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SPORT / Coronavirus, si va verso il blocco totale fino a Pasqua?

Per il calcio domani a Roma i presidenti di tutti i Comitati Regionali della Figc (federazione italiana gioco calcio)  si incontreranno per decidere il da farsi

JESI, 8 marzo 2020 – Non ci sono date o scadenze che tengono.

La situazione coronavirus  è difficile e non solo il calcio, ma anche tutti gli sport indistintamente, ne trarrà le conseguenze.

Ieri la Lega basket e la Fip (federazione italiana pallacanestro) hanno deciso di sospendere il massimo campionato nazionale di Pallacanestro.  Oggi anche la Lega Pallacanestro dilettanti, dalla serie A2 alla serie B, ha fatto ugualmente. Nei giorni scorsi anche il volley, la pallamano, la pallanuoto ha deciso di stoppare tutto.

Il calcio di serie A è sceso in campo ma dopo tanti tentennamenti. Ad un certo punto, prima del fischio d’inizio – ore 12,30 – di Parma – Spal, si è pensato pure di sospendere la giornata e di conseguenza il campionato. Risultato: si è giocato e si gioca ma da domani attendersi conseguenze e provvedimenti non è illusorio.

Domani a Roma, poi, i presidenti di tutti i Comitati Regionali della Figc (federazione italiana gioco calcio) – per le Marche sarà presente Paolo Cellini –  si incontreranno, rigorosamente distanti oltre un metro l’uno dall’altro, alcuni presenti solo in videoconferenza, e dovranno prendere una decisione difficile ma netta, decisa, essenziale.

Tutto il calcio si potrebbe fermare almeno fino a Pasqua 2020 ed esattamente fino al 12 aprile prossimo.

Andare avanti alla giornata oramai non serve più a niente e a nessuno. Se si deve calendarizzare di nuovo tutto lo si faccia senza indugi. Qualcuno potrebbe anche avanzare l’ipotesi, sicuramente da valutare fra diverse settimane, di dover discutere anche di annullare tutto.

Le difficoltà oggettive sono enormi. Molti club se non si fermeranno i campionati sono penalizzati. Come faranno quei tesserati oggi residenti in zona rossa ad allontanarsi per andare ad allenarsi nella città vicina che magari è situata in altra provincia?

D’altronde con l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio che ha individuato la regione Lombardia, ed 11 province come zona rossa, e con tutti i consigli che vengono lanciati di evitare contatti e qualsiasi affollamento, una decisione di blocco totale del calcio, per almeno un mese, non sembra proprio remota.

Giocare a porte chiuse non elimina alcun rischio, attenersi ad alcune disposizioni scritte nel decreto del Presidente del Consiglio riguardo le manifestazioni sportive come “le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus Covid-19 tra atleti, tecnici, dirigenti , accompagnatori” non è né facile, né semplice, né alla portata ed ai mezzi delle società dilettantistiche.

E’ un gran problema, capirci qualcosa è un’impresa ma è necessario che si prendano provvedimenti uniformi per tutti i campionati e per tutti gli sport.

Sicuro che chi è chiamato a decidere in questo momento non è invidiato da nessuno.

Di blocchi e rinvii a livello di massima serie di calcio la storia ne ricordano diversi: prima guerra mondiale, al tempo della seconda guerra mondiale, nel 1973-1974.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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