Jesina / Corrado Micheloni: «L’unico rimpianto, non aver riportato la Jesina in C»

L’ex capitano leoncello, recordman di presenze in maglia biancorossa, ben 283, si racconta. Arrivato a Jesi nel 1988 dal Verona, Micheloni ha militato per 10 anni con la Jesina

JESI, 28 dicembre 2023 – Arrivato a Jesi in punta di piedi dalla Primavera del Verona nell’estate 1988, insieme a un certo Felice Centofanti, Corrado Micheloni ha intrapreso un lunghissimo percorso che l’ha portato a diventare primatista assoluto per presenze, ben 283, con la maglia della Jesina.

Per il capitano e libero biancorosso, dieci lunghissimi anni, dalla stagione 1988/89 a quella 1998/99, intervallati dall’esperienza al Martina Franca, sempre in C/2, dove si tolse anche la soddisfazione di segnare il gol dell’ex in Puglia, battendo proprio con una sua rete i leoncelli.

Un’esperienza incredibile per un giocatore amatissimo, di gran classe, mai sopra le righe, esempio in campo e nello spogliatoio, ricordato ancora oggi con grande affetto dagli sportivi.

Corrado, come si è concretizzato il tuo arrivo a Jesi e quali furono le tue prime sensazioni?

«Ricordo che arrivati a Jesi con Centofanti grazie a Pieroni, che ci venne a prendere direttamente in macchina a Verona. Quell’anno eravamo entrambi impegnati col servizio militare, che ci condizionò molto. A Verona, nell’ultima stagione, mi ero sempre allenato con la prima squadra insieme a tanti campioni, esordendo anche in Coppa Italia col Como, collezionando poi diverse panchine in A. La Jesina invece, era reduce da un ripescaggio, con giocatori che arrivavano e partivano. Io e Felice arrivammo tardi, a preparazione terminata. La rosa era composta da un mix di giovani e gente esperta come Paolinelli e Garbuglia. Partimmo con mister Luzii, che venne poi esonerato per far posto a Corelli. Da lì, iniziò la mia storia a Jesi. Rimasi subito impressionato dalla piazza, ricordo che eravamo visti come giocatori importanti, degli idoli, proprio come a Verona. Anche questo fa capire la grandissima passione di allora. Nel primo anno giocai meno, poi trovai il mio spazio nell’annata successiva, in cui la Jesina disputò un altro buon campionato».

Stagione 1988/89, Jesina-Ternana 2-2. La prima gara ufficiale con la Jesina di Corrado Micheloni.
In piedi, da sinistra: Garbuglia, Centofanti, Limonta, Salafia, Silvestri e Paolinelli.
In basso: Spampinato, Galli, Guariento, Sgrò e Micheloni.

Dopo 2 anni a Jesi il passaggio al Martina Franca nel torneo 1990/91, in cui segnasti anche una rete pesantissima che spinse la Jesina verso la retrocessione

«Nell’estate ci fu l’interesse del Martina, anche se andai un po’ controvoglia per la lontananza. Nonostante un’annata poco felice, culminata con la nostra retrocessione, fu una bella esperienza in una città molto carina, che mi impressionò positivamente. A Martina poi, realizzai un gol proprio alla Jesina, l’unico gol, col senno del poi, che non avrei mai voluto realizzare. Fu anche una piccola rivalsa per me, visto che la Jesina non fece molto per trattenermi».

