Eventi / Presentato il libro “1976-2025 mezzo secolo di sport a Jesi”

Al Circolo Cittadino l’ultimo lavoro dello storico giornalista sportivo Evasio Santoni. Un’antologia appassionata di ricordi, eventi, campioni ed iniziative sportive che hanno reso celebre la città di Federico II in tutta Italia e anche oltre

JESI, 30 agosto 2025 – “1976-2025 mezzo secolo di sport a Jesi”.

Questo il titolo dell’ultima fatica letteraria dello storico giornalista pubblicista e scrittore Evasio Santoni.

Jesino doc, originario del quartiere del San Giuseppe classe 1953, Santoni ha letteralmente visto e vissuto sulla propria pelle, prima come appassionato e poi da addetto ai lavori, l’evoluzione dello sport nella città di Federico ll.

In oltre cinuanta anni di carriera giornalistica, nella serata di ieri pomeriggio presso il Circolo Cittadino di via XX Settembre, è stato presentato il personalissimo tributo del giornalista jesino alle tante sfaccettature della vita sportiva della propria città.

L’evento, avuto luogo preso la sala del lampadario gremita di sportivi, vecchi amici, autorità, professionisti e tanti curiosi, è stata presentata dal giornalista Daniele Bartocci e presieduta dallo stesso scrittore e da Daniele Bedetti della Life Color Communication, che ne ha curato l’edizione stampa e il video introduttivo.

La conferenza è iniziata per l’appunto con un video, ad opera dello stesso Bedetti, che riassume perfettamente il significato essenziale che ricopre lo sport nella vita di uno jesino. Dalla prima squadra di calcio della città passando per l’arcinota scherma ma anche ciclismo, basket, volley e molto altro per una città che ha fatto dello sport in ogni sua sfaccettatura uno stile di vita e un marchio di fabbrica noto ormai a livello nazionale, e anche oltre.

Bedetti anticipa la trattazione omaggiando innanzitutto la splendida struttura del Circolo Cittadino, fiore all’occhiello che il prossimo anno spegnerà 150 candeline e da sempre teatro di eventi, convegni e serate. Un orgoglio cittadino ammirato in tutta la penisola che merita di essere sostenuto e valorizzato, frequentato specie in passato da molte celebrità.

E dopo i saluti istituzionali comunali rappresentati da Luca Polita e del Presidente del circolo cittadino il dott. Paolo Crognaletti e agli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa, si passa alla trattazione vera e propria.

Santoni inizia con una dedica speciale: “Per chi ha vissuto le vicende sportive jesine degli ultimi 50 anni e chi se ne voglia fare un’idea. Basti vedere la sala oggi piena di giornalisti, dirigenti, atleti, sportivi, curiosi e tanti appassionati di vecchia data che sanno perfettamente cosa significhi lo sport per uno jesino: passione e orgoglio, dove si è visto e vinto di tutto. Dal 1976, anno delle prime concittadine Doriana Pigliapoco e Susanna Batazzi protagoniste delle Olimpiadi di Montreal in Canada, agli ultimi calci di Roberto Mancini al San Sebastiano prima del salto decisivo al Bologna. Le ultime corse di Giancarlo Polidori, il quale portò la Jesi ciclistica in tutta Europa ai primi passi di un giovanissimo Sandro Ciccarelli, poi campione italiano Dyanecross 1983 e allenatore del Calcio a 5 di Jesi in serie A. La lista è lunga e ricca, frutto di un lavoro arduo e intenso, come d’altronde è la vita di un giornalista”.

Così rimarca l’autore il quale non nasconde una certa emozione misto ad entusiasmo.

Un elogio ai campioni che hanno reso celebre la città leoncella ma anche alle tante iniziative che hanno nominato “Jesi città europea dello sport” come è stata insignita nel 2014. Dal Panathlon Club Jesi al CSI (Centro Sportivo Italiano) alla UISP (Unione Sportiva Italiana Sportpertutti), alla Fondazione Cardinaletti, all’inedito premio Fair Play. Istituto nel 2001 dal club di Jesi, una specie onorificenza attua a premiare chi si distingue nei valori dell’etica dello sport.

Tante testimonianze da parte dei molti gli ospiti intervenuti e che hanno contributo esponenzialmente all’arricchimento del libro, tra ricordi ed emozioni.

