Eventi / Pistoni torna con gli incontri formativi: “Maledetti genitori” alla Biblioteca Antonelliana di Senigallia

A Senigallia un evento su sport, genitorialità e crescita dei giovani. L’educatore e chinesiologo chiaravallese si rivolge alle famiglie nel suo ultimo libro: “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale”.

CHIARAVALLE e SENIGALLIA , 16 aprile 2026 – Tornano gli appuntamenti educativo-didattici di Massimo Pistoni. L’educatore e sportivo chiaravallese come ormai si sa, è una figura a tutto tondo: ex atleta, educatore, allenatore e docente del Centro di Formazione Sportiva OPES Marche. Da sempre attento alla formazione dei più giovani sotto tutti i punti di vista – atletico, fisico, ma prima di tutto educativo ed etico-morale – porta avanti un percorso costruito nel tempo.

Dall’Atletica Chiaravalle, associazione sportiva dilettantistica ereditata dal padre Mario insieme alla passione per l’atletica leggera e lo sport in generale, fino alla presa di coscienza dell’importanza di metodologie efficaci per una crescita sana dei ragazzi: il suo impegno si è progressivamente ampliato.

Esperto in Educazione al Movimento, Pistoni è chinesiologo specializzato in psicologia infantile e adolescenziale, con un perfezionamento in intervento precoce. I molti anni di esperienza sul campo lo hanno portato a osservare l’ambiente circostante, notando quanto i genitori possano avere un impatto profondo nel percorso di crescita dei figli.

«Quali motivazioni inducono gli adulti a gestire le scelte dei figli e cosa producono tali atteggiamenti? Che peso hanno le competenze genitoriali nella vita sportiva dei ragazzi e quanto incidono sull’abbandono sportivo?» Sono alcune delle domande a cui Massimo Pistoni, autore del libro “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale”, darà risposta.

L’evento, aperto alla cittadinanza e patrocinato dal Panathlon International Club Senigallia, si terrà domani, venerdì 17 aprile alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia. Un’occasione di informazione e confronto utile non solo per comprendere meglio i giovani – che rappresentano il futuro – ma anche per riflettere su noi stessi.

Valentina Triccoli 

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Eventi / Chiaravalle: nasce il centro di formazione OPES Marche

Dalla tradizione dell’Atletica Chiaravalle al futuro dello sport marchigiano: nasce il Centro di Formazione voluto da Massimo Pistoni per la creazione degli allenatori multidisciplinari del domani

CHIARAVALLE, 18 novembre 2025 Un nuovo tassello si aggiunge alla storia sportiva della città: è stato inaugurato il Centro di Formazione Sportiva OPES Marche, un polo che punta a formare gli allenatori e gli educatori del futuro.

Protagonista dell’iniziativa è Massimo Pistoni, storico preparatore atletico e docente di Educazione al Movimento, che sabato mattina ha scoperto la targa metallica che sancisce ufficialmente la nascita del nuovo centro, presso lo Stadio Comunale di Chiaravalle.

La cerimonia, semplice ma carica di significato, ha visto la partecipazione delle più importanti autorità del comitato regionale OPES (Organizzazione Per l’Educazione allo Sport). Tra queste, il Vice Sindaco di Chiaravalle Eleonora Chiappa, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale. Non è mancata neppure la vicinanza del Presidente del Coni Marche Fabio Luna, che pur assente, ha voluto congratularsi telefonicamente con Pistoni per il risultato raggiunto.

A seguire sono intervenuti, ognuno con un proprio contributo, il Presidente Regionale OPES Marche Vincenzo Ascani, il Responsabile OPES Marche Michele Gagliardi e il Governatore Panathlon Area 5 Stefano Ripanti, sottolineando l’importanza di un progetto capace di valorizzare non solo lo sport, ma l’intero tessuto sociale del territorio.

