Spuntini fit: cosa mangiare prima e dopo la palestra

Spuntini Fitness

Chi frequenta la palestra con una certa regolarità sa che l’allenamento non inizia quando si afferra un bilanciere e non finisce con l’ultima serie di esercizi. L’alimentazione, e in particolare gli spuntini, viene prima di tutto, in quanto influisce in modo diretto sull’energia disponibile, sulla qualità della performance e sul recupero muscolare. Mangiare nel modo giusto prima e dopo l’attività fisica aiuta a sostenere lo sforzo, a limitare il senso di stanchezza e a favorire risultati più costanti nel tempo.

Gli spuntini fit non sono una moda, ma uno strumento pratico per adattare l’alimentazione alle esigenze di chi si allena, anche quando si ha poco tempo o si va in palestra dopo il lavoro.

Perché gli spuntini sono importanti prima e dopo l’allenamento

Prima dell’allenamento, lo spuntino serve a fornire carburante facilmente utilizzabile dal corpo. Allenarsi a stomaco completamente vuoto può portare a cali di energia, difficoltà di concentrazione e prestazioni ridotte, soprattutto negli allenamenti di forza o ad alta intensità. Al contrario, mangiare troppo o scegliere cibi pesanti poco prima di muoversi rischia di rallentare la digestione e creare fastidi.

Dopo l’allenamento, invece, lo spuntino serve a sostenere il recupero. Infatti, durante lo sforzo fisico le scorte di glicogeno si riducono e le fibre muscolari subiscono micro-danni fisiologici. Un apporto mirato di nutrienti sostiene la ricostruzione muscolare, contribuisce a ridurre la sensazione di affaticamento e prepara il corpo alla sessione successiva. In entrambi i casi, lo spuntino non sostituisce i pasti principali, ma li completa in modo funzionale, adattando l’alimentazione alle esigenze temporali dell’allenamento.

I migliori snack pre workout

Lo spuntino prima della palestra dovrebbe puntare su una combinazione equilibrata di carboidrati e una piccola quota proteica, con pochi grassi. I carboidrati forniscono energia rapida e sostengono l’intensità dell’allenamento, mentre le proteine aiutano a preservare la massa muscolare. Un ottimo spuntino è lo yogurt magro con frutta fresca, che unisce digeribilità e praticità; anche una fetta di pane integrale con un velo di marmellata o miele funziona bene quando l’allenamento è vicino, perché offre zuccheri facilmente disponibili. Per chi ha bisogno di uno snack veloce, le barrette sono una scelta comoda: nei supermercati come Bennet per esempio si trovano tanti tipi di barrette proteiche ed energetiche, alcune più orientate ai carboidrati per dare energia immediata e altre con un buon contenuto di proteine per sostenere anche la componente muscolare. Chi preferisce qualcosa di più leggero può optare per un frullato semplice a base di latte o bevanda vegetale e banana, magari integrando una barretta spezzettata o qualche cucchiaio di avena nel frullato stesso per aumentarne la quota proteica.

Il tempismo conta quanto la scelta degli alimenti: l’ideale è consumare lo spuntino tra i 60 e i 90 minuti prima dell’attività, adattando le quantità alla propria tolleranza e al tipo di allenamento previsto. Se l’allenamento è più leggero o di sola mobilità, può bastare uno spuntino più leggero; per sessioni di forza o HIIT è utile puntare su qualcosa di più sostanzioso.

Gli snack ideali per il post workout

Dopo l’allenamento, l’attenzione si sposta sul recupero e sulla capacità del corpo di riparare i tessuti muscolari. In questa fase le proteine assumono un ruolo centrale, mentre i carboidrati aiutano a ricostituire le riserve energetiche consumate durante lo sforzo. Uno spuntino post workout perfetto è lo yogurt greco naturale arricchito con frutta, che fornisce proteine di qualità e una quota di zuccheri utili al recupero. Anche un bel frullato proteico, preparato con latte o bevanda vegetale e frutta, è ottimo, soprattutto quando si ha poco tempo tra la palestra e gli altri impegni della giornata.

Un’altra opzione pratica è un piccolo panino con una fonte proteica magra, come affettati leggeri o alternative vegetali, ideale per chi preferisce qualcosa di più sostanzioso. In questo caso, la semplicità premia: pochi ingredienti ben scelti permettono di sostenere il recupero senza appesantire la digestione. È importante non rimandare troppo lo spuntino post allenamento, perché assumere nutrienti entro un’ora dalla fine dell’attività fisica favorisce una migliore risposta muscolare. Ovviamente, anche l’idratazione è fondamentale per reintegrare i liquidi persi con il sudore e supportare i processi di recupero.

