Basket / Tre senigalliesi e un ex Senigallia ai Mondiali di MaxiBasket

Nell’Italia Over Laura Mengucci, Cinzia Fortunati e Stefania Spadoni; tra gli uomini l’intramontabile Tonino Gallucci, anconetano, ex presidente dell’Aurora Jesi e bandiera di Senigallia da giocatore

SENIGALLIA, 25 Giugno 2025 – Ci saranno ben tre senigalliesi ed un giocatore che senigalliese non è ma sulla Spiaggia di Velluto ha lasciato un ricordo indelebile, ai Mondiali di MaxiBasket previsti in Svizzera dal 27 giugno, venerdì, al 6 luglio.

Si giocherà a Lugano, Bellinzona, Locarno.

Il MaxiBasket è la pallacanestro davvero per tutte e tutti: l’amore per lo sport senza limiti temporali, dove l’età non conta, conta solo la passione.

Un gruppo di giocatori che tornano in campo e ricominciano da un arrugginito, ma sempre valido, terzo tempo, e che prosegue sull’onda dell’emozioni che provi nel condividere la gioia per essere tornato a giocare con i tuoi vecchi amici.

Le squadre sono composte da ex (ma si è mai davvero ex? Il MaxiBasket ci insegna anche questo) giocatori e allenatori di tutte le serie e categorie, che hanno calcato parquet importanti e non.

E ci saranno ben tre senigalliesi: Laura Mengucci sarà nell’Italia Over 50: lo scorso anno a Pesaro ha vinto il bronzo agli Europei; Cinzia Fortunati e Stefania Spadoni saranno nell’Over 60, con Fortunati che due anni fa ha vinto l’oro agli Europei.

E poi, tra gli uomini, l’intramontabile Antonio “Tonino” Gallucci: anconetano, ex presidente dell’Aurora Jesi in serie A, da giocatore fu un tiratore leggendario a Senigallia negli anni Ottanta-Novanta e pur andando verso i 70 anni continua a fare canestro: sarà nell’Over 65 con cui lo scorso anno è stato argento agli Europei di Pesaro.

I Mondiali nel Canton Ticino del 2025 vedranno la presenza di circa 400 squadre (6000 atleti) provenienti da ogni angolo del mondo, dal Sud al Nord America, dall’Europa e dall’Asia, fino all’Oceania, un bacino immenso di giocatori di MaxiBasket che confluiranno in Svizzera, tra le città di Lugano, Bellinzona e Locarno.

Sarà la 17° edizione.

All’interno della realtà del MaxiBasket trovano la loro collocazione i Golden Players Italia, una Asd nata qualche anno fa a Napoli e che oggi conta 12 Nazionali di basket, femminile e maschile, tra i 40 e i 70 anni, con atleti di tutta l’Italia.

E nelle varie selezioni per età ci sono appunto Mengucci, Fortunati, Spadoni e Gallucci.

Tra i nostri atleti e coach master ci sono numerosi giocatori di serie A che hanno calcato grandi parquet, protagonisti di grandi match.

Perché si gioca sempre per vincere, ma con una passione che travalica il bisogno del risultato a tutti i costi:

“è sempre una emozione grandissima – sottolinea Laura Mangucci che da anni ormai fa parte delle Golden Players Italia – Ogni volta è bellissimo giocare contro squadre non solo italiane ma che provengono da tutto il mondo: Venezuela, Perù, Messico, Giappone, Cina, Lituania, Francia, Spagna.

Un vero scambio culturale e sportivo che unisce i valori dello sport a quelli dell’ amicizia”.

Con l’Italia e le Marche protagoniste.

