Calcio / L’11 aprile di 120 anni fa la nascita di un mito: Renato Cesarini

Senigalliese, emigrato in Argentina, poi stella della Juventus e dell’Italia, mito coi suoi gol all’ultimo minuto, nella sua “Zona”: una vita da film che oggi è ricordata e celebrata in Sud America più che in Italia
SENIGALLIA, 11 Aprile 2026 – L’11 aprile di 120 anni fa, nel 1906, nasceva a Senigallia il grande Renato Cesarini, campione di calcio, talento cristallino e personaggio straordinario anche fuori dal campo di gioco.
Renato Cesarini nacque l’11 aprile 1906 a Senigallia, tra le frazioni di San Silvestro-Castellaro, dove oggi alcuni cartelli indicano che quelle furono “le colline natali di Renato Cesarini”.
Nella stessa zona, poco distante da dove si trovava la casa di famiglia, c’è un monumento dedicato al campione: lo realizzò lo scultore Romolo Augusto Schiavoni nel 2003.
Non veniva da una famiglia ricca il futuro fuoriclasse – il padre svolgeva la professione di ciabattino – e la scelta di tentare fortuna altrove fu inevitabile, come per tanti emigrati.
Era bambino Cesarini quando i suoi arrivarono al Barrio Palermo di Buenos Aires: da ragazzino si adattò ad ogni lavoro, compreso l’acrobata in un circo, prima di sfondare col pallone tra i piedi: dal principio la squadra del quartiere, la Borgata Palermo, poi sempre più in su, dal Chacarita, la squadra della zona del cimitero dove Renato sarebbe stato sepolto, alla Juventus, dove arrivò nel 1929 a 23 anni, già campione affermato.
Uno dei primi oriundi, giocava infatti già nella Nazionale argentina, fu poi anche azzurro, dal 1931 al 1934.
Proprio con l’Italia nacque il mito.
Gol decisivo del 3-2 al 90’ nella vittoria contro l’Ungheria al Filadelfia di Torino il 13 dicembre 1931 nella Coppa Internazionale, praticamente gli Europei di allora: era nata la Zona Cesarini.
Dopo la Juve, il River Plate.
In carriera Cesarini ha vinto da giocatore 5 scudetti alla Juve e 2 al River, è stato capocannoniere della Coppa dell’Europa Centrale (anticamera della Coppa Campioni): da allenatore 1 scudetto e 2 Coppe Italia alla Juve, 2 scudetti al River, ma ha guidato pure Napoli, Boca Juniors e Nazionale argentina.
É morto a 62 anni a Buenos Aires il 24 marzo 1969.
Lo studioso dell’emigrazione Fiorenzo Santini, di Camerano, appassionato da sempre della vita di Cesarini, è in contatto con il club Renato Cesarini di Rosario, ora nelle categorie inferiori ma in passato anche nella massima serie argentina grazie a un vivaio, tra i migliori dell’America Latina, che ha fatto crescere tra gli altri giocatori come Mascherano, Demichelis, Solari, Correa.
“Cesarini è ancora oggi un mito e un punto di riferimento in Argentina, molto più che in Italia – sottolinea Santini – La Renato Cesarini realizzerà un museo coi cimeli legati al calciatore e allenatore di Senigallia.
In questi giorni invierò in tal senso un mattone della vecchia casa dove Renato nacque, un libro sulla storia della Vigor e l’iconica foto di Cesarini in maglia vigorina nel giorno dell’amichevole contro l’Ancona.
Da ultimo, a Rosario arriverà anche una maglia originale della Vigor, col nome Cesarini, nel ricordo di un grande sportivo, ma anche di un grande senigalliese e, anche se solo per una giornata, di un grande vigorino.
Credo che Senigallia, la Vigor, i suoi tifosi, debbano essere orgogliosi di aver avuto un personaggio simile come concittadino”.
120 anni dopo, il mito di Cesarini è ancora attuale.
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All’andata nella palestra di Campanara, era il 20 dicembre 2025, la Goldengas vinse 72-64 una partita quasi sempre condotta ma non facile contro un Bramante che magari non ha la spensieratezza delle scorse stagioni ma è squadra che si conosce a memoria, con una percentuale di pesaresità molto elevata e anche tanti volti noti come gli ex Crescenzi, Centis, Ricci e soprattutto Michele Ferri, metronomo della squadra ancora affidabilissimo nonostante i 41 anni: Ferri era il play di riserva della allora Barzetti che nel 2004 perse lo spareggio di Consandolo contro il Casalpusterlengo di un quindicenne e semisconosciuto Danilo Gallinari, sconfitta che fu poi resa meno amara dal ripescaggio che in quella estate di ormai 22 anni fa portò Senigallia per la prima volta nella sua storia in B1.












