Moie / Insieme per combattere i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

Villa Oasi e Associazione Equestre Vallesina in una esperienza sportiva a contatto con la natura e con gli animali, in particolar modo i cavalli

MOIE, 10 ottobre 2024 – Un’esperienza sportiva a contatto con la natura e con gli animali, in particolar modo i cavalli, che possa favorire il miglioramento delle capacità relazionali ed essere un utile strumento di supporto psico – fisico.

Questo è il fine del Progetto avviato ormai da qualche mese da Villa Oasi in collaborazione con l’Associazione Equestre Vallesina e che si sviluppa presso il Campo Equestre di Moie, da quest’ultima gestito.

Villa Oasi è una struttura residenziale che ha sede nell’ ex Convento dei Frati di Montelatiere a San Marcello.

Questa ha il fine di curare persone affette da Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione tramite un percorso ad alta intensità di tipo integrato e multidisciplinare: il programma prevede, infatti, diverse fasi assistenziali sia dal punto di vista psicologico che nutrizionale.

La struttura è gestita da un consorzio di tre cooperative: Cooss Marche, H Muta e Tadamon.

Come illustra la dottoressa Giorgia Pellegrini, responsabile della Residenza, “la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico presso Villa Oasi è rivolta a minorenni a partire dai 14 anni e ai maggiorenni, sia di sesso maschile che femminile. Il percorso si articola in interventi individuali e di gruppo, tra questi alcuni altamente terapeutici ed altri con un taglio maggiormente educativo-ricreativo”.

In merito al Progetto che vede Villa Oasi collaborare con l’Associazione Equestre Vallesina, Pellegrini spiega: “Nel 2024 abbiamo avviato diverse importanti collaborazioni con associazioni del territorio dando vita a progettualità finalizzate alla promozione del benessere e alla cura del paziente. Tra queste spicca quella con l’Associazione Equestre, presso cui i nostri ospiti si recano una volt a settimana per svolgere varie attività e praticare l’equitazione. Questa disciplina è, infatti, sempre più riconosciuta come strumento favorevole nella riabilitazione di varie condizioni psico – fisiche, inclusi i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sia perché tramite la comunicazione non verbale ed il rapporto di fiducia instauratosi tra persona e cavallo si incrementano le capacità relazionali dei singoli, sia perché attraverso l’equitazione si promuove una maggiore consapevolezza del proprio corpo, area spesso problematica per chi soffre di DNA. Mi sento di ringraziare profondamente il Presidente e tutto lo staff dell’Associazione Equestre per la professionalità e il grande spirito che mettono nella loro azione.”

Dal canto suo è proprio il presidente dell’Associazione Equestre Vallesina, Moreno Latini, ad esprimere grande soddisfazione ed entusiasmo per le attività messe in campo. “Da oltre 20 anni, con la nostra associazione gestiamo il Parco Equestre Comunale di Moie e le soddisfazioni più grandi indubbiamente arrivano quando chi frequenta il nostro Parco e partecipa alle nostre attività afferma che qui riesce a trovare serenità e riposo, in un ambiente curato a ridosso delle colline. Noi sentiamo e viviamo il nostro impegno non solo come rivolto unicamente allo sport ma con un grande occhio al sociale: organizziamo centri estivi per bambini, scuola di equitazione di base per passeggiate a cavallo e da ultimo siamo stati coinvolti da Villa Oasi all’interno dei loro progetti educativi e riabilitativi. Questo ci riempie di orgoglio perché viene evidenziata la diversità della nostra realtà e la nostra storia da sempre vicina ai bisogni dei più fragili.”

La collaborazione fra Villa Oasi e Associazione Equestre ha visto l’apprezzamento, oltre che dei ragazzi e delle ragazze coinvolti all’interno delle varie attività, anche delle istituzioni locali.

Roberta Romagnoli, assessore ai servizi sociali del Comune di Maiolati Spontini ha infatti così commentato questa lodevole sinergia creatasi: “Siamo veramente contenti ed onorati che nel nostro territorio si sia venuta a creare una tale concreta collaborazione su una tematica, come i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, di grande rilievo sociale e che ha purtroppo un’incidenza sempre maggiore. – dichiara l’Assessore, che conclude – Ringrazio Villa Oasi e l’Associazione Equestre per la dedizione e lo spirito di comunità con il quale operano.”

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Sport / Piscina e palestra come un farmaco: prove gratis per gli over 65 a Jesi, Moie e Osimo

L’attività fisica come benessere, le confezioni gratis in farmacia. Mirko Santoni: “Studi universitari dimostrano che per ogni ora di attività fisica si vive tre ore in più”

JESI, 10 novembre 2023Ener-Vita 34 è una offerta di salute sia fisica che mentale che si pone come obiettivo quello di promuovere l’attività fisica come medicina naturale per combattere la sedentarietà, uno dei principali fattori di rischio per la salute.