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Basket / Addio a “Paparà” Paolini, leggenda del basket pesarese e per anni coach di Senigallia

Aveva 87 anni. Autentico mito della Victoria Libertas, era il quarto tecnico per presenze sulla Spiaggia di Velluto, guidando la squadra di Centanni Senior, Gallucci, Ridolfi, Scrima, Sambuchi, Angelucci, Ercolini

SENIGALLIA, 12 Maggio 2024 – Se ne è andato l’11 maggio a Pesaro a 87 anni Giovanni “Paparà” Paolini, leggenda del basket pesarese e per anni allenatore della Pallacanestro Senigallia del primo periodo d’oro.

Paolini è stato uno dei giocatori simbolo della Victoria Libertas Pesaro, forse addirittura il giocatore più iconico in assoluto: playmaker di altezza limitata ma carisma e grinta tipica del pesarese che gioca per tutta la carriera nella squadra della sua città, ha guidato la Vuelle in campo dal 1953 al 1974, per 19 campionati consecutivi.

“Una icona sportiva indimenticabile, un autentico eroe locale di una pallacanestro pesarese entrata nel mito dei campi all’aperto e degli hangar scalcinati” lo ha definito l’ex compagno di squadra e noto giornalista Franco Bertini sulle pagine del Resto del Carlino, che lo ricordano come un “play cattivo e tignoso, che non aveva paura di nessuno. Paolini era il basket pesarese, era il portabandiera di una scuola”.

Sulle sue performance in campo le storie e le leggende si sprecano e a Pesaro e dintorni si tramandano da anni.

Paolini, che lascia la moglie e due figli, era stato però anche allenatore, della stessa Vuelle, già sponsorizzata Scavolini nel 1975-76, in serie A1, dell’altra squadra pesarese, la Delfino, nel 1982, sfiorando una clamorosa promozione in serie A, ma soprattutto sulla Spiaggia di Velluto, della Pallacanestro Senigallia di cui fu il coach del primo periodo d’oro, quello in cui la società senigalliese, fondata nel 1979, fece ottime stagioni in serie C1 sfiorando la B2 con una rosa caratterizzata costantemente da tanta pesaresità.

Paolini arrivò alla allora Sadori Gas nel 1985, giungendo secondo nella C1 1985-86 dietro al Vasto nell’unica stagione in cui in B2 saliva soltanto la prima.

Nel 1986-87 arrivò nel roster il lungo Leonardo Ridolfi – scomparso prematuramente – uno dei giocatori simbolo della società biancorossa, e Paolini subentrò a coach Tamburini, primo esonerato della storia societaria, raddrizzando una stagione che era partita malissimo, chiudendo al quinto posto.

Rimase nel 1987-88 quando la Cooperativa Generale Costruzioni, nuovo sponsor, coi rinforzi di Rolando Basili dalle giovanili della Scavolini e dello straordinario realizzatore Fabio Mancini, sempre da Pesaro, chiuse al quarto posto nella C unificata.

L’ultima stagione di “Paparà” Paolini a Senigallia fu la 1988-89, quando la denominazione societaria era Pellegrini- CGC (Cooperativa Generale Costruzioni): squadra fortissima con un roster composto da Gianluca Centanni, Tonino Gallucci, Scrima, Ridolfi, Angelucci, il lunghissimo pivot Sambuchi e da fuori dal fortissimo Fabrizio Ercolini, ex serie A1 (Firenze) bloccato soltanto dalla sfortuna palesatasi con un grave infortunio che stoppò sia la sua stagione che quella della squadra (verso una B2 raggiunta poi soltanto oltre dieci anni dopo), che chiuse quinta.

Paolini lasciò nel 1989 dopo quattro anni venendo sostituito in panchina a Senigallia dall’ex compagno di squadra alla Scavolini Franco Cinciarini, altro pesarese e padre del futuro Goldengas Andrea, poi anche Nazionale azzurro e in questa stagione giocatore della Carpegna Prosciutto Pesaro.

Con Paolini se ne va un pezzo molto importante della storia del basket pesarese, ma anche del primo decennio di quello senigalliese (di cui è il quarto coach di tutti i tempi per presenze, 104, dietro Regini, Valli e Badioli), quando la città, in un palasport da poco costruito, ancora non intitolato al romanziere Panzini e privo delle poltroncine, si iniziò ad appassionare alla pallacanestro.