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Tra gli ospiti anche Fabrizio Balzani, presidente dell’Osaka Falconara Calcio a 5, storica società di futsal femminile militante nella massima categoria e più volte campione italiana ed europea, realtà con cui Pistoni ha collaborato a lungo. Presenti inoltre alcuni dei giovani corsisti del secondo livello di Educazione al Movimento, Elena Piergigli e Francesco Paolassini, che hanno portato la loro testimonianza diretta.

«Oggi si raggiunge un obiettivo particolare» ha spiegato il Governatore Ripanti, sottolineando che progetti come questo rappresentino i “mattoni” fondamentali per costruire lo sport del futuro. Inclusione, solidarietà, umiltà e condivisione sono i valori richiamati nel suo intervento, valori che – ha ricordato – Panathlon e OPES portano avanti da anni.

Concetti condivisi anche dal presidente dell’Osaka Falconara Balzani, che ha voluto ricordare la grande disponibilità e apertura dell’Atletica Chiaravalle, capace nel tempo di accogliere anche giovani esclusi da altre realtà, offrendo possibilità concrete di crescita sportiva e personale.

Il Presidente Regionale Ascani ha voluto rimarcare come l’inaugurazione non celebri solo una targa, ma piuttosto «il lavoro svolto da Pistoni negli anni», insieme all’impegno costante di OPES Marche nel generare valore attraverso iniziative formative strutturate e di qualità.

A completare la mattinata, le parole dei giovani corsisti Elena e Francesco, che hanno raccontato il valore aggiunto del percorso: «Una bella opportunità per acquisire conoscenze non facilmente accessibili, con la speranza un giorno di trasmetterle ai giovani talenti di domani». Elena, da anni impegnata ad allenare i bambini dai 6 agli 8 anni mentre continua la sua carriera sportiva, ha evidenziato come il corso di secondo livello sia «ancora più completo del precedente» e come le abbia permesso di approfondire numerosi aspetti metodologici e tecnici.

Nel suo intervento finale, Pistoni ha dedicato un pensiero a suo padre Mario Pistoni, fondatore dell’Atletica Chiaravalle, riconoscendo in lui il punto di partenza di un percorso che oggi trova nuova linfa proprio con l’apertura del centro formativo. Mario, pur riservato, non ha nascosto un’emozione fatta di orgoglio e soddisfazione.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: formare gli allenatori di domani dalle competenze multidisciplinari, che sappiano contribuire con professionalità a dare continuità a una tradizione di qualità e a scrivere altre pagine importanti di sport, passione e condivisione per il futuro della comunità.

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Formazione / I giovani e il sistema del mondo dello sport: il pensiero di Massimo Pistoni

Con settembre alle porte, riprendono il via anche le varie attività sportive. Come può un ragazzo affrontare al meglio una nuova stagione e assicurarsi un sano ed equilibrato sviluppo atletico e allo stesso tempo tutelare il periodo benessere mentale?  

CHIARAVALLE, 28 agosto 2025 – Con l’inizio della nuova stagione, la macchina dello sport si rimette in gioco.

Piccoli atleti pronti a rimettersi in gioco tra nuove sfide e voglia di confrontarsi, magari stringendo pure nuove amicizie.

Massimo Pistoni docente formatore, storico preparatore atletico e scrittore specializzato nelle dinamiche psicofisiche dello sviluppo dei ragazzi, condivide in vista dell’avvio delle attività sportive, qualche interessante spunto di riflessione circa lo sviluppo odierno dei giovani atleti e il ruolo chiave dei genitori e non solo. Una trattazione onesta e senza filtri, dove tra luci e ombre, Pistoni espone senza indugio  ad un meccanismo di tipo mentale che potrebbe facilmente insinuarsi,  sopratutto tra le figure di riferimento dei più piccoli e che potrebbero inconsciamente sovraccaricarne il carico emotivo. Ma lasciamo che sia il diretto interessato ad esporre la trattazione.