Obiettivo? Elogiare la Jesi sportiva, quella che è stata, ma con uno speciale augurio: ricordare il passato per sperare in un futuro con altrettante pagine di storia sportiva leoncella da scrivere per le nuove generazioni, e non solo.

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Calcio / Biagio Nazzaro Chiaravalle-Ancona: le dichiarazioni dei mister Bedetti e Gadda

Al termine dell’amichevole di ieri al Comunale di Chiaravalle tra Biagio Nazzaro e SSC Ancona, le dichiarazioni dei due allenatori. Due formazioni ancora in crescita e costruzione, con ancora molto da dimostrare ma con tanta voglia di fare.

CHIARAVALLE, 19 agosto 2024Penultimo allenamento congiunto  quello delle due formazioni affrontatesi ieri al Conunale di Chiaravalle (leggi qui). Altra occasione proficua per mettersi alla prova, testare le proprie abilità e allo stesso tempo cercare di smussare quegli spigoli ancora persistenti. Chi da una parte, chi dall’altra. E questo lo sanno bene i due allenatori Massimo Gadda per l’Ancona e Daniele Bedetti per la Biagio Nazzaro Chiaravalle. In maniera onesta e sincera, nel post gara esprimono le loro considerazioni facendo il punto delle rispettive situazioni.

Un frammento di Biagio Nazzaro-Ancona (foto di Enrico Libani)

Ancona, mister Gadda: “Le risposte sono positive, i ragazzi hanno il giusto atteggiamento”

“Al di là del risultato sono contento, ho ricevuto risposte positive – esordisce Massimo Gadda, allenatore dei dorici ospiti -. Un allenamento un po’ sotto ritmo rispetto agli altri, ma ci sta. Abbiamo provato ad essere propositivi. Sappiamo che c’è ancora da migliorare, ci sono tanti margini per crescere ma i ragazzi hanno il giusto atteggiamento”. Una squadra che, pur non dimostratasi ancora letale al punto giusto, ha comunque dato segnali positivi di coesione per un gruppo che gradualmente, inizia ad essere sempre più unito.

Massimo Gadda e Vincenzo Guerini

“Questi allenamenti congiunti – prosegue il mister dell’Ancona – servono proprio a conoscersi, a migliorare la condizione e ad aumentare il minutaggio. Anche se contro squadre di categorie inferiori, il lato positivo è che cerchiamo comunque di creare palle gol, rischiando pochissimo. Abbiamo dei difetti che devono essere migliorati ma per costruire una squadra solida occorrono persino mesi, e noi abbiamo ad oggi una preparazione di circa 10 giorni. Perciò, dobbiamo essere contenti e consapevoli. Abbiamo affrontato una buona squadra di Promozione, la Biagio Nazzaro, che ha saputo difendersi. Sono certo che in campionato potranno fare bene”. 

Attesa anche per l’ultima prova estiva nel derby di mercoledì prossimo 21 agosto ore 18,30 (probabilmente allo Stadio Sorrentino di Collemarino) contro i neo promossi in Eccellenza, i Portuali: “Sarà una bella giornata di calcio contro una squadra di Ancona in vista del primo impegno ufficiale di stagione, l’altro derby, ossia il primo turno di Coppa Italia contro la Recanatese”.

Biagio Nazzaro Chiaravalle, Bedetti: “Bene la fase difensiva, stiamo continuando il percorso di crescita. Preferisco che i gol arrivino nelle gare ufficiali”

Altrettanto soddisfatto della giornata, ma altresì conscio delle criticità della propria squadra, mister Daniele Bedetti della Biagio Nazzaro Chiaravalle: “Giocavamo contro una formazione che gioca in due categorie superiori alla nostra – ha detto – benché anche loro abbiano trovato le loro difficoltà nella costruzione della rosa, ma, ad ogni modo, l’Ancona ha pur sempre giocatori di categorie importanti. Da parte nostra, abbiamo fatto un buon test. Bene nella fase difensiva, ma sotto questo aspetto siamo già inquadrati. Dalla parte offensiva, abbiamo pure creato qualche trama interessante contro un avversario importante. Ad ogni modo sono soddisfatto, perché stiamo continuando il nostro percorso di crescita. Siamo determinati a continuare su questa via cercando sempre di migliorarci, specie nella fase realizzativa”.

