiungere questi traguardi. Io sono uno abituato a lavorare, e posso solo dire che ho già tanta voglia di far bene e mettermi a disposizione del mister e della piazza per toglierci delle soddisfazioni».

©riproduzione riservata




Calcio / Gianfranco Ferretti “Il Maghetto”, si racconta dopo oltre 40 anni di calcio

L’ex allenatore, personaggio tra i più amati dagli sportivi jesini, ripercorre la sua carriera dagli inizi all’approdo sulla panchina della Jesina nel CND, dove nel 1997 sfiorò la C/2

JESI, 26 maggio 2025 – Gianfranco Ferretti, per tutti “Il Maghetto”, è uno dei personaggi tra i più amati ed apprezzati del calcio della Vallesina e non solo. L’ex allenatore ha mosso i primi passi nella Cingolana, proseguendo il percorso con la Sampaolese, Spes Jesi, Cupramontana, Serra Dè Conti, ancora Spesi Jesi (giovanili), e Pianello.

Il treno più importante passa nell’estate 1996, con l’esperienza sulla panchina della Jesina.

Tra lo scetticismo generale, il tecnico jesino seppe conquistare la totale fiducia della squadra e della tifoseria tutta, trascinando letteralmente mezza città allo stadio in una cavalcata incredibile che portò i leoncelli a sfiorare l’allora Serie C/2 dopo un estenuante duello con Astrea e Samb.

Dopo 2 anni al Foligno, sempre in CND, e un intermezzo di altre 2 stagioni a Sassoferrato, il ritorno alla Jesina in D, nel gennaio del 2002 per conquistare un’incredibile salvezza.

Il suo cammino proseguirà poi, con vari ritorni, sulle panchine di Castelfrettese, Belvedere, Ostra, Falconarese e Vallesina, prima di chiudere col Belvedere nel 2018.

Gianfranco, quali sono stati i tuoi inizi in panchina e come è nato l’approdo alla Jesina?

«Iniziai alla Cingolana, era la stagione 1979/80. Ebbi la possibilità in quell’estate, di vivere in prima persona il ritiro dell’Ascoli di Renna allora in A, anch’esso a Cingoli, prendendo spunto dalle sue idee, sia tattiche che atletiche. Il tecnico stesso pretese che andassi con lui in mezzo al campo. Fu difficile però riproporre quel lavoro nella nostra realtà, fatta di soli 3 allenamenti. Partimmo bene poi calammo, e mi esonerarono. Successe questo, loro mi volevano far affiancare da un giocatore. La presi male, così mi presentai al campo con un bastone, un cane lupo e degli occhiali da soli, come un non vedente con necessità di aiuto. La sera stessa la società, offesa, mi esonerò. Poi alcuni si ricrederono quando videro i miei risultati a Jesi….

Per quanto riguarda la Jesina, tutto nacque da un’assemblea pubblica indetta dall’allora presidente Mario Rosati per segnalare il rischio di scomparsa della società. Io trasmisi al presidente il piacere di allenare la squadra, e magari di dargli una mano per trovare amici interessati a sostenerlo. Gennaro Pieralisi per esempio, aiutava tutti gli anni la Jesina con una cifra simbolica. In quell’occasione, visto che c’ero anch’io, ci consegnò un assegno di un importo di gran lunga maggiore. Ci aiutarono in molti, proprio perché mi conoscevano e si fidavano».