Farmacia Grammercato Jesi – Ener-VITA 34 al banco per gli over 65 insieme ai medicinali

Da subito la Team Marche di Jesi, Moie e Osimo in collaborazione con le farmacie Largo Grammercato (Jesi), Falaschi (Castelbellino Stazione) e San Biagio (San Biagio di Osimo) hanno iniziato a promuovere quello che tutti ormai ritengono che l’esercizio fisico debba essere inserito nel quotidiano non solo per sentirci meglio fisicamente, esteticamente e per essere più sani, ma anche se vogliamo sfruttare al massimo le nostre capacità cognitive e contrastare ansia e depressione evitando quindi di cadere nell’isolamento e nella depressione.

L’esercizio fisico è un perfetto alleato nel trattamento degli stati di ansia, oltre che per tutte le tipologie di depressione, mantenendo l’efficacia anche nei casi di chi non reagisce ai trattamenti farmacologici.

Oggi, dopo i risultati di uno studio condotto dalla Università di Harvard, che ha messo in evidenza che ‘per ogni ora di esercizio fisico si vive tre ore di più’  la Team Marche, in collaborazione con la palestra Body Line, ha messo al servizio delle persone la possibilità di fare attività fisica a vari livelli, e con finalità adattate alla persona.

In particolare, la ricerca effettuata dalla Duke University nel 1999 ha dimostrato come i pazienti trattati con attività fisica presentino risultati migliori sul lungo termine rispetto ai farmaci. Questa ricerca mette altresì in luce come, nonostante i benefici immediati del movimento su umore e mente, per avere risultati a lungo termine e infine la remissione del disturbo sia necessaria la costanza.

Ovviamente l’esercizio fisico non può impedirci di invecchiare e di essere soggetti a disturbi quali ipertensione o diabete, ma può rallentare il processo notevolmente, agendo allo stesso tempo sul sistema cardiovascolare e il sistema metabolico, evitando di creare accumuli di peso e mantenendoci flessibili e mobili.

Se ci si allena, si fa esercizio fisico ci si mette al riparo da altri disturbi quali l’isolamento e la solitudine. Una buona attività fisica spinge a uscire di casa e socializzare, evitando di perdere il senso del quotidiano.

Il progetto ENER-VITA 34 comprende dei programmi di esercizio fisico sia in acqua sia in palestra.

In cosa consiste? Le persone sopra 65 anni avranno a disposizione il numero di riferimento 335.7812775 a cui Francesca, figura incaricata e preparata, risponderà e proverà a risolvere ogni problema logistico oltre che fornire ogni informazione utile.

Il prodotto si presenta in una scatola simile ad un medicinale contenente, al posto della ‘pillola’ degli ingressi validi per 4 sedute di attività: 12 ore di vita in più!

Le confezioni sono già distribuite e ritirabili gratuitamente presso le farmacia sopra menzionate e anche presso le Piscine di Jesi, di Osimo e di Moie di Maiolati e presso la palestra Body Line a Jesi.

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Cos’è la nutraceutica e perché è importante?

Nutraceutica

La nutraceutica è un campo emergente che unisce la nutrizione e la farmaceutica, cercando di trovare soluzioni preventive e terapeutiche attraverso l’utilizzo di sostanze naturali.Questo settore si concentra sull’uso di integratori alimentari e ingredienti funzionali per migliorare la salute e prevenire malattie.

L’importanza della nutraceutica risiede nel fatto che offre alternative naturali ai trattamenti farmacologici convenzionali. Molti integratori alimentari contengono sostanze benefiche per il corpo umano, come vitamine, minerali, antiossidanti e acidi grassi omega-3. Queste sostanze possono aiutare a mantenere equilibrati i livelli di nutrienti nel corpo e ad aumentare le difese immunitarie.

La nutraceutica può svolgere un ruolo importante nella prevenzione di malattie croniche come il diabete, le malattie cardiache e l’obesità. Gli integratori alimentari possono aiutare a ridurre l’infiammazione nel corpo, migliorando così la salute generale.

Inoltre, la nutraceutica può essere utilizzata come parte integrante di una strategia terapeutica per trattare alcune condizioni mediche. Ad esempio, gli integratori contenenti probiotici possono essere utilizzati per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale dopo un ciclo di antibiotici.

È importante notare che la nutraceutica non deve sostituire i trattamenti medici convenzionali, ma può essere utilizzata come complemento per migliorare la salute generale. Prima di iniziare qualsiasi regime nutraceutico, è sempre consigliabile consultare un medico o uno specialista in nutrizione per valutare le proprie esigenze e condizioni di salute.

In conclusione, la nutraceutica offre un approccio integrato alla salute, cercando di sfruttare il potere dei nutrienti per prevenire malattie e migliorare il benessere generale. Con l’aumento della consapevolezza sulla importanza della nutrizione per la salute, questo settore sta diventando sempre più rilevante nella medicina moderna.

Nutraceutica significato

La nutraceutica è un termine che deriva dalla combinazione delle parole “nutrizione” e “farmaceutica”, ed è utilizzato per descrivere alimenti o sostanze naturali che hanno proprietà benefiche per la salute umana. Questi prodotti sono formulati con ingredienti biologicamente attivi, come vitamine, minerali, erbe medicinali e altri composti naturali, che possono avere effetti positivi sulla prevenzione e sul trattamento di alcune malattie.