Simone Saltarelli, classe 1985, senigalliese, è uno dei più esperti motociclisti italiani ma di ritirarsi non ne vuole sapere ed anzi si prepara a quella che forse è la stagione più importante della sua carriera: con l’Aprilia del Team Revo Saltarelli gareggerà infatti anche nel 2026 nel Mondiale Endurance, il più faticoso in assoluto perché le gare durano anche 24 ore e anche se non si è soli, visto che le squadre sono composte da tre piloti che si danno il cambio (col senigalliese ci sono Kevin Calia e Flavio Ferroni) le difficoltà e il fascino di affrontare i circuiti più iconici del mondo (Le Mans, Spa, Suzuka, Le Castellet) sono unici.
“L’Endurance in Italia è meno seguito che all’estero ma in Francia è proprio una religione. Le Mans è un evento, come può essere per gli italiani il Gran Premio della MotoGp al Mugello. La gara è unica, si gareggia su 24 ore in ogni condizione meteo, che possono cambiare nell’arco della prova, e ovviamente anche nelle ore notturne, ma è il contorno ad essere ancora più straordinario. Un vero evento, con la gente accampata nel circuito anche dai giorni precedenti, tanto che dormire in zona è impossibile se si vuole rimanere concentrati per la gara, a cui assistono anche 100.000 spettatori”.
Di fronte c’è una Recanatese davvero inguaiata, specie dopo la sconfitta di domenica contro il Chieti all’Angelini, 2-1.
I giallorossi, nonostante i cambi tra i giocatori e in panchina, con da alcune settimana il ritorno di Pagliari, non sono mai riusciti a dare una svolta al loro campionato e sono in zona play-out.
Una posizione che anzi è peggiorata nelle ultime settimane perché con 22 punti, a 5 partite dalla fine, il rischio è la retrocessione diretta, sia perché il penultimo posto è soltanto un punto sotto, sia perché anche la squadra di Pagliari riuscisse a giungere terz’ultima, rischierebbe seriamente di avere 8 o più punti di ritardo dalla sest’ultima piazza e dunque da regolamento
scenderebbe subito.
La Vigor nonostante la sconfitta nel derby contro l’Ancona, può credere nei play-off:
squadra che è stata a lungo più forte delle assenze.
I tifosi della Vigor Senigallia potranno acquistare i biglietti per il Settore Ospiti (capienza 507 posti, botteghino chiuso) con le seguenti modalità:








