Analisi della prestazione dell’Italia nei quarti di finale della Nations League

calcio

La Nazionale italiana di calcio ha recentemente affrontato le sfide dei quarti di finale della UEFA Nations League, un torneo che sta acquisendo sempre maggiore importanza nel panorama calcistico europeo. Gli Azzurri, guidati dal nuovo corso tecnico, hanno mostrato segni di rinascita dopo alcune prestazioni altalenanti negli ultimi anni. La loro avventura in questa fase cruciale della competizione merita un’analisi approfondita, considerando sia gli aspetti tattici che quelli più emotivi che caratterizzano il gioco della squadra.

Osservando le partite dei quarti, emerge chiaramente come il selezionatore nazionale abbia optato per un approccio tattico che ricorda quello di un aviator esperto: calcolato, preciso e con una visione d’insieme che permette di adattarsi rapidamente alle diverse situazioni di gioco. Questa strategia ha consentito all’Italia di affrontare avversari di alto livello con la giusta combinazione di rispetto e determinazione, un elemento fondamentale in competizioni di questo calibro.

Il sistema di gioco e le scelte tecniche

Il modulo adottato dall’Italia nei quarti ha rappresentato un’evoluzione rispetto alle qualificazioni. La difesa, storicamente punto di forza degli Azzurri, ha mostrato solidità ma anche capacità di impostare l’azione dalle retrovie. Il centrocampo, vero motore della squadra, ha alternato momenti di controllo del possesso a rapide verticalizzazioni, sfruttando la tecnica e la visione di gioco dei suoi interpreti principali.

Particolarmente interessante è stata la gestione dei cambi durante le partite. Le sostituzioni non sono state semplici avvicendamenti tecnici, ma vere e proprie mosse strategiche che hanno spesso modificato l’inerzia degli incontri. Questa flessibilità tattica ha rappresentato un’arma importante, specialmente nei momenti più delicati delle partite, quando la pressione aumenta e le energie vengono meno.

I protagonisti in campo

Sarebbe riduttivo analizzare le prestazioni dell’Italia senza soffermarsi sui singoli giocatori che hanno determinato l’andamento dei quarti di finale. Il capitano ha dimostrato ancora una volta la sua leadership, non solo con le prestazioni in campo, ma anche con la capacità di guidare il gruppo nei momenti difficili. Accanto a lui, alcuni giovani talenti hanno confermato il loro valore, suggerendo che il futuro della Nazionale potrebbe essere più luminoso di quanto si potesse immaginare dopo alcune delusioni recenti.

La difesa ha trovato nel suo centrale un baluardo insuperabile, capace di leggere in anticipo le situazioni e di impostare con precisione. A centrocampo, la regia illuminata del playmaker ha dettato i tempi della manovra, alternando giocate semplici ma efficaci a lampi di genio che hanno spezzato l’equilibrio delle partite. In attacco, nonostante qualche difficoltà realizzativa, si sono visti segnali incoraggianti in termini di intesa e di movimento senza palla.

Il confronto con le altre nazionali

Nel contesto della Nations League, l’Italia si è confrontata con alcune delle migliori nazionali europee. Questo paragone ha permesso di evidenziare sia i punti di forza che le aree di miglioramento della squadra azzurra. In particolare, rispetto alle formazioni del nord Europa, gli Azzurri hanno mostrato maggiore qualità tecnica, ma forse meno continuità nell’arco dei novanta minuti.

Interessante anche il confronto con le nazionali che hanno adottato un approccio più attendista: l’Italia ha dimostrato pazienza e intelligenza tattica, evitando di cadere nella trappola di attacchi frenetici e prevedibili.

Le prospettive future dopo i quarti

I quarti di finale della Nations League rappresentano un punto di partenza, non di arrivo. Le indicazioni emerse da queste partite saranno preziose per il percorso futuro, sia in questa competizione sia in vista dei prossimi grandi appuntamenti internazionali. La direzione intrapresa sembra quella giusta, ma servirà continuità di risultati e di prestazioni per consolidare quanto di buono si è visto.