La nutraceutica si differenzia dai normali integratori alimentari in quanto ha un approccio più mirato alla salute. Mentre gli integratori alimentari forniscono nutrienti essenziali per il corpo, la nutraceutica va oltre e mira a trattare specifiche condizioni o patologie. Ad esempio, esistono prodotti nutraceutici formulati per supportare il sistema immunitario, ridurre l’infiammazione o migliorare la funzione cognitiva.

Questa disciplina si basa su studi scientifici che dimostrano il potenziale benefico dei singoli ingredienti o combinazioni di essi. Tuttavia, è importante sottolineare che i prodotti nutraceutici non sono sostituti dei farmaci tradizionali e dovrebbero essere utilizzati sotto la supervisione di un medico o di un professionista sanitario qualificato.

In conclusione, la nutraceutica rappresenta una promettente frontiera nel campo della salute e del benessere. La sua natura basata sulla scienza e l’approccio mirato alle specifiche esigenze individuali possono offrire opzioni complementari per il mantenimento della salute generale e il trattamento di alcune condizioni specifiche.

A cosa serve la Nutraceutica?

La nutraceutica, una disciplina che unisce la nutrizione e la farmacologia, si occupa di sviluppare e studiare prodotti alimentari con benefici per la salute. Ma a cosa serve esattamente la nutraceutica?

La nutraceutica ha lo scopo di fornire supporto alla salute attraverso l’uso di alimenti o ingredienti alimentari che hanno effetti benefici sul corpo. Questi prodotti possono essere utilizzati per prevenire o gestire alcune malattie, migliorare le funzioni fisiologiche o promuovere uno stato di benessere generale.

Uno dei principali obiettivi della nutraceutica è quello di fornire al corpo sostanze nutritive essenziali, come vitamine, minerali e antiossidanti, che possono essere carenti nella dieta quotidiana. Questi nutrienti possono aiutare a rafforzare il sistema immunitario, migliorare la salute cardiovascolare e sostenere le funzioni cognitive.

Inoltre, la nutraceutica si concentra anche sull’utilizzo di ingredienti attivi derivati da piante o altre fonti naturali per promuovere specifiche funzioni corporee. Ad esempio, alcuni integratori alimentari a base di erbe possono essere utilizzati per favorire la digestione, ridurre l’infiammazione o migliorare il sonno.

È importante sottolineare che i prodotti nutraceutici non sono considerati farmaci e non sostituiscono terapie mediche appropriate quando necessarie. Tuttavia, possono essere un valido complemento ad uno stile di vita sano e ad una corretta alimentazione.

In conclusione, la nutraceutica si pone come uno strumento per supportare la salute e il benessere attraverso l’utilizzo di alimenti o ingredienti alimentari con benefici specifici. Integrare la propria dieta con prodotti nutraceutici può contribuire a promuovere uno stile di vita sano e prevenire alcune malattie.

Che cosa sono gli integratori alimentari?

Gli integratori alimentari sono prodotti che contengono uno o più ingredienti, come vitamine, minerali, erbe o altri composti biologicamente attivi, che vengono assunti per integrare la dieta. Questi prodotti sono disponibili in diverse forme, tra cui compresse, capsule, polveri e liquidi.

Gli integratori alimentari possono essere utilizzati per diversi scopi, come migliorare l’apporto di nutrienti essenziali, supportare la salute generale o promuovere il benessere specifico di un individuo. Tuttavia, è importante sottolineare che gli integratori alimentari non possono sostituire una dieta equilibrata e uno stile di vita sano.

Prima di prendere qualsiasi integratore alimentare, è consigliabile consultare un professionista sanitario qualificato. Questo perché alcuni integratori possono interagire con farmaci o condizioni mediche esistenti e potrebbero non essere adatti a tutti.

Inoltre, è importante scegliere integratori alimentari di alta qualità da fonti affidabili. Leggere attentamente le etichette dei prodotti e cercare informazioni sul produttore può aiutare a garantire l’acquisto di un prodotto sicuro ed efficace.

Infine, ricordate che gli integratori alimentari non sono soggetti alla stessa regolamentazione rigorosa dei farmaci. Pertanto, è fondamentale fare ricerche approfondite e basarsi su fonti affidabili prima di assumere qualsiasi tipo di integratore alimentare.

In conclusione, gli integratori alimentari possono essere utili per supportare una dieta equilibrata e uno stile di vita sano, ma devono essere assunti con cautela e sotto la supervisione di un professionista sanitario qualificato.




Benessere / Conoscere e controllare la fame nervosa

Disturbo alimentare che ci porta a mangiare in maniera compulsiva e irrefrenabile pur non avendo fame o una reale necessità fisiologica di alimentarci

 

 

a cura della dott.ssa Ciciliani Simona Biologa Nutrizionista

 

 

 

VALLESINA, 23 maggio 2023 – La fame nervosa (denominata anche eating emozionale, fame da stress o fame compulsiva) è un disturbo alimentare che ci porta a mangiare in maniera compulsiva e irrefrenabile pur non avendo fame o una reale necessità fisiologica di alimentarci. Si tratta di una fame impulsiva e irrazionale, che non si ferma anche dopo aver mangiato grandi quantità di cibo, che ci fa consumare cibi con determinati sapori, odori e consistenze e che lascia spazio a sensi di colpa e frustrazione.

