Promozione / Jesina, Alessandro Cossu chiarisce: “Chiariotti racconta cose inesatte”

E specifica: “Non ho proposto alcuna cifra a Chiariotti, ma sono stato solo ad ascoltarlo. Per quanto riguardano gli imprenditori sono stato io a non volere che uscissero nomi perchè prima volevo verificare la reale volontà del presidente a cedere”
JESI, 28 maggio 2024 – Dopo l’intervento di questa mattina del gruppo Galati – Bramerio (rileggi qui…)
sollecitati dall’articolo apparso sul quotidiano Corriere Adriatico anche Alessandro Cossu ha inteso specificare sull’argomento e integralmente riportiano il suo comunicato
Mi ero riproposto di non rispondere alle dichiarazioni di Chiariotti sull’incontro che abbiamo avuto, ma considerato che lui continua a raccontare cose inesatte sull’incontro stesso, penso sia giusto che dica anche la mia, anche per far conoscere a chi segue le vicende che riguardano la Jesina cosa sta avvenendo. Il giorno dell’incontro abbiamo parlato dalle 11 alle 11,45 perche’ dopo io avevo un impegno famigliare, al colloquio eravamo io e lui senza terze persone, gli ho chiesto se avevano intenzione di cedere la società, facendogli presente che avevo la delega da parte di un gruppo di imprenditori a trattare la società al netto dei dovuti controlli fiscali da effettuare sullo stato della società stessa; lui dopo avermi illustrato il debito da estinguere di quest’anno e facendomi presente che avrebbe provveduto lui a saldarlo, mi comunicava che non avrebbe lasciato nessuno sponsor. Inoltre mi metteva al corrente della sua gestione dicendomi che ne aveva due, una sportiva ed una dei campi oltre ad altri aspetti appunto di gestione ordinaria. Per concludere, mi specifica che la società è composta da 7 soci (di cui mi pare non faccia parte lui ma il fratello) e lui ne è Amministratore (Presidente), che la sera prima si erano riuniti e mi quantifica il prezzo per la cessione della società in una cifra spropositata, che non sto qui a dire, da far conoscere agli imprenditori che io rappresentavo. Senza fare commenti, gli dicevo che avrei riportato la nostra chiacchierata a conoscenza degli imprenditori che sono interessati, e che qualora avessero inteso accettare o fare una controproposta, allora gli stessi si sarebbero fatti conoscere. Faccio presente che non ho proposto alcuna cifra a Chiariotti, ma sono stato solo ad ascoltarlo. Prima di salutare lo stesso Chiariotti mi sollecitava anche di non dire niente alla stampa, ma naturalmente gli comunicavo che lo avrei fatto perchè era giusto cosi. Per quanto riguardano gli imprenditori sono stato io a non volere che uscissero nomi, in quanto sapevo che in questi primi contatti avremmo innanzi tutto dovuto verificare la reale volontà dei proprietari di cedere la società, avendo già verificato cosa avvenuto in precedenti occasioni. Indipendentemente dalla valutazione delle mie capacità professionali, non permetto che venga messa in dubbio la mia serietà e correttezza in quello che dico, e peraltro dubito che i soci non presenti all’incontro siano al corrente di quanto realmente avvenuto. Detto questo mi dispiace solo per i tifosi della Jesina, tra i quali mi sento prima di tutto, perché se questo è il comportamento di chi gestisce la società dubito possano venire a breve tempi migliori. Tanto dovevo a Jesi sportiva.
(e.s.)
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I fatti. Alessandro Cossu, contattato da alcuni imprenditori locali, che gli hanno dato un mandato esplorativo, si è incontrato con il presidente Chiariotti: “Giovedì sono stato contattato da un gruppo di imprenditori di Jesi – ci ha detto il dirigente sportivo jesino – che mi hanno dato mandato di sentire il presidente della Jesina per l’acquisizione dello Jesi calcio spiegandomi il progetto che avevano in mente. Un progetto importante per Jesi e la Vallesina che potrebbe non comprendere solo il discorso calcistico”. Ha accettato? “Ho accettato ed ho contattato il presidente Chiariotti. Ci siamo incontrati ed il colloquio è stato tranquillo. Il massimo esponente del club leoncello mi ha ricevuto anche se aveva dichiarato di voler colloquiare solo con le persone direttamente interessate alla Jesina perché ha visto nella mia persona la serietà della cosa oltre alla conoscenza personale. Ha capito che le persone che rappresento sono serie, vedendo nella mia figura un interlocutore serio, ed ha parlato tranquillamente”. Cosa vi siete detti? “Abbiamo parlato della situazione in generale, ho detto che il gruppo che rappresento non vuol acquistare una categoria o una società ma vuol mettere in piedi su Jesi un progetto importante e non vuol investire tanti soldi per acquisire la SSD Jesi e toglierli dal progetto complessivo. Al di là del fatto che quando si va a trattare una acquisizione c’è senz’altro la disponibilità alla spesa”. La risposta? “Mi ha messo al corrente di tutto e la richiesta economica. Adesso avrò un incontro con i rappresentanti di questo gruppo imprenditoriale jesino e riporterò il tutto”. Siete entrati nei dettagli? “Al momento non c’è stato alcun controllo di conti nè di situazioni legate all’attuale società SSD Jesi”. Una previsione? “Mi sento in dovere di dire che non vedo sviluppi ma posso dire che gli imprenditori che rappresento, volendo dare a Jesi una opportunità, se per caso il progetto non troverà un accordo anche con la SSD Jesi, credo che l’impegno potrebbe essere quello di trovare altre soluzioni alternative”. Adesso cosa succederà? “Domani, dopo l’incontro con gli imprenditori, riferirò la loro decisone dopo averla comunicata anche a Chiariotti”. 


























La Jesina è ospite, come sedi degli allenamenti, per tre giorni – martedì, mercoledì, giovedì – sul sintetico del ‘Latini’ di via Mazzangrugno, l’impianto costruito di recente e adibito per il gioco del rugby.

Un esempio di signorilità quello che ha mostrato il Pineto oggi al Carotti di Jesi dopo l’1-1 sul rettangolo verde.