“Più vado avanti, più mi accorgo, in certe circostanze, di quanto aumenti la distanza tra i genitori e i figli. Sembra proprio che i primi scelgano arbitrariamente per i piccoli: la sensazione è quella che gli adulti utilizzino la prole, per riscattare chissà quali insuccessi accumulati nel periodo adolescenziale – ponendo l’accento sull’origine del problema – È come se cercassero una sorta di rivincita per esorcizzare un senso di vuoto che, molto probabilmente, si portano dietro dall’età dello sviluppo e che non sono stati più capaci di colmare, utilizzando i figli a servizio di una rivalsa personale, di una compensazione di un danno subito affinché il destino possa regalare l’incompiuto appagamento”.

Non manca un riferimento ad un movente legato anche all’orgoglio e ad eventuali introiti: “Chi vorrebbe un figlio campione, osannato, amato e riconosciuto dal pubblico, ben voluto dalla gente, un vero “V.I.P.”: chi non sogna un figlio ricco, si ricco, perché il mondo dello sport paga bene i campioni? Basti pensare che la nostra nazione alle ultime olimpiadi ha donato centoottantamila euro ai vincitori e l’esatta metà per chi ha conquistato la medaglia d’argento. Anche il terzo posto non era poi così male con i suoi quarantacinquemila euro. Ma di cosa vogliamo parlare, del resto il bel paese è famoso per gli ingaggi faraonici nel mondo del calcio e per gli stipendi spropositati di tante altre discipline sportive, ben più elevati delle ricompense olimpioniche”.

Pistoni pone l’accento anche sul sistema che circonda il mondo dello sport: Quando subentrano importi del genere però lo sport c’entra ben poco, possiamo parlare di mercato, di commercio, di industria, ma non di sport. Quando parliamo di cifre del genere è chiaro che dietro esiste un traffico gestito dagli sponsor, che vendono un prodotto, un brand. Gli sponsor cercano l’autenticità nella promozione, qualcosa che faccia parlare dell’azienda. Si cerca dunque la novità, la notizia, la scoperta che faccia sussultare. E quale argomento è più spendibile del giovane talento? Il bambino portentoso che si distingua tra i grandi atleti, che diventi l’alfiere indiscusso del marchio attaccato sulla maglia o chissà dove. Non stupiamoci dunque se alle olimpiadi partecipano atleti quattordicenni e con maggior frequenza riceviamo notizie di enfant prodige nello sport. Basta accedere ad un qualsiasi social per leggere di imprese sportive precoci, di campionati mondiali, di gare internazionali e di miglioramenti di record nelle categorie giovanili. Spiegatemi voi cosa ce ne facciamo di un campione del mondo pseudo adolescente, di un recordman imberbe, che a forza di allenarsi ha perso gli anni più belli della sua vita, l’infanzia e la spensieratezza di certi momenti irrecuperabili per donarli fiducioso ai suoi tutori? Sarà lui a crescere e conquistare il vertice delle classifiche da adulto, o sarà uno dei tantissimi ragazzi spremuti e sfruttati prematuramente per soddisfare l’ingordigia dei suoi aguzzini? Sarà uno dei pochi che raggiungeranno la vittoria nelle classifiche di alto rango o farà parte della miriade di ragazzini che abbandoneranno anticipatamente lo sport perché stanchi e delusi? Lo squallore di tutta la storia è che vogliono farcela passare come situazione normale: bisogna allenarsi altrimenti si perde il potenziale e il bambino rimane indietro. Oppure, dobbiamo passarlo al livello superiore, perché dimostra di essere portato, specializzarlo per andare avanti”. E continua: “C’è chi gode tra gli operatori sportivi nel riempirsi la bocca con parole eccessive, cariche di enfasi e rilievo, parole come campione, talento, fenomeno. La tristezza è che tanti genitori cadono nel tranello dell’aspettativa, immaginando e trasmettendo ai figli la speranza di risultati che nella maggior parte dei casi non arriveranno mai. Il concetto di aspettativa è ingannevole, raramente si manifesta come fatto vantaggioso, come ricompensa a lungo desiderata – arrivando al fattore clou della trattazione – nella maggior parte dei casi, la risultante è diametralmente opposta, costituita di genitori insoddisfatti e delusi, condizione questa che procura non poche ripercussioni nella psiche dei ragazzi. Eviterei molto volentieri, di riportare la parola “frustrazione”, ma purtroppo è la condizione che i giovani patiscono silenziosamente ed è direttamente proporzionale al drop-out cui annualmente assistiamo: l’Italia subisce la preoccupante percentuale tra il 30%-40% dell’abbandono sportivo annuo nella fascia di età compresa tra i 13 e 14 anni. “Eppure si divertiva quando giocava!”, “Aveva un sacco di amici!”, “Sembrava che andasse ad allenarsi volentieri!”. I figli subiscono il peso della responsabilità, delle aspettative generate dalla società, dagli allenatori, soprattutto dai genitori. Sentono il fiato sul collo, gli occhi addosso. Certo, si divertono se vincono, se giocano bene, quando l’attenzione nei loro confronti è positiva, ma vi siete mai chiesti cosa pensano e cosa sentono quando la prestazione non risponde alle esigenze di chi sovraintende l’attività? Dove arriva il divertimento sereno, puro, spensierato e quando origina la sensazione dell’obbligo, del vincolo, del dovere per non deludere gli altri? Lasciate che i bambini facciano i bambini, che giochino e godano della fanciullezza priva di incombenze e di responsabilità”.

