Tennistavolo / Massimo Costantini nella storia: quarta Olimpiade con tre Paesi diversi

Sarà tecnico dell’India a Parigi, dove è già arrivato.
Dopo il debutto da giocatore a Seoul 1988, altre tre da coach con Italia, Stati Uniti e ora India – L’INTERVISTA

SENIGALLIA, 24 Luglio 2024 – Massimo Costantini un’altra volta nella storia, ben 36 anni dopo la prima volta, allora dall’altra parte del pianeta, stavolta a un paio di ore di aereo dalla sua Senigallia.

Nel tennistavolo dici Costantini e pensi subito a un giocatore icona, il primo italiano davvero in grado di farsi rispettare a livello internazionale (oltre a dominare nel nostro Paese) in uno sport tradizionalmente avaro di soddisfazioni per i nostri.

Classe 1958, Costantini prima fece grande la sua Senigallia, trascinandola agli epici scudetti del 1977 e del 1979 in un vecchio palasport non più in grado di accogliere i tanti concittadini venuti a tifare, poi continuò a vincere fuori aggiudicandosi ben otto titoli italiani individuali e raggiungendo la posizione numero 39 al mondo nel 1981, un risultato clamoroso per un atleta azzurro.

Detentore ancora oggi del record di presenze in Nazionale di tennistavolo e per lungo tempo di tutti gli sport (452) Costantini nel 1988 a Seoul fece la storia: fu il primo pongista italiano a disputare una Olimpiade e quella qualificazione per il movimento tricolore fu come vincere una medaglia, mai centrata.

Ora, 36 anni dopo, da coach, la fa di nuovo, stavolta assai più vicino a casa: il tecnico senigalliese sarà infatti a Parigi con l’India, di cui è stato designato come head coach delle Nazionali.

“Sarà la decima volta per il tennistavolo alle Olimpiadi – risponde l’allenatore appena arrivato al villaggio olimpico – e di queste dieci io sono stato presente a quattro.

A Seoul da giocatore, poi come tecnico in tre occasioni e, credo di avere un record, con tre Nazionali diverse (Italia, Stati Uniti ed ora India). Che dire, una soddisfazione enorme”.

“Prime impressioni sul villaggio? Ci sono tante attività di intrattenimento e tanto folklore, un’esperienza semplicemente unica”, sottolinea Costantini che ha vissuto per la prima volta il villaggio in Corea del Sud quando aveva 30 anni.

“Allora fu tutto diverso – ammette – Era la prima volta del tennistavolo ad una Olimpiade e per il nostro mondo c’era tanta attesa. Ero giovane, mi sentivo un debuttante allo sbaraglio, tutto per me fu una scoperta”. 

“Le mie prospettive nelle tre Olimpiadi successive – continua – invece erano diverse. Nel 2004 allenavo l’Italia, il mio Paese.

Nel 2016 ero con gli Usa, un popolo abituato a vincere. Stavolta è ancora differente. 

Quello indiano è un movimento in crescita, non c’è una intervista in cui non mi si chieda se vinceremo: la pressione in tal senso si sente, ma i favoriti sono altri. Ho iniziato a lavorare per le Olimpiadi solo da un mese e mezzo, accoglierò ciò che verrà con serenità, guardando anche al futuro, Los Angeles 2028″.

Un’Olimpiade di nuovo dall’altra parte del mondo, da disputare con chi?

“L’Olimpiade sarà sempre un sogno e uno stimolo ma è presto per sapere se ci sarò e con chi – replica Costantini – Ma chissà, magari andrò di nuovo con l’Italia?”, conclude il coach senigalliese che non ha mai nascosto il desiderio di tornare a guidare l’azzurro a cui tanto ha dato pure da giocatore.

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TENNISTAVOLO / Massimo Costantini in Qatar come head coach ad un training camp

Il tecnico senigalliese è nella bolla di Doha, che in questi giorni racchiude il meglio del pongismo mondiale con centinaia di atleti 

SENIGALLIA, 3 marzo 2021 – Dopo un anno bloccato a casa a causa della pandemia, si è rimesso in viaggio il tecnico di tennistavolo senigalliese Massimo Costantini, che in questi giorni si trova a Doha in Qatar, dove il pongismo internazionale sta vivendo il più importante appuntamento dell’anno prima delle Olimpiadi.

Massimo Costantini

Costantini, già miglior giocatore italiano di tutti i tempi e poi Commissario Tecnico di Italia, Emirati Arabi e India, da un paio di stagioni lavora per la Federazione Internazionale per la quale svolge training camp, stage, seguendo lo sviluppo della disciplina in giro per il mondo.

La pandemia però ha inevitabilmente rallentato l’attività internazionale, che però in questi giorni in Qatar sta proseguendo in grande stile.

“Sono partito da Senigallia il 26 febbraiospiega Costantini – e una volta arrivato a Doha ho trascorso un paio di giorni in quarantena prima di potermi mettere al lavoro, da lunedì 1° marzo. Sono stato invitato come head coach per un training camp e nello stesso tempo seguirò i quattro tornei internazionali che si svolgeranno tutti nella bolla di qui”. “La Federazione Internazionale prosegue il coach senigalliese ha creato un nuovo circuito ribattezzato WTT (World Table Tennis), diviso in due categorie, Contender e Star Contender: in quest’ultimo, che ha un montepremi di ben 400.000 dollari, il livello tecnico è ancora più alto. I due tornei si svolgeranno in serie, col Contender a partire per primo dal 3 marzo. Ci sono centinaia di giocatori professionisti da ogni parte del mondo, Italia compresa”.

Ma non basta, perché dopo il Contender e lo Star Contender ci saranno altri due tornei, compreso quello di qualificazione olimpica.

“Sìprecisa Costantiniverranno messi in palio dei posti per le Olimpiadi di Tokyo di questa estate. Quindi si tratta di un evento di risonanza mondiale, dove il pongismo si ritrova e lo fa in sicurezza, con le rigide misure anti-covid che il momento richiede”.

Lo stesso Costantini partecipò alle Olimpiadi, in ben tre occasioni: la prima nel 1988 da giocatore, quando – trentenne – a Seoul fu il primo italiano a qualificarsi nel tennistavolo.

La seconda ad Atene nel 2004, quando era il Commissario Tecnico della Nazionale italiana; la terza in occasione dell’ultima Olimpiade di Rio de Janeiro 2016 quando fu team leader della Nazionale degli Stati Uniti, paese in cui viveva allenando l’ICC Milpitas, un club della California.

Il ritorno a Senigallia di Massimo Costantini è previsto per il 16 marzo.

Andrea Pongetti

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