Confermato a pieni voti lo staff e gran parte della rosa dello scorso anno, la dirigenza biancoceleste ha messo a segno pochi ma significativi rinforzi con l’obiettivo di alzare l’asticella, sempre con la stessa fedeltà al progetto: mister Cosentino ci presenta la squadra e le ambizioni di quest’anno
CAMERATA PICENA, 24 SETTEMBRE-La stagione 2025/2026 della Cameratese è iniziata nel migliore dei modi, con una bella vittoria in Coppa Marche sull’Atletico Ancona per 3-1 e una grande fiducia che si respira nell’ambiente. Tutto ciò è merito di un progetto ormai consolidato e che sta portando il paese di Camerata Picena ad affezionarsi sempre di più ai colori locali.
Nonostante il nono posto della scorsa stagione possa far pensare il contrario, i biancocelesti hanno chiuso in netta crescita la scorsa stagione, con un grande girone di ritorno da zona playoff e un gioco sempre più collaudato dopo le difficoltà di adattamento e gli infortuni del girone d’andata. Per questo motivo la società del presidente Lupinelli ha saggiamente scelto di tener fede alla rivoluzione fatta lo scorso anno, preservando l’ideale di costruire una squadra giovane in grado di portare qualità e freschezza alla Terza Categoria.
Tutto questo grazie alla filosofia di gioco del confermatissimo mister Cosentino e del suo staff (tutti confermati con piena fiducia): palla e terra e nessuna paura di affrontar la giocata, idea portata in prima squadra e nelle giovanili della CFC Accademy. Per perfezionare questo stile serve molto tempo e molta pazienza, ma i primi importanti risultati si sono appunto già visti nella seconda parte dello scorso campionato, con la possibilità di lavorare con un gruppo già solido e preparato a questo modello di calcio.
Rispetto all’annata precedente son dunque pochi i cambiamenti fatti nella rosa della Cameratese, eccezion fatta per uno sfoltimento ad una rosa piena di rinforzi in corso d’opera causa i numerosi infortuni della scorsa stagione (i giocatori convocabili in totale erano arrivati a 36): i partenti son stati Bugatti, Burattini e Bastianelli, che hanno tutti e tre appeso gli scarpini al chiodo (Matteo Bastianelli, salutato con una gran dedica da leggenda cameratese, sarà ora il team manager della squadra), Ricci, Amico, Carbonari, Cerioni, Chiappa, Marco e Gianluca Clementi, Ferrantino, Gabrielloni, Gamardella, Gambini, Mosconi e Verdolini. Numerosissimi i partenti per una squadra ora non più in eccesso di elementi e che, nonostante ciò, può sempre contare su altrettanti punti di riferimento dell’ambiente.

La formazione titolare della Cameratese contro l’Atletico Ancona in Coppa Marche
Confermata infatti la fiducia a gran parte degli effettivi della scorsa stagione, simbolo della stima e della fiducia della dirigenza e dell’allenatore. In porta confermato Sellitti, in difesa restano capitan Massi, Monina, Giampaoletti, Schiaroli, Enrico Perucci, Marcelli, Ruzzi, Cionchetti e Samuele Burattini. Confermato in toto il centrocampo dello scorso anno: Bugari, Baldoni, Clementi, Merico, Marconi, Terrè, Samuele Perucci e Belardinelli. I più sostanziosi cambiamenti sono arrivati in attacco, con soli cinque confermati: Beldomenico, Thomas Barattini, Bartolini, Pucci e Ustameta. 23 giocatori confermati, con alcuni rinforzi ideali per puntellare la rosa.
Colpaccio da 90 in porta con l’acquisto di Nicola Bolletta, classe 1998, scuola Jesina ed ex (tra le altre) Biagio Nazzaro, un profilo di esperienza ad alti livelli e con tanta qualità da mettere tra i pali cameratesi. In difesa il nuovo innesto è Alessandro Gioacchini, classe 2000, che torna a vestire la maglia biancoceleste dopo anni di assenza per gli studi universitari. Significativi cambiamenti in attacco, con gli arrivi di Daniele Cionna, classe ’99 scuola Biagio Nazzaro proveniente dalle Torri Castelplanio, Alex Berti, classe 2002 dall’Agugliano Polverigi, Francesco Bugatti, classe 2005 scuola Marina, e Jeffrey Moro, colpo last minute del mercato, classe 2005 scuola Falconarese. Sono dunque 29 i componenti della Cameratese 25/26, una rosa ampia, completa in ogni reparto e ricca di giovani freschi e volenterosi di mettersi in mostra, con qualche profilo d’esperienza per valorizzarne il talento.
La Cameratese ha dunque un chiaro obiettivo nella mente: dare continuità al girone di ritorno dello scorso anno ed essere protagonisti anche nella stagione che sta per iniziare. Ne abbiamo parlato con mister Vitaliano Cosentino, che abbiamo avuto il piacere di ricevere ai nostri microfoni. Ecco le sue parole:
Intervista a mister Cosentino
La scorsa stagione, con una squadra giovane e rivoluzionata, dopo una partenza a rilento siete stati protagonisti nel girone di ritorno: che opinione ha in merito allo scorso anno?