Derby bruttino, con gioco ripetutamente spezzettato e pochissime palle gol, oltre a non poco nervosismo.
Dopo il gol di Attasi, su ripartenza dorica e gran tiro da fuori area del giocatore dorico, Novelli non fa più una parata: Salvati ne compie tre, ma nessuna è impossibile.
E’ l’Ancona a essere più pericolosa a inizio ripresa con Pecci che si divora il raddoppio al 46′ e una capolista che mostra aggressività fino alla metà campo avversaria, rendendo difficile alla squadra di casa proporre il suo gioco.
Zini chiede un rigore, inesistente, al 55′, Kouko non centra la porta da favorevole posizione al 60′ e subito dopo rischia per una scaramuccia con un avversario quando è già ammonito, e prudentemente Maurizi, in tribuna squalificato, lo toglie.
Braconi chiama alla respinta dalla distanza Salvati al 65′, quindi ancora il portiere biancorosso al 72′ respinge una punizione di De Feo magistrale ediretta al sette ma non molto potente.
L’Ancona non dà certo spettacolo, ma sa essere umile, non rinuncia a giocare con una certa malizia (la stessa rimproverata alla Vigor nel match d’andata) con qualche palese perdita di tempo che fa spazientire il pubblico ma che fa parte del gioco, e dopo oltre 7′ di recupero porta a casa successo e primato.
Finale con qualche tensione in campo, ma poi applausi per tutti dalle due tifoserie.
Note: ammoniti Salvati, Zini, Grandis, Tomba, Kouko, Markic, Cericola, Braconi, Rovinelli.
Ancona senza il tecnico Maurizi, squalificato, Vigor al solito con varie assenze in campo: out da tempo Gambini (che prosegue il recupero dopo l’intervento al crociato, nella foto), Milli e Balleello.
Match che, rispetto allo scorso anno quando si giocò alla terza giornata, vale tanto, visto che i dorici si giocano una fetta di promozione: un po’ come accadde nell’indimenticato scontro diretto per la C1 del 1982, anche allora era marzo, quando il match finì in schedina (nella foto) e all’allora Comunale gli spettatori furono circa 8.000, record di tutti i tempi per una partita interna della Vigor Senigallia.
Restano sei gare alla fine della stagione regolare e domenica Jesi ospiterà San Severo attualmente nella griglia play off con 8 punti di vantaggio. L’obbiettivo della squadra di Ghizzinardi è quello di centrare la miglior posizione play in – dal settimo al dodicesimo posto – per poi riuscire ad entrare definitivamente nelle prime otto. Certo che la matematica ancora non chiude definitivamente le porte del play off diretto – prime sei in classifica generale – ma l’impresa sempra molto difficile. Resta il fatto che ci sarà da battere l’avversario pugliese e ci si dovrà concentrare su questo. All’andata vinse San Severo dopo due tempi supplementari (91-89) con un Palsson super (25 punti e 19 di valutazione). I pugliesi allenati da Massimo Bernardi presenta in quintetto Bandini, Mobio, Bugatti, Morelli, Gherardini. E’ squadra aggressiva e veloce che sta attraversando un buon periodo di forma. Jesi deve vincere giocando con determinazione e voglia di fare risultato ben consapevole di avere tutte le carte in regola e le possibilità di fare una grande partita.


“sto abbastanza bene dopo i problemi alla vista. Ho ancora qualche problema ma il fatto che mi sia stato permesso di tornare a giocare mi ha dato una grande fiducia ed anche fisicamente va abbastanza bene.
“L’Ancona è prima e si gioca molto, noi magari abbiamo qualche pressione in meno – aggiunge – Dobbiamo goderci il tutto, assieme ai nostri tifosi. Il mio sogno? Riuscire a giocare, certo, un gol sarebbe il massimo”.
Ma non sarebbe il primo nel derby: fu proprio Pesaresi, con un gol spettacolare sotto la curva vigorina esurita in ogni ordine di posti, a decidere il derby dello scorso anno al minuto 89, giocato davanti a 4.000 spettatori (nella foto in evidenza): presenza che non dovrebbe essere troppo diversa quest’anno data l’importanza della posta in palio e un settore ospiti dove in una giornata sono stati venduti tutti gli 874 biglietti disponibili.
Vigor-Ancona è una sfida tornata qualche anno fa dopo quasi 40 anni, ma che si è giocata per la prima volta oltre 100 anni fa: la Vigor vinse per la prima volta nel 1932, in amichevole, schierando il fuoriclasse senigalliese della Juventus Renato Cesarini (nella foto di quel giorno in basso a sinistra, le altre nel testo si riferiscono ai derby recenti) con un gol di Vittorio Joppolo, ma colse il primo successo ufficiale soltanto nel 1978 in serie D con una rete al Bianchelli, allora Comunale, dell’indimenticabile Ciro D’Amico.
Il match del marzo 1982 in C2, terminato 1-1 coi gol di Ennas e Zandegù, rimase per quasi quattro decenni l’ultimo scontro diretto ufficiale e detiene il record di spettatori, quel giorno oltre 8.000 in uno stadio assolutamente identico all’attuale ma con le norme assai meno stringenti per l’accesso del tempo. 