È molto diversa dalla fame fisiologica. Quest’ultima, infatti, compare in maniera graduale, lascia spazio all’autocontrollo, non fa distinzione tra le pietanze (tutto sembra buono, anche un piatto di sane verdure) e non lascia sensi di colpa.

Le cause di questo fenomeno possono essere molteplici e di origine sia biologica che emotiva.

Stress

Quando è lo stress a causare la fame nervosa avviene il coinvolgimento di ormoni quali adrenalina e noradrenalina prima, cortisolo e leptina in seguito. Questi influenzano pesantemente il metabolismo corporeo. Il cortisolo mobilita i grassi e gli zuccheri di riserva che vengono utilizzati o depositati a livello viscerale, incrementa il desiderio di cibi altamente calorici e con esso la fame nervosa. La grelina, ormone oressante prodotto da pancreas e stomaco dopo un lungo digiuno o in caso di stress o di sonno insufficiente, aumenta ancora di più la fame.

Quando le cause di fame nervosa sono stress ma anche frustrazione, rabbia, solitudine e noia, è fondamentale allontanarsi dalle fonti di stress e praticare una regolare e piacevole attività fisica come yoga, meditazione o semplicemente una camminata, senza dimenticare di eseguire una corretta respirazione. Di grande aiuto sono anche tisane e infusi a base di erbe rilassanti come tiglio, melissa, valeriana, arancia amara e biancospino.

Cattiva masticazione

Esistono anche molte azioni scorrette che possono portare a mangiare in maniera incontrollata ed impulsiva, tra queste la cattiva masticazione. Al contrario, masticare bene e lentamente favorisce l’arrivo della sazietà “cerebrale”, oltre che una buona digestione. Per questo motivo si consiglia di impiegare almeno 15-20 minuti a pasto (tempo richiesto dal cervello per “analizzare” il contenuto del piatto), di posare le posate mentre si mastica e di gustare appieno ogni boccone, evitando di distrarsi guardando il cellulare o leggendo il giornale durante il pasto.

Dilatazione dello stomaco

Lo stomaco è un organo molto elastico ed è capace di dilatarsi dopo un periodo prolungato di eccessi. Questo, naturalmente, ritarda l’arrivo del senso di sazietà. In tal caso è utile consumare verdura cruda prima di ogni pasto e ad ogni necessità, anche come spezzafame o negli spuntini notturni, prediligere cibi ricchi di fibre a quelli raffinati (più sazianti e meno calorici) e bere acqua prima del pasto. È bene anche fermarsi poco prima di raggiungere la piena sazietà quando si mangia.

Pasti inadeguati per qualità o quantità

La buona e corretta alimentazione in un soggetto sano prevede di pasteggiare ogni 3-4 ore nella fase di veglia e di combinare gli alimenti al fine di rendere ogni pasto il più completo possibile, ovvero composto da fibre, carboidrati, proteine e grassi bilanciati tra loro. Se questo non avviene correttamente può essere compromesso l’arrivo del senso di sazietà. Perciò si consiglia di evitare i digiuni e prestare attenzione alla preparazione delle pietanze, prediligendo cibi semplici e genuini ed evitando snack o spezzafame o altri cibi industriali troppo raffinati.

Dipendenza da cibi industriali

Generalmente i cibi industriali sono altamente raffinati e ricchi di calorie “vuote”, ovvero poveri di vitamine, sali minerali e nutrienti veri e propri. Non solo: hanno una composizione studiata appositamente per raggiungere il “bliss point” (ovvero il punto di massima beatitudine indotta da un alimento) e stimolare glicemia e recettori nervosi dando dipendenza con gli stessi meccanismi di fumo, alcol e droghe. Per questo è importante evitare i cibi che danno assuefazione e, se si è già entrati nel circolo vizioso, resistere per almeno 3-4 giorni alle tentazioni in modo da uscire dalla fase di astinenza.

Fase pre-mestruale

Molte donne soffrono di fame compulsiva nel periodo premestruale a causa di un calo dei livelli di zuccheri nel sangue e di serotonina. Quest’ultimo è un neurotrasmettitore che, oltre a svolgere un ruolo nella regolazione del sonno e della temperatura corporea, partecipa al controllo del tono dell’umore, alla gestione dell’appetito e alla regolazione degli ormoni sessuali femminili. Per questo motivo è molto utile consumare cioccolato extra fondente o direttamente cacao amaro in polvere, dato che questo stimola la produzione di endorfine (dette anche “ormoni della felicità”), sostanze prodotte dal cervello e dotate di proprietà analgesiche. Anche praticare anche attività fisica regolarmente aiuta stimolando la produzione di endorfine. Può essere utile anche incrementare l’introito di magnesio e omega-3, evitando i cibi raffinati e preferendo frutta secca e cibi integrali o utilizzando direttamente magnesio in polvere (meglio se del tipo pidolato o completo).

Sonno

Dormire troppo poco (si parla di almeno 6 ore al giorno) e non dare il giusto riposo al corpo vuol dire generare stress e produrre più adrenalina, più cortisolo, più grelina e quindi, come già spiegato sopra, causare fame nervosa. Al contrario, garantire al corpo un buon riposo favorisce la produzione dell’ormone leptina (l’ormone della sazietà). A tal fine può essere utile ricorrere a piante rilassanti o alla melatonina per regolarizzare il ciclo sonno-veglia.