Fare i giusti spuntini prima e dopo la palestra rende l’allenamento più efficace e sostenibile. Non servono soluzioni complicate né alimenti particolari: la chiave sta nella scelta di cibi semplici, digeribili e coerenti con il proprio stile di vita.




Attualità / In bilico tra arte e sport: la vita artistica di “Tom Tattoo”

L’artista anconetano Tommaso Buglioni meglio noto come “Tom Tattoo” per la sua attività di tatuatore ha da poco promosso l’esposizione della sua ultima serie di tele nel cuore del capoluogo marchigiano. Un’artista a tutto tondo con una componente che da sempre ruota intorno alla sua vita, plasmandola: lo sport

ANCONA,  3 ottobre 2025 Quale correlazione può esserci tra arte, tatuaggi e lo sport?

Molte in realtà, e la troviamo racchiusa nella figura di Tommaso Buglioni. Anconetano classe 1961 meglio noto nel capoluogo marchigiano come “Tom Tattoo”. Uno dei tatuatori più riconosciuti a livello locale e non solo, in realtà Buglioni è un artista a tutto tondo: fotografo, poeta, scrittore e pittore d’arte contemporanea che non si è mai fermato, dedicando l’intera esistenza alla scoperta continua di se stesso e sperimentando di continuo.

Di recente, ha presentato la sua ultima fatica artistica “New pop action painting art show” nella mostra di quadri allestita presso il locale “Magazzino Muse” nel pieno centro storico anconetano. La passione innata per il disegno dall’infanzia e dello sport in età giovanile, a forgiarne l’identità per una storia che merita di essere raccontata.

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Innanzitutto ci parli un po’ di lei, dato che la maggior parte la conoscono come uno dei più rinomati tatuatori sulla scena, da dove nasce la passione per la pittura?
“In realtà io nasco proprio come pittore. Mia madre era una pittrice, la talentuosa di casa, e la sua eredità artistica è poi proseguita con me. Quindi l’estro creativo era di famiglia, e anche io ho sempre sentito dentro questa dote innata. Fin da piccolo ho sempre amato disegnare, creare e anche comporre testi scritti. E’ a seguito dei miei viaggi però che sono diventato tatuatore.
Negli anni 1981/82 durante i mei studi di medicina sono approdato negli USA entrando a contatto con una realtà diversa dalla mia di cui ne rimasi folgorato e da lì, nacque poi “Tom Tattoo”.  Ma la pittura l’ho sempre coltivata in realtà, sono sempre stati due binari paralleli per me”.

E dopo tanta esperienza e altrettante mostre allestite in diverse parti del mondo, come nasce l’idea di ritornare alle origini scegliendo Ancona, come teatro della sua ultima fatica artistica?
“Hai detto bene, ho lavorato tantissimo all’estero in effetti. Basta digitare “Tom Tattoo” su weekepedia per fasi un’idea. Ho fatto tante mostre fuori confine tra cui Canada, Nuova Zelanda, New York e poi Lugano, Ginevra. Non è che prima abbia voluto trascurare Ancona ma all’inizio non avvertivo molto interesse, con il tempo e maturando esperienze mi sono appassionato al territorio. Ho fatto due mostre alla Mole Vanvitelliana, altre private nel mio studio. Quest’anno ho avuto l’idea di riproporla ad Ancona considerando che c’era la possibilità di avere a disposizione un interessante e molto suggestivo spazio espositivo curato da Maria Antonietta Scarpari dove ho potuto anche il mio ultimo libro “versetti lisergici”. Una raccolta di citazioni, aforismi e pensieri legati a tutta la mia produzione artistica di quadri. Dal 1982 anno ufficiale di nascita della mia prima produzione, dove ogni anno scrivevo. Infine ho fatto una raccolta, rivisitato, e racchiuso tutto in questo libro”.

