Calcio / Una serata di riflessione e memoria a Senigallia nel ricordo di Stefano Furlan

Sala gremita per conoscere una storia tragica che ha segnato Trieste e la sua tifoseria ma che da anni i tifosi alabardati vogliono far conoscere in tutta Italia
SENIGALLIA, 17 marzo 2025 – Una sala del circolo La Fenice gremita di tifosi della curva della Vigor Senigallia, ma erano presenti anche alcuni esponenti della curva della Vis Pesaro, ha assistito giovedì 13 marzo con attenzione e partecipazione alla presentazione del volume “Una notte lunga quarant’anni”.
Il libro, voluto dagli ultras della Triestina, è stato presentato dall’autore Lorenzo Campanale, dell'”Associazione Stefano presente” e membro della curva della Triestina, intitolata dal 1992 proprio a Furlan.
Il ragazzo, 21 anni, era un tifoso della squadra della sua città ma non uno dei più accesi: morì a 21 anni nel 1984 alcuni giorni dopo il derby di Coppa Italia tra Triestina e Udinese, al termine del quale era stato picchiato da un agente di polizia mentre rientrava a casa da solo.
Al termine di quel match, finito 0-0, c’era stato qualche tafferuglio di poco conto a cui il giovane secondo più testimonianze sembra nemmeno avesse partecipato: a livello mediatico della vicenda si parlò però colpevolmente pochissimo e praticamente solo a livello locale.
Si fece intendere che Furlan “se la fosse cercata” come in maniera quantomeno semplicistica si usa dire in certi casi ma in realtà la vicenda è complessa e presenta diverse zone d’ombra: e non pare proprio che Furlan “se la fosse cercata” come hanno ricostruito in seguito alcuni giornalisti che si sono occupati del caso e come è stato ribadito nell’incontro di giovedì scorso:
“Stefano era un tipo tranquillo, un ragazzo di vent’anni come tanti che nemmeno faceva parte degli ultras, benché frequentasse la curva. Stava tornando a casa da solo dopo aver visto la partita, con la sciarpa della Triestina addosso. E non aveva fatto proprio nulla”, ha sottolineato Campanale.
Di certo c’è che Furlan morì dopo 20 giorni di agonia in ospedale e un allievo agente di polizia di 21 anni fu condannato a un anno di reclusione per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi ma non andò mai in galera perché incensurato e anzi rientrò in Polizia.
Da anni la curva Furlan si batte per coltivarne la memoria, negli stadi di tutta Italia e in incontri come quello di Senigallia anche in realtà lontane e con cui non ci sono mai stati legami (Vigor e Triestina non si sono mai nemmeno incontrate in campionato nella loro storia), anche attraverso le presentazioni di un libro che ricorda chi era Furlan, cosa scrissero i giornali, cosa affermò il processo e la battaglia indomita della madre Renata, scomparsa a 88 anni nel 2022, per far sì che il figlio avesse giustizia.
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