Per concludere, Pistoni lancia una sentita esortazione a genitori e agli addetti ai lavori: “Il gioco spontaneo e il movimento libero, sono le due attività con le quali i più giovani costruiscono gli schemi motori divertendosi e sviluppando le capacità di relazione interpersonale. Nessuna specializzazione agonistica dunque, nessuna attività che monopolizza solamente alcuni movimenti. Se il talento c’è, verrà fuori senza imposizioni preconizzanti e obbligatorie”.

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Atletica Chiaravalle / Spalti dello Stadio Comunale gremiti e tanti applausi per la festa di fine anno

Grande successo per il saggio di fine anno organizzato dall’ASD Atletica Chiaravalle. Una gestione familiare a cura di Mario e Massimo Pistoni che da oltre 50 anni educa i ragazzi alla cultura dello sport e del benessere psicofisico

CHIARAVALLE, 31 maggio 2025 – Stagione terminata anche per l’Atletica Chiaravallese, e nel migliore dei modi.

Martedì scorso si è svolta allo stadio comunale la festa di fine corso. Il giusto coronamento di un’altra annata ricca di soddisfazioni davanti ad un pubblico acceso e veramente numeroso. Tribuna  gremita e tanti applausi per il saggio che ha visto all’opera tanti giovani atleti di tutte le età, dai 5 ai 15 anni. Una sana giornata di sport che rende soddisfatti in primis gli organizzatori. Ne parliamo con l’Educatore Al Movimento e Formatore Massimo Pistoni, figlio del Tecnico e Fondatore dell’ASD Atletica Chiaravalle, Mario Pistoni.

I due pilastri in pratica, dal quale tutto è cominciato fino ai risultati odierni.

L’Educatore Al Movimento e formatore Pistoni Massimo, l’Assessore allo Sport Eleonora Chiappa, il tecnico e fondatore della ASD Atletica Chiaravalle Pistoni Mario

Finale di stagione con il pubblico delle grandi occasioni, lo stadio comunale era gremito. Vi aspettavate tutto questo affetto dalla cittadinanza?