Farmaci

Purtroppo i farmaci cortisonici e antidepressivi possono stimolare una fame impulsiva. Il cortisone, in particolare, è un ormone utilizzato come farmaco per le sue proprietà antinfiammatorie e immunosoppressive. Nonostante l’indubbia utilità in numerose patologie, il cortisone può causare effetti collaterali di diverso tipo e intensità come iperglicemia, osteoporosi, perdita di massa muscolare, aumento dell’appetito, ritenzione idrica, aumento di peso, accumulo di grasso corporeo su addome, collo e viso, riduzione della risposta immunitaria verso le infezioni, sbalzi di umore, ciclo mestruale irregolare, problemi alla pelle, insonnia e irsutismo. Si tratta per lo più di effetti legati alla somministrazione orale e ad un uso cronico del cortisone, molto meno frequenti quindi in caso di somministrazione topica e assunzione occasionale e per brevi periodi.

È chiaro, dunque, che le cause di fame nervosa possono essere molteplici e di origine sia biologica che emotiva. L’istinto di mangiare in maniera impulsiva trova origine già ai tempi dei nostri antenati, quando i circuiti nervosi si sono evoluti per aiutarci a procacciare cibo e fare scorte metaboliche per i possibili lunghi digiuni forzati. Ad oggi, inoltre, esistono numerose occasioni per sovralimentarci e un’enorme varietà di alimenti gustosi creati per tentare e dare dipendenza. Nonostante ciò, possiamo lavorare su determinati fattori, cruciali per ridurre la fame nervosa e controllare i nostri istinti.

Dr.ssa Simona Ciciliani

simonaciciliani@gmail.com

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Benessere / Cetriolo, un ortaggio ipocalorico e dissetante

Un cibo fresco e dissetante, non molto nutriente, ma proprio per questo è particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche

 

 

a cura della dott.ssa Ciciliani Simona Biologa Nutrizionista

 

 

VALLESINA, 25 aprile 2023 – Il cetriolo, Cucumis sativus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, è parente prossimo di zucche, zucchine, melone e cocomero e trova la sua origine in India. Si tratta di una pianta strisciante o rampicante ed il suo frutto è cilindrico e allungato, con polpa bianca, fresca e croccante. Il sapore può andare dal dolce all’amarognolo e, a seconda delle varietà, può presentare o meno semi commestibili.

Il cetriolo è un cibo fresco e dissetante, non molto nutriente, ma proprio per questo è particolarmente indicato nelle diete ipocaloriche.

Cento grammi di cetriolo apportano:

– molta acqua (rappresenta il 96% del peso);

– appena 14 kcal;

– un contenuto minimo di grassi (appena 0,5 grammi) e proteine (circa 0,6 grammi);

– pochissimi zuccheri, con variazioni correlate al grado di maturazione (massimo 2 grammi);

– modeste quantità di vitamina K, vitamina C, vitamina B6 e folati;

– minerali come potassio, rame e magnesio.

Il gusto amaro che presentano alcuni cetrioli è dovuto alla presenza di cucurbitacine, ovvero terpenoidi che la pianta accumula per proteggersi dall’attacco di parassiti.

Queste sostanze mostrano attività epatoprotettiva, antinfiammatoria, antimicrobica, antidiabetica, e antiossidante.

Sono in studio anche i possibili effetti analgesici, ipoglicemizzanti e antitumorali.

Al momento dell’acquisto, occorre fare attenzione e scegliere solo i cetrioli sodi, compatti, dalla buccia verde, lucida, priva di macchie e aree giallastre.

Evitate frutti appassiti o di dimensioni eccessive che potrebbero presentare un forte retrogusto amaro.

Il cetriolo si consuma in genere crudo. La buccia può essere eliminata o meno, a seconda dello spessore e della tolleranza individuale, assicurandosi che non sia stata trattata con cera per renderla più lucida.

I semi, se abbondanti e coriacei, dovrebbero essere eliminati.

Nella dieta mediterranea il cetriolo è protagonista di insalate e piatti freschi, insieme a pomodori, olive, peperoni, formaggi, erbe aromatiche e olio extra vergine di oliva.

È utilizzato anche per preparare salse con yogurt, aglio e aneto nello tzatziki (tipico piatto greco) o zuppe fredde con peperoni, pomodori, pane e aromi nel gazpacho (pietanza caratteristica della Spagna).

Questa estate, nelle giornate più calde, saprete come difendervi: un bel piatto di cetrioli “rinfrescanti”!

Dr.ssa Simona Ciciliani

simonaciciliani@gmail.com

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Benessere / Frittura, vantaggi e rischi nutrizionali

Se di qualità può essere consumata anche 1 volta a settimana, usando moderazione nelle quantità e nell’aggiunta di sale

 

 

a cura della dott.ssa Ciciliani Simona Biologa Nutrizionista

 

 

VALLESINA, 9 febbraio 2023 – Oggi parliamo di frittura: probabilmente la modalità di cottura più soggetta a critiche e controversie.