In conclusione

L’Italia, approdata ai quarti di finale della Nations League, ha mostrato un volto incoraggiante, presentando un equilibrato mix tra esperienza e talento giovanile che fa ben sperare per il futuro. Nonostante il cammino verso la vetta del calcio europeo sia ancora lungo e complesso, i segnali emersi finora sono positivi: gli Azzurri sembrano infatti aver ritrovato quella combinazione ideale di qualità tecnica, organizzazione tattica e spirito di gruppo che ha spesso contraddistinto i momenti migliori della loro storia calcistica. La competizione offre inoltre l’opportunità di confermare ulteriormente questi progressi e, contemporaneamente, di intervenire su quelle imperfezioni di gioco che ancora permangono, rafforzando così le possibilità della Nazionale di tornare presto ai massimi livelli internazionali.




Calcio / Clamoroso, Roberto Mancini si è dimesso da Ct della Nazionale italiana

Nominato Ct dell’Italia esattamente 5 anni fa: 14 maggio 2018. Colpo durissimo sia per il Mancio stesso che per tutta la Federazione

JESI, 13 agosto 2023 – Notizia clamorosa rimbalzata negli ultimi minuti: Roberto Mancini si è dimesso da Ct della nazionale italiana.

Decisione maturata da giorni, e solo ieri sera formalizzata, considerato che Mancini attualmente non è in Italia ma in vacanza all’estero.

Dimissioni e addio all’Italia e all’azzurro alla vigilia dei primi impegni per le qualificazioni agli Europei 2024 dove l’Italia dovrà difendere il titolo vinto con la finale di Wembley contro l’Inghilterra.

Ancora manca l’ufficialità della Federazione ma il colpo sembra durissimo sia per il Mancio stesso che per tutta la Federazione che ne ha preso atto senza ancora commentare.

Mancini era stato nominato Ct precisamente 5 anni fa, il 14 maggio 2018. Sulla panchina azzurra ha tagliato tantissimi traguardi come il record assoluto di imbattibilità ai campionati europei, con 40 risultati utili consecutivi e quello di vittorie consecutive: 11 successi in fila.

La tempistica stupisce, non certo le dimissioni!

Nel primo pomeriggio la nota ufficiale della Federazione: “La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica di aver preso atto delle dimissioni di Roberto Mancini dalla carica di Commissario Tecnico della Nazionale italiana, ricevute ieri (sabato, ndr) nella tarda serata. Si conclude, quindi, una significativa pagina di storia degli Azzurri, iniziata nel maggio 2018 e conclusa con le Finali di Nations League 2023; in mezzo, la vittoria a Euro 2020, un trionfo conquistato da un gruppo nel quale tutti i singoli hanno saputo diventare squadra. Tenuto conto degli importanti e ravvicinati impegni per le qualificazioni a UEFA Euro 2024 (10 e 12 settembre con Nord Macedonia e Ucraina), la FIGC comunicherà nei prossimi giorni il nome del nuovo CT della Nazionale”.

Sul proprio profilo facebook il giornalista Marino Bartoletti, molto vicino all’oramai ex Ct, ha commentato: “Come ha confermato ufficialmente la Federcalcio – Roberto Mancini CT campione d’Europa (e quindi nel Pantheon dei vincitori, assieme a Pozzo, Valcareggi, Bearzot e Lippi) – ha rassegnato le dimissioni dalla Nazionale. Credo che sia un gesto legato alla coerenza, al rispetto e, se lo conosco bene, persino al suo senso dell’amicizia. Comunque sia non mi sembra una bella notizia per il calcio italiano”.

In serata, dopo le 18, tramite twitter Roberto Mancini ha scritto: “Le dimissioni da CT della nazionale sono state una mia scelta personale. Ringrazio il presidente Gabriele Gravina per la fiducia, insieme a tutti i membri della Figc. Saluto e ringrazio tutti i miei giocatori e i tifosi che mi hanno accompagnato in questi 5 anni. Porterò nel cuore la straordinaria vittoria dell’Europeo 2020. È stato un onore”.