“La festa di fine stagione dell’atletica Chiaravalle si é conclusa nel migliore dei modi, dando vita ad una giornata di grande spettacolo a partire dalla tribuna dello stadio comunale piena zeppa di spettatori. Non è la prima volta che succede: oramai da diversi anni, proprio per questa occasione, i dirigenti della società organizzano un vero e proprio evento aperto a tutta la cittadinanza e ogni anno che passa la risposta é sempre più sentita. Del resto l’atletica a Chiaravalle porta da sempre la firma del “casato” Pistoni. Una gestione a livello familiare che dura da più di 50 anni, che però ha saputo evolversi ed assicurare un servizio alla comunità al passo con i tempi”.

Quale è la vostra formula vincente nel far avvicinare ogni anno sempre più ragazzi di tutte le fasce d’età?

“L’atletica Chiaravalle non si limita all’avviamento della disciplina atletica e alla mera pratica agonistica, ma assicura a tutti gli iscritti un percorso basato sul rispetto del sano sviluppo psicofisico, introducendo il concetto di “scelta consapevole”. Solamente dopo una certa età gli iscritti possono decidere di gareggiare, oppure mantenere un rapporto meno impegnativo a carattere di mantenimento”.

spalti gremti

È questo aspetto dunque, una formazione libera e consapevole adatta a tutte le necessità dei ragazzi, la vostra più grande  soddisfazione?

“Resta il fatto che tutto inizia sotto forma di gioco spontaneo, quello che una volta si faceva per strada e che per ovvi motivi oggigiorno non è più fattibile. Al campo è possibile vedere bambini dai 4 anni giocare a “nascondino”, “rubabandiera”, “un due tre stella” o “palla capitano”. Liberi ognuno di sfogare e sviscerare le proprie tensioni. Per le gare c’è tempo. La specializzazione precoce non é contemplata: innanzitutto i bambini devono godere appieno della fanciullezza ed imparare a riconoscersi nel proprio corpo per relazionarsi adeguatamente con il mondo esterno. Nessuna forzatura dunque,  nessuna falsa aspettativa, i ragazzi sapranno valutare in autonomia il proprio percorso e tutto sotto gli occhi attenti degli Educatori Al Movimento prima e degli Allenatori poi”.

Avere la piena collaborazione di uno staff tecnico qualificato sicuramente è un altro tassello importante…

“Questo dello staff é un altro prezioso ingrediente che vede il ricircolo degli ex praticanti divenire istruttori certificati. Segno  evidente di un ambiente positivo all’interno del quale i ragazzi si trovano bene e  si identificano. E quanti pensano che i risultati agonistici non vengano si sbagliano di grosso: è noto quanto la società sia blasonata a livello di vittorie. Non sono da meno i successi personali, quelli intesi dal punto il di vista dello sviluppo cognitivo individuale, indipendentemente dal diventare o meno un bravo atleta. L’atletica a Chiaravalle non lascia indietro nessuno, nei gruppi sono inclusi ragazzi con diversità e bisogni particolari. Non c’è da stupirsi dunque dell’affetto che le persone nutrono per questa società che continua silenziosamente a formare e crescere una marea di bambini con l’unico scopo di educarli alla vita, ancor prima che allo sport”.




Chiaravalle / Massimo Pistoni e la sua idea degli adulti del domani: presentati i due ultimi libri

Preparatore atletico di campioni, docente formatore, e una vita dedicata allo sport inteso anche come potente mezzo di formazione degli adulti del domani. Una missione, quella di Massimo Pistoni, che passa attraverso il ruolo chiave delle figure genitoriali. Lo descrive bene nelle sue ultime due fatiche presentate alla comunità promosse da OPES Marche e dal Comune di Chiaravalle

CHIARAVALLE, 19 maggio 2025 – Un pomeriggio tra sport, informazione, confronto, famiglia e pure l’angolo ristoro. Non è mancato nulla ieri pomeriggio presso lo Stadio Comunale di Chiaravalle alla presentazione dei due ultimi libri di Massimo Pistoni: “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale” accompagnato dallo shortbook “chi resta nascosto gioca solo a metà. Relazione adulti/bambini.”

