Connect with us

Calcio

JESINA CALCIO / Settore giovanile, Simone Strappini: “Anno zero, l’importante è ripartire”

“Nel settore giovanile non deve essere impostante raggiungere a tutti i costi risultati tecnici ma dimostrare serietà, etica ed un minimo di professionalità”. 

JESI, 30 giugno 2020 – Primi passi per un futuro diverso, credibile e, sotto certi aspetti nuovo.

Strappini Simone

La Jesina nei giorni scorsi ha programmato due incontri con genitori e ragazzi per riprendere in mano la situazione che nelle settimane scorse sembrava quasi persa con tanti genitori che hanno preferito, adesso c’è da verificare se tutto sarà confermato, portare i loro figli a giocatore al calcio con altri club, comunque organizzati, della città.

Incontri promossi dal club leoncello andati sostanzialmente bene.

“Soprattutto ci siamo rivisti con i genitorici ha detto Simone Strappini responsabile tecnico e allenatore della Junioresc’è ottimismo, moderato, ma c’è ottimismo. Le persone si sono mostrate attente al discorso Jesina e non tutti per forza dicono di andare da un’altra parte”.

L’avete convinti?

“Abbiamo sollecitato l’idea di rimanere. Fino al 30 giugno nessuno poteva andare altrove. Anche oggi sto parlando con i ragazzi e i genitori e tutti mi dicono di aver parlato con altre società ma che ancora non esiste nulla di definitivo e già deciso”.

Cosa farai?

“Altre riunioni, gruppo per gruppo, per capire le disponibilità e trovare le varie soluzioni per risolvere i problemi. Vogliamo rifare almeno una squadra per categoria, soprattutto quelle dell’attività di base”.

Il problema stava nella Jesina, questo penso sia chiaro?

“D’accordo, e lo sapevamo. Tutti questi discorsi sono emersi per nostre mancanze, per tutto quello che è accaduto nei mesi passati. Per lo meno diciamo non c’è stata chiarezza di comunicazione da parte di chi in quel momento stava gestendo la cosa”.

Problemi nei rapporti tra società e tecnici, tra società e genitori, per i campi, per le strutture, per l’organizzazione?

“Tutte cose non vere, verissime. Adesso ripariamo con serietà e convinzione. Sto cercando di creare uno staff completamente nuovo di allenatori, di dirigenti, di genitori attenti magari a svolgere il loro ruolo e basta senza interferire su questioni tecniche o su chiacchiere di ogni tipo. Stiamo facendo attenzione nella scelta delle persone. I casini passati vanno superati per cercare di non incorrere più in certe situazioni. Anche noi della società tutti dobbiamo essere più attenti sia nelle comunicazioni che nei comportamenti. Attenzione ai piccoli particolari che interessano le famiglie che ci affidano i loro figli”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Certo se il genitore viene al campo, vede lo spogliatoio aperto e pulito, l’allenatore pronto, il materiale a disposizione pure, perché deve lamentarsi?

“Chiamiamolo anno zero. Questa sarà una stagione che dovrà servire per riportare entusiasmo e far capire che questo è un nuovo corso: dalla prima squadra al settore giovanile. Stiamo lavorando come se si iniziasse per la prima volta con nuove persone, nuovi tecnici e con una diversa impostazione. Nel settore giovanile non deve essere importante raggiungere a tutti i costi risultati tecnici ma dimostrare serietà, etica ed un minimo di professionalità. Tutte cose che purtroppo erano andate perse”.

Le premesse ci sono? Le strutture?

“Cercheremo di tenere il Carotti e l’Antistadio per l’attività di base oltre al Mosconi per la Juniores, allievi e giovanissimi. A quel punto si potrebbe puntare sul Cardinaletti e sul campo del Borgo Minonna per le gare degli allievi e giovanissimi. Punto di partenza importante”.

Istruttori?

“Gli allievi saranno allenati da Mirko Montecchiesi, patentino uefa B che è una continuità. A guidare i giovanissimi uno jesino, Lorenzo Braconi. Poi due punti importanti per la nostra attività. Un preparatore dei portieri, Marco Moreschi ex Junior Jesina e come preparatore atletico Alessandro Gambella già con maturata esperienza nei settori giovanili”.

Siete pronti?

“Aspettiamo la risposta concreta dei genitori e dei ragazzi. Debbono capire che la Jesina è la prima squadra della città pur con tutti i problemi annessi e connessi. Giocare con e per la Jesina ti porta a divertirti, giocare al calcio, sperare in prospettiva che un giorno si potrà anche indossare la maglia della prima squadra della città come hanno fatto tantissimi giovani jesini.  Bisogna crederci, noi cercheremo di risolvere tutti i problemi logistici ed organizzativi per i genitori: è il momento di dare fiducia alla società. Se ci saranno pochi numeri nessuno si abbatterà, continueremo a darci dentro per riportare la gente a casa nostra con la maglia leoncella.”

Marco Strappini invece come si sta preparando alla grande avventura?

“E’ la persona giusta per guidare la prima squadra. Ha riportato serenità nell’ambiente ed era importante. Se la città segue la squadra, se si ricrea quell’ambiente città-squadra-tifosi-addetti ai lavori-stampa, quest’ultima fondamentale dal mio punto di vista, si riuscirà ad ottenere l’obiettivo programmato indipendentemente se si giocherà in Eccellenza o serie D. In questo momento serve interesse ed entusiasmo. So che Marco sta lavorando in questa direzione e so che il marchio Jesina è ancora appetibile”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

Advertisement

TI POTREBBE INTERESSARE…

More in Calcio