I tifosi della Vigor Senigallia potranno assistere alla partita munendosi di biglietto tramite il servizio di prevendita o al botteghino del Bianchelli.
I tagliandi sono acquistabili in prevendita presso il Vigor Official Store (via Cattabeni, 41): mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.00 alle 20.00, sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, domenica dalle 9.00 alle 12.30 (prevendita biglietti fino alle 12.00).
La vendita dei biglietti al botteghino dello stadio sarà effettuata esclusivamente il giorno della gara, con apertura dei botteghini 1 ora e 15 minuti prima del calcio d’inizio e prezzo di 2 euro in più rispetto alla prevendita.
Biglietti nominali: è obbligatorio esibire un documento d’identità valido al momento dell’acquisto.
“Una piacevole soddisfazione per la Società” le parole del presidente Togni “Un percorso iniziato otto anni fa che sta portando i frutti all’intero Settore Giovanile”.

GOLDENGAS SENIGALLIA:






Non sta benissimo nemmeno il San Marino, che rispetto all’andata, quando perse al Bianchelli nella partita che fu diretta da Berretta al posto dell’esonerato Magi prima del ritorno di Clementi, ha cambiato moltissimo, con diverse partenze e arrivi, anche importanti (si pensi al portiere Meli, che è stato titolare in C nella Recanatese) ma senza migliorare la sua posizione in classifica.






“In tre anni siamo saliti dalla C alla A2 con tre promozioni consecutive – sottolinea infatti il club – e questo è un traguardo straordinario non solo per la nostra società ma per tutto lo sport senigalliese. Tuttavia, non intendiamo fermarci. 

Minnozzi ha gonfiato la rete avversaria. Prima il solito regalo per il gol subito. Di buono il fatto che la squadra sa reagire e resta in partita fino alla fine. Mister Puddu ha così sintetizzato: “E’ inaccettabile subire un gol in quel modo dopo pochi minuti. Abbiamo reagito e fatto per tabnti minuti possesso palla anche se un po’ lento.Ci serve serve prendere uno schiaffo per entrare in partita, fortuna che ce lo hanno dato ad inizio gara. La squadra ha dei limiti, li abbiamo dimostrati perchè non è la prima volta, ma un cuore immenso e dal punto di vista dell’atteggiamento la squadra è inattaccabile. Domenica prossima contro l’Urbania dobbiamo provare a fare più punti possibili. In coda è un caos e può succedere di tutto, l’importabnte è dare continuità e fare punti e poi alla fine vedremo”.