“La rivoluzione dello scorso anno, più che voluta, è stata necessaria. Hanno deciso di lasciare la squadra giocatori molto importanti, 9 calciatori, quasi tutti titolari nelle precedenti stagioni, che hanno trovato casa in categorie superiori. Abbiamo reagito con forza allestendo un gruppo giovane, ma di grande prospettiva, volevamo iniziare un ciclo sapendo che ci sarebbe voluto del tempo per creare i meccanismi necessari. La partenza è stata shock, subito tre sconfitte consecutive in campionato. Per tutto il girone di andata siamo stati perseguitati dagli infortuni. Ti do un dato che riassume la nostra prima parte di stagione, abbiamo tesserato 37 giocatori tra luglio e dicembre, spesso scendevamo in campo in 18. Nonostante le sconfitte, era chiaro a tutti che la strada che stavamo percorrendo fosse quella giusta. I ragazzi hanno iniziato a credere in un calcio di possesso palla a terra fatto di princìpi e hanno scoperto quanto sia divertente giocarlo. Sapevamo che i risultati sarebbero arrivati. Le vittorie diventano una conseguenza quando ti diverti in campo.”
Gran parte del gruppo squadra è stato confermato e, rispetto proprio alla scorsa stagione, ci son stati molti meno rinforzi: che valore ha un gruppo squadra unito e consolidato?
“Le conferme di questa stagione servono per consolidare il progetto. Molti dei ragazzi hanno giocato il primo vero campionato con i grandi e sono cresciuti in modo esponenziale. I ragazzi giovani invece di fare panchina in categorie superiori collezionando 200 minuti in una stagione, dovrebbero giocare in categorie inferiori mettendo nelle gambe 2000 minuti… ma questa è un’altra storia. Abbiamo voluto un mercato mirato, puntando sul nostro splendido ambiente più che sui rimborsi, la Cameratese è una società fatta di persone fantastiche a partire dal presidente Lupinelli e dal direttore Pasqualini, con un campo da gioco bellissimo grazie al mitico Enrico, la loro ricchezza sono serietà e rispetto. Abbiamo preso giocatori funzionali nei ruoli che volevamo. Pensiamo di aver allestito un ottima squadra considerando che il budget per i rimborsi è pari a 0.”
Come ha ritrovato la squadra, in particolar modo i nuovi arrivati, in questa preparazione?
“La preparazione è stata adeguata, io sono maniacale e organizzo il lavoro spesso non pensando alla categoria e alle esigenze di un gruppo di ragazzi che che hanno come giuste priorità famiglia e lavoro. Quindi non mi sento mai pienamente contento, mi piacerebbe avere sempre tutti disponibili e tutti al top… utopia. Ma ringrazio i ragazzi per la disponibilità, abbiamo iniziato la preparazione una settimana prima di tutte le altre squadre di terza categoria e non ho ricevuto una sola lamentela. Questa è la mentalità giusta. Per i nuovi arrivati ambientarsi in questo gruppo è veramente semplice, regna un clima di educazione e rispetto, i pilastri della società, e non manca il divertimento, con me il pallone regna, d’altronde è il nostro strumento di lavoro, l’unico presente in campo durante una partita. Non mi è mai capitato di trovare un “gradone” in mezzo al campo da gioco, anche se in alcuni campi ci siamo andati molto vicino… ma anche la qualità delle strutture sono un’altra storia.”
Quali sono gli obiettivi e le speranze, sue e della società, per questa stagione?
“Abbiamo deciso tutti insieme che l’obiettivo della stagione è la partita di coppa sabato contro l’Atletico Ancona, passata quella lo diventerà l’esordio in casa contro la Giovane Offagna. La partita più importante sarà sempre la prossima. Sappiamo di essere in un un girone, il C Ancona, che chiamare di ferro vorrebbe dire essere teneri. Ci sono delle compagini che hanno avuto la forza, anche economica, di allestire delle vere corazzate. Noi speriamo di continuare a divertici, di farlo attraverso il gioco e come ho già detto i risultati poi diventano una conseguenza.”
Doppio il doppio confronto in coppa contro l’Atletico Ancona infatti affronterete la Giovane Offagna alla prima di campionato. Quanta carica c’è nell’ambiente per l’inizio della stagione?
“L’ambiente ha la giusta tensione, le amichevoli, per quanto i risultati siano stati per lo più negativi, ci hanno consegnato delle certezze e hanno messo in risalto le debolezze. I nostri difetti sono l’aspetto più importante, perché indicano il lavoro da fare. Dobbiamo lavorare sull’umiltà di capire che non sempre si possono dominare gli avversari e che bisogna saper soffrire e lottare. Dobbiamo capire che le partite non sempre si giocano su terreni dove il pallone scorre pulito e in dimensioni consone al gioco calcio, e in quelle situazioni bisogna anche essere brutti e cattivi. Sappiamo su cosa dobbiamo lavorare e lo faremo, tutto ciò che possiamo controllare lo controlleremo, per il resto speriamo anche in un pizzico di fortuna in più rispetto alla passata stagione.”
Giacomo Sassaroli
©riproduzione riservata