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Calcio

JESINA CALCIO / Disastro leoncello, fine di una sciagurata stagione

Il futuro al momento non esiste. Cossu sta provando a costruire una nuova società ma non è detto che ci riesca. Chiariotti e Mosconi due dirigenti per caso

JESI, 2 marzo 2020 – Due retrocessioni negli ultimi tre campionati, quattro negli ultimi trenta.

Alessandro Cossu

La sconfitta interna contro il P.S.Elpidio, alla vigilia era considerata la prima finale da non sbagliare, ha segnato la fine della recente storia chiamata Jesina. Per molti un amore, ovviamente sportivo. La storia di una generazione nata in giro per la bella Italia, da Arezzo a Cattolica, che solo pochi mesi fa aveva partecipato ai festeggiamenti del 90esimo compleanno della squadra della propria città.

Una fine indecorosa firmata Chiariotti e Mosconi, due dirigenti per caso, un disastro calcistico e sportivo determinato da personaggi ben noti che dopo aver messo per iscritto tutto l’impegno per cercare la salvezza hanno alzato bandiera bianca lasciando a Cossu l’ingrato compito del portabandiera.

Si è sbagliato tutto sin dal giorno della firma del passaggio societario da Polita a Mosconi. Una fine indecorosa ed annunciata che parte da lontano. Parte dal fatto che si è navigato a vista senza un programma ed un obiettivo. Ora Jesi sportiva, sponda calcistica, si ritrova senza niente.

Se la retrocessione non è un dramma, il dramma è saper che non esiste una società.

“La prestazione di alcuni giocatori importanti non ci è piaciutadice Alessandro Cossuper cui da questa settimana inizieremo a valutare certe cose. E’ arrivato il momento che se uno in campo passeggia vuol dire che possono giocare alcuni dei nostri ragazzi. Si poteva fare meglio. Qualcuno non si è accorto dei disastri che sono stati fatti sia in società sia da chi ha operato e credo che sia giusto che si inizi a finire dignitosamente il presente e pensare al futuro. Escludo da questo tipo di discorso l’allenatore, persona e tecnico di alto profilo, da ringraziare perché ha sposato questa causa con la promessa che sarebbero arrivati tre giocatori, promessa ed impegno non mantenuti da chi li aveva proposti”. Poi il vice presidente leoncello ha specificato: “Quando sono arrivato ho chiesto di lavorare e nei prossimi mesi lavorerò per il futuro della Jesina e non posso dimenticarmi quello che non è stato fatto. La proprietà conosce il mio pensiero, una società pienamente colpevole di ciò che è stato fatto permettendo a delle persone di andare in giro a nome e per conto del club leoncello con i risultati che ora tocchiamo con mano. Si deve ripartire dagli errori commessi. Da qui a due-tre mesi, quando tirerò le somme, se non ci saranno i presupposti alzerò le mani. In questo momento rappresento la società ed è giusto che sia io a parlare e metterci la faccia. La squadra in campo ha confermato di non essere all’altezza, di non poter lottare in niente. Se i tifosi vogliono seguirci ci seguono ma sanno che da ora in poi vedranno giocare e correre solo ragazzini”.

Insomma le porte dell’Eccellenza sono spalancate. Ora bisognerà capire se il lavoro di Cossu porterà a ripartire dal massimo campionato regionale oppure, come è capitato ad altre realtà vicino a Jesi, si dovrà masticare ancora più amaro e ricostruire un futuro partendo dall’anonimato più generale. Sarà importante anche capire come l’attuale società intenderà chiudere il rapporto con alcuni giocatori, almeno questo si è intuito dalle parole di Cossu, considerato che le promesse fatte, per alcuni sicuramente anche mettendo nero su bianco, dovranno comunque essere mantenute e saldate.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE GENERALE

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