Nella foto la Sadori Gas 1985-86, che sfiorò la B2: Paolini è il quarto in alto da sinistra (tra gli altri coi numeri 11 e 6 Antonio Gallucci e Gianluca Centanni).

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Basket / La senigalliese Cinzia Fortunati campionessa d’Europa Over

Bene pure Laura Mengucci, Antonio Gallucci e Gabriele Ruini agli Europei portoghesi

SENIGALLIA, 23 Giugno 2023 – Senigallia campionessa d’Europa grazie a Cinzia Fortunati, che nello scorso weekend si è aggiudicata con la formazione Golden Player Italia, categoria over 60, il titolo europeo di pallacanestro femminile.

Ad Albufeira, in Portogallo, le azzurre, con Fortunati nel roster, si sono rivelate le più forti, tornando a casa con un oro di grande prestigio su cui c’è una forte impronta senigalliese: storica giocatrice negli anni d’oro del Senigallia femminile in serie A2, tra fine anni Ottanta e inizio anni Novanta, Fortunati è una cestista che ha fermato il tempo continuando a fare canestro.

Non era l’unica senigalliese presente: nella Golden Player Italia, ma nella squadra over 50, c’era infatti pure Laura Mengucci, che non è andata sul podio ma è risultata la seconda miglior marcatrice italiana, dodicesima assoluta in Europa.

“Ero arrivata carica assieme alle mie compagne della Over 60 – sottolinea una ancora emozionata Fortunati – ma vincere la medaglia d’oro è stato qualcosa di fantastico. Il basket per me è sempre stata una grande passione, e le passioni, quelle vere, portano sempre qualcosa di bello. Me ne torno a Senigallia con grande orgoglio, una medaglia d’oro al collo e soprattutto una esperienza sul piano umano meravigliosa”.

L’aspetto più emozionante di queste competizioni è infatti vedere cestisti, non più giovani, che continuano a fare canestro, ritrovando compagni di squadra ed avversari perduti, nel nome della passione per la palla a spicchi che non svanisce nemmeno quando il lavoro occupa la gran parte della giornata e il fisico non è più quello di un tempo.

In Portogallo ad esempio c’era anche Antonio Gallucci, avvocato anconetano che negli anni Ottanta fu tiratore leggendario nella stessa Senigallia prima di diventare presidente di Jesi in A2: nella nazionale over 65, continua a metterne quasi 30 a partita.

Gallucci

Non è bastato per il podio della sua squadra, eliminata nei quarti di finale dalla Croazia, ma si è fatto valere.

Come si è fatto valere Gabriele Ruini, che della Goldengas Senigallia è stato recentemente allenatore, dopo una carriera da giocatore che lo ha visto militare da giovanissimo anche nella Virtus Bologna: Ruini è arrivato secondo, conquistando la medaglia d’argento, nella squadra Golden Players Italia Over 45.

“Un percorso pieno di entusiasmo ed armonia – conferma Fortunati – Un’avventura che ci ha visto affrontare nazionali come Repubblica Ceca, Germania, Lituania e Gran Bretagna, contro le quali non abbiamo praticamente mai giocato a zona. Un’esperienza con questo gruppo di over 60 che mi auguro di proseguire”. 

“Cosa significa Golden Player? Amicizia, amicizia vera, nata su un campo da basket”, sottolinea l’altra senigalliese Laura Mengucci nel postare una foto su facebook.

In fondo, il segreto è tutto qui.

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Serie B / Senigallia sale sempre più in alto, Matelica ancora senza la gioia del successo

Il derby ha confermato il momento delle due squadre: parlano i coach Paolo Filippetti e Lorenzo Cecchini

SENIGALLIA, 15 Novembre 2022 – Goldengas quattro vittorie in fila, Halley sette consecutive, ma di sconfitte.