Il preparatore atletico, docente di formazione motoria professionale specializzato in psicologia infantile e adolescenziale chiaravallese nonché preparatore di atlete internazionali come l’astro nascente dell’arrampicata sportiva Stella Giacani (impegnata in questi giorni dal 15 al 18 maggio alla terza tappa dei Campionati Europei Giovanili Boulder a Curno) ha presentato, con il patrocinio del Comune di Chiaravalle, promosso da Opes Marche e dal Panathlon Senigallia, due libri con dentro tante tematiche da scoprire, e soprattutto da affrontare.

Al centro, lo sviluppo di relazioni autentiche e consapevoli tra bambini e genitori per favorire un sano sviluppo psicofisico e garantirne il benessere emotivo. Strategie educative ed efficienti costruendo connessioni autentiche e benefiche  è l’obiettivo del libro “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale”. Perché il bullismo genitoriale, di cui poco se ne parla, rappresenta tutta quella serie di comportamenti messi in atto dalle figure di accudimento del bambino, in apparenza per tutelarlo, ma in realtà attui a scalfirne la sicurezza e la costruzione del proprio io.

Inizio con gli omaggi di alcune cariche istituzionali presenti come l’Assessore Allo Sport del comune di Chiaravalle Eleonora Chiappa e del Consigliere Regionale di maggioranza Marco Ausili e poi via alla trattazione.

Il primo libro come presenta lo scrittore, basandosi dalla propria esperienza genitoriale, nasce dalla necessità di voler far capire, specie alle famiglie, di quanto bullismo inconsapevole si faccia quotidianamente sui propri figli. Un “lavoro” quello del genitore, non facile, dove l’errore è sempre dietro l’angolo ma prendere consapevolezza dei propri errori che quotidianamente mettiamo in atto è altresì importante per crescere bambini sani e sicuri di se. Uno degli esempi più  incisivi è quando si tende a servire troppo il bambino, dando tutto a portata di mano senza abituarlo a compiere piccole mansioni come ad esempio permettergli di riempire una borraccia d’acqua da solo anziché imboccarlo. In questo secondo modo si sta trasmettendo il messaggio inconscio che il piccolo non sia in grado, non abbia i mezzi e le capacità di poter fare da solo, trasmettendo così un senso di inadeguatezza. Altro tema, il controllo psicologico. Come far fronte allo stress  dall’iperattività del bambino o dovuto ad altri fattori esterni? “Spessocome prosegue Pistonisi cerca di compensare con un regalo, come fosse  un baratto, ma quanto può durare simile patto? Non è di certo una soluzione a lunga durata o che possa dare benefici nel tempo. Spesso il problema – come sottolinea – è la mancanza di coordinazione tra le figure adulte, come tra nonni e genitori, nella gestione del bambino. Dare risposte chiare e sicure al piccolo attraverso una comunicazione attiva con prese di posizioni coerenti tra le varie parti, è sicuramente il metodo più efficace”.

Lo shortbook “chi resta nascosto gioca solo a metà” nasce invece da una riflessione dopo la stesura di “educazione al movimento” ed è pensato, come per il precedente libro, ‘a creare un’alleanza tra istituzioni, famiglie e sport verso un unico obiettivo: formare degli adulti sani’. “Chi resta nascosto gioca solo a metà: spero che l’adulto torni bambino, questo è l’obiettivo.Prosegue Pistoni nella seconda presentazione analizzo  il gioco del nascondino, che tutti abbiamo conosciuto  da piccoli. I giochi di una volta  sono un’arma utile contro i gingilli tecnologici di oggi, a differenza di come molti credono definendoli anacronistici. Se pensiamo a quello che faceva la conta e sbirciava, aveva in realtà paura di non saper gestire le proprie emozioni e voler controllare senza contare e la “paura” dall’altra parte di essere scoperti. Il bambino che non si spostava tanto della tana aveva paura di esplorare, in realtà. Tutte emozioni e sensazioni che i piccoli di oggi non conoscono più. I parchi sono vuoti oggi.  Perché i nostri bambini non devono più  provare le esperienze che abbiano vissuto noi? I bambini sono sempre uguali in realtà nelle generazioni. Se proviamo a chiedere  ad un bambino come stia,  ne sarebbe compiaciuto, se invece lo sgridiamo sempre, diventerà apatico. Se oggi i giovani non hanno stimoli, li vediamo svogliati ecc, la colpa non è dei bambini ma della generazione precedente di come li ha trattati”.