Manfredini aggiungendo “Sicuramente l’ultimo turno ci ha dato una mano importante ed ora il dustacco è qualcosa di positivo per noi. E’ anche vero che non è finita avendo alle nostre spalle una squadra che in stagione ha perso una sola partita e che comunque non mollerà. Dal canto nostro dovremmo continuare a tenere l’ atteggiamento giusto uguale a quello che c’è stato fino ad oggi e quindi cercare di dare il massimo e pensare a noi stessi. I ragazzi lo sanno, stanno facendo qualcosa di importante ma ancora, ripeto, non è finita. Lotteremo fino alla fine per presentarci allo scontro diretto con il maggior vantaggio possibile. Al termine di quella partita si potrà parlare di qualcosa di diverso oppure se tutto sarà stato rimesso in gioco perchè già il Fano, in precedenza, ci ha recuperato quando avevamo sette punti di vantaggio accorciando a quattro cinque partite. Noi adesso ne abbiamo ripresi sei a dimostrazione che non si può mollare niente, saremo sul pezzo”.
gravi fatti avvenuti fuori dello stadio “G. Calbi” di Cattolica, prima del match contro l’Alma Fano, tenendo a precisare che tali fatti non hanno nulla a che vedere con lo sport del Calcio, ma è stato un atto puramente premeditato di pura violenza fuori di ogni spiegazione logica, dove non è stato coinvolto nessun nostro simpatizzante o supporter. Si è appreso dai quotidiani locali e siti sportivi, che vi sono stati fra i tifosi dell’Alma Fano Calcio dei feriti, ai quali esprimiamo la nostra solidarietà ed agli stessi facciamo gli auguri di una pronta guarigione. La scelta di disputare la partita di Campionato presso lo Stadio di Cattolica, fuori dai confini regionali, era stata un’opzione valutata e successivamente dettata, a seguito dell’esplicita richiesta delle Autorità Competenti, proprio al fine di evitare problematiche per l’Ordine Pubblico, vista anche la concomitanza con la partita Vis Pesaro – Ternana e l’inadeguatezza del nostro impianto a ospitare tifoserie organizzate. Questi episodi lasciano profonda amarezza soprattutto per tutto il movimento che ruota intorno alle società dilettantistiche come la nostra, che amano parlare di calcio giocato e non di episodi delinquenziali come questi, che nulla hanno a che fare con lo sport. Confidiamo che gli autori dell’aggressione siano identificati al più preso, al fine di fare piena luce anche sulle motivazioni di tale gesto”.
importante e averla ottenuta, tra l’altro sistemando il doppio confronto con il San Costanzo, è una iniezione di fiducia per il rush finale. La squadra ha meritato e giocato con grande cuore, ultimamente il risultato ci è sfuggito per un niente, quindi questi tre punti sono un premio alla tenacia di un gruppo di ragazzi molto giovani tra cui il classe 2007 Joseph Gambini autore di due gol”. Lo stesso Gambini ha commentato: “E’ una doppietta che dedico al gruppo, troppo importanti questi tre punti e ora dobbiamo dare continuità fin dalla difficile trasferta di Fano di domenica. Il primo gol? Ho preso palla da centrocampo, il mio primo pensiero è stato quello di arrivare in porta per fare gol. Pur avendo visto un compagno libero a cui passare la palla ho continuato nella mia azione e sono riuscito a segnare”.

Vigor praticamente senza più di mezza squadra: mancano Balleello, Gambini, Milli, Novelli, anche Parrinello (tornato in Francia per un lutto familiare) e all’ultimo Tonelli, febbricitante: Pesaresi, tornato ad allenarsi dopo 6 mesi, viene portato in panchina dato il numero impressionante di gravi assenze e dopo mesi torna in panchina anche l’under Gasparroni, ma nel corso del match gli acciacchi di Beu, Tomba e Caprari portano all’esordio pure di Bucari e Pietro Magi Galluzzi, fratello minore del capitano Enrico.
Succede poco nel primo tempo, ma la Vigor mostra grande attenzione e concede poco o nulla agli avanti avversari: Perini si distende plastico su Mantini al 47′ ma non può nulla sulla girata in area di Pandolfi, che segna al 58′ il vantaggio ospite sotto la curva di casa e si prende la miriade di fischi e improperi dai suoi ex tifosi, con cori che dureranno fino a fine partita.