Il derby di domenica scorsa, 13 novembre, primo in assoluto in serie B tra Senigallia e Matelica dopo quelli del passato in serie C1 nazionale e C2 regionale, non ha fatto svoltare il momento delle due squadre.

La Goldengas si è confermata salendo a 10 punti dopo 7 giornate, pur uscendo soltanto nella ripresa dopo 20 minuti con un grande Santucci in attacco (24 punti) ma anche troppe defaillance difensive; la Halley ha confermato di poter reggere la categoria e giocare alla pari di avversarie più quotate ma anche i limiti nell’arco dei 40 minuti, nel corso dei quali ancora una volta non è stata continua, rimanendo a 0 punti in classifica.

“E’ stata una gara dal doppio volto – sottolinea il tecnico ospite Lorenzo Cecchini – Nei primi due quarti siamo andati molto bene in attacco e forse qualche fischio arbitrale ci ha penalizzato. 

Grazie a un grande Santucci la Goldengas è riuscita a rimanere attaccata ed anzi a chiudere avanti 46-44 all’intervallo. 

Nella ripresa Senigallia è stata brava: noi abbiamo perso il nostro flusso in attacco, loro invece sono riusciti a coinvolgere altri giocatori con Gnecchi e Pozzetti, quest’ultimo pur non al meglio, che si sono rivelati decisivi”.

“Per noi il momento è difficile – ammette il coach matelicese – emotivamente non è facile affrontare le partite ancora a 0 punti in classifica”.

Paolo Filippetti si gode il quarto pieno di fila ma analizza con lucidità pure dove la Goldengas debba migliorare: “è stata una partita difficile, ma lo sapevamo – sottolinea l’ex Taurus Jesi – Noi non siamo stati in chiave difensiva gli stessi delle partite precedenti, in difesa dovremo migliorare. Nel terzo quarto però siamo stati bravi a compattarci.

Santucci? Era in giornata di grazia ma non è stato l’unico: mi va di sottolineare i 7 minuti di qualità di Cerruti, che in un settore con Pozzetti, Musci e Lemmi è penalizzato nel minutaggio ma che si sta guadagnando appieno lo spazio che ha”.

In attesa di saperne di più sulle condizioni di Pozzetti, che deve svolgere una radiografia alla mano, i 33 punti di Matteo Santucci rappresentano comunque una delle migliori prestazioni individuali della lunga storia della Pallacanestro Senigallia: come lui soltanto Giacomo Gurini nel 2019, Emiliano Paparella nel 2018, Fabio Mancini nel 1988 e cinque volte Antonio Gallucci, fra il 1988 e il 1990.

Meglio in campionato hanno fatto soltanto lo stesso Gallucci (12 volte), Fabio Mancini (3 volte), e una volta Francesco Macchniz, Marco Paialunga, Giacomo Gurini, Cristian Corsini, il compianto Leonardo Ridolfi, Matteo Battisti, Emiliano Paparella, Andrea Barsanti e Fabrizio Ercolini.

Il record assoluto di punti in una partita in maglia Senigallia è di 43, realizzati da Gallucci nel 1984 contro il Cagli e nel 1988 contro il Todi, in entrambi i casi in serie C1.

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JESI / Lo sport che unisce, foto e idee per resistere (parte ventitreesima)

Una stagione iniziata con grande entusiasmo ma anche ricca, purtroppo, di episodi, non solo sportivi, negativi. La contestazione al ‘patron’ Alfiero Latini

JESI, 18 aprile 2020 – Nel libro della storia della pallacanestro dell’Aurora basket c’è scritto anche serie A. La società aurorina può vantare questa partecipazione, sicuramente di prestigio, seppur limitata ad una sola stagione.

Dopo aver espugnato il PalaDozza di Bologna e conquistato la serie A1 la Sicc Bpa si presenta al via del massimo campionato italiano 2004-05 con tante conferme e pure con altrettanti addii.