Come definirebbe la sua arte?
“Faccio action painting. Si tratta di una modalità di pittura dove l’azione e il movimento la fanno da padrona. Ho già avuto modo di fare dimostrazioni pratiche di questa tecnica anche in discoteche con delle performance che hanno riscosso un notevole successo o ad una serata di Luca Paolorossi. In pratica, pitturi su tela apponendo colori e forme attraverso diversi supporti come pennello, bombletta spray o la spazzola, ad esempio. La mia arte potrebbe strizzare l’occhio all’espressionismo astratto con delle influenze neo pop art, attraverso l’inserimento di immagini e volti. Una rivisitazione in chiave moderna della pop art degli anni 60/70. Mi piace sperimentare, non amo fossilizzarmi in una sola corrente artistica”.

Oltre all’arte, la sua vita è stata da sempre ruotata anche intorno allo sport. Cosa rappresenta per lei questa componente e come l’ha vissuta negli anni?
“Lo sport lo abbiamo nel sangue da sempre. Mio fratello è stato campione di body building ed io ho praticato il pugilato arrivando alle porte del professionismo. Mi aveva allora notato Galeazzi, il manager dell’allora campione Kalambay ma avevo già altri progetti. Continuai a praticare in seguito altre branchie del genere come la thai box e kick boxing. Io devo molto allo sport: ho vissuto gli anni della giovinezza in un periodo storico dove specie tra i giovani, la droga è stata una vera e propria piaga sociale. Avere la giusta forza mentale di buttarmi a capofitto nello sport mi ha letteralmente salvato la vita, mi ha tenuto sempre a debita distanza da tanti circuiti mortiferi. Altra mia grande passione è l’apnea: per 25 anni ho praticato questa affascinante disciplina subacquea a livello agonistico guadagnandomi cinque record italiani e uno internazionale. Infine mi sono dedicato alla specialità dei tuffi. Con la polisportiva di Riccione sono riuscito a vincere un campionato italiano di propaganda riguardo i tuffi. A dir la verità ho avuto in giovinezza anche una breve perentesi nel basket con l’allora Stamura Ancona e anche nel football americano con i Dolphins ma ben presto mi resi conto di non essere portato per gli sport con la palla. Mia moglie Chiara Negrini invece, è un ex giocatrice di pallavolo professionista di serie A militando con la Monteschiavo di Jesi e incamerando anche una coppa europea. Lo sport è di famiglia”.

Lo sport ha mai influenzato qualche sua opera?
“Negli anni 90 fino all’epoca del Covid ho pitturato tanto. Soprattutto gli anni passati in solitaria durante l’epidemia, mi hanno permesso di creare diversi quadri con al centro il pugilato. Una tela la detti in beneficenza in favore dell’acquisto di un’ambulanza. Anche a metà anni 90 feci una serie di tele cubiste sempre a tema pugilato”.

Per concludere: sono in programma altre sue iniziative nel territorio?
“Le tele rimangono per ora all’interno del locale “Magazzino Muse” in via Degli Aranci. Un luogo originalissimo, unico nel suo genere, che consiglio caldamente di visitare dove si è svolta la mostra da fine agosto fino alla fine di settembre. Maria Antonietta Scarpari, l’organizzatrice dell’evento, ad ogni modo rimane sempre a disposizione quindi chiunque fosse interessato a vedere le mie opere sarà sufficiente contattarla”.

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Senigallia / Il Comune partecipa alla Giornata dello Sport

Iniziativa a livello nazionale, promossa e coordinata dal Coni.
Al PalaPanzini il campionato italiano pallavolo sordi

SENIGALLIA, 12 Giugno 2025 – Per il terzo anno consecutivo il Comune di Senigallia sabato 14 e domenica 15 giugno aderirà alla “Giornata Nazionale dello Sport 2025”, promossa e coordinata dal C.O.N.I. su tutto il territorio nazionale. 

La manifestazione è volta a valorizzare la funzione dello sport quale fondamentale fattore di crescita e di arricchimento di ogni persona, di miglioramento delle qualità della vita e di responsabilizzazione e rafforzamento della società civile.

Un particolare ringraziamento va da parte del Comune ai volontari dell’Associazione V.I.P. Claun Ciofega, che animeranno la Giornata Nazionale dello Sport, regalando un sorriso a grandi e bambini, ai volontari dell’A.V.I.S. che sensibilizzeranno i partecipanti al valore etico e sociale della donazione del sangue e al Panathlon Club di Senigallia che, in collaborazione con A.S.T. 2 – Unità Operativa Pediatrica, si occuperà della divulgazione di uno stile di vita sano e di una corretta alimentazione in età pediatrica e adolescenziale.

