Jesi / La verità di Roberto Mancini sulle sue dimissioni da Ct dell’Italia

Il Mancio affonda il colpo e punta il dito contro il presidente della Figc Gabriele Gravina che a suo dire gli ha cambiato lo staff e che da diverso tempo le loro idee e visioni sul futuro erano diametralmente opposte

JESI, 15 agosto 2023 – Dopo ore ed ore di interrogativi sul perchè Roberto Mancini si fosse dimesso dalla guida tecnica della Nazionale di calcio italiana puntualmente è arrivata la sua voce ufficiale come riportato da La Repubblica che testualmente proponiamo:Non ho fatto niente per essere massacrato così. Mi sono solo dimesso e ho detto che è stata una mia scelta. Mi sono assunto tutta la responsabilità della decisione. Non mi sono nascosto. Avevo parlato con il presidente Gravina e cercato di spiegargli le mie ragioni. Non mi sono mai permesso di accusare nessuno e mi ritrovo accusato. Ho cercato più volte di parlare con Gravina ed esporgli le mie ragioni. Gli ho spiegato che in questi mesi mi doveva dare tranquillità, lui non l’ha fatto e io mi sono dimesso. Si è mai visto un presidente federale che cambia lo staff di un ct? Gravina è da un anno che voleva rivoluzionarlo, io gli ho fatto capire che non poteva, che al massimo poteva inserire un paio di figure in più, ma che non poteva privarmi di due persone di un gruppo di lavoro che funzionava, che funziona e che ha vinto l’Europeo. Semmai sono io che potevo sostituire un membro dello staff. Sapete la verità? È da un po’ di tempo che lui pensava cose opposte alle mie. Ma allora perché intervenire sullo staff? Cosa c’entra? A quel punto doveva mandare via me. Invece ha colto l’occasione perché alcuni miei collaboratori erano in scadenza e ha giocato su questo. Io potevo essere più duro, certo, ma pensavo lo capisse da solo”.

E a Libero che per primo aveva dato la notizia delle sue dimissioni ha aggiunto: “Niente contro la nomina di Buffon a capo delegazione azzurra, anzi solo grande stima. Tutta inventata anche la storia di Bonucci. Il mio futuro in Arabia? Non nego che ci sia l’interesse da parte loro. Le due situazioni sono però indipendenti e comunque ora non voglio pensare a niente”.

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JESI / Aldo Mancini compie 87 anni

Compleanno in famiglia per il babbo di Roberto Mancini. Tanti i messaggi di auguri ad un personaggio stimato da tutti

JESI, 12 gennaio 2022 – 87 anni (Jesi 12 gennaio 1935) per Aldo Mancini, il babbo di Roberto commissario tecnico della nazionale di calcio italiana. 

Compleanno festeggiato in casa con la presenza anche del Ct azzurro appositamente giunto ieri da Roma. 

Sarà una giornata normale, come tutti i giorni, per Aldo. Con le sue abitudini giornaliere non ultima quella del primo pomeriggio quando sarà al ‘Paolo Pirani’ per seguire da vicino gli allenamenti dei giovani calciatori della scuola calcioOltre ovviamente a trascorrere in casa con la moglie Marianna gran parte delle ore prima dei festeggiamenti privati alla presenza anche dei due figli Roberto e Stefania

Tanti come sempre i messaggi di auguri per un personaggio sempre disponibile e stimato.

Auguri Aldo!

(redazione)

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JESI / L’anno d’oro del ‘Mancio’

Record sportivi a ripetizione, allenatore campione d’Europa, dottore in scienze dello sport, ambasciatore di Jesi, testimonial per la Regione Marche

JESI, 30 dicembre 2021 – Quello che sta per chiudersi è stato l’anno d’oro per Roberto Mancini.

Il Commissario Tecnico della nazionale di calcio italiana in campo e fuori dal campo, nel 2021, ha ottenuto successi importantissimi ed assoluti, quasi da dire irripetibili.

In campo ha conquistato il massimo con l’Italia che nel luglio 2021 si è laureata campione d’Europa imponendosi 3-2 dopo i calci di rigore contro l’Inghilterra a Wembley. Oltre al bronzo alla Uefa Nations League.

Fuori dal campo i tanti riconoscimenti come la scelta delle Marche di individuarlo nel giugno 2021 come testimonial.  Nel luglio 2021 la laurea ad honorem in Scienze dello Sport conferitagli dall’Università ‘Carlo Bo’ di Urbino mentre nel settembre il conferimento da parte del Comune di Jesi del titolo di ambasciatore della città e di recente il ‘Picchio d’oro’ la massima onorificenza attribuita ogni anno dalla Regione durante la Giornata delle Marche.

Ma, ritornando, alla figura di testimonial nelle Marche miglior scelta Acquaroli non poteva fare. I dati di fine anno sono un vero e proprio trionfo. Un investimento da parte del Governatore fatta prima della vittoria azzurra all’Europeo che ha creato un effetto addirittura inaspettato proprio con il primo posto dell’Italia in Europa e che avrà ancora ripercussioni considerato che Mancini resterà come figura di riferimento con le Marche fino al 2023.  I numeri dicono che nel luglio 2021 lo spot di Mancini a favore delle Marche ha visto oltre 250 milioni di telespettatori con le Marche nella Top Ten delle Regioni più cercate in estate.

(e.s.)

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JESI / Roberto Mancini, Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze dello Sport

Il neo dottore ha chiuso il suo discorso con le parole di Papa Francesco: “Lo sport quando è vissuto bene è come una celebrazione”

JESI, 27 settembre 2021 – Dagli scarpini da calcio ed il fischietto di allenatore alla toga ed al tocco. Dal pallone alla pergamena. Dal rettangolo verde di gioco al teatro Raffaelo Sanzio di Urbino.

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Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale azzurra di calcio e fresco campione d’Europa, ha ricevuto ad Urbino presso l’Università degli Studi Carlo Bo dal Rettore Giorgio Calcagnini la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze dello Sport.

Ad aprire l’evento proprio il Rettore che ha evidenziato come il riconoscimento a Mancini viene da lontano e precisamente da circa due anni che l’Ateneo stava discutendo di voler rendere omaggio ad un marchigiano sempre contraddistintosi.

Le motivazioni della laurea sono state lette dal direttore del dipartimento di Scienze biomolecolari Orazio Cantoni che ha ripercorso la carriera calcistica di Mancini dal debutto in serie A il 12 settembre 1981 al suo ruolo di allenatore fino alla chiamata in azzurro.

Il Ct ha letto la tesi magistrale: “Leadership, coesione, spirito di gruppo, clima relazionale: come costruire una team vincente nello sport”.

“E’ un legittimo orgoglio ha sottolineato nell’introduzione della tesiperché con questo riconoscimento viene confermato il valore dello sport a livello sociale e l’importanza nella vita di molte persone e nei riguardi delle giovani generazioni” ricordando poi che “l’allenatore oggi più che mai svolge un compito da team leader, deve avere la leadership e fare in modo che il gruppo sia coeso oltre alla componente fondamentale che è il processo decisionale, dalla scelta del team stesso alle strategie“.

Ed a conclusione dell’esposizione della sua tesi di 16 pagine ha citato Papa Francesco: “Lo sport quando è vissuto bene è come una celebrazione”.

(e.s.)

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