Mister Daniele Bedetti

Riguardo le difficoltà riscontrate proprio nel fare gol, ammette: “Ci siamo scontrati contro difensori di categoria come Codromaz, ad esempio, in grado di fare la differenza pure in D, quindi bisogna soppesare tutti i fattori della situazione. Abbiamo creato comunque qualcosa di positivo, vedremo se nei prossimi impegni riusciremo ad attuare gli accorgimenti presi negli allenamenti settimanali. Rimango positivo, il calcio estivo lo intendo più come una preparazione, quello che conta è che i miei ragazzi arrivino pronti e sappiano incidere durante la stagione vera e propria, anche se pure oggi abbiamo avuto in mano diverse occasioni gol. Preferisco che arrivino, comunque, quando iniziano le partite che contano”.

Circa i prossimi impegni, come l’ultimo test contro la Filottranese (sabato 24 agosto a Chiaravalle), Daniele Bedetti mantiene un atteggiamento calmo, ma comunque solido. “Dovremo – conclude – mantenere lo stesso piglio e concentrazione come fatto fino ad ora, rimanendo ordinati dal punto di vista difensivo. Meno concediamo e meglio partiremo avvantaggiati. La fase offensiva sarà poi una conseguenza di quanto creeremo nelle altre fasi di gioco. Tentando continuamente, troveremo il giusto equilibrio”.

Guarda il video con le due interviste integrali: clicca qui

Valentina Triccoli

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Eccellenza / Cossu: “la forza di un club? Puntare sulle persone, creare competenze e capacità”

Jesina, il comportamento della società motivato da qualche ragione; Fabriano Cerreto, tutti gli anni è così; Bedetti, Ale Gabrielloni e Strappini tre leoncelli col marchio di fabbrica

JESI, 22 aprile 2023 – Campionato di Eccellenza in dirittura d’arrivo con tante sentenze ancora da emettere e, soprattutto, per ciò che riguarda la promozione in serie D e la griglia play off.

Abbiamo analizzato la situazione con Alessandro Cossu, dirigente esperto, brillante e capace, sicuro conoscitore del campionato, ma anche e soprattutto del calcio marchigiano in generale, e della Jesina in particolare, per conoscerne il pensiero e saperne di più delle varie realtà.

Atletico Ascoli vs Jesina 2-2, 8 gennaio 2023

Eccellenza, alla vigilia degli ultimi novanta minuti, tutto ancora in discussione?  

E’ la prima volta che il campionato arriva a dover decidere il suo destino con una volata punto a punto da consumarsi nell’ultima giornata e stabilire chi deve essere promossa e tutta la griglia play off. Probabilmente a livello di merito se lo meriterebbe l’Atletico Ascoli, che in sostanza è stato sempre primo in classifica, però è anche vero che ci sono formazioni, come il Fossombrone, che da anni lavorano bene e ci provano, senza spendere cifre esorbitanti. Può succedere di tutto: attenzione, anche l’Atletico Gallo Colbordolo ha le sue chance.

Per la retrocessione?

Sembra tutto abbastanza delineato e ci potrebbe essere la seria possibilità che non si disputi il play out. Ad inizio in pochi credevano nel Castelfidardo ed invece ha dimostrato le proprie capacità e non ha mollato. Per il Fabriano Cerreto, tutti gli anni è così: la storia si ripete. Parte bene e poi succede sempre quel qualcosa che sposta gli equilibri.

Tra le tante incertezze c’è la certezza della delusione della Jesina?

Parto da lontano. Lo scorso anno sono rimasto sorpreso per la rosa che aveva e per il risultato finale ottenuto. Gran merito alla società, all’allenatore, ai giocatori. Hanno fatto una cosa straordinaria. Quest’anno tutto è cambiato. Il livello del campionato si è alzato tantissimo e la Jesina è stata anche sfortunata. Ad esempio, il Borgese della situazione, non ha reso, causa problemi fisici ovviamente, per quello che tutti conoscevamo  e tanti altri giocatori non hanno prodotto per ciò che ci si aspettava. Il calcio lo conosciamo. Poi per quello che sto leggendo nelle ultime ore qualcosa evidentemente si è rotto.

Forse già dalla sconfitta a P.S.Elpidio già retrocesso?