Oltre trenta le società sportive cittadine che hanno accettato l’invito del Comune e della Consulta dello Sport, coadiuvando l’organizzazione dell’iniziativa. 

Il 14 e 15 giugno sarà l’occasione per “far uscire” lo sport dalle palestre e provarlo direttamente all’aria aperta, al mare e nelle principali piazze del centro; centinaia di atleti sono pronti a dare vita alla grande Festa dello Sport, durante la quale piccoli e grandi potranno avvicinarsi ad ogni disciplina, per chi ama e pratica attività sportiva.

Ricco il programma, pieno di appuntamenti per ogni disciplina: 

Sabato 14 giugno,

– dalle ore 08:00 gara non competitiva “Nuoto Libera Tutti” di nuoto inclusivo in acque libere, presso i Bagni 18.

– dalle ore 10:00 partirà la seconda edizione del “Campionato Nazionale maschile e femminile di pallavolo FSSI” (Federazione Sport Sordi Italia), presso il Palazzetto dello Sport, fino alle 18:00. 

Domenica 15 giugno,

– dalle ore 09:00 alle 13:00 la seconda edizione del “Campionato Nazionale maschile e femminile di pallavolo FSSI” (Federazione Sport Sordi Italia) presso il Palazzetto dello Sport.

– alle ore 10:00 in Piazzale della Libertà evento inclusivo promosso dall’Associazione La Fabbrica dei Sogni dal titolo “Handar per bici-Una bici per tutti”, che vedrà la messa a disposizione di una gamma di biciclette personalizzate per ragazzi con disabilità e i loro accompagnatori, al fine di consentire non solo la mobilità assistita, ma anche il più possibile autonoma, a quanti condividono i valori dello sport, dell’inclusione e della sostenibilità.

Alle ore 10:30 è prevista la partenza delle bici da Piazzale della Libertà, il percorso consisterà in un breve circuito cittadino che riporterà tutti davanti alla Rotonda a Mare.

– nella stessa piazza ci sarà anche la possibilità di provare un simulatore di vela a terra per provare la disciplina, messo a disposizione dalla Lega Navale Italiana sezione di Marzocca.

– dalle ore 17:00 la Giornata Nazionale dello Sport 2025 animerà il centro cittadino fino ai saluti finali che si svolgeranno alle ore 19:30 in Piazza Roma.

Le piazze coinvolte con le attività sportive saranno Piazza Roma, Piazza Garibaldi, Piazza del Duca, Giardini Palazzesi della Rocca Roveresca e Piazza Saffi, dove saranno allestiti punti informativi del Comune, del Panathlon Club Senigallia con l’A.S.T. 2 – Unità Operativa Pediatrica, dell’A.V.I.S. Senigallia e dei Claun Ciofega.

Ai piccoli partecipanti verrà consegnato il “Passaporto dello Sportivo” che sarà vidimato ogni qual volta verrà provata una disciplina sportiva.

Le società aderenti, su loro singola iniziativa, potranno mettere a disposizione un gettone per una prova gratuita all’inizio della futura stagione sportiva. 

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Jesi / Sport e disabilità, nasce la prima esperienza per trekking in altura

Prima assoluta in Italia. Gli jesini Filippo Bianchelli e Matteo Volpi, insieme a Giulia Pagoni, Michael Pellegrino, Marta Biagetti e Luca Fragola, protagonisti del progetto inclusivo

JESI, 12 dicembre 2024 – Nel nostro territorio è nata da alcuni mesi una straordinaria esperienza, la prima assoluta in Italia, tesa a valorizzare il tema dell’inclusività, in particolare verso non vedenti e sordociechi.

In particolare, l’”ASD Atletica Castelfidardo 1990”, ha promosso un progetto dal titolo “Iseen, la Natura che Include”, volto a sostenere una formazione mirata al trekking di persone con disabilità sensoriale.

Il gruppo che ha partecipato al progetto “Iseen, la Natura che include” in Spagna

L’idea è nata da due ragazzi con disabilità visiva, Giulia Pagoni di Belvedere Ostrense, e Michael Pellegrino di Osimo, che hanno segnalato alla società sportiva fidardense, un Bando denominato “Erasmus Plus Sport”, poi vinto con successiva erogazione del finanziamento.

Il Progetto, denominato come detto “Iseen, la Natura che Include”, ha preso il via in Spagna, ad Oviedo nelle Asturie, con l’Associazione partner “Lobo Nòmada” (Lupo Nomade), che si occupa da oltre 30 anni di trekking inclusivo, anche in alta quota, di persone con disabilità sensoriale. Proprio la Spagna infatti, è un Paese tra i primi al mondo in questo settore, con una spiccata sensibilità ed una grandissima apertura in merito al tema della disabilità.

Ad accompagnare i due promotori dell’iniziativa in Spagna, due ragazzi jesini, Filippo Bianchelli e Matteo Volpi, entrambi laureati in Scienze Motorie, e titolari, insieme a Nicola Marini, dell’“MBV Centro chinesiologico” di Jesi, che hanno unito la loro passione per la montagna a quella lavorativa, rivolta da sempre non solo a persone normodotate, ma anche a disabili. Nel gruppo, presenti anche Marta Biagetti, tecnico dell’”ASD Atletica Castelfidardo 1990”, e Luca Fragola, guida naturalistica.

Questo tipo di specializzazione è attualmente assente in Italia, o meglio, non è in alcun modo normata.

Sono quindi i primi professionisti nel nostro Paese, a sostenere un percorso formativo di tale genere.

Un momento delle esercitazioni effettuate in altura

In particolare, Filippo, Matteo e tutto il gruppo, hanno frequentato un corso di formazione mirato all’assistenza e all’accompagnamento in percorsi di trekking per persone con disabilità visiva o uditiva. Nelle escursioni, si fa utilizzo di uno speciale strumento, una cosiddetta barra direzionale che, appoggiata lateralmente alle gambe dei partecipanti, vede davanti e dietro la presenza degli accompagnatori, e al centro, una o più persone con disabilità sensoriale. Il team deve essere composto da 3 o al massimo 4 persone.

Tutti i partecipanti al progetto sono rimasti molto entusiasti di questa esperienza.

Queste le parole dei promotori Giulia Pagoni e Michael Pellegrino: «Si è trattato di un’esperienza nata per caso. Michael, durante un Erasmus in Spagna ha conosciuto Monica, una delle guide che gli ha segnalato dei progetti di trekking inclusivo, e da lì è partito tutto. Abbiamo ideato il Progetto con grande entusiasmo, presentandolo all’”ASD Atletica Castelfidardo 1990”, nelle persone del presidente Alberto Gatto e del tecnico Marta Biagetti, partecipando e vincendo il Bando. L’obiettivo, ora, è riproporre delle escursioni anche nel nostro territorio, aperte a tutti, cercando di coinvolgere le varie associazioni. Nello specifico, attraverso la barra direzionale, sia noi che gli accompagnatori siamo riusciti ad effettuare dei percorsi con minore stress e maggior sicurezza, che ci hanno permesso di godere ancor di più il paesaggio, a differenza di quanto avveniva in precedenza, dove si era semplicemente accompagnati, ma da chi non aveva alcuna formazione, improvvisando le varie escursioni e stando sempre attenti esclusivamente ai pericoli, con maggior tensione, rischi di cadere o di non individuare correttamente gli ostacoli. È un concetto del tutto diverso, ora. Sono sfide che possono sembrare al primo impatto impossibili, ma che servono invece a capire e a superare i propri limiti».

Dello stesso pensiero anche i due protagonisti jesini, Filippo Bianchelli e Matteo Volpi: «È stato un progetto, quello segnalatoci da Giulia e Michael, a cui abbiamo subito aderito con grande entusiasmo, e che va in simbiosi con la passione per la montagna. Inclusione che si sposa poi con la nostra filosofia, la stessa con la quale abbiamo iniziato l’attività. Il nostro scopo infatti, è sempre stato quello di cercare di portare all’attività fisica più persone possibili, adattandola a qualsiasi condizione. Siamo stati i primi in Italia a sostenere un percorso formativo di questo genere, che non è ancora terminato. Sono previsti infatti, ulteriori step e livelli di formazione, per approfondire non solo l’aspetto puramente pratico di un’escursione, ma anche quello di riuscire a descrivere bene l’ambiente circostante a chi non lo può ammirare con i propri sensi, per far percepire al massimo le bellezze intorno a noi oltre, ovviamente, gli eventuali ostacoli e pericoli».