Si tratta di un processo durante il quale l’alimento viene immerso in una sostanza grassa bollente. È una modalità di cottura ottima per il pesce e gli ortaggi, in quanto permette di preservarne iodio e nutrienti vari, accentuare il gusto e dare croccantezza.

Svantaggi

È uno dei sistemi di cottura più complessi in quanto non è facile individuare il tempo e la temperatura di cottura corretti, che dipendono dallo spessore del cibo da cuocere e dalla natura del grasso di cottura.

Di estrema importanza è la scelta dei grassi migliori, ovvero quelli con un alto punto di fumo. Raggiunta tale temperatura, infatti, i grassi si degradano perdendo gran parte dei microelementi benefici per la salute e causando la formazione di sostanze indigeribili e tossiche (come l’acroleina e l’acrilamide).

Il grasso di cottura migliore è l’olio EVO grazie al punto di fumo alto (180°C) e alla ricchezza di antiossidanti che lo rendono stabile anche in presenza di ossigeno e alte temperature. Ottimo anche l’olio di arachide (punto di fumo = 180°C), particolarmente adatto alle cotture a elevate temperature e alle fritture perché più stabile al calore.

Vantaggi

Si tratta di un processo chimico centripeto: il grasso bollente dall’esterno fa sprigionare vapore dall’interno dell’alimento man mano che cuoce, senza penetrare all’interno (un buon fritto, quindi, mantiene tracce di umidità e assorbe poco olio).

Una buona frittura minimizza la perdita di vitamine idrosolubili (ovvero solubili in sostanze acquose) e minerali (come lo iodio) e preserva al massimo i nutrienti interni. La disidratazione veloce e la minima impregnazione lipidica (soprattutto se confrontata con cotture al forno o ripassati in padella) fungeranno da stimolo per le attività epatobiliari.

In conclusione

Se non si hanno particolari problematiche gastro-intestinali o epatiche e si rispetta un sano regime alimentare, una frittura di qualità può essere consumata anche 1 volta a settimana, sempre usando moderazione nelle quantità e nell’aggiunta di sale.

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CUCINA&MELODIE / Insetti a tutti i gusti: scopriamo insieme il cibo del futuro!

La popolazione globale sta aumentando sempre di più e gli allevamenti animali e l’agricoltura intensiva non bastano più ma soprattutto non sono più sostenibili a livello ambientale!

Benvenuto nel mio Blog CUCINA&MELODIE, io sono Anna Maria Giretti e insieme faremo un bellissimo viaggio nel Food World.

Grazie ai moltissimi studi che da tempo vengono effettuati sugli insetti, molti esperti di settore sono arrivati alla conclusione che gli insetti possano rappresentare un’ottima alternativa per soddisfare il fabbisogno alimentare della popolazione in crescente espansione.

Nel mondo siamo ormai arrivati ad essere più di 8 miliardi e purtroppo il nostro pianeta sta soffocando e le risorse che pensavamo potessero essere inesauribili iniziano a scarseggiare sempre di più! In questi ultimi giorni abbiamo tutti sentito l’approvazione da parte dell’Unione Europea nei confronti della “FARINA DI GRILLO“.

Molti nutrizionisti e docenti universitari la definiscono un passo in avanti molto importante per scardinare le nostre abitudini e pensare alla sostenibilità ambientale e non solo… in un recente report pubblicato dalle Nazioni Unite viene valutato l’impatto ambientale dell’allevamento animale, nello specifico per quanto riguarda “il consumo di acqua“: si stima che per la produzione di un chilo di carne di maiale siano necessari 3.500L di acqua, 2.300L per un chilo di carne di pollo e addirittura… 4.3000L per un chilo di carne di vitello. In più, anche l’anidride carbonica emessa per produrre un chilo di carne di vitello è pari a 150Kg.

Parlando di insetti invece, possiamo dire che esistono più di 2.000 insetti commestibili nel mondo, e che 2,5 miliardi di persone nei paesi tropicali hanno da tempo iniziato a farne uso a livello alimentare, sfruttando al massimo ogni peculiarità di questo “Novel Food“.

Gli insetti nella quotidianità alimentare di molti paesi!

Cercando in internet mi sono imbattuta in un articolo che parlava di una coltivatrice australiana di insetti, determinata a fare la differenza.

Olympia Large, è la fondatrice e CEO di “GOTTERÀ”, una delle sette aziende agricole di insetti commestibili in Australia e la cosa interessante è che sa benissimo ogni passo da compiere, infatti: ha sviluppato un sistema di produzione completamente automatizzato che produce più di 250 chilogrammi di vermi da pasto ogni mese.

I suoi vermi della farina sono allevati in scatole poco profonde e ordinatamente impilate su scaffali in un capannone buio e caldo. Un grande braccio robotico controlla le condizioni di produzione e distribuisce il cibo agli insetti, anche se una piccola squadra di agricoltori li controlla quotidianamente.

Passate sei settimane, i vermi entrano nella fase di massimo sviluppo ed è il momento di raccoglierli. Vengono congelati o disidratati, a seconda della preparazione quando sono ancora freschi.

In Australia, gli insetti sono considerati animali da allevamento, perciò vige la stessa normativa presente sugli animali da allevamento in termini di standard alimentari.

Perchè dobbiamo iniziare a mangiare insetti?