Misurarsi con il meglio della pallacanestro italiana è una soddisfazione ma sarà pure un banco di prova che nell’arco del campionato proporrà tanti esami.

Milli, Petronio, Gresta

Riconfermato coach Gigio Gresta, come pure al suo fianco Gianluca Petronio e Max Milli, la società dell’allora presidente Antonio Gallucci ha dovuto registrare le partenze di Singleton e Mario Gigena (Armani Milano), Mason Rocca (Napoli), Salvi (Imola) e Blizzard (Siena). Al loro poto sono arrivati Rombaldoni, Boni, Ivory, Violette, Brigitha, Liburdi, Tutt,  Maggioli e Jurak.

In sostanza, l’unica conferma, è stata quella di ‘Lupo’ Rossini.

Il debutto in campionato è al Palatriccoli contro l’Armani Jean Milano domenica 3 ottobre 2004 in anticipo televisivo alle ore 12.

Cittadini Michele

Il roster completo è il seguente: Rombaldoni, Rossini e Cittadini play; Ivory, Boni, Tutt

Toppi Marco

ala/guardia; Liburdi, Brigitha, Toppi ala; Violette, Jurak ala/centro; Maggioli centro.

Milano, allenato da Lino Lardo, presentava Coldebella, Mc Collough, Cavaliero, Calabria, Singlton, Blair, Mario Gigena, Alberti.

La gara d’esordio non ebbe storia: 73-94.

Nella seconda giornata Sicc ancora contro un ex: a Napoli ad aspettare Jesi c’era Mason Rocca.

Di nuovo a Jesi ospite il Livorno e primo storico successo in A1 per 94-78 il 9 ottobre 2004.

Alla fine del girone d’andata il quintetto jesino, con 10 punti in classifica (le altre 4 vittorie sono state tutte casalinghe contro Avellino, Varese, Udine, Teramo), e penultimo posto appaiati a Biella, davanti a Reggio Calabria.

Subotic

Ricordiamo che le prime otto al termine della stagione regolare avrebbero disputato i play off scudetto, le ultime due sarebbero retrocesse.

Nella prima di ritorno, la sconfitta a Milano per 85-68, e soprattutto l’ultimo posto in classifica generale con 10 punti insieme a Biella e Reggio Calabria, mette in discussione la conduzione tecnica di Gresta che viene esonerato.

Al suo posto Slobodan Subotic con un trascorso eccellente nel campionato greco (Panathinaikos, Aris Salonicco, Olimpiacos) e coach anche della nazionale slovena.

Subotic conosceva già due giocatori della Sicc, Boni e Jurak, per averli allenati il primo all’Aris Salonicco, il secondo all’Olimpiacos ed in Slovenia.

Il debutto di Subotic è fortunato ed il Napoli, pur trascinato da Rocca, cede a Jesi: 97-89. La squadra gialloverde prova a rinforzarsi e firma Milan Tonic un serbo con passaporto greco ruolo play guardia con alle spalle ben 13 campionati all’Olimpiacos e vincitore dell’Eurolega nel 1997 in maglia Olimpiacos giocando pure altre due finali nel 1994 e 1995.

Al debutto di Tomic, contro il Siena allenato da Recalcati, che annoverava giocatori come Mayers, Galanda, Chiagic, Zukauskas, Datome, Jesi conquista la posta in palio: 83-77.

Novelli Primo

Pochi giorni dopo la Sicc Cucine – Aurora basket è in lutto. Durante la gara con Siena, all’interno del Palatriccoli, Primo Novelli, socio fondatore della società di pallacanestro, si sentì male e purtroppo pochi giorni dopo morì.

Dopo Siena, 6 febbraio, la Sicc deve attendere quasi due mesi per ritornare ad esultare e lo fa contro Reggio Emilia dove allora giocava pure Franco Migliori: 70-62.