“Penso di si. Si è rotto nel post partita dopo P.S.Elpidio con la sconfitta, inaspettava, acquisita. Una partita chiave, contro una squadra già retrocessa ma che non regala niente, e questo lo sapevano tutti. Fare quelle prestazioni vuol dire che c’è qualche malumore e se la società si sta comportando in questa maniera vuol dire che qualche ragione c’è stata: ci voleva un atto di forza che è stato attuato.   

Cossu ha contribuito, nella lunga esperienza, a scrivere la storia della Jesina da dove sono usciti Daniele Bedetti, Alessandro Gabrielloni e Marco Strappini: tre leoncelli col marchio di fabbrica?

E’ vero, è storia. Bedetti ha fatto un percorso tranquillo: ha allenato nelle giovanili, si è avvicinato alla prima squadra, è stato premiato perchè non ha avuto fretta, ha avuto pazienza. Adesso questa esperienza importante fatta tra i professionisti gli sono servite come uomo e come sportivo. Daniele al di là di tutto è un ragazzo che stimo, un allenatore che è riuscito a prendere il treno giusto al momento giusto. Adesso deve trovare e avere la possibilità di misurarsi, magari da solo. Strappini è la storia. A Jesi è giunto con me, sia la prima volta che la seconda, avendolo avuto anche in altri club come ad esempio a Macerata. Lui rimarrà sempre nella storia del club, è difficile dimenticarlo. Marco era il capitano della Jesina non perché aveva l’urlo all’interno dello spogliatoio ma perché era l’esempio. Arrivava per primo, andava via per ultimo, correva più degli altri e con questi atteggiamenti non devi parlare perché parlano i fatti e i comportamenti. Gabrielloni, invece, stesso discorso fatto per Bedetti: ha saputo aspettare, soffrire, ha creduto in sè stesso. Non è facile credere in sè stessi ed avere la pazienza di lavorare e aspettare. Adesso è un professionista sempre pronto anche quando entra, a gara avviata, dalla panchina. 

Tre momenti storici della Jesina: 1993-94, vittoria ultimo campionato in campo a Sant’Angelo in Vado e promozione in serie D; 2009-2010 promozione in serie D  grazie a ripescaggio dopo un’annata in Eccellenza straordinaria e finale col Kras; 2018 ripescaggio in D dopo la retrocessione con lo spareggio play out perso a Sant’Egidio alla Vibrata. Trentanni di storia calcistica molto sofferta?

Nel 1993-94  si veniva da due anni di programmazione fatta con me e poi si vinse, era una squadra fatta da signori giocatori. Si veniva da un periodo dove i giocatori venivano da tutta Italia ein quella stagione abbiamo portato a Jesi tutti giocatori del posto con i soli Morreale, Garbuglia e mister Venturini poco distanti. Tutti giocatori che vedevano la maglia in modo diverso, attaccata addosso. Dobbiamo ritornare a fare discorsi di questo genere per vincere. I ragazzi in zona ci sono. Bisogna ricominciare a fare quello che facevamo allora insieme a dei collaboratori ed appassionati, come ad esempio Stefano Gasparetti. Mettere attorno ad un tavolo tutte le società e poi, come Jesina, iniziare a non preoccuparci di prendere le quote delle iscrizioni dei giovani ma creando squadre con i migliori giocatori dando un contributo alle società locali per avere una prospettiva e far crescere appunto i migliori.

Cosa serve per gettare nuove e solide basi?

Per gettare le basi serve tempo e per accelerare ci vuole più professionalità ma soprattutto, in questo momento, ci vorrebbe collaborazione e coinvolgimento di imprenditori importanti per creare competenze e capacità. Il ‘tutti fanno tutto’ non porta più da nessuna parte. E’ importante anche il coinvolgimento di Andrea Pieralisi, con la speranza che faccia da traino verso altri. Prima programmare la società, poi fare la squadra.

Se ti chiamasse il presidente Chiariotti e ti dicesse: voglio vincere subito il campionato, dammi un consiglio?

Sarà molto difficile vincere la prossima stagione, sarà sempre più dura. Gli risponderei: pensa a sistemare la società e programmare. Tutte le volte che siamo ripartiti, Polita è l’esempio, quando i Bocchini passarono la mano, lo abbiamo fatto con un progetto triennale e siamo andati subito in finale a Falconara, perdendo contro la Cingolana; l’anno dopo abbiamo vinto la coppa Italia a Fermo contro il Piano San Lazzaro; l’anno successivo, la finale col Kras. Per dire che prima ci deve essere la società. Partire dal presupposto ‘dobbiamo vincere subito e basta’ e poi non ci sono le basi per tenere la categoria superiore, non serve a niente.