Il centrocampista Ugo Coltorti, grande protagonista della storia Jesina e della stagione 1996/97

Una squadra partita non certo tra le favorite ma che, trascinata dal pubblico, sfiorò un’impresa ricordata ancora oggi, dopo ben 28 anni

«Rosati andò in Corsica in vacanza, ed io iniziai un pò a muovermi. Facemmo la squadra con una quindicina di giorni di ritardo. La preparazione iniziò con una rosa che vedeva Boria, Micheloni, Trillini, alcuni juniores e giovani come Coacci, Chierici, Congiu e Cotichelli. Acquistammo subito Coltorti, che veniva da una retrocessione alla Biagio. Io e capitan Micheloni lo volemmo fortemente, facendo firmare il presidente Rosati dopo alcune grappe, che lo convinsero meglio della bontà della nostra scelta… Arrivarono poi Juvalò e Sansolini dal Tolentino, La Barba dal Lanciano, Brasile, un ritorno, e Tridici dalla Recanatese. A Novembre acquistammo Pandolfi, che si allenava già con noi, ed ebbi l’intuito di farlo giocare centravanti, anche se lui si vedeva centrocampista. Poi mi inventai Tridici mediano, dopo una vita da difensore, e Cotichelli, già attaccante, esterno, giocatore che ebbe il miglior rendimento dell’andata prima di un grave infortunio. Le altre novità riguardarono Mainardi dalla Narnese, Pignatelli dalla Berretti del Rimini, Gianangeli dalla Spes, e il secondo Torbidoni. Preziosissimo fu anche il preparatore atletico Riccardo Pesaresi, mio ex alunno che scelsi io, che fece un grandissimo lavoro sugli “anziani”. Devo dire che molto acquisti li forzai io, anche contro il parere del presidente, assumendomi la responsabilità. C’era scetticismo, coi soliti critici in gradinata, ma di fronte al rischio di scomparire, partire era già tanta roba. La chiave di tutto, fu la gara di Astrea, alla decima giornata. Dopo un ottimo primo tempo, arrivò un rigore per noi che Juvalò sbagliò, poi prendemmo 5 gol. Io feci un passo indietro, ritenendomi inadeguato. Il presidente però, non ne volle sapere ribadendo al martedì, al campo, che la squadra sarebbe comunque andata avanti così. Parlò poi Micheloni, che parlava poco, ma le sue parole pesavano, eccome. Poi vincemmo a Camerino, gara in cui successe di tutto, in casa col Civitavecchia e a San Benedetto, dove rimanemmo dentro lo stadio fino alle 22 di sera. Micheloni mi confidò che sicuramente li avremmo raggiunti, nonostante i circa 15 punti di svantaggio. E così fu».

La Jesina edizione 1996/97. In piedi da sinistra: Pignatelli, Juvalò, Sansolini, Tridici e La Barba
In basso: Chierici, Gianangeli, Coltorti, Boria, Brasile e Pandolfi.

Dopo la Jesina, un’altra esperienza in una piazza importante: Foligno

«A Foligno arrivai in corsa e trovai circa 13 giocatori, tra cui molti giovani. Tra gli elementi in rosa, c’erano i marchigiani Palombi e Giovanni Fenucci. Una squadra in pratica abbandonata a sé stessa, in fondo alla classifica. Non sapevo dove mettermi le mani, e chiesi altri Juniores per aumentare la rosa. In 8 gare conquistammo una salvezza miracolosa, lanciando anche un giocatore come Matteo Coresi, che arrivò in B al Crotone. Confermato, l’anno successivo mi esonerarono pretendendo un campionato di vertice dopo aver smantellato la squadra».

Il ritorno a Jesi nel gennaio 2002 coincise con un’altra impresa incredibile, una salvezza con una squadra già spacciata al termine dell’andata

«Arrivai a gennaio subentrando a Roberto Lorenzini, con la Jesina ultima con 2 punti in 9 partite. Fui vicino alla squadra, allo sbando, in tutti i modi. Contai su Beppe Gaspari, preparatore dei portieri e Sergio Canuti, già segretario al Parma di Sacchi e al Foggia di Zeman, due figure determinanti. Arrivarono con me Carrettucci, Rubini e Strappini. Ricordo anche Arcolai, Centofanti, Tommy Gabrielloni e Paniccià, grandissimo portiere. Ne partirono 8, e inserimmo tanti validi juniores. Mi vengono in mente una grandissima vittoria esterna a Macerata, squadra che schierava un certo Pasquale Logarzo, e un percorso straordinario. Fu una salvezza miracolosa».