Chi al suo posto? Subito sono stati fatti i nomi di Spalletti e Conte. Sta di fatto che la Federazione dovrà far presto visti gli imminenti impegni dell’Italia: sabato 9 settembre a Skopje con la Macedonia del Nord; martedì 12 settembre l’Ucraina a San Siro; 14 e 17 ottobre contro Malta a Bari e a Wembley ospite dell’Inghilterra.

©riproduzione riservata

(in aggiornamento)




JESI / Europeo 2020: l’Italia va, Roberto Mancini è record

Gli azzurri hanno superato l’Austria ed ottenuto il pass per i quarti. Il Mancio sorpassa Pozzo, sono 31 i risultati utili consecutivi 

JESI, 27 giugno 2021 – 24 gare con punti in palio e 7 amichevoli. Totale 31 risultati utili consecutivi. E’ record!

Roberto Mancini dopo il successo dell’Italia contro l’Austria di ieri sera a Wembley nella gara degli ottavi di finale del campionato europeo di calcio (2-1 con reti di Chiesa e Pessina; ndr) ha superato il record di Vittorio Pozzo che durava da 82 anni, ottenuto sicuramente in un’epoca storica e calcistica totalmente diversa.

Pozzo guidò la nazionale di calcio per la prima volta nel 1912 e l’ultima nel 1948.

Mancini ha iniziato nell’ottobre del 2018 con l’1-1 contro l’Ucraina a Genova.

L’Italia poi ha vinto le ultime 12 gare con 34 gol realizzati ed 1 subito proprio quello contro l’Austria.

Anche qui si deve parlare di record, quello di imbattibilità con 1168 minuti senza subire reti. E’ stato infatti migliorato il primato che apparteneva all’Italia di Dino Zoff (1143 minuti) e che durava dal 1974.

Decisamente soddisfatto Roberto Mancini di questo prestigioso traguardo che resterà a lungo nella storia del calcio italiano.

Sull’argomento il Ct jesino è stato tuttavia sempre chiaro e preciso: “Pozzo ha vinto tanto, io ancora no”.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA




JESI / Roberto Mancini ancora sulla due ruote per ripartire

Consiglio federale dell’8 maggio rinviato: si attende l’incontro risolutivo tra il Comitato tecnico-scientifico del Governo e la Federcalcio  

JESI, 7 maggio 2020 – Dopo l’uscita amatoriale del 4 maggio Roberto Mancini è ritornato in bicicletta per rimettersi in moto. Questa volta il gruppo dei ciclisti ‘azzurri di Jesi’ è aumentato di numero.

Oltre al ct della nazionale di calcio azzurra, Piero, Tonino, Massimo, Gino, Lido e Alessandro.

Rispettando le regole e la distanza la comitiva si è portata fino alla Rotonda di Senigallia e dopo la foto di rito ha fatto ritorno a Jesi.

Mancini attende a casa sua le decisioni del vertice della Figc per la ripresa del campionato di calcio di serie A per poi programmare l’attività, fino a fine anno, della nazionale.

Il consiglio federale che si sarebbe dovuto riunire domani 8 maggio è stato rimandato a data da destinarsi per valutare al meglio la situazione.

Questo il comunicato emesso: “La riunione del Consiglio Federale programmata l’8 maggio è stata posticipata per la necessità di maggiori approfondimenti riguardante anche la riforma della serie C. Per consentire al sistema calcio di fronteggiare la crisi contingente, il Consiglio Federale sarà prossimamente riconvocato con all’ordine del giorno le tematiche inerenti la ripresa dell’attività sportiva e per stabilire le linee guida per l’iscrizione ai prossimi campionati”.

In queste ore, al massimo domani, si terrà anche l’incontro risolutivo tra il Comitato tecnico-scientifico del Governo e la Federcalcio per la stesura del protocollo finale per la ripresa di tutta l’attività.

(e.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA