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Calcio

JESINA CALCIO / LEONCELLI ULTIMI IN CLASSIFICA: SOCIETA’ SENZA STRATEGIA

JESI, 14 ottobre 2019 –  E’ notte buia in casa Jesina ma nessuno si preoccupa di accendere la luce.

Ermanno Carassai

O almeno provare con qualche candela, anche consumata, che possa emettere, seppur lieve, una luce di speranza.

Il giorno dopo la terza sconfitta consecutiva, quinta su sette partite giocate, nessuno è in grado di tracciare un solco. Peggio dalla partita di Pineto non si poteva ottenere e quel che di più dovrebbe preoccupare è stata la incapacità assoluta di agire e reagire.

Qui non si tratta di gettare la croce addosso a mister Omar Manuelli, perchè certamente tutti si ricordano da dove e quando siamo partiti, ma è doveroso chiedersi quando e come riuscirà a trasmettere al gruppo, che ne ha veramente bisogno, interpretate anche le parole del suo vice Carassai a fine gara, gli stimoli giusti e necessari, oltre ad una continuità tecnico tattica capace di fare risultato, per uscire fuori da una situazione che tutti commentano per la sua drammaticità (sportiva, s’intende).

Non tanto perché la Jesina non da segno di reazione quanto perché ha confermato di essere quasi allo sbando e per le ripercussioni che una Caporetto del genere rischia di avere.

In altre circostanze, anche meno difficili, è stato azzerato tutto e anche in fretta.

E sebbene la squadra dopo i segnali di miglioramento contro la Vastese è ripiombata nelle incertezze e nei soliti noti difetti mostrati ad esempio ad Avezzano, non si può dire che la società sia in grado di darle una mano. Di fare da guida.

L’impegno non manca, vero! Ma non esiste una strategia, non c’è polso e nessuno sembra capace di prendere una decisione che possa sembrare utile per provare a venirne fuori, ognuno rema per conto proprio.

Mister Manuelli si sente davvero in grado e capace di far cambiare destino a questa squadra? Ha già discusso e programmato con il suo presidente ed il direttore sportivo dove e quanto intervenire alla riapertura della fase dei trasferimenti? Perché se così non fosse, e se la società gli ha detto che questa è la squadra e con questa si arriva in porto, allora è obbligato a dire a tutto il popolo leoncello, con la massima chiarezza e sincerità, cosa e come intende fare per cambiare rotta.

Qui non sono in ballo il futuro e le fortune o meno di singole persone ma le sorti di un club storico con tifosi innamorati, con una città che ha passione e tradizione per il calcio e che è preoccupata del declino, speriamo non irreversibile, che questa società e questa squadra sembra aver intrapreso.

Nessuno più parla, al contrario pensiamo che sia il presidente che il direttore sportivo dovrebbero per lo meno esternare il loro pensiero sia sul presente ma soprattutto sul futuro, e se ci dobbiamo accontentare di quello che al termine della partita ha detto l’allenatore in seconda Ermanno Carassai è facile capire cosa ci aspetterà: “Non manca l’apporto dei singoli, ma parlerei invece di squadra. Noi siamo un gruppo: quando le cose vanno bene dobbiamo rispettarci a vicenda ed esultare insieme, quando vanno male dobbiamo suddividerci le colpe. Oggi abbiamo sbagliato partita ed atteggiamento. Il Pineto ha sfruttato immediatamente le prime occasioni che gli abbiamo concesso ed abbiamo avuto una sterile reazione. Una squadra che si deve salvare non può giocare in questa maniera ma avere un atteggiamento diverso. Dove non si arriva dal punto di vista tecnico ci si deve arrivare dal punto di vista caratteriale ed aggressivo perché ci si salva solo con l’essere determinati”.

Più chiaro di così? Che assist presidente Mosconi?

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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