VISMARA – Ferracuti, Righi, Baruffi, Del Pivo, Rastelletti, Palazzi, Montesi, Letizi, Renzi, Gaudenzi, Vagnarelli. All. Cangini – A disp. Melchiorri, Bertuccioli, Carnaroli, Garavalle,Bonazzoli, Violini, Donati

Maglia di leader, azzurra, al marchigiano Pellizzari.
Da qui, di nuovo in direzione nord verso il pesarese.
Boato alla partenza per campioni come Quintana e Caparaz, vincitori di Giri d’Italia, per Van der Poel, campione praticamente di tutto e ovviamente, Van Aert, per il marchigiano Pellizzari che sogna la vittoria nella gara che si conclude nella sua terra.
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L’esperienza accumulata sarà preziosa per evitare errori e cercare di andare dritti verso i risultati. Nel 2025 il meteo ed alcune difficoltà tecniche hanno condizionato diverse gare e tutti gli sforzi fatti non ci hanno permesso di raccogliere quanto speravamo”.



Al 30’ Goldengas, senza Cicconi Massi, avanti 63-52; Val di Ceppo, senza Frizzarin ma con 17 punti dell’eterna bandiera Meschini, in partita e ancora a -6 a 5’ dal termine, poi cede a testa comunque alta.



Lo farà ancora senza Balleello, Pesaresi, Gambini, mentre rientrerà Grandis dalla squalifica, e fanno progressi anche Milli e Gasparroni fuori da lunghissimo tempo.
Squadra che rispetto al positivo recente passato ha faticato quella umbra di coach Filippetti, ex di turno, ma che è più che mai viva.











Nel secondo tempo, arriva la reazione dei patavini che, prima raggiungono il pari e poi sorpassano la Patom (5-4).

MONTEMARCIANESE – Cominelli, Formica, Droghini, Rossetti (49′ Gagliardi), Carpani, Lucci, Sabbatini (49′ Massaccesi), Gregorini, Pierandrei, Daidone (65′ Pellonara), Burini. A disp. Fabrizzi, Franceschetti, Santarelli, Leoni, Rosi, Caprari. All. Profili



Era il 10 agosto 1966: Arcari, tutt’ora in vita, combattè fino al 1978 senza perdere più un incontro né in Italia nell’estero da quella sera di Senigallia.


Il mister vigorino Aldo Clementi è soddisfatto: “non è stata una partita facile, ma è stata la partita che mi aspettavo – sottolinea – Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra. La salvezza è vicina. Novelli? Se la sentiva di giocare ma poi in partita il problema fisico palesato in settimana si è presentato ed è dovuto uscire, speriamo non sia nulla di grave. Ma Perini ha esordito bene, così come Celani entrato nel finale.
Negli ultimi 2’ match praticamente deciso ma si gioca per la differenza canestri visto che all’andata l’Attila ha vinto di 7: la Goldengas, con una lucida gestione dei possessi offensivi, riesce a ribaltare tra l’entusiasmo del PalaPanzini il doppio confronto chiudendo sul 73-61.


Se la Vigor al solito è giovanissima, con 4 under invece degli obbligatori 3 dall’inizio ed altri 6 su 9 in panchina, dove si accomoda pure Tonelli non al meglio, l’Inter Sammaurese lo è ancora di più: 6 under dall’inizio, gli altri, tranne Merlonghi, attaccante di 38 anni con 110 gol in carriera in D, hanno tutti meno di 23 anni.