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Gli sport mentali nelle Marche: un viaggio tra probabilità, logica e strategia

Roulette Casinò

Le Marche, regione ricca di storia, di arte e di cultura, offrono un terreno fertile anche per gli appassionati di sport mentali. Da secoli, infatti, la mente umana si è cimentata in avvincenti sfide intellettuali, sviluppando strategie, analizzando probabilità e cercando di prevedere l’imprevedibile. In questo viaggio alla scoperta degli sport mentali esploreremo un mondo variegato, che spazia dai giochi da tavolo ai classici da casinò.

Dalle carte agli scacchi

Le Marche vantano una lunga tradizione di giochi da tavolo. Nelle piazze e nei bar si possono trovare tantissimi appassionati che si dedicano a giochi di carte, come la briscola, il burraco e il poker, sfidandosi con mosse calcolate e tattiche astute. Questi giochi sono molto diffusi anche nelle serate tra amici e in famiglia. Giocare in casa con i propri cari è una tradizione molto diffusa soprattutto nel periodo delle festività natalizie. Anche gli scacchi, con la loro complessità strategica, sono da sempre un passatempo molto apprezzato dai marchigiani. Solitamente gli scacchisti si riuniscono in diversi circoli per appassionati presenti sul territorio, organizzando tornei e incontri di vario genere. Questi giochi, oltre a richiedere abilità di calcolo e memoria, promuovono molto la socializzazione.

Il fascino dei giochi da casinò

Sono molti i marchigiani che apprezzano i giochi da casinò, soprattutto nella loro versione virtuale. Tra i più popolari possiamo annoverare la roulette, il blackjack, il poker e le slot machine. Questi giochi sono un ottimo passatempo per mettere alla prova la capacità di calcolo e di gestione del rischio. La loro diffusione negli ultimi anni è dovuta in particolar modo alla digitalizzazione di queste forme di intrattenimento. Il gioco online vanta, infatti, altissimi livelli di accessibilità. Basta disporre di un dispositivo elettronico e di una connessione alla rete per giocare a questi giochi, senza doversi più spostare fisicamente per raggiungere i casinò che in Italia si trovano prevalentemente ai confini del Paese. La cosa ha rappresentato un fattore decisivo per gli appassionati marchigiani.

La roulette: un esempio di calcolo delle probabilità

Tra i giochi da casinò più amati, sia nella versione analogica che in quella digitale, possiamo annoverare senza dubbio la roulette. La roulette è il gioco simbolo del calcolo delle probabilità. Non è un caso che molti attribuiscano la sua nascita a Blaise Pascal, filosofo e matematico francese del Seicento, particolarmente interessato a questa tematica. La roulette, con la sua ruota girevole e la sua pallina che si ferma su un numero casuale, rappresenta la sfida di prevedere l’imprevedibile. Il giocatore può puntare su un numero, su un colore, su una serie di numeri o su altre combinazioni, cercando di sfruttare le probabilità a suo favore.

 

Carte da gioco

Carte da gioco

 

Il poker: strategia e psicologia

Il poker è un gioco che combina caso, strategia e abilità. I giocatori devono saper leggere gli avversari, bluffare e gestire il proprio bankroll. Il poker è un gioco in cui ha grandissimo spazio la psicologia: la capacità di leggere il linguaggio del corpo e di interpretare le espressioni facciali degli altri giocatori può fare la differenza in moltissimi casi. Le Marche vantano diversi campioni di poker che negli ultimi anni si sono affermati con grande successo, anche a livello internazionale.

 

Altri sport mentali

Oltre ai giochi da tavolo e da casinò, nelle Marche si praticano molto anche altri sport mentali, come il bridge, il sudoku e i giochi di parole. Il bridge è un gioco di carte che richiede una grande capacità di ragionamento strategico e di collaborazione. Il sudoku, con i suoi numeri e le sue griglie, mette alla prova la logica e la capacità di risolvere enigmi. I giochi di parole, come gli anagrammi e i cruciverba, stimolano la creatività e la capacità di pensare in modo non convenzionale.

 

I benefici degli sport mentali

Gli sport mentali offrono numerosi benefici per la mente e per il corpo. Sviluppano la memoria, la concentrazione, la capacità di problem solving e la creatività. Inoltre, favoriscono la socializzazione, la capacità di gestire lo stress e aumentano la resilienza.