Nella stagione 1991/92 il ritorno a Jesi, dopo il fallimento, ripartendo dall’Eccellenza. Poi la conquista della D con una tua rete decisiva a Sant’Angelo in Vado, e una C/2 solo sfiorata

«Dopo l’esperienza col Martina mi volevo sposare, così decisi di ripartire da Jesi. L’entusiasmo, dopo quella stagione, era un po’ calato, ma conoscevo bene l’ambiente jesino, e sapevo che c’era tutto per far bene. Ripartimmo con mister Bacci e portai Federico Maci, che era con me a Martina. Qualche anno dopo, siamo riusciti a vincere il campionato con una splendida cavalcata, e successivamente sfiorare la C/2, così da chiudere un cerchio. Purtroppo, il sogno è svanito. Forse doveva andare così. Negli anni seguenti ho proseguito il mio percorso con la Jesina sempre con entusiasmo e voglia di far bene. Poi, per la famiglia e vari impegni lavorativi, ho deciso di smettere a 31 anni. Giocare a Jesi non è come farlo da altre parti. Qui il calcio si vive con grande passione. Sono comunque contentissimo del percorso fatto. L’unico rimpianto, è quello di non esser riuscito a riportare la Jesina nella piazza che merita, la Serie C».

Corrado Micheloni in azione

Quali sono i tuoi più bei ricordi e quali i personaggi e compagni a cui sei rimasto più legato?

«Sono particolarmente legato a mister Venturini, che alcuni giorni fa è venuto a mancare. Un pensiero va indubbiamente a lui. Insieme abbiamo vinto un campionato. Era una persona che vedeva il calcio nel modo più semplice, nel suo senso più vero. Aveva una sua impostazione di gioco, poi erano i giocatori a fare la differenza, come dovrebbe essere. Un allenatore deve solo far rendere al massimo la squadra. Tra i compagni, sono rimasto molto legato ad Antonio Rebesco, Ugo Coltorti, Maurizio Massimi, Pasquale Juvalò e tanti altri. Tra i ricordi più belli, il gol a Sant’Angelo in Vado, che ci regalò la promozione».

La Jesina nel giorno della conquista della promozione a Sant’Angelo in Vado, capitanata da Corrado Micheloni

Cosa provi oggi a parlare della “tua” Jesina, la segui ancora?

«Il desiderio è vedere la squadra almeno in C, perché Jesi merita altri palcoscenici. Non conosco ora bene la realtà, ma la mia speranza è che si riesca a tornare a vedere magari una partita come quella con la Samb, dove allo stadio c’erano oltre 4.000 persone. Seguo poco ora la Jesina, sia per motivi di lavoro, che per motivi familiari, in quanto appena posso vado a trovare i miei parenti a Verona. Troverò comunque il modo di venire allo stadio, insieme al mio amico Ugo Coltorti. Vorrei anche approfittare di questa occasione per fare i più sinceri Auguri di Buon Anno a tutti e un grande in bocca al lupo alla dirigenza. Ci vediamo allora allo Stadio, promesso!»

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In testa a queste due speciali classifiche, Corrado Micheloni e Leo Zavatti.

PRESENZE

Corrado Micheloni (283), Gabriele Fazi (260), Claudio Ceppi (259), Aldo Memè (246), Marco Strappini (243), Marino Recchi (212).

MARCATORI

Leo Zavatti (60), Adriano Duca (50), Vincenzo Mancinelli (50), Alfiero Paolinelli (48), Lidio Rocchi (47), Tommaso Gabrielloni e Stefano Garbuglia (45).

Micheloni Corrado

Corrado Micheloni giunge a Jesi, giovanissimo, nel campionato 1988-89, proveniente dal Verona, dopo aver fatto parte, sedicenne, della rosa della prima squadra nella stagione 1985-86, l’anno dopo lo scudetto.

In quella stagione allenatore Antonio Luzii e Gianni Cerioni presidente, arrivarono in leoncello anche Felice Centofanti e Marco Sgrò poi rivelatisi giocatori di spessore tanto da salire in serie A il primo con l’Inter (9 presenze 1 gol) ed il secondo con l’Atalanta (106 presenze 10 reti).

Micheloni ha giocato per un decennio in maglia leoncella e viene anche ricordato per essere stato l’autore del gol della vittoria a Sant’Angelo in Vado, 1993-94, allenatore Marco Venturini e presidente Sebastiano Carzedda, che consentì alla Jesina, l’ultima volta di vincere il campionato.

