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Calcio

JESINA CALCIO / Mosconi: «Commessi tanti errori, chiederò aiuto a Bacci»

«lascerò risorse come un deposito cauzionale in Federazione, un introito dal Comune di Jesi, un valore di magazzino, il pullman ‘griffato’, un contratto di sponsorizzazione»

JESI, 31 maggio 2020 – Gli errori si pagano a caro prezzo.

E’ questo quello che pensa il socio di maggioranza della Jesina calcio Gianfilippo Mosconi.

Dopo due anni di gestione del club leoncello è fortemente convinto di voler passare la mano senza tirarsi indietro da quelle responsabilità che non nasconde e che intende rimediare.

“Ho preso, convinto da Chiariotti, la società dall’allora presidente Polita in condizioni non proprio ottimali, con tutti gli oneri ed onori in essere, – dice Mosconicon il titolo in Eccellenza, e dopo due anni di gestione posso dire che di errori ne ho commessi tanti ma tutti per inesperienza, perché mal consigliato, e per situazioni tutte avverse. Ora è giunta l’ora di trovare una soluzione alternativa perché voglio lasciare ma di certo non permetterò che la Jesina calcio finisca nel dimenticatoio.”

Cosa farà?

“Chiamerò il Sindaco Bacci chiedendo di aiutarmi. Gli dirò chiaramente quale è la situazione debitoria attuale e gli dirò pure che la mia intenzione, come d’altronde sto facendo, è quella di coprire tutte le perdite che in questi due anni di gestione, ma l’ultimo anno è stato quello più pesante, abbiamo accumulato. Ci vorrà del tempo, sicuramente limitato e ben preciso, ma nessuno un domani potrà dire di avanzare qualcosa dal sottoscritto. Gli dirò pure che sto facendo di tutto per restare in serie D”.

Situazione pesante?

“Pesante no, difficile si. Sono convinto di riuscire nell’intento. Già in queste settimane sono stati fatti passi avanti e concreti per soddisfare i creditori di qualsiasi natura e nei prossimi giorni ne farò ancora. Ma per ripartire serve che qualcuno prenda in mano la situazione e garantisca il futuro. Mosconi penserà al passato, chi vorrà partirà senza alcuna preoccupazione. Anzi lascerò pure qualche risorsa come ad esempio un deposito cauzionale consistente in Federazione, un introito del Comune di Jesi per quanto riguarda la gestione del Carotti, un valore di magazzino con materiale sportivo abbastanza cospicuo, il pullman ‘griffato’, altro materiale oltre ad un contratto di sponsorizzazione da usufruire anche per la prossima stagione. Insomma chi prenderà in mano la situazione potrà partire senza alcun costo pensando solo a fare la squadra”.

Perché allora tutte queste difficoltà?

“Perché all’inizio dello scorso anno ho fatto delle scelte sbagliate, ripeto tutte scelte sbagliate, puntando su Micozzi e Gagliardini, fidandomi di certa gente, e su altri consulenti. Ti ricordi quando ti dicevo nell’ottobre scorso che quest’anno avremmo speso più dell’anno precedente? Tutti mi dicevano che stavo dando i numeri ed invece avevo capito tutto ma già la frittata era fatta”.

Perché ha rifiutato la proposta dei cosi detti ‘riminesi’ dell’acquisto del 49% delle quote?

“Perché io voglio uscire definitivamente. Non intendo minimamente essere coinvolto in una nuova avventura. Saranno le persone più brave al mondo ma Mosconi vuol liberarsi della Jesina. E poi perché eventuali responsabilità ricadono sempre sul socio di maggioranza ed invece io non ne voglio più sapere”.

Come se ne esce fuori?

“Non lo so, so solo che a parte lo sponsor Santarelli non mi ha aiutato nessuno. Poi quando sembrava che qualcuno avesse intenzione di darmi una mano è scoppiato il Covid”.

Qual è la cosa che più le ha dato fastidio?

“Ho fatto danni alla Jesina, forse anche mal consigliato, però il danno me lo sono fatto da solo e per questo pagherò. Purtroppo sta pagando anche la Jesina ed i tifosi ce l’hanno con me. Questo mi dispiace tantissimo”.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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