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Calcio

JESINA CALCIO / TRILLINI CHIEDE GIOCATORI, LA SOCIETA’ CREDE ANCORA NELLA SALVEZZA?

JESI, 16 dicembre 2019 – Situazione disperata in casa Jesina.

Chiariotti (presidente Jesina)

Aggiungere qualcosa alla desolante classifica e al contesto generale diventa difficile, e l’accusa di “tafazismo” potrebbe scattare in automatico. In molti speravano che la riapertura del mercato potesse essere utile per alimentare nuove speranze, ed invece quando sono passati quindici giorni dal nuovo start, la situazione è simile a quella dell’ “allenatore nel pallone”.

In quel caso i sacrificati furono Falchetti e Mengoni, ma mister Canà riuscì a scoprire il talento di Aristoteles.

Dalle nostre parti si è iniziato con il cambio di Presidente, anche se la sostanza è rimasta la stessa.

Anzi no, qualcosa è cambiato: Chiariotti parla solo tramite bollettini ufficiali, e a noi non resta che attendere l’uscita della “Pravda”.

Sono stati svincolati in sette: Santarelli, Verruschi, Damiano, Ballardini, Pigozzi, De Rose, Sapucci.

Giocatori che non hanno lasciato il segno, è vero, ma al loro posto sono arrivati l’ennesimo terzino under (per la legge dei grandi numeri qualche valoroso prima o poi giungerà), e il buon Marco Ricci, reduce da mesi di inattività.

La verità è che la Jesina ha affrontato due partite cruciali, Chieti e Campobasso, con una rosa totalmente inadeguata.

La panchina ieri a disposizione del mister ne è la prova inconfutabile.

Ci si consenta un elogia proprio a Sauro Trillini, che sta lavorando con serietà, cercando di portare normalità in un frangente in cui di normale sembra non esserci nulla.

Apprezzabile anche l’impegno dei giocatori che hanno deciso di rimanere, ma nel calcio servono anche valori tecnici, e la buona volontà non può bastare.

Sappiamo della passione e dell’impegno che sta mettendo Gianfranco Amici nel cercare di destreggiarsi tra mille difficoltà, non sappiamo invece quante e quali risorse economiche abbia a disposizione per operare.

Possiamo solo immaginare che siano ben poche, in attesa di un comunicato presidenziale.

Una domanda sorge spontanea: qualcuno in Società crede ancora nella salvezza ?

Se la risposta è affermativa, servono con assoluta urgenza almeno un paio di elementi di categoria, capaci di alzare il livello collettivo. Ogni ulteriore minuto di attesa, sarebbe perso.

Se invece la risposta è negativa, allora la compagine prepari già da ora l’inevitabile uscita di scena, non lasciando solo un campo minato a chi vorrà subentrare.

In ogni caso, non sono più sopportabili passività e arroganza, mentre un popolo di appassionati continua a subire umiliazioni.

Piaccia o no, novantadue anni di storia meritano rispetto.

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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