La squadra è penultima in classifica con due punti di vantaggio su Reggio Calabria e distaccata di due lunghezze dal Biella. La sequenza del calendario prevederebbe Reggio Calabria in casa, derby di Pesaro e Biella in casa.

In quel periodo, 2 aprile 2005, si registrò la morte di Papa Giovanni Paolo II, l’Italia decretò il lutto nazionale, ed il campionato fu sospeso.

Si riprese da Pesaro, e poi una dietro l’altra al Palatriccoli arriveranno Reggio Calabria, di giovedì, e Biella.

Subotic ci crede, i giocatori pure, l’ambiente è carico. Battere la squadra di Tonino Zorzi e poi quella di Ramagli potrebbe voler dire salvezza.

Rossini e compagni vinsero addirittura a Pesaro per 80-72 con una prova super, forse la miglior Sicc di stagione, con una perfetta chimica di squadra. Una squadra vera, determinata, per una grande vittoria.

Le premesse per puntare alla salvezza c’erano tutte. Ora, nel mirino, una tre giorni per due impegni da vincere per conquistare un’altra stagione in serie A che avrebbe voluto dire vincere lo scudetto.

Purtroppo la prima fu steccata 83-86 con una squadra presentatasi completamente diversa da quella di pochi giorni prima del derby. Biella invece fu sconfitto 77-70.

Latini – Belcecchi

Era il segnale della resa perché poi si registrarono pure due sconfitte consecutive a Cantù per  89-88 e Teramo per 91-84 che sancirono l’ultimo posto in classifica con 20 punti dietro a Biella e Reggio Calabria con 22.

In quel periodo, e soprattutto dopo la sconfitta con Reggio Calabria, e prima della gara con Biella, ci furono anche dei momenti di contestazione, pesante,  nei confronti di Alfiero Latini che hanno fatto prendere al ‘patron’ la decisione di annunciare il suo disimpegno neo confronti dell’Aurora basket.

Anche l’allora sindaco di Jesi Belcecchi scrisse a Latini una lettera aperta per esprimere solidarietà ed invitandolo a non mollare sostenendo testualmente “di essere in presenza di un vero miracolo sportivo che poggia quasi tutto sulle spalle e sul portafoglio di una sola persona. Una persona che merita rispetto, gratitudine e profonda riconoscenza”.

Manzotti Federico

La penultima di campionato, in casa contro Roseto, portò altri due punti ma poi la sconfitta a Treviso, in casa della squadra giunta prima in classifica alla vigilia dei play off, sancì la matematica retrocessione in A2.

La Sicc Cucine, in questa stagione di A1, poteva disporre del seguente organigramma societario e staff.

Presidente, Antonio Galucci; vice presidente, Brunello Felicaldi; team manager, Federico Manzotti; medico sociale, Giorgio Senesi; massaggiatore, Domenico Costa.

Quel campionato fu vinto dalla Fortitudo Bologna dove, a stagione in corso, era finito nel frattempo Rodolfo Rombaldoni: Bologna si impose sull’Olimpia Milano mentre a retrocedere furono la Sicc e Reggio Calabria che poi in seguito venne ripescata.

A proposito di Rodolfo Rombaldoni, in coincidenza della prima stagione della Sicc Cucine Aurora basket in serie A, uscì la prima edizione dell’Almanacco del basket marchigiano ove in copertina c’era appunto il giocatore in maglia azzurra.

Un volume con organici, indirizzi, calendari, risultati e classifiche oltre a cenni storici su tutte le squadre di pallacanestro della regione Marche.

L’Almanacco, pubblicato dall’editoriale ‘Vallesina sport’ con l’apporto della Fip Marche, vedeva la direzione del giornalista Evasio Santoni con il coordinamento di Michele Paoletti, anche lui giornalista, e la collaborazione marketing di Altero Lardinelli.

Evasio Santoni

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