Jesina / ‘Cartellino Giallo’, triplice fischio finale: ha vinto l’ex presidente Marco Polita

L’ultimo atto di tutta la vicenda riguardavano soprattutto i rimborsi spesa che la società aveva proposto e dato ai giocatori del periodo

JESI, 6 agosto 2022 – Con la sentenza del 5 agosto emessa dalla Commissione Tributaria Regionale si chiude definitivamente tutta la vicenda nominata ‘cartellino giallo’ che in pratica ha assolto totalmente Jesina e Marco Polita – gestioni societarie 2013-2014-2015-2016 – da ogni addebito contestato annullando il clamore suscitato nel luglio 2019 quando la Guardia di Finanza aveva mosso presanti addebiti alla società e all’ex presidente Polita.

“La ex gestione della Jesina Calcio si legge in un comunicatoha reso noto che con sentenza n. 960/2022 pubblicata il 05/08/2022 la Commissione Tributaria Regionale, 5^ sezione, ha respinto l’appello proposto dalla Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che già aveva affermato la regolarità della gestione ed escluso ogni illecito fiscale. Dopo la conforme decisione del Gip del Tribunale di Ancona e del Dipartimento del Ministero delle Finanze di Bologna, si conclude così definitivamente ogni vicenda”.

 Per la ricostruzione dei fatti (leggi qui….) come da noi riportato il 29 luglio 2020.

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JESINA CALCIO / ‘Cartellino Giallo’, l’Agenzia delle Entrate presenta il conto, Polita fiducioso

A rilevarlo l’ex presidente del club Marco Polita che si mostra fiducioso. Il 17 marzo udienza davanti alla commissione provinciale tributaria per discutere i ricorsi di Jesina calcio e dello stesso ex presidente 

JESI, 29 febbraio 2020 – Il 17 marzo prossimo dinanzi alla Commissione Tributaria di Ancona verranno discussi due ricorsi da parte della Jesina calcio e da parte dell’avv. Marco Polita, ex presidente del club leoncello, per atti emessi dalla Agenzia delle Entrate circa l’accertamento e l’indagine della Guardia di Finanza denominato ‘cartellino giallo’ conclusosi nel luglio 2019.

Come si ricorderà le Fiamme gialle avevano scoperto e denunciato un complesso sistema di frode da parte della società calcistica Jesina attraverso la fittizia corresponsione di compensi sportivi e la contestuale annotazione in contabilità di elementi passivi indeducibili per oltre 2 milioni di euro. 

Polita, che è parso fiducioso convinto di avere tutte le carte in regola per respingere ogni addebito, ha voluto anticipare le argomentazioni dei due ricorsi annunciando che è intervenuto, collaborando, anche per quello riguardante la Jesina, su invito del collega Avv. Matteo Sperduti, legale di Latina, nominato dal club leoncello.

Polita ha illustrato che nel dicembre scorso sono arrivati due avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, al quale la Guardia di Finanza, come vuole la legge sul piano operativo aveva rimesso gli atti, essendo l’Agenzia delle Entrate l’espressione tecnico giuridica di quanto la Guardia di Finanza ha accertato, uno alla Jesina calcio e l’altro personalmente a Polita come presidente pro tempore.

Nel primo ricorso l’oggetto “vuole la Jesina calciospecifica Politatenuta ad allegare la prova documentale della avvenuta corresponsione dei rimborsi spese chilometrici ai calciatori residenti fuori Comune di Jesi che hanno percepito € 7.500,00 annui di rimorsi fissi (esentasse) oltre ai rimborsi spese chilometrici (pure esentasse ex art. 69 II comma DPR 22.12.1986 n. 917)”.

La Jesina, in sostanza, dice Polita,a) deve dimostrare con moduli rilasciati, ex DPR 917/1986, e con contratti, che ogni anno i calciatori del periodo interessato – 2014, 2015, 2016 – Tafani, Invernizzi, Niosi, Scartozzi, Berardi, Stefanelli, D’Aniello, Francia, Brighi, Tombari, Arati, Strappini, Sebastianelli, ed altri, ricevevano tali rimborsi chilometrici e quindi che gli stessi rimborsi erano da ritenersi deducibili come costi a livello di Irpef e Ires. Parliamo di circa € 110.000,00 / 120.000,00 annui circa (in quegli anni vi erano sempre 7/8 calciatori residenti fuori Comune); b) deve giustificare che nel I° semestre 2014 sono stati spesi per pasti e alberghi € 22.000,00 circa più IVA per I° squadra e Juniores per trasferte in Romagna, Abruzzo, Molise e Marche e per i pasti presso Ristorante Coppetella per le gare casalinghe; c) deve giustificare una fattura di € 4.000,00 circa più IVA pagata ad una azienda di consulenze aziendali per equilibrare il bilancio”.