Il futuro di Alessandro Cossu?

Sono combattuto. Gli ultimi tre anni ho iniziato sempre con le cose fatte da altri e non lo farò mai più. Deve ritornarmi l’entusiasmo e ci deve essere una proposta vera. Dopo Monte San Giusto, con i play off in serie D, ho avuto esperienze dove ho messo impegno, passione e professionalità ma ho trovato difficoltà. L’ultima volta a Jesi sono stati pochi i giorni di lavoro per essere valutati e poi anche il Covid ci ha messo lo zampino. Allora mi era stato chiesto di rimanere ma non vedevo progettualità. Oggi a Jesi vedo novità importanti, vedo una società con delle certezze in grado di proporsi e la struttura mi sembra in grado di poter far bene. La chiave vincente? Investire sulle persone. 

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15° Giornata girone di ritorno, ultima di campionato: 30 aprile 2023 ore 16,30

P.S.Elpidio-Valdichienti, Azzurra Colli-Montefano, Castelfidardo-Fabriano Cerreto, Chiesanuova-Sangiustese, Fossombrone-Gallo Colbordolo, Jesina-Osimana, Marina-Maceratese, Urbino-Atletico Ascoli

CLASSIFICA 

Atletico Ascoli 51; Fossombrone 50; Gallo Colbordolo 48; Azzurra Colli 44; Montefano 46;  Osimana, Urbino 44; Valdichienti 41; Jesina 40Maceratese 38; Sangiustese 37; Chiesanuova 36; Castelfidardo 32; Fabriano Cerreto 25; Marina 21; P.S.Elpidio 12

Promozione direttaplay offplay outretrocessione diretta

MARCATORI  

Reti 15: Iori (Jesina), Tittarelli (Chiesanuova); reti 13: Minnozzi (Atletico Ascoli); reti 11: Tonuzi (Sangiustese), Ciabuschi (Azzurra Colli);  reti 10: Titone (P.S.Elpidio); reti 8: Bezziccheri (Fabriano Cerreto), Peroni (Gallo Colbordolo), Mongiello (Chiesanuova), Minella (Valdichienti); reti 7: Bonacci (Montefano), Battisti (Fossombrone), Torelli (Atletico Gallo), Barattini (Gallo Colbordolo); reti 6: Dell’Aquila (Montefano), Gesuè (Azzurra Colli), Guzzini (Montefano), Palmucci (Montefano), Zira (Valdichienti)




JESI / Jacopo Petrucci: «Mi piace questo lavoro e sogno ad occhi aperti»

Il preparatore atletico dell’Arezzo, jesino doc, da nove settimane causa Coronavirus è costretto nel capoluogo toscano. I consigli ai giocatori amaranto

JESI, 19 aprile 2020 – La Figc ci crede. Adesso dovrebbero passare ancora un paio di settimane e poi il calcio professionistico riaprirà i battenti, seppur con le dovute precauzioni e regole rigide, dalla serie A alla serie C, e alla fine di maggio o primi di giugno si dovrebbe e potrebbe ritornerà a giocare.

In questa situazione di emergenza i giocatori continuano ad allenarsi nelle rispettive case seguiti a distanza dai propri allenatori e, soprattutto, dal preparatore atletico.

Allenarsi individualmente è importante per mantenere un certo stato di forma ed ai tempi del Coronavirus, per un atleta, è decisamente meglio che niente.

Bedetti – Di Donato – Petrucci

In casa Arezzo, serie C1 girone A, 27 partite 37 punti, dentro i play off, ultimo impegno il 22 febbraio a Monza in casa della capolista con il risultato di 1-1, a dettare i ritmi di lavoro quotidiano a distanza è Jacopo Petrucci.

Petrucci, laurea in scienze motorie conseguita all’Università di Urbino, jesino doc di San Giuseppe, quartiere ‘Marcellina’, cura la parte atletica in collaborazione con mister Daniele Di Donato.

