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Calcio

JESINA CALCIO / DAVIDE CIAMPELLI AD ANCONA, VIAGGIO TRA I TIFOSI LEONCELLI

JESI, 21 giugno 2019 – Davide Ciampelli è il nuovo Mister dell’U.S. Anconitana.

Davide Ciampelli

Il tecnico Umbro lascia Jesi dopo una sola stagione chiusa all’ottavo posto.

Per la Jesina avrebbe voluto un progetto ambizioso, e in questo momento la Società non è stata in grado di assecondare le sue richieste.

Abbiamo tastato il polso della tifoseria leoncella, per capire come è stata assorbita questa decisione dell’ex mister di scendere di categoria ed abbracciare i “cugini” dorici.

Qualche perplessità la manifesta lo “Jesinologo” e autore del volume “90 anni da Leoncelli” Michele Grilli: “Non ho avuto modo di conoscere personalmente Ciampelli. Da quanto ho letto, il Mister ha sempre lavorato con altissimi livelli di professionalità e vorrebbe fare di questa passione un lavoro. Accettando una categoria come l’Eccellenza, pur se in una piazza importante come Ancona, oltre ad andare contro il suo credo, ha fatto una scelta rischiosissima: vincere non è mai facile, e se anche riuscisse nel suo intento, sono convinto che la Società in Serie D punterà su un allenatore dal nome molto più altisonante. Chiaro, da sportivo, questo passaggio all’Ancona è molto difficile da digerire”.

Durissimo invece, Roberto Pesaresi: “Mi sento tradito. Passare all’Ancona è uno sgarbo ai tifosi jesini che lo hanno sostenuto nella seconda parte del campionato. Un vero affronto. Ora si dirà che la colpa è dell’attuale Società ancora indecisa sul da fare: a me non interessa, la fede è la fede. Oltretutto è anche sceso di categoria. In ogni caso non sarà facile per lui lavorare con l’Ancona, visto che non hanno un magazziniere bravo come quello di Jesi, pronto a suggerirgli la formazione”.

Di diverso avviso Luciano Montesi: “Ciampelli ha fatto una scelta da professionista, pur scendendo di categoria. In Ancona avrà la possibilità di fare grandi cose e realizzarsi definitivamente come allenatore, cosa che qui a Jesi non poteva fare assolutamente, specie con questa Società”.

Non l’ha presa per niente bene Daniele Sabbatini: “Tutto è figlio del Dio denaro. Resta la buona impressione sul tecnico: La Jesina ha sempre giocato bene, e seppur con una buona rosa, lui ha avuto ottime intuizioni. Diversa quella sull’uomo: Ho sempre pensato che non sarebbe restato a Jesi andando a cercare di misurarsi con categorie superiori. Invece si è dimostrato l’ennesimo mercenario del marcio mondo calcistico. Gli auguro di avere tantissime delusioni sportive in una brevissima carriera”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Lombardi, fresco vincitore del Memorial Red con la sua “Banda Liboni”: “Un professionista è libero di andare dove meglio crede. Nessun problema sul fatto che abbia scelto Ancona. Ma nessuno lo aveva obbligato a lanciare messaggi d’amore verso Jesi e fare ragionamenti sulle sue ambizioni personali. Parole e promesse piene di ipocrisia, che raccontano bene il tipo di personaggio. Spero in un suo fallimento sportivo”.

Articolato il ragionamento di Carlo Santarelli: “Con la tifoseria Ciampelli ha tenuto un atteggiamento più professionale che empatico. Qui a Jesi i programmi non sono certi, quindi ha scelto Ancona, dove ci sono soldi ed ambizioni. Ma fossi stato nei suoi panni, non avrei accettato quell’offerta: ad Ancona deve esclusivamente vincere, giocando bene. Inoltre il campionato di Eccellenza è diverso dalla Promozione. Non prevedo un futuro roseo per lui, anche se gli faccio gli auguri”.

Esprime la sua opinione anche Daniele Pesaresi, anima storica del “Gruppo Blando”: “Nella seconda parte di stagione si è vista la mano del mister, con gioco e risultati. Lo pensavo in una panchina di categoria superiore, o in una di D con grandi ambizioni di vittoria. Il passaggio in Eccellenza, ad Ancona, non me lo aspettavo proprio. Da tifoso questa scelta mi fa arrabbiare, e non la condivido, anche se provo a capirne le ragioni. Comunque la regola che vale è sempre una: giocatori e allenatori passano, noi tifosi rimaniamo per sempre”.

Maurizio Mesisca esprime il suo rammarico: “Sono dispiaciuto e deluso, perché a Jesi ci ha fatto vedere un gran bel calcio. Non pensavo scendesse di categoria, ma sappiamo quali sono le regole del calcio. Non posso fare altro che ringraziarlo per quello che ha fatto a Jesi”.

Drastico il giudizio di Lele Carloni: “Stiamo parlando di un allenatore sopravvalutato: con la squadra che aveva a disposizione, doveva fare un girone di andata molto diverso. Ciampelli è stato ovviamente libero di fare le scelte, ma non si dica che scendere di categoria significa avere ambizioni”.

Diverso il parere di Graziano Fabrizi, in arte Figaro: “Ciampelli ci ha fatto divertire. Ha fatto la scelta giusta andando in una squadra che conta e che vuole vincere”.

Cristiano Pistola, gli lancia uno sportivo arrivederci: “Se Conte passa all’Inter e Sarri va alla Juventus, non vedo perché Ciampelli non possa andare all’Ancona. Sono professionisti, e questo è il loro lavoro. Credo sia giusto scegliere la Società che ti offre più garanzie per metterti in condizione di far bene. La nobile decaduta ha sempre il suo fascino particolare, e fare calcio in una piazza così, dove sai di dover solo vincere, è sempre uno stimolo in più. Il problema è che noi ci affezioniamo, perché siamo legati a quel calcio passionale che purtroppo non esiste più. Vorrà dire che ci rivedremo il prossimo anno al Carotti, per il Derby”.

Chiusura con Luca Santarelli, che non riesce a nascondere la sua preoccupazione per il futuro: “La scelta di Ciampelli mi lascia indifferente, come lo è stato lui verso la tifoseria fino al raggiungimento della salvezza. Un atteggiamento anaffettivo tipico del professionista, che ancora non è. Sono preoccupato invece per la situazione societaria, dove paghiamo l’inesperienza di un Presidente, che ingenuamente ma con assoluta innocenza, si à fatto carico di responsabilità che pensava potesse condividere con altri. Ora regna il silenzio, tra dirigenti che vanno e vengono, poi tornano per scomparire di nuovo. Qualcuno aiuti la Jesina, c’è in ballo un patrimonio storico e sportivo di una città che vive di calcio. Mosconi non può essere lasciato solo. La Jesina ed i suoi tifosi neanche”.

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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