Cosa porti di quelle esperienze e di quelle nei tornei minori con piazze comunque blasonate?

«Mi è rimasto molto il fatto di esser riconosciuto. Magari mi dimentico oggi di qualcuno che ho allenato, ma in tanti mi riconoscono e mi salutano con grande affetto. Se una persona ti saluta dopo tanto tempo, vuol dire che ha metabolizzato un rapporto che era sì sportivo, ma che è diventato poi umano. Con alcuni mi sono anche scontrato inizialmente, ma tutti poi mi hanno apprezzato per il mio modo di essere. Queste cose mi inorgogliscono e mi fanno oggi davvero piacere. Ricordo ad esempio il gruppo ultras “Palle Quadre” che mi faceva il coro “Maghetto portaci in Europa..”. Ho puntato in questi anni, sempre all’onestà e alla lealtà reciproca. Anche Coverciano mi ha insegnato tanto, sia a livello tattico che nella gestione del gruppo».

©riproduzione riservata




Eccellenza / La capolista Atletico Ascoli vince di misura, rabbia Chiesanuova

Decide la rete al 14′ di Minnozzi, i locali lamentano un gol annullato al 89′ per presunto fallo in attacco e altre decisioni discutibili

TREIA, 15 gennaio 2023 – L’Atletico Ascoli vince di corto muso contro il Chiesanuova al “Capponi” di Treia. La partita della 17^ giornata del girone unico di Eccellenza Marche di calcio, infatti, è stata vinta per 0-1 dagli ospiti, con la rete al 14’ di Minnozzi. C’è tanta rabbia, però, tra i padroni di casa, che hanno dominato la partita nella ripresa, per qualche episodio arbitrale discutibile: uno su tutti il pareggio di Monteneri al 89’ annullato per fallo in attacco, con la conseguente espulsione di Morettini.

Primo tempo

Il Chiesanuova, nonostante la differenza di classifica, non ha temuto l’avversario e ha giocato il match a viso aperto. Già nei primi secondi del match, infatti, Canavessio si trova da solo in area e prova il tiro, Novi devia in corner: sugli sviluppi del calcio d’angolo ancora il portiere ascolano devia di pugno il cross di Mongiello.

Al 9’ Di Matteo batte un corner in favore degli ospiti, Zoldi anticipa di pugno, per poi controllare su un lancio errato del centrocampo dell’Atletico Ascoli. Due minuti più tardi Mongiello lanciain profondità Tittarelli che aspetta il momento giusto e tocca verso il secondo palo, il pallone termina a lato di un nulla. Dall’altra parte, Filiaggi viene servito in area, controlla e tira al volo, colpendo l’esterno della rete alla destra di Zoldi.

Il gol dell’Atletico Ascoli

Il gol del vantaggio dell’Atletico arriva al 14’, quando Minnozzi viene lasciato tutto solo a tu per tu con Zoldi e, dopo aver controllato il pallone, lo scarica sull’incrocio dei pali, togliendo le ragnatele dalla porta: è 0-1.

Sei minuti più tardi gli ospiti insistono ancora con Minnozzi che recupera la sfera, la appoggia in area per Vechiarello che prova il tiro a giro sul secondo palo, il tentativo si stampa a lato. Al 22’ Tittarelli svetta più in alto di tutti in area e indirizza la palla in porta, sulla linea Casale fa da scudo, poi Novi con qualche difficoltà ci arriva in presa. Mister Giacometti, subito dopo, deve fare a meno di Mongiello, infortunato, sostituito da Pasqui.

Alla mezz’ora Zoldi è attento sul tiro da fuori di Albanelli e al 33’ ringrazia il palo, che ha evitato il gol quasi olimpico di Di Matteo direttamente da calcio d’angolo dopo una serie di rimpalli. Sul finale di tempo, prima Tittarelli non trova la porta di testa servito a sua volta di testa da De Cesare, poi Novi controlla in presa l’incornata di Canavessio, sempre all’interno dei 16 metri. Il primo tempo termina 0-1.