La conferenza, termina con un confronto diretto con il pubblico. Tra le domande: Come rimediare agli errori fatti da parte di un genitore? La risposta è diretta e chiara: “un dialogo aperto e franco è la cosa migliore anche se il figlio dovesse essere ormai grande. Ammettere di aver sbagliato quando serve, è sempre l’opzione più onesta e apprezzata”.

In risposta a chi chiede consigli pratici  per voler invertire la tendenza attuale nei sistemi educativi:Ci vuole forza e volontà per cambiare il sistema attuale e coltivare il potenziale del bambino, senza imporre la stessa cosa a tutti. Occorre fare educazione prima che sport. Altro concetto interessante, avete mai stabilito quando vostro figlio possa avere il tempo per poter giocare al parco e svagarsi o piuttosto vi accorgete che sono i grandi a imporre aspettative che il ragazzo si aspetta di dover soddisfare ad ogni costo e magari con il tempo ne potrebbe risentire?”.

Momenti interessanti per trovare spunti di riflessione con rinfresco finale a base di prodotti del territorio. Un pomeriggio formativo per costruire gli adulti del domani e una società migliore attraverso l’educazione, lo sport e..  il nascondino.

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Chiaravalle / Massimo Pistoni presenta la sua sesta fatica letteraria

Venerdì 16 maggio alle 18 presso lo Stadio Comunale di Chiaravalle, Massimo Pistoni presenta alla comunità le sue due ultime opere letterarie: “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale” e “Chi resta nascosto gioca solo a metà, relazione adulti/bambini”

CHIARAVALLE, 12 maggio 2025 – Due libri tra sport e tante riflessioni, ecco la missione del chiaravallese Massimo Pistoni.

Sportivo, preparatore atletico, docente di formazione e anche scrittore, una figura professionale multitasking per una visione a tutto tondo circa tutte quelle sfaccettature e problematiche che riguardano lo sport legato in particolare al contesto giovanile.

Venerdì 16 Maggio, presso lo Stadio Comunale di Chiaravalle alle ore 18, presenterà le sue ultime due creazioni, sesto lavoro letterario per Pistoni,  due libri figli del precedente successo letterario ”Educazione al movimento, giovani, benessere e inclusione” ossia: “Maledetti genitori, storie di sport e di bullismo genitoriale“ e anche ”Chi resta nascosto gioca solo a metà, relazione adulti/bambini”.