importante inserendo due ragazzi che giocavano in A2 élite con qualche presenza con la maglia azzurra dell’Italia sia nelle formazioni Under che in prima squadra. Sarà una partita difficile ma il fatto che abbiamo raggiunto con netto anticipo l’obiettivo stagionale, quello della salvezza, ci farà giocare con tranquillità e, ci proveremo a vincere. Siamo a due punti dai playoff ma è dura perché avremo da qui alla fine tutti scontri diretti quindi non sarà sicuramente facile. Con molta serenità e molto entusiasmo ora il nostro punto di riferimento da conquistare è la post season, obiettivo molto importante visto che è il primo anno che facciamo la categoria e che quindi sembra un risultato inaspettato. Siamo rimasti un po’ corti nella rosa perché abbiamo diverse defezioni però al tempo stesso stiamo diventando un gruppo ed abbiamo trovato una quadratura. Per giunta stiamo valorizzando ragazzi molto giovani. Ritornando alla gara di Imola cercheremo di fare il massimo consapevole che non sarà assolutamente facile perché incontriamo una squadra che comunque è ben attrezzata”.
gol dopo un periodo di digiuno) a mettere la ciliegina sulla torta. Una vittoria convincente e dominante, da squadra che sa quanto vale e che sa di voler guidare il girone C. Gli uomini di Pelonara allungano sulle inseguitrici e si portano a 44 punti, in cerca della terza di fila in casa del Fabriano. Brutto e pesante ko per i filottranesi, che subiscono lo strapotere offensivo giallonero e restano a 25 punti, raggiunti e scavalcati al quinto posto per la differenza reti. Nella prossima giornata bisogna ripartire in casa contro la Giovane Offagna.
gol a sbloccarla sono gli jesini, che passano avanti con Corinaldesi. L’assalto osimano trova giustizia a fine primo tempo, con il pareggio in mischia di Magrini, e ad inizio ripresa, con lo schema da corner vincente concretizzato da Bellucci. Dopo cinque minuti ci pensa Rocchetti a riequilibrare il risultato, mentre nel finale sale in cattedra Bruschi, che con un paio di interventi cruciali salva gli uomini di Mancinelli e regala loro un punto prezioso. Un secondo pareggio consecutivo che lascia i giallorossi al terzo posto a quota 37, in cerca di ripartire in casa di un Real Casebruciate in fiducia. D’altra parte i leoncelli si portano invece a 22, a -3 dal quinto posto, in attesa di ospitare il Faber United.
palo su un cross dalla destra, e alla stessa maniera di testa trova la doppietta al 30°. Ci pensa il tris di Lettieri, su assist di un super Barchetta, al 34° a mettere la ciliegina sulla torta. Sul finire di primo tempo Faccenda calcia fuori il rigore del possibile 3-1, e nella ripresa i padroni di casa si limitano a gestire il risultato. Una vittoria convincente, da grande squadra per i fabrianesi, che salgono a 25 punti (con una gara in meno) e mettono la freccia nella corsa al quinto posto. Nella prossima giornata il big match a Camerata Picena sarà fondamentale per stabilire la competitività della squadra. Gli spessini restano invece a 13 punti, prossimi al turno di riposo prima di tornare in campo in casa contro la Cameratese.
Ecco il punto sul girone C dopo la diciottesima giornata:
e insacca a ridosso del novantesimo, regalando una vittoria fondamentale ai suoi. Con questo successo, cercato e combattuto contro degli ottimi avversari, gli uomini di Bonifazi restano a pari punti con il terzo posto a quota 36. L’obiettivo è proseguire in questo periodo florido di risultati anche contro la più complicata delle rivali: nella prossima giornata al Cicarè arriverà la capolista Real Porto Senigallia.









Il Principe, sorridente e disponibile, ha parlato della sua passione per la Juventus, del futuro della Serie A e di alcuni protagonisti del nostro calcio e della Nazionale, senza però rinunciare al suo stile: diretto, spontaneo, sintetico ma al tempo stesso molto schietto, a tratti pungente. Insomma, un Principe senza peli sulla lingua, prudente sui pronostici ma attento osservatore del calcio italiano.







La terza sconfitta consecutiva non acuisce i problemi di classifica solo perchè le altre tre dirette rivali (Nocera, Virtus Imola e Loreto Pesaro) fanno altrettanto in questa giornata, ma le prospettive non possono essere incoraggianti per una Fabriano smarrita e senza certezze tecniche.