Petrucci ha iniziato la sua carriera nella Jesina nella squadra Juniores con Daniele Bedetti, anche lui oggi nello staff tecnico dell’Arezzo, per poi seguire Di Donato in prima squadra con i leoncelli e lo scorso campionato ad Arzignano dove ha vinto la serie D. In estate, sempre con Di Donato, si è trasferito ad Arezzo chiamato dal direttore generale, anche lui jesino, Ermanno Pieroni.

Ora Petrucci è costretto dalle disposizioni per il Coronavirus, in casa ad Arezzo.

“La società ci ha chiesto di restare tutti sul luogo del lavoro, staff e giocatorici dice Petrucci -. Ai giocatori abbiamo mandato dei programmi cercando di differenziare il più possibile ed ognuno si allena come può adattandosi ai luoghi dove abita”.

Come vivi questa situazione?

“Sta diventando pesante: il 3 maggio sono nove settimane che sto ad Arezzo e non ritorno a casa a Jesi. All’inizio era giusto un minimo di contenimento ed evitare persone esterne. Il campionato sembrava dover ripartire da un momento all’altro ma sta di fatto che noi l‘ultima volta che abbiamo giocato è stato il 22 febbraio a Monza e addirittura il sabato abbiamo dormito a Bergamo proprio nella zona calda lombarda. Avevamo tutti un certo timore ma fortunatamente nessuno ha avuto problemi”.

Il futuro?

“Non so che dire. Il decreto della Federazione per le società di Lega Pro è di difficile attuazione. Fare tamponi ogni quattro giorni, analisi, organizzazione interna, trasferte, creerà difficoltà. Siamo in attesa delle decisioni degli organi competenti poi studieremo il da farsi come e quando nel miglior modo possibile”.

Il lavoro di un preparatore atletico in questa fase è particolare?

“Tutte le squadre saranno sullo stesso livello ed il valore aggiunto starà nella fortuna di avere un gruppo che, seppur individualmente, si è allenato bene. Se si inizierà di nuovo il punto chiave saranno gli infortuni. L’infortunio viene da una condizione atletica non ottimale e dopo due mesi a casa si capisce bene che a lungo andare potrebbe creare problemi. Più che trovare la perfezione nella condizione atletica troverei il modo per non avere infortuni muscolari. Neanche una sosta estiva è così lunga. In estate quando si arriva in ritiro manca l’intensità e la corsa specifica ma come mantenimento generale c’è. Ora questa cosa viene a mancare. Parlando di uno sport di squadra pure il discorso di allenare la specificità con la palla, gli aspetti tecnici individuali con esercitazioni collettive dovranno essere ripresi con celerità”.

Cosa hai consigliato ai tuoi giocatori?

“Corse con variazioni di velocità o intermittenti e per i lavori di forza esercizi individualizzati e specifici ricordandosi magari di quello che abbiamo fatto nei primi mesi di stagione al campo e in palestra. Poi sarà molto importante lavorare sulle carenze individuali di mobilità articolare e sui lavori di prevenzione agli infortuni, in quanto in caso di ripresa l’obbiettivo principale è cercare di limitare il più possibile appunto gli infortuni che potrebbero essere una conseguenza del fatto che è calata condizione fisica”.

Quando si riprenderà cosa pensi dell’idea di poter apportare più sostituzioni a gara in corso, anche se in LegaPro già ci sono 5 sostituzioni?

“Potrebbe aiutare però già noi siamo al 50%. Se si riprenderà e si giocherà una quantità di partite in tempi ristretti, e questo potrebbe creare problemi, al tempo stesso permetterà l’utilizzo di tutti gli effettivi a disposizione”

I giocatori come vivono il momento, cosa dicono?

“La situazione pesa a tutti, stare lontani dalle famiglie e dalle cose care pesa. Lo stress è mentale perché non si sa cosa accadrà domani e quando il problema è la salute è anche dura stabilire cosa fare. Questo rimandare pesa”.

Che esperienza hai vissuto ad Arezzo?

“Esperienza molto bella. Venendo da un anno di vittorie ad Arzignano in serie D personalmente ho bruciato le tappe. Per me era la prima esperienza. Ora ti posso garantire che la serie C ti fa vivere il calcio vero. La prendo come esperienza personale e come trampolino di lancio per traguardi migliori. Mi piace questo lavoro e sogno ad occhi aperti”.

Evasio Santoni

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