Nel secondo ricorso, quello a carico e che riguarda l’ex presidente è avverso l’accertamento notificato a Polita stesso per contestazioni relative agli anni 2014 / 2015 / 2016 che riguardano come specifica Polita stesso a) i Cud Jesina calcio recanti € 74.000,00 in eccesso ed altri CUD per circa € 110.000,00 in difetto come si evince da un atto correttamente predisposto dalla stessa Agenzia delle Entrate (i bilanci della società sportiva riportavano pertanto voci per stipendi e rimborsi spese addirittura inferiori a dimostrazione che non sono stati indicati negli stessi bilanci costi in eccesso; b) aver pagato una fattura di € 5.500,00 a rate e non in una unica soluzione”.

Il presidente Polita nel ringraziare l’Agenzia delle Entrate che ha fatto chiarezza, smontando a suo dire quello in prima battuto emerso, nel sostenere che la gestione della Jesina è stata sempre trasparente, nell’affermare che ora con due personaggi come Cossu e Panettieri per capacità, competenza, caratteristiche e serietà la società ha tutte le carte in regola per riuscire a costruire qualcosa di affidabile e duraturo, ha anticipato che presenterà dettagliatamente quanto richiesto a sostegno delle osservazioni avanzate e ha illustrato alcuni numeri.

Ha specificato che il controllo dell’Agenzia delle Entrate tra il riscontro dei valori contabili e le certificazioni Uniche (Cud) rapportati ad anno solare ha portato alle seguenti rilevazioni: 2014 Cud € 561.231, 01, Compensi Contabili € 638.824,81, differenza € 77,593,80; 2015 Cud € 601.030, 50, Compensi Contabili € 605.587,50 differenza € 4.577,00; 2016 Cud € 325.749, 00, Compensi Contabili € 354.226, 89, differenza € 28,477,89.

Insomma, con i due ricorsi presentati e che saranno discussi, secondo Polita la Jesina, e lui stesso, ne usciranno annullando il clamore del luglio scorso come già in larga parte i riscontri e le osservazioni dell’Agenzia delle Entrate sembrano dimostrare.

 

Evasio Santoni

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JESINA CALCIO / LA VERITA’ DELL’EX PRESIDENTE MARCO POLITA

Polita ribadisce e conferma che l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, atto conseguente al verbale della Guardia di Finanza, sul quale l’attuale società ha fatto ricorso alla Commissione Tributaria, riguarda solo 30mila euro

JESI, 24 dicembre 2019 – Pronto l’intervento e la replica dell’avv. Marco Polita, ex presidente della Jesina, sulla questione Guardia di Finanza, l’operazione ‘cartellino giallo’ che l’attuale presidente leoncello Giancarlo Chiariotti, nell’incontro con la stampa di lunedì pomeriggio, aveva illustrato ed argomentato sostenendo che il suo predecessore non avrebbe detto la verità su quanto sta accadendo.

Polita conferma, invece, totalmente, quanto già portato a conoscenza in passato: “L’avviso di accertamento ricevuto dalla Jesina in ottobre contro il quale l’attuale società ha presentato ricorso nei primi di dicembre riguarda come a suo tempo avevo sostenuto circa 30mila euro. Le cifre annunciate da Chiariotti in conferenza stampa sono sue ipotesi. Nel verbale emesso dalla Guardia di Finanza, portato a sintesi dall’Agenzia delle Entrate e trasformato in avviso di accertamento, si parla di 30mila euro ed ora la Commissione Tributaria si dovrà esprimere su questa situazione. Il discorso che fa Chiariotti riguarda gli oneri indeducibili, gli indennizzi spesa chilometrici rimborsati ai giocatori, scritti a bilancio come passività, sul quale la società da me presieduta non ritenuto opportuno pagare alcuna tassabilità, avvalendosi, come già ampiamente spiegato, delle disposizioni di legge e precisamente secondo quanto recita l’art. 69 comma 2 del Dpr nr. 917 del 22 dicembre 1986 confermato dall’art. 25 della legge 133 del 1999. Quelle uscite – ribadisco– riguardavano rimborsi spese per viaggi o trasporto, spese di vitto e alloggio per quei giocatori che non risiedevano a Jesi e che raggiungevano il campo di allenamento quotidianamente e che magari si fermavano per una notte perché la mattina seguente dovevano presentarsi ancora alle sedute di allenamenti programmati”. Ed ancora Marco Polita: “Dirò di più. Oltre ai 30mila euro ce ne sono altri 12mila iscritti a titolo personale da accertare contro il sottoscritto, del quale ho già risposto, considerato che la società Jesina calcio non c’entra nulla”. 

In questo stato di ‘muro contro muro’ rischia di andare lunga la querelle sulla questione ‘cartellino giallo’. La Commissione Territoriale, come ha anticipato Chiariotti, si dovrebbe pronunciare nell’ottobre 2020.

A quel punto le interpretazioni lasceranno il posto alle decisioni che l’organo preposto avrà assunto e tutti gli aspetti in gioco saranno chiariti.

Evasio Santoni

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FOTO DI COPERTINA DI CRISTIAN BALLARINI