Jesi / Stadio ‘Carotti’ e giardini pubblici tra degrado ed abbandono

Non solo il terreno di gioco ma tutta l’area esterna e d’ingresso all’impianto hanno necessità assoluta di riqualificazione. Domani interrogazione in Consiglio Comunale

JESI, 26 gennaio 2026 – Quello visto domenica pomeriggio prima, durante e dopo la partita Jesina – Sangiustese è il culmine di una situazione che ha assoluta necessità di un intervento strutturale, almeno di una proposta di programmazione, per un intervento che da subito dovrà essere effettuato.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Non è la prima volta che il ‘Carotti‘ viene posto all’attenzione e non è la prima volta che sia le squadre di Jesi che lo utilizzano ma anche le loro avversarie parlano di un impianto non più idoneo per disputare una partita di calcio a qualsiasi livello.

Le immagine che proponiamo parlano da sole.

Molte le manifestazioni di protestanegli senza mai alcun intervento definitivo a dimostrazione non di un disinteresse, diciamo così, ma forse è meglio parlare di una non presa visione della reale situazione, anche e soprattutto a causa dell’usura, che giorno dopo giorno presenta sempre più nuovi problemi che persistono.

Il ‘caso’ viene da lontano ma ci vuole cura, ci vuole che qualcuno intervenga, non vale più dire che la colpa è di qualcuno altro, ma deve essere presa piena coscienza e imposto concretezza considerato che il terreno di gioco, dopo più di 40 anni, deve essere ristrutturato.

Non solo l’interno ma tutto il parco esterno, i giardini pubblici, devono essere sistemati e non abbandonati.

Le priorità e la manutenzione vanno prese in esame dall’amministrazione sollecitata domani anche da una interrogazione che verrà discussa in Consiglio Comunale.

(e.s.)

©riproduzione riservata




Jesina / Terreno del Carotti non disponibile, antistadio abbandonato a se stesso

La protesta di dirigenti e squadra leoncella alla ripresa degli allenamenti del martedì. Nessuna comunicazione preventiva

JESI, 18 febbraio 2025 – Sorpresa per staff tecnico e giocatori della Jesina questo pomeriggio che, alla ripresa degli allenamenti, hanno trovato i cancelli di ingresso al terreno di gioco chiusi ed è stato detto loro per una ordinanza di chiusura di due giorni. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Allo stesso tempo sono stati dirottati all’antistadio ma qui la situazione era difficile in quanto hanno trovato di tutto dalle sedie abbandonate in mezzo al campo, alle reti delle porte rotte, ad terreno di gioco non segnato per delimitare aree di rigore e linee laterali, nessuna sistemazione al fondo. Anche i bagni della struttura praticamente inutilizzabili.

Nel tardo pomeriggio la segnalazione alla nostra redazione da parte dei dirigenti leoncelli con tanto di documentazione ed anche proteste per una situazione che sembra diventata una sorta di normalità quotidiana e, soprattutto, perchè nessuna comunicazione da parte del gestore era avvenuta circa la indisponibilità del terreno di gioco che avrebbe indotto i dirigenti a trovare una eventuale alternativa.

Questa la segnalazione ricevuta: “La situazione non è delle migliorie c ci alleniamo nel degrado più assoluto, non solo noi della prima squadra ma anche i ragazzini del settore giovanile che usano l’antistadio. Ci sono situazioni potenzialmente anche pericolose (vedi gli idranti lungo rete, altro materiale, attrezzatura lasciato come capita). Le porte arruginite con reti completamente strappate, un campo mai segnato (si è costretti a valutazioni ad personam sulle distanze). Non parliamo poi del verde (terreno di gioco principlae) che viene chiuso dalla mattina alla sera perchè giudicato ‘messo male’, ma logico se dopo partita non lo si lavora chiudendo buche, passando rullo, eccetera: non è che si sistema da solo. Dalla partita di domenica ad oggi crediamo non siano nemmeno entrati, è un disastro. Così come i bagni, non puliti. Voi giornalisti, di recente, avete visto sulla vostra pelle come lasciano le cabine dopo l’uso. Inutili sono anche le richieste che vengono avanzate. Chiediamo in continuazione di farci trovare almeno segnato l’antistadio, ma puntualmente le richieste non vengono accolte”. 