Secondo tempo

Nella ripresa è il Chiesanuova a fare la partita, cercando il pareggio, ma l’Atletico Ascoli riesce a resistere, sfruttando involontariamente qualche decisione arbitrale discutibile. Al 50’ Pasqui di testa dopo un lancio della difesa fa partire il contropiede di Tittarelli, che controlla e prova la conclusione rasoterra, Novi blocca. Poco dopo Iommi si coordina ottimamente dalla sinistra in area, ma spedisce il pallone dalla porta opposta del campo anziché centrare la porta.

Siamo al 63’ quando c’è qualche scintilla tra Minnozzi e Pasqui, con il numero 10 degli ascolani che atterra l’attaccante cingolano a palla lontana: per Palmieri di Avellino è solo giallo. Il direttore di gara, poco dopo, grazia anche Di Matteo, solamente ammonito per un’entrata al limite del regolamento.

Al 70’ Tittarelli in contropiede viene a contatto con Novi, ma per l’arbitro e l’assistente il capocannoniere del campionato era partito in fuorigioco. Ancora Chiesanuova: al 73’ Cicconetti indirizza una precisa punizione sulla testa di Canavessio, l’incornata sfiora la traversa; tre minuti dopo il subentrato Rotondo, classe 2005, ci prova di testa servito da Salvucci dalla destra, Novi ci arriva in presa.

L’episodio chiave al 89’

I locali spingono alla ricerca del pareggio. A nove minuti dalla fine, ancora Cicconetti da punizione sulla sinistra trova Rotondo di testa, il portiere dell’Atletico Ascoli blocca la sfera. Al 86’, sempre il classe 2001 ex Tolentino batte un piazzato da posizione laterale dalla sinistra: la traiettoria finisce su un braccio di un difensore dell’Atletico, ma il gioco prosegue, tra le proteste dei locali. Pochi istanti più tardi Canavessio tutto solo si ritrova il pallone in area sugli sviluppi di un corner, lo controlla e prova il tiro, la palla fa la barba alla traversa e si stampa sul fondo.

Al minuto 89, ecco l’episodio che decide la gara: sugli sviluppi di una mischia in area, Monteneri segna l’1-1 con una conclusione dal limite dell’area. L’arbitro, però, ha ravvisato un fallo in attacco e, tra le proteste dei locali increduli, Palmieri ha deciso di espellere Morettini. Nel finale arriva l’unica occasione ospite da fuori area con Minnozzi terminata a lato, quindi allo scadere dei 5 minuti di recupero, nell’ultimo lancio alla disperata del Chiesanuova Iommi spizza verso Pasqui che di testa indirizza in porta, Novi controlla senza problemi.

Atletico Ascoli in testa, rabbia Chiesanuova

L’Atletico Ascoli vince per 0-1 e vola a +4 dal Montefano, fermato sullo 0-0 a Castelfidardo. La squadra di Giandomenico, dopo un primo tempo convincente, ha preferito chiudersi per conservare il risultato nella ripresa. In casa Chiesanuova, invece, c’è grande rabbia, per le tante occasioni create e non concretizzate, sia per meriti del portiere Novi che per qualche decisione arbitrale discutibile.

Gli ascolani, da squadra esperta, hanno cercato di perdere tempo e “incattivire” la sfida, mentre l’arbitro Palmieri di Avellino è stato fin troppo permissivo con la capolista. Oltre alla mancata espulsione di Minnozzi per fallo di reazione a palla lontana su Pasqui e un rigore dubbio non concesso dopo la punizione di Cicconetti, è incomprensibile la scelta di fermare il gioco mentre Monteneri stava infilando il pallone in rete, con la successiva espulsione di Morettini.

