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Calcio

JESINA CALCIO / IL LUNEDI’ NERO DEI LEONCELLI CUICCHI FINISCE SULLA GRATICOLA

JESI, 11 novembre 2019 – Ad Agnone sono suonate le campane per la chiamata in Eccellenza.

il presidente Gianfilippo Mosconi

Altro giro, altra sconfitta, altro lunedì di delusione e di punti interrogativi da decifrare.

Ad Agnone si è toccato il fondo di una crisi profonda dalla quale nessuno sa più come risalirne.

Insomma percorso netto: 12 gare ufficiali, Coppa Italia compresa, 10 sconfitte e sempre squadra avversaria in gol anche nelle due partite pareggiate.

Peggio di così era ed è difficile fare. Peggio di così esiste solo il fatto di non rendersi conto della situazione con la società che non sa più, forse non l’ha saputo mai, che pesci prendere e dove andare a parare.

Nell’ennesimo lunedì nero di questa stagione emergono tante voci: Mosconi che si fa di lato con Chiariotti presidente; trasferimento di tutti i giocatori che economicamente pesano con l’intenzione dichiarata di retrocedere e ripartire dall’Eccellenza; via Cuicchi, soprattutto dopo le dichiarazione del post Agnone, che suonano come un auto licenziamento, ed al suo posto un tecnico giovane anche fatto in casa.

Una fine indecorosa che viene da lontano: sicuramente dal quel famoso spareggio di Sant’Egidio alla Vibrata. Sconfitta che nessuno ha preso sul serio perché è coincisa con il passaggio societario e la certezza di essere riammessi in serie D.

Invece, un disastro. Disastro dal quale non si vede via d’uscita e che, ripetiamo, neanche Mosconi e Chiariotti sembrano rendersene conto.

Peggio di così è difficile immaginarsi. Come già avevamo detto in precedenza si naviga a vista ed anche Gianfranco Amici, in tutto questo contesto, non riesce a uscirne fuori penalizzato da una prestazione di squadra al limite dell’indecenza.

Cuicchi Andrea

Poi Andrea Cuicchi. Un allenatore chiamato per recuperare il paziente moribondo e che doveva dare una scossa all’ambiente ed alla squadra, all’ennesima sconfitta se ne è uscito con “la mia squadra dovrebbe vergognarsi, abbiamo solo guardato i nostri avversari. A noi è mancato il fiato ed il coraggio e servirebbe una svolta mentale.”

Ma non era stato chiamato a sostituire Manuelli per questo? Ora cosa fare? O si molla o si programma sul serio.

Tutto viene a galla. Se veramente ci sono le risorse economiche si programma altrimenti si molla.

Questo undici per essere chiamato squadra deve completamente essere rinnovato dal centrocampo con elementi di peso e di qualità assoluta per la categoria e da almeno un attaccante in grado di segnare tutte le domeniche. Oltre ad un allenatore di categoria e di esperienza.

Altrimenti meglio iniziare a fare le valigie, risparmiando soldi per il futuro, e trasferire tutto con sei mesi d’anticipo in Eccellenza.

Certo la storia della Jesina, la tradizione leoncella, la passione di una tifoseria quasi unica nelle Marche vanno con un colpo di spugna a farsi benedire.

Considerato come è messa la Jesina meglio prenderne atto e mettersi il cuore in pace.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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