©riproduzione riservata

 




Jesina / Presentati tre progetti per il sintetico al Mosconi, Paolinelli e antistadio

Investimento di 1 milione e mezzo. Col nuovo Sindaco il club leoncello auspica una visione diversa per l’impiantistica sportiva  

JESI, 27 giugno 2022 –  Tre campi da calcio in erba sintetica e un campo da calcetto sempre in sintetico.

Costo per il ‘pubblico’, zero!

‘Mosconi’ via Asiago

Sono tre i progetti presentati dalla Jesina calcio che sono al vaglio dell’Amministrazione Comunale e degli uffici competenti sin dall’inizio del mese scorso.

Tre soluzioni da lungo tempo nelle intenzioni della dirigenza del club leoncello guidato da Giancarlo Chiariotti, che ora si avvale anche del supporto non secondario dell’imprenditore Andrea Pieralisi, per un importante investimento che diventa a questo punto imprescindibile per l’attività giovanile e per l’avvio e la pratica del calcio, e non solo. 

Investimento complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro per dare una risposta totale ai ragazzi dei settori giovanili della città e a tutte le società calcistiche locali.

Presentato il business plan per i tre campi in sintetico che saranno a disposizione di oltre 300 ragazzi del Settore Giovanile. Giancarlo Chiariotti: “Investimento importante ma imprescindibile, confidiamo in tempi rapidi”.

Già se ne era parlato nel 2018 ma poi tutto si fermò. Motivi vari ma anche burocrazia e forse poca convinzione da parte dell’Amministrazione pubblica in carica nel valutare le proposte della Jesina calcio in un periodo forse difficile per tutti, anche nei rapporti tra Ente e Club.

Antistadio ‘Carotti’ viale cavallotti

La situazione impianti sportivi a Jesi è ben nota: pochi campi, solo uno in sintetico oramai quasi obsoleto, quelli che ci sono hanno necessità di manutenzione straordinaria in tutti i sensi con costi sicuramente esorbitanti e non delle chiacchiere che fino ad oggi sono state fatte. I ragazzi che si allenano al buio, spogliatoi insufficienti e forse anche poco sicuri a livello igienico.

La Jesina, ci dicono, è da tempo che insiste con queste richieste. Ci hanno anche detto che l’Amministrazione Comunale in carica ha sempre risposto in maniera negativa e con poca convinzione, forse anche con poca credibilità nei confronti dei proponenti, “anzi non hanno risposto proprio” ci dicono dalla sede leoncella.

“Abbiamo presentato quattro progetti ben delineati – sottolinea sempre Chiariotti -. Ricordo che l’amministrazione Bacci non aveva approvato il progetto da noi presentato nel luglio 2018 del Mosconi in via Asiago, bocciato a dicembre 2019″.  

Giancarlo Chiariotti – Andrea Pieralisi

Perchè ripresentati adesso? “Perchè da dicembre 2021 (inizio gestione Jesina dei tre impianti) il Comune non ci ha mai fornito, seppur richieste, le piantine e planimetrie delle strutture e la Jesina ha dovuto far da sola e far misurare tutti i campi a proprie spese”. “Ora, qualora i nostri intendimenti trovassero consenso, partiremo subito con i lavori per essere pronti il prima possibile. La nostra società intende dare centralità al Settore Giovanile che ha numeri sempre più in crescita, con allenatori di alto livello e figure professionali specializzate. Avere campi all’altezza del prestigio di una città sportiva come Jesi e del lavoro da svolgere, significa compiere tutti insieme un salto di qualità. Restiamo fiduciosi che la nuova Amministrazione Comunale appena insediata prenda in esame la questione il prima possibile e sposi i nostri progetti”.

Di cosa stiamo parlando?

Del campo ‘Alfiero Paolinelli’ sito tra via Santa Maria e via Matteo Ricci misura 88×45; del ‘Mosconi’ in via Asiago 100×50; dell’antistadio ‘Carotti’ 85×45. Inoltre nell’impianto di via Asiago la Jesina ha proposto anche la realizzazione di un campo in sintetico al posto del campo da tennis in disuso da decenni, 20×36, con proposta anche di copertura, da abibire al gioco del calcio a cinque.

Cosa accadrà. La speranza per i dirigenti della Jesina è una sola: la nuova Amministrazione che si sta insediando prenda subito in esame tutta la pratica e decida in fretta. Serve invertire la rotta, l’impiantistica sportiva in città ha bisogno sia di manutenzione straordinaria, sia di sviluppo organico.

©riproduzione riservata

nella foto in primo piano il campo di calcio Paolinelli tra via Santa Maria e Via Ricci