Un evento a ingresso libero con degustazione finale inclusa, promosso dal Panathlon Senigallia e Massimo Pistoni Formatore, con il patrocinio del Comune di Chiaravalle e di OPES Marche. Un occasione di confronto e informazione aprendo una finestra sul microcosmo dei più giovani come illustra l’autore: “Nello specifico: nel libro “Maledetti genitori, storie di sport e bullismo genitoriale” descrivo i comportamenti genitoriali che quotidianamente vengono espressi anche in maniera involontaria, ma che di fatto intralciano e modificano lo sviluppo caratteriale armonioso dei ragazzi: sia le attenzioni marcate che le disattenzioni provocano nei giovani disequilibri prestativi a danno dello sviluppo cognitivo e delle relazioni interpersonali. Nel testo “Chi resta nascosto gioca solo a metà, relazione adulti/bambini” evidenzio con critica pedagogica l’immenso potere educativo del gioco spontaneo, quello contrastante dei cellulari e delle moderne tecnologie, che allontanano i giovani dal mondo reale. Il libro “nero” é uno shortbook (letteralmente libro corto) che in ambito editoriale rappresenta una riflessione che nasce durante la stesura di un libro. Troppo lunga da poter essere contestualizzata all’interno della stessa opera, ma meritevole di essere approfondita. É stato durante l’elaborazione del  mio 5° libro pubblicato lo scorso anno, ora alla 2^ ristampa, dal titolo ” Educazione Al Movimento, giovani, benessere e inclusione” che si è sviluppata l’idea di dedicare a all’argomento un indirizzo a parte. Ringrazio il Consoglio Regionale delle Marche per aver incluso nella sua collana editoriale questo saggio. Può essere considerato quindi il mio 6° lavoro letterario, mentre attraverso il libro “bianco” prosegue il mio progetto pedagogico/motorio cominciato nel 2012 a favore dei più giovani, basato su un programma  rispettoso dello sviluppo psicofisico dei soggetti”.

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Chiaravalle / Educazione psicomotoria per la formazione dei giovani atleti

Iniziativa a cura dell’OPES Marche e ASD Atletica Chiaravalle. Da un’idea del Responsabile Tecnico Massimo Pistoni. Il via a settembre presso lo Stadio Comunale  

CHIARAVALLE, 5 agosto 2023- Corso di educazione al movimento e alle emozioni. 

Si tratta del nuovo corso dedicato ai bambini dai 4 ai 9 anni per insegnare a riconoscersi nel proprio corpo e imparare a relazionarsi con il mondo esterno. Un corso che non punta a “specializzare” i bambini, ma a costruire in maniera ludica, attraverso il gioco, gli schemi motori e aumentare l’autostima: “Qui non si crescono “campioni”, qui parliamo agli individui…”la definizione data dal Responsabile Tecnico del corso Massimo Pistoni, ed ancora: “Ogni bambino è unico e noi lo aiuteremo a riconoscersi tra gli altri, la nostra missione è formare l’individuo e non lo sportivo. Per quello c’è tempo, prima di tutto daremo spazio al gioco e alla fantasia”.

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Il corso nonostante sia rivolto ai bambini, coinvolge anche i genitori, in quanto li stimola a capire e riconoscere con maggior fluidità i bisogni e le richieste dei figli.

Massimo Pistoni é formatore OPES, laureato in scienze motorie, criminologo clinico, specializzato in psicologia infantile e adolescenziale, con perfezionamento in BES e prevenzione precoce. É l’ideatore del progetto ludico tonico-emozionale “il gioco del mostro” che ha ricevuto il riconoscimento della commissione scientifica della Camera di Mediazione Nazionale, con il quale collabora nelle scuole dell’infanzia e di primo grado.

Il corso è organizzato dalla ASD Atletica Chiaravalle e dalla OPES Marche due istituzioni che da anni si concentrano all’educazione al movimento, piuttosto che all’educazione del movimento. Un gioco di parole all’apparenza simile, ma di fatto diametralmente opposto, che vede da un lato orientare l’educazione psicofisica verso il concetto di successo, di miglioramento del sé, dall’altro puntare troppo spesso verso la precocizzazione dello sport e al concetto di vittoria a partire dal periodo infantile. Questo periodo è talmente sensibile e delicato che necessita di stimoli emozionali e affettivi: quelli di tipo performante  agonistico vanno insegnati con parsimonia e nel tempo.

Lo scopo specifico del corso è mirare ad una visione larga di educazione individuale, mirando all’insegnamento della gestione comportamentale.

Si terrà allo stadio comunale di Chiaravalle a partire dal mese di settembre. Per info 3246159299

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