Se andiamo a vedere qual’è impatto nutrizionale degli insetti, posso darvi delle piccole indicazioni che ho appreso grazie all’Università di Camerino e al mio corso di laurea in Scienze Gastronomiche, dove da tempo, facciamo seminari proprio sugli insetti e l’alimentazione.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, gli insetti rappresentano alimenti di tutto rispetto se comparati alla carne. Il contenuto proteico di locuste e cavallette varia dal 18% al 32% a seconda della specie, quello dei grilli varia dall’8% al 25% e per i bachi si parla di numeri intorno al 15%. Se andiamo a paragonarli alla carne, il contenuto delle proteine nella carne di vitello si aggira intorno al 22% e tale valore si osserva anche per alcune specie di pesci.

Stiamo parlando di proteine ad alto valore biologico, poiché contengono tutti gli aminoacidi essenziali di cui l’uomo a bisogno. Sono inoltre ricchi di grassi insaturi, fibre, vitamina D, minerali e ferro.

Esistono rischi per la salute?

I rischi per la salute umana sono riassunti nel dossier prodotto dall’ANSES, “L’AGENZIA NAZIONALE FRANCESE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE”, possiamo dire che i rischi sono equivalenti a quelli di altri prodotti alimentari: microbiologici, germi patogeni, chimici per contaminazione di metalli pesanti, fisici o allergenici. Gli insetti sono abbastanza simili ai crostacei e le persone allergiche ai crostacei sono probabilmente allergiche anche agli insetti, esistono rischi per la salute associati alle operazioni di allevamento intensivo che consentono un’ampia diffusione, quindi grazie a delle norme specifiche il tutto sarà pian piano normalizzato e ben controllato.

Vi ricordo che sono presente nei social più famosi quali: Instagram e Facebook , in più ho anche dei miei #hastag personali che sono #cucinaemelodie #provateafarloanchevoi.

Cucina&Melodie

Anna Maria Giretti




Benessere / Depurarsi dopo le festività natalizie

Come recuperare una buona forma psico-fisica dopo gli eccessi alimentari e di sedentarietà legati alle festività appena trascorse

 

 

a cura della dott.ssa Ciciliani Simona Biologa Nutrizionista

 

 

VALLESINA, 3 gennaio 2022 – Le festività sono un periodo di convivialità e gioia, ma spesso anche di eccessi alimentari e sedentarietà.

Per questo superate le feste e giunti al nuovo anno occorre lavorare su alcuni aspetti per recuperare una buona forma psico-fisica.

1. Il primo obiettivo è contrastare il gonfiore addominale evitando di commettere un errore comune e frequente, ovvero mescolare più tipologie di secondi piatti o più di due o tre tipologie di verdure diverse in uno stesso pasto, in modo tale da favorire i corretti processi digestivi. Per chi ha un intestino facilmente infiammabile o soffre di intolleranze a lattosio o lievito occorre anche evitare latticini e formaggi contenenti lattosio (meglio se delattosati o a lunga stagionatura) e pane, pizza e prodotti fermentati contenenti lievito (a meno che tostati o preparati con lievito madre). Vale invece sempre il consiglio di limitare l’assunzione di zuccheri semplici, responsabili di fermentazione intestinale e meteorismo, e di consumare ogni pasto lentamente e masticando accuratamente. La depurazione passa anche da una corretta igiene intestinale. Bere 1 bicchiere di acqua tiepida con 1 spicchio di limone o 1 cucchiaino di bicarbonato o di magnesio pidolato il mattino a digiuno è un metodo molto efficace per riattivare il riflesso gastrocolico e favorire l’evacuazione. Chi soffre di stitichezza può favorire il transito anche consumando semi di lino (da masticare o macinare) o di chia (da mettere in ammollo almeno 15-20 minuti prima del consumo) a colazione o nello yogurt o nelle verdure, o prediligendo come frutta il kiwi o la mela o la pera. Inoltre, anche in caso di apporto calorico ridotto, non deve mai mancare sui nostri piatti l’olio extra vergine di oliva con una dose giornaliera media di 3 cucchiai al giorno da aggiungere a crudo sulle verdure.

2. Il secondo obiettivo è combattere lo stato infiammatorio causato dagli eccessi alimentari. A tal fine occorre ridurre il consumo dei zuccheri semplici (zucchero di canna e fruttosio compresi) e dei carboidrati ad alto indice glicemico (come dolci e farine raffinate), consumare quotidianamente 2 porzioni di frutta fresca e almeno 3-4 porzioni di verdura di stagione. Per combattere gli stati infiammatori è fondamentale anche ridurre il consumo di cibi ricchi di grassi saturi e di omega-6 (come carni grasse, burro, grassi animali in genere) ed incrementare l’uso di cibi ricchi di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 (come pesce azzurro, semi di chia e di lino, noci).

3. Il terzo obiettivo è favorire la depurazione epatica. Anche in questo caso occorre ridurre il consumo di zuccheri semplici, carboidrati raffinati e grassi saturi, ma è utile anche incrementare il consumo di piante contenenti sostanze amare (come carciofi, cicoria, rucola, radicchio) che stimolano la depurazione del fegato e la secrezione di bile ed aiutano ad abbassare il colesterolo LDL.