Nelle Marche gli appassionati di sport mentali possono trovare diverse occasioni di socialità, di gioco e di competizione. Dai giochi da tavolo ai casinò, dalle sfide di calcolo alle strategie di bluff, questa regione offre un’ampia scelta di attività che mettono alla prova la mente e la capacità di ragionamento. Gli sport mentali sono un modo divertente e stimolante per allenare la mente, migliorare le capacità cognitive e godere di momenti di svago e di socializzazione.




Jesi / Il New Baskin compie due anni, stasera i quarti di finale del team black a Pesaro

Questa sera il team Black sarà a Pesaro per i quarti di finale contro il Ka Boom: chi vince avrà accesso alle semifinali di Senigallia

JESI, 10 aprile 2024 – Due anni fa nasceva il New Baskin Jesi, società di baskin nata dall’idea degli storici atleti del New Basket Jesi, team che per oltre venti anni ha calcato i parquet di tutti i palazzetti della Regione.

Il Baskin è uno sport che deriva dal basket, ideato e messo a terra 19 anni fa a Cremona, uno sport che fa si che normodotati giochino in campo insieme ad atleti con disabilità.

Nel Baskin, per far si che ci sia una reale e concreta inclusione durante gli allenamenti e le partite, sono previste delle variazioni alle tradizionali regole del basket, cosi da permettere a tutti di poter giocare e partecipare.

Ognuno, infatti, mette in campo la propria abilità andando a confrontarsi alla pari con gli altri giocatori.

Il New Baskin partecipa al campionato italiano EISI (Ente Italiano Sport Inclusivi) regione Marche sud e ne fa parte con ben due team, il team Orange ed il team Black.

Dopo soli due anni, da diciotto tesserati la società jesina è passata oggi ad avere ben 58 atleti tra normodotati ed “Angeli”, una crescita mai vista in uno sport così mirato. C’è proprio la crescita esponenziale delle adesioni dietro la decisione di creare due team, andando a fare una divisione dei giocatori,  cosi da far divertire e giocare tutti.

I due neonati team hanno fatto una grande figura nel loro girone. Gli Orange hanno vinto tutte le partite qualificandosi al primo posto con accesso diretto alle semifinali di domenica 21 aprile al palasport di Senigallia, mentre i Black si sono classificati al terzo posto.

Oggi, mercoledi 10 aprile, il team Black scenderà in campo a Pesaro per la partita dei quarti di finale contro il Ka Boom, seconda classificata del girone nord. Chi vincerà il match avrà accesso alle semifinali di Senigallia.

Una partita sicuramente ardua ma che gli jesini affronteranno con il solito sorriso e la solita gioia di stare in campo ma indubbiamente anche con la volontà di togliersi un’altra soddisfazione sportiva.

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CINGOLI / 2019 DA RICORDARE PER LA RUZZOLA CINGOLI

Ruzzola Cingoli

Domenica prossima si svolgerà la gara di casa, nella strada Paterno-San Lorenzo di Treia. Oriano Orsini si è laureato campione italiano per la terza volta

CINGOLI, 25 ottobre 2019 – E’ un anno ricco di soddisfazioni per il Gruppo Sportivo Ruzzola Cingoli. Domenica prossima, 27 ottobre, si svolgerà la gara di casa, nella strada di Paterno-San Lorenzo di Treia, per le categoria A, B e C, con ritrovo al Bar “La Sosta” di Grottaccia alle ore 7.30.

Orsini Ruzzola Cingoli

Il campione italiano Oriano Orsini

Il gruppo cingolano parteciperà con una squadra di A ed una di B. Tra i tesserati di spicco c’è sicuramente Oriano Orsini, che ha vinto il 44° campionato italiano di ruzzola individuale. Il settempedano ha portato così a tre titoli nazionali il palmares personale, conquistando il successo assoluto in provincia di Arezzo.

“Per noi – ha detto Andrea Marrocchi, capitano e fondatore della Ruzzola Cingoli – la soddisfazione è stata veramente grande e si aggiunge alle numerose già ottenute.”

La società, infatti, si è qualificata al campionato italiano a squadre ed ha ottenuto il terzo posto al campionato italiano di rulletto a squadre.

 

Ruzzola Cingoli

Da sinistra Orsini, Marrocchi, Gambini

La formazione A è composta da Andrea Marrocchi, Sandro Bonvecchi, Alberto Piccinini, Annibale Pioli, Oriano Orsini, Pietro Gambini, Davide Giglietti e Lucio Ortolani.

 

 

 

 

Giacomo Grasselli
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