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Calcio

JESINA CALCIO / Cossu al capolinea, la palla passa al sindaco Bacci

L’ultimo regalo di Chiariotti e Mosconi alla città: respinta al mittente l’unica proposta seria e credibile messa per iscritto pervenuta alla società

Cossu Alessandro

JESI, 30 maggio 2020 – Finisce dopo 120 giorni il periodo di ‘prova’ di Alessandro Cossu, inizia un mese di giugno dove per non scomparire definitivamente saranno importanti i fatti e quello che il Sindaco Massimo Bacci sarà capace di proporre e fare per salvare il titolo

Mosconi – Bacci

sportivo e, dopo 93 anni, il calcio in città.

Lunedì 1 giugno Chiariotti e Mosconi si presenteranno al primo cittadino per presentare i conti in rosso del club leoncello e chiedere aiuto.

A meno di una clamorosa marcia indietro, della serie ognuno per la sua strada alla ricerca di un futuro, che ci può stare se le voci di dissenso totale e di continue litigate tra il presidente della Jesina (Chiariotti) ed il socio di maggioranza

Tifosi

(Mosconi), venissero confermate, sembra finire nel peggiore dei modi, dopo 24 mesi di gestione, la storia di un glorioso club che ha nei tifosi un patrimonio ineguagliabile, un vero e proprio valore aggiunto che in questi anni è stato rifiutato, abbandonato e deluso.

 

Alessandro Cossu, come suo stile quando si prende un impegno, è stato puntale e preciso: “Come avevo detto è giunto il 30 maggio per tirare le somme. Mi sono incontrato con la società ed è emerso che la programmazione per la prossima stagione non si può fare perchè ci sono delle difficoltà economiche per ripartire. Mi sono dedicato in questo periodo a trovare delle soluzioni alternative, che stanno ancora in piedi. Quando sono arrivato si era detto che non avrebbe contato la categoria ma si doveva cercare la soluzione per dare un seguito. Per avere un seguito necessitano le risorse che al momento non ci sono. Mosconi è stato chiaro: vuol cedere le quote. Se non può cederle c’è anche un pensierino di non poterla iscrivere e lo manifesterà a chi di dovere. Arrivato a questo punto, dunque, non ha più senso che resti alla Jesina confermando che anche dall’esterno continuerò a cercare le soluzioni adatte. Con questa società trovare qualcuno che aiuti è molto difficile, c’è distacco da parte di tutti. La mia decisione è di non proseguire. Tornerei in ballo se le trattative che ho in piedi si concretizzassero e a quel punto le rappresenterò al sindaco a meno che prima, personalmente, non mi si presentassero delle soluzioni di poter svolgere il mio lavoro con un altro club.  Se c’è da dare una mano la darò per tenere in vita la Jesina. Chi è venuto con me in questi tre mesi, sempre a titolo gratuito, come l’avv. Panettieri, il responsabile della comunicazione Marco Pigliapoco, Graziano Tittarelli escono di scena con il sottoscritto”.

Parole chiare che confermano tutte le difficoltà del caso e già ben note.

Cossu, in sostanza, ci ha provato ma, sicuramente complice anche l’emergenza sanitaria che non lo ha favorito alla ricerca di rapporti con l’imprenditoria locale, ha alzato le mani.

A questo punto, sempre di più, non si spiega come il presidente Chiariotti abbia per l’ennesima volta respinto la proposta dei tre dirigenti, così detti ‘riminesi’, avanzata con lettera scritta e bollata senza se e senza ma.

L’ultimo regalo fatto al calcio Jesino da una società inadeguata e poco competente.

Ricordiamo che a firma di tre personaggi – uno di Chiaravalle, uno di Senigallia, uno domiciliato a Cattolica – con un documento scritto, dunque ufficiale, è stato chiesto l’acquisizione del 49% delle quote con una lettera di intenti di cessione da parte di Mosconi dell’altro 51% entro 30 Aprile 2021 da depositare presso un legale mentre la conduzione della nuova stagione sarebbe rimasta in carico totalmente ai nuovi acquirenti.

La richiesta ha ricevuto una lettera di risposta ufficiale netta e decisa: “come già comunicato viene ribadito che la proprietà della Jesina calcio valuta solamente la vendita al 100% delle quote societarie con effetto immediato”.

Ora, dopo la rinuncia di Cossu, forse si comprende che questa risposta è stata troppo frettolosa e magari avrebbe avuto bisogno di essere approfondita prima di essere respinta.

Ribadiamo che questi tre personaggi dall’estate scorsa provano a trovare una soluzione con l’attuale dirigenza, sempre respinti, e che già nell’ottobre scorso si erano presentati anche dal Sindaco Bacci per manifestare le loro intenzioni.

Perchè hanno sempre ricevuto un secco no? Forse oggi decade pure il concetto di ‘persone non convincenti’ sempre manifestato dagli addetti ai lavori leoncelli nei loro confronti.

Vista la situazione Chiariotti e Mosconi dovrebbero spiegare ai tifosi il loro concetto di ‘convincenti’.

Cosa accadrà nelle prossime ore? Da come si evince dalle parole di Cossu probabilmente Chiariotti  e Mosconi chiederanno un incontro con il Sindaco a cui passeranno la patata bollente, se già non si è fuori tempo massimo.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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