Chiesanuova torna in zona play-out

Con questa sconfitta e la contemporanea vittoria della Maceratese contro il Valdichienti Ponte, il Chiesanuova alla seconda sconfitta di fila torna in zona play-out a quota 19 punti al 12° posto. Nella prossima giornata, Mongiello e compagni affronteranno in trasferta l’Urbino sesto in classifica.

Tabellino

CHIESANUOVA – Zoldi, Canavessio, Iommi, De Cesare (79’ Morettini), Lapi, Monteneri, Molinari (60’ Rotondo), Cicconetti, Tittarelli, Mongiello (25’ Pasqui), Farroni (66’ Salvucci). All. Giacometti – A disp. Carnevali, Bianchi, Rapaccini, Vitali, Carboni,

ATLETICO ASCOLI – Novi, Cicconi (72’ Marucci), Casale, Lanza (83’ Sabatini), Gabrielli, Mattei, Di Matteo, Ambanelli, Filiaggi, Minnozzi (91’ Esposito), Vechiarello (83’ Capponi). All. Giandomenico – A disp. Battistelli, Felicetti, Sbrolla, Andreucci, Di Ruocco

ARBITRO – Palmieri di Avellino (assistenti: Pizzuti di Macerata, Principi di Ancona)

RETE – 14’ Minnozzi (A)

NOTE – La gara si è giocata al “Capponi” di Treia per l’indisponibilità del “Sandro Ultimi” di Chiesanuova; recupero: 3’ + 5’; ammoniti: Minnozzi (A), Di Matteo (A), Pasqui (C), Lanza (A); espulso al 89’ Morettini (C)

2° GIORNATA – girone di ritorno  RISULTATI

P.S.Elpidio-Gallo Colbordolo 0-3 (Animento di Macerata), Castelfidardo-Montefano 0-0 (Chiariotti di Macerata), Chiesanuova-Atletico Ascoli 0-1 (Palmieri di Avellino), Fossombrone-Sangiustese 0-0 (Skura di Jesi), Jesina-Fabriano Cerreto 1-0 (Sabbouh di Fermo), Marina-Osimana  0-1 (Gorreja di Ancona), Urbino-Azzurra Colli 1-2 (Bini di Macerata), Maceratese-Valdichienti 5-0 (Brentegnani di Verona)

CLASSIFICA

Atletico Ascoli 34; Montefano, Osimana 30; Fossombrone, Atletico Gallo 29; Valdichienti, Urbino, Azzurra Colli, Jesina 28; Sangiustese 23; Maceratese 20; Chiesanuova 19Castelfidardo 15; Fabriano Cerreto 13; Marina 6; P.S.Elpidio 3

Promozione direttaplay offplay outretrocessione diretta

MARCATORI

reti 10: Tittarelli (Chiesanuova); reti 9: Minnozzi (Atletico Ascoli); reti 8: Minella (Valdichienti), Iori (Jesina); reti 6: Ciabuschi (Azzurra Colli), Barattini (Gallo Colbordolo); reti 5: Titone (P.S.Elpidio), Nunez (Osimana), Guzzini (Montefano), Battisti (Fossombrone); reti 4: Calvaresi (Urbino), Nacciarriti (Marina), Sbarbati (Marina), Bonacci (Montefano), Zira (Valdichienti), Peroni (Gallo Colbordolo), Mengali (Fabriano Cerreto), Triana (Valdichienti), Magnanelli (Fabriano Cerreto), Gesuè (Azzurra Colli)

PROSSIMO TURNO (3° giornata girone di ritorno) domenica 22 gennaio ore 15

Atletico Ascoli-Marina, Azzurra Colli-Jesina, Fabriano Cerreto-P.S.Elpidio, Montefano-Fossombrone, Osimana-Gallo Colbordolo, Sangiustese-Maceratese, Urbino-Chiesanuova, Valdichienti-Castelfidardo

©riproduzione riservata