4. Per chi ha ricevuto una brutta sorpresa salendo sulla bilancia ci si può porre un quarto obiettivo: perdere peso. Favorisce il dimagrimento il consumo di verdura a ridotto apporto calorico o a “calorie negative” (come finocchio e indivia) e frutta con proprietà drenanti o termogeniche (come ananas e pompelmo). È importante anche fare movimento in generale per almeno 30-60 minuti al giorno e praticare attività fisica più intensa a giorni alterni, diversificandone la tipologia. È però fondamentale che la perdita di peso passi per un buon dimagrimento, che non causi perdita di massa magra ma calo di massa grassa e ritenzione idrica. Ciò avviene solo se i pasti sono ben bilanciati e completi (ovvero composti da carboidrati, proteine, grassi e fibre nelle giusta proporzioni) e regolari (ogni 3-4 ore di veglia).

Non mi rimane che augurarvi un buon 2023!

 

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Benessere / Feste di Natale, dieci regole per star bene a tavola

I consigli della dr.ssa Simona Ciciliani, Biologa Nutrizionista, per gestire gli eccessi natalizi seguendo le buone abitudini  

 

 

a cura della dott.ssa Ciciliani Simona Biologa Nutrizionista

 

 

JESI, 14 dicembre 2022 – Le feste di Natale stanno arrivando e con esse tante deliziose cibarie da condividere con gli amici e la famiglia. Per evitare brutte sorprese a gennaio, durante l’incontro con la bilancia, occorre però gestire gli eccessi natalizi con un occhio di riguardo. Ecco il decalogo che ci può aiutare.

1. Non è necessario mangiare meno nei giorni precedenti il Natale: ciò porterebbe più fame nei giorni ipercalorici e cellule maggiormente disposte ad assimilare i nutrienti. Una volta giunti davanti alla tavola imbandita è bene consumare piccole porzioni di ogni cibo, senza rinunciare alle portate principali (atteggiamento fruttuoso per il corpo ma demoralizzante per la mente), evitando le grandi quantità e il bis.

2. È sempre valido il consiglio di mangiare lentamente e assaporare ogni boccone, dato che il senso della sazietà arriva dopo circa 20 minuti dall’inizio del pasto, perciò conviene mangiare con calma per saziarsi prima e con maggior facilità. Masticare attentamente, inoltre, facilita l’intestino nella gestione dei processi digestivi. Un altro segreto è appoggiare la forchetta ad ogni boccone e concentrarsi sulla conversazione con il vicino di tavola.

3. Bere 1-2 bicchieri d’acqua prima e durante i pasti può aiutare la digestione e può aumentare il senso di sazietà, soprattutto quando le quantità di cibo da gestire sono elevate. Attenzione però a non esagerare: un eccesso di acqua rallenterebbe la digestione per l’eccessiva diluizione degli enzimi digestivi.

4. È bene identificare i giorni in cui ci si concederanno gli strappi per programmare efficacemente anche i giorni di recupero e bilanciare così l’introito calorico. Riduciamo inoltre le tentazioni evitando di tenere dolci e avanzi in casa che ci portano a pensare “inizio a stare attento da domani”.

5. Di solito in occasione delle feste le verdure sono relegate ai margini del pasto, quando ormai siamo pieni e non c’è più spazio per altro nello stomaco. È bene invece consumarle prima dei pasti, da soli (prima di recarsi al ristorante) o in compagnia (proponendo crudità di verdure come antipasto). Sono fondamentali per dare senso di sazietà, favorire una corretta digestione e un buon transito intestinale.

6. Arrivati al dolce è bene tenere a mente questa frase: “Non mangiate nessuna cosa che la vostra bisnonna non avrebbe riconosciuto come cibo” (Michael Pollan): i dolci fatti in casa sono più genuini e hanno meno ingredienti nascosti, mentre quelli industriali sono ricchi di calorie vuote, ovvero non in grado di apportate vitamine e sali minerali. E ricorda che una fetta di panettone o pandoro apporta circa 500 Kcal, ovvero circa ¼ del fabbisogno energetico giornaliero di una donna di media età.

7. È importante anche non esagerare con la frutta, sia perché consumata a fine pasto tende a rallentare la digestione favorendo il gonfiore addominale, sia perché apporterebbe ulteriore calorie. Sulla frutta secca è ancora più importante la moderazione: è un ottimo alimento, ma molto calorico.

8. Attenzione anche agli alcolici, perché contengono molte calorie “vuote”: un bicchiere di vino contiene mediamente 80-120 kcal, un bicchierino di amaro 100-200 kcal, un calice di spumante mediamente 70 kcal. Quindi si al brindisi, no agli eccessi.

9. Per controbilanciare l’introito calorico è fondamentale aumentare le uscite facendo movimento. Basta un’attività a bassa intensità (una corsetta di 30 minuti, 1 oretta di bicicletta o di passeggiata in riva al mare).

10. È comunque importante godersi le feste senza ansia. Il peso benessere non si crea né si distrugge in 15 giorni, ma necessita di periodi molto più lunghi. L’importante è seguire buone abitudini per la maggior parte del tempo.

Quindi … BUONE FESTE! 

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