Zavatti – Fazi

Gabriele Fazi ha indossato la maglia della Jesina dalla fine degli anni ’40 fino a metà anni ’50 come d’altronde Aldo Memè. Centromediano, in seguito ha anche ricoperto la carica di presidente subentrando a Emilio Mecarelli.

Fazi, da giocatore, ha vinto un campionato di Eccellenza e uno di IV serie nello spareggio di Foligno contro L’Aquila.

Fazi, da presidente, ha vinto un campionato di Eccellenza e conquistato la serie C nell’indimenticabile spareggio di serie D ad Arezzo contro il Riccione.

Il figlio Roberto ha vestito la casacca della Jesina giocando amichevoli in prima squadra e tutta la trafila nelle giovanili, allievi, juniores, Berretti prima di essere ceduto al Cerreto d’Esi.

Ceppi Claudio

Poi Claudio Ceppi da Moie. Un trascinatore, un vero guerriero.

Ceppi ha giocato nella Jesina gran parte degli anni ’70 e ’80 ed è stato uno degli artefici dello spareggio di Arezzo.

In squadra con Marino Recchi, anche lui in graduatoria tra i più presenti, a difendere i colori leoncelli.

Infine Marco Strappini, il capitano.

Ancora oggi ovviamente ricordato anche e soprattutto perchè da poco ha smesso di giocare. Tra questi primi sei in classifica generale Fazi e Memè hanno giocato insieme, nello stesso periodo, come Recchi e Ceppi.

Il riconoscimento dei tifosi a capitan Strappini

Nel marzo 2017, in occasione della mostra a Palazzo dei Convegni per i 90 anni della storia della Jesina, i tantissimi tifosi che hanno visitato la mostra hanno pure votato il giocatore ‘novantesimo leoncello’ dando il seguente responso: Marco Strappini 164 voti, Stefano Garbuglia 109, Roberto Pazienza 103, Riccardo Paciocco 89, Giorgio Buffone 77, Lidio Rocchi 71, Augusto Bonacci 69, Corrado Micheloni 52, Luciano Gardona 44, Antonio Rebesco 41.

Di seguito il commento di Strappini, che da pochi mesi aveva smesso di giocare, a quel voto: “Ringrazio tutti…è vero, negli ultimi periodi ci sono state delle tensioni ma se è anche vero che la Jesina è una famiglia e che tutti noi ne facciamo parte, credo sia normale che ci siano momenti meno felici di altri, l’importante è riconoscersi sempre sotto la stessa BANDIERA. Grazie al pubblico di Jesi, ai ragazzi della curva in particolare che mi hanno sempre dimostrato un’affetto incondizionato e che spero di aver ricambiato spendendo tutto quello che potevo ogni domenica in campo. Difendere la maglia ovunque e comunque è stata sempre mia la priorità e dovrà esserlo per chi avrà la fortuna di indossare questi colori in futuro. L’augurio è semplicemente questo, che la passione di tanti e tanti cuori venga premiata con un futuro il più possibile esaltante.

Duca

Il principe dei marcatori è stato Leo Zavatti, successivamente allenatore.

A seguire Duca e Mancinelli. Duca ha indossato la maglia della Jesina essendone anche il capitano fino alla fine degli anni ’50.

Mancinelli invece era nella rosa della squadra nel campionato 1934-35 per poi proseguire fino alla stagione 1939-40. Oltre ai 50 gol in campionato ne ha realizzati 3 in Coppa Italia.

A seguire Duca, in classifica marcatori, Alfiero Paolinelli, Lidio Rocchi, Tommaso Gabrielloni e Stefano Garbuglia. Di questi Gabrielloni ancora è in attività e prima dello stop forzato per il Coronavirus era in Eccellenza a